Studi di settore – la gestione del contraddittorio – attività per attività: cosa si può concretamente sostenere per difendersi davanti all’Agenzia Entrate (prima parte)


          Attraverso l’accordo è possibile estinguere anticipatamente la controversia.        In campo tributario, la tendenza del legislatore è proprio quella di anticipare il momento della definizione. E ciò vale, a maggior ragione negli strumenti presuntivi.


          Da parte sua l’Amministrazione finanziaria, in particolare negli studi di settore, nel corso di questi anni ha fornito tutta una serie di cause giustificative, che se ben utilizzate sia dall’ufficio che dal contribuente, possono permettere una definizione di estremo interesse per entrambi.


          Apriamo quindi, con questo nostro primo intervento, esaminando le valutazioni e giustificazioni offerte dalla circolare n. 121/E dell’8 giugno 2000.


 










Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette, armi e munizioni; di articoli per il tempo libero; articoli da regalo, chincaglieria


 e bigiotteria


A causa della varietà delle attività e della ridotta numerosità dei soggetti che svolgono ciascuna di tali attività, è stato individuato un cluster residuale che comprende tutti gli esercenti che non potevano essere assegnati a cluster specifici. Pertanto, in sede di applicazione dello studio in questione, dovranno essere analizzate eventuali peculiarità non colte dallo studio di settore stesso. Ad esempio, sono stati collocati nel cluster residuale anche gli esercizi specializzati nella vendita di bomboniere (che sono classificati tra i cosiddetti articoli da regalo). Per questo settore commerciale, a fronte di costi di gestione dell’esercizio sostenuti nel corso dell’intero anno, l’attività di vendita si svolge effettivamente per circa sette mesi a causa dell’andamento stagionale dei matrimoni concentrato tra aprile ed ottobre. Tale circostanza costituisce una peculiarità rispetto ad altre imprese che, pur essendo comprese nello stesso cluster, vendono altre tipologie di prodotti.


 









Commercio di autoveicoli


E’ necessario tenere presente che il commercio di auto si affianca frequentemente a quello di ricambi (commercio di parti e accessori di autoveicoli). In tal caso è opportuno verificare se i parametri e gli indicatori relativi al commercio delle auto si discostano da quelli relativi al commercio di ricambi (indice di rotazione del magazzino, ricarico, produttività per addetto). È necessario anche valutare, in fase di applicazione, lo sconto medio praticato al cliente rispetto ai listini nonché l’effetto delle diverse politiche commerciali adottate dalle varie case automobilistiche nel corso dell’anno, ad esempio, con offerte promozionali e campagne pubblicitarie di particolare efficacia che influenzano l’andamento delle vendite e giustificano diversificazioni nella capacità di produrre ricavi da parte di concessionarie di marchi diversi.


 


 









Commercio all’ingrosso e al dettaglio di motocicli e ciclomotori


 


Il commercio di motocicli e ciclomotori si affianca frequentemente a quello di ricambi (commercio all’ingrosso e al dettaglio di pezzi di ricambio per motocicli e ciclomotori). In tal caso è opportuno verificare se i parametri e gli indicatori relativi al commercio di motocicli e ciclomotori si discostano da quelli relativi al commercio di ricambi (indice di rotazione del magazzino, ricarico, produttività per addetto). Riguardo al magazzino, va, inoltre, tenuto presente che la continua evoluzione dei modelli di motocicli e ciclomotori che caratterizza il settore in questione determina una rapida obsolescenza dei pezzi di ricambio che, quando sono “datati“, diventano perlopiù inutilizzabili. Viene anche rilevato che, a partire dal 1998, a causa dell’entrata in vigore dei provvedimenti volti ad incentivare il rinnovo del parco circolante, può essersi verificata una riduzione del ricarico, perché la quota di contributo finale all’acquirente a carico delle case produttrici è finanziata anche attraverso una riduzione dei prezzi praticati dal rivenditore.


 









Alberghi e motel, con ristorante e senza ristorante


E’ necessario tenere nella debita considerazione la realtà economica rappresentata dai cosiddetti “garnì“, che, per tipologia di servizio, potrebbero essere meglio assimilati agli affittacamere per i quali è stato elaborato lo studio di settore SG65U, e l’elemento della stagionalità, con la conseguente rilevazione del numero dei giorni di apertura effettiva dell’attività durante l’anno.


 


 









Commercio al dettaglio di filati per maglieria e commercio al dettaglio di merceria, cucirini, filati, ricami


A seguito della contrazione della domanda di filati per maglieria, si è registrata una flessione del numero di esercizi specializzati nella vendita degli stessi filati e una marginalità diffusa del settore, in particolare, per gli esercizi commerciali di ridotte dimensioni. Inoltre, nell’ambito di tali attività sono spesso venduti anche articoli diversi da quelli presi in considerazione dal questionario. In particolare, è diffuso il caso di vendita di articoli di biancheria intima, costumi da bagno, lingerie e capi di abbigliamento analoghi. È, inoltre, opportuno verificare, con riferimento alle rimanenze, l’eventuale presenza di scarti derivanti da vendita di taglie “spezzate” a clienti con conformazione corporea non standardizzata. Detti scarti, infatti, sono, generalmente, venduti a stock ed a prezzi inferiori a quelli ordinariamente praticati.


 










Commercio di parti e accessori di autoveicoli; commercio all’ingrosso e al dettaglio di pezzi di ricambio per motocicli e ciclomotori


Il settore risulta influenzato da una serie di circostanze che vanno attentamente valutate:


– le imprese di ridotte dimensioni risentono negativamente della concentrazione in atto nel settore, poiché il mercato italiano si sta attualmente muovendo nella direzione di quello europeo, e molte case automobilistiche, in particolare la Fiat, convogliano la vendita di ricambi auto presso le proprie concessionarie, escludendo i ricambisti;


– i ricambisti che svolgono l’attività da più anni hanno oggi scorte di magazzino che risultano in parte invendibili, anche per effetto dei provvedimenti adottati dai Governi per rinnovare il parco circolante. Le autovetture nuove acquistate mediante i finanziamenti necessitano di una manutenzione ridottissima e migliaia di veicoli vecchi sono stati eliminati dalla circolazione con la conseguenza che i relativi pezzi di ricambio, ancora presenti nei magazzini, sono inutilizzabili;


– il proliferare di strutture destinate alla “rottamazione” delle auto fa sì che le auto rottamate siano private delle parti ancora utilizzabili per essere vendute nel circuito parallelo del commercio clandestino, sottraendo mercato al settore;


– la tipologia di clientela nei confronti della quale è effettuata la commercializzazione dei ricambi determina livelli di redditività differenziati. In particolare, le vendite effettuate a montatori ed autofficine comportano una media redditività, le vendite all’ingrosso ad altre strutture distributive comportano una bassa redditività, le vendite al dettaglio sono caratterizzate dalla redditività più alta.


 









Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, saponi e prodotti per toletta e per l’igiene personale


Va considerata la necessità per tali soggetti di avere un adeguato assortimento con un elevatissimo numero di referenze, per affrontare la competizione del mercato, tenendo presente l’influenza del fenomeno moda nella cosmesi prodotta dai grandi stilisti e dai grandi marchi che creano in continuazione nuovi articoli di tendenza. Si tratta di cosmetici quali ciprie, rossetti, fondi tinta, ombretti che, se non venduti nel corso di una stagione, determinano il rigonfiamento del magazzino. Per difficoltà di stoccaggio e per necessità di liquidità finanziaria dell’impresa, gli articoli di questo genere vengono venduti sottocosto con margini di ricarico molto bassi.


 









Settore manifatture


Va tenuto presente che:


– molti comparti sono influenzati dal fattore moda per effetto del quale non sempre tutti i macchinari sono impiegati nel ciclo produttivo. In tali casi la scelta di aumentare gli investimenti risponde soprattutto all’esigenza di mantenere adeguata la qualità del prodotto e del servizio offerto e non a criteri di aumento della produttività e della quantità. Pertanto, in sede di applicazione degli studi andrà valutato l’effettivo utilizzo dei macchinari, anche sulla base dei consumi, nonché l’anno di acquisto degli stessi;


– il massiccio fenomeno della globalizzazione e della delocalizzazione produttiva ha prodotto, negli ultimi anni, una crisi strutturale di molti comparti del settore. Tale crisi comporta la necessità di monitorare l’andamento dei comparti di volta in volta esaminati. Utili indicazioni potranno essere tratte, in particolare, da un controllo delle fatture emesse, confrontando le quantità e i prezzi praticati in diversi periodi d’imposta, tenendo anche conto del rapporto prezzo/quantità. Dall’esame delle fatture può essere rilevato se: a parità di prezzo, le lavorazioni sono avvenute per lotti quantitativamente ridotti e, quindi, con una maggiore incidenza dei costi sui ricavi; a parità di volume di produzione o di vendita, i ricavi complessivi risultano inferiori a quelli contabilizzati in anni precedenti per effetto di prezzi unitari di vendita che, a causa del verificarsi di sfavorevoli condizioni di mercato, risultano inferiori a quelli in precedenza praticati.


L’ammontare del volume della produzione può essere dedotto anche dalla valutazione di altri elementi quali, ad esempio, i consumi energetici. È importante altresì verificare l’andamento della variazione delle scorte.


 









Fabbricazione di ricami


Vanno considerati:


– gli effetti della stagionalità e la crisi del comparto, dovuta alla delocalizzazione delle lavorazioni in paesi extra-UE;


– la circostanza che il periodo lavorativo in cui il dipendente impiegato a tempo indeterminato per l’intero anno è effettivamente utilizzato risulta talvolta ridotto a otto/nove mesi nell’anno; – l’influenza sulla reale produttività degli addetti dei periodi di malattia, maternità, sospensioni, assenze, ecc..


 









Fabbricazione di articoli in maglia e di confezione di vestiario (calzetteria a maglia; pullover, cardigan ed altri articoli simili a maglia; altra maglieria esterna; maglieria intima; altri articoli e accessori a maglia; vestiario esterno; indumenti da lavoro; abbigliamento o indumenti particolari; biancheria personale; cappelli; confezione varie e accessori per l’abbigliamento;altre attività collegate all’industria dell’abbigliamento).


Va in particolare tenuto conto che il settore della moda è caratterizzato dalla ciclicità nei volumi di produzione; tale fenomeno comporta, nelle piccole imprese, l’esistenza di temporanee eccedenze di personale rispetto all’effettiva produttività in quanto tali imprese hanno, comunque, l’esigenza di mantenere personale con elevato livello di qualificazione e non possono, tra l’altro, fruire della cassa integrazione. Tale caratteristica del settore va valutata anche in relazione all’utilizzo degli impianti e agli altri indicatori oggettivi, quali ad esempio, i consumi energetici in rapporto ai beni strumentali posseduti e la riduzione del lavoro straordinario. In relazione alla attività di “confezioni di cappelli” si segnala l’opportunità di valutare, caso per caso, la coerenza dell’indice di rotazione delle materie prime, tenuto conto che le scorte di magazzino potrebbero risultare più alte che per le altre attività a causa della grave crisi di mercato che ha colpito tale settore.



 









Attività di taglio e trattamento del legno, di fabbricazione di porte e finestre e di altri prodotti in legno (taglio, piallatura e trattamento del legno; fabbricazione di fogli da impiallacciatura, di compensato, di pannelli stratificati ad anima listellata, pannelli di fibre, di particelle di altri pannelli; fabbricazione di imballaggi in legno, porte e finestre in legno escluse porte blindate; fabbricazione di altri elementi di carpenteria in legno e falegnameria; fabbricazione di prodotti vari in legno esclusi i mobili; fabbricazione dei prodotti della lavorazione del sughero).


In relazione a tali studi non sono state individuate le attività di servizio, ad esempio di “riparazione” e di “restauro“, che risultano codificate con lo stesso codice attività della produzione. L’influenza che le informazioni relative a tali attività, richieste nel quadro Z del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, possono avere sui ricavi presunti, può essere utilmente valutata in sede di applicazione degli studi.


 









Finissaggio dei tessili


Si è reso opportuno rilevare ulteriori dati utili per la fase della manutenzione, al fine di individuare le imprese che svolgono esclusivamente il controllo qualità o il rammendo, tenuto conto che attualmente lo studio non coglie questa specificità. Tali informazioni sono richieste nel quadro Z del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.


In sede di applicazione dello studio si potrà altresì, tenere conto delle logiche del gruppo industriale del quale l’impresa eventualmente è parte.


 


 









Preparazione delle fibre di lana e assimilate, cardatura; Filatura della lana cardata e di altre fibre tessili a taglio laniero; Pettinatura e ripettinatura delle fibre di lana e assimilate; Filatura della lana pettinata e delle fibre assimilate, preparazioni in gomitoli e matasse; Attività di preparazione e di filatura di altre fibre tessili; Tessitura di filati tipo lana cardata; Tessitura di filati tipo lana pettinata; Tessitura di altre materie tessili; Fabbricazione di maglierie.


In relazione a tale studio non è stata individuata, con un apposito cluster descrittivo, la figura del c. d. ” impannatore“, cioè del produttore di tessuti che si avvale esclusivamente di lavorazioni conto terzi nella realizzazione dei propri prodotti e che, per tali caratteristiche, non ha locali di produzione ma solo magazzino, non utilizza beni strumentali ed impiega un esiguo numero di dipendenti.


 


 









Fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici e ornamentali; Fabbricazione di piastrelle e lastre in ceramica per pavimenti e rivestimenti; Fabbricazione di mattoni, tegole ed altri prodotti per l’edilizia in terracotta


E’ opportuno tenere conto che le imprese specializzate nella produzione artistica – tradizionale hanno sia rimanenze di merci che costi della manodopera molto elevate rispetto alla media del settore.


 









Fabbricazione di armature per occhiali di qualsiasi tipo, montatura in serie di occhiali comuni; confezionamento ed apprestamento di occhiali da vista e lenti a contatto


Occorre tener conto della crisi che colpisce, in particolare, le piccole e medie imprese, dovuta ad importazioni di occhiali dai paesi dell’est, e dal fatto che essendo un accessorio segue l’andamento e le tendenze del fattore “moda”.


Potrà essere valutata, inoltre, l’influenza sui ricavi presunti degli ulteriori dati forniti mediante la compilazione del quadro Z del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.



 









Intermediari del commercio di macchinari, impianti industriali, navi e aeromobili (comprese macchine agricole e per ufficio), intermediari del commercio di materie prime agricole, di animali vivi, di materie prime tessili e di semilavorati, intermediari del commercio di combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici per l’industria, intermediari del commercio di legname e materiale da costruzione


 


E’ opportuno considerare che le provvigioni percepite dall’intermediario variano a seconda dell’area geografica di svolgimento dell’attività. Si rilevano di conseguenza sensibili differenze nella misura percentuale delle stesse tra le aree del Nord e quelle del Sud del Paese, mentre i costi non subiscono tale differenziazione.


 









Attività delle lavanderie per alberghi, ristoranti, enti e comunità e Servizi delle lavanderie a secco, tintorie


 


E’ opportuno tenere in considerazione che le lavanderie tradizionali e lavasecco che dichiarano di svolgere il servizio a gettone, seppure non in modo prevalente, vengono attribuite al gruppo omogeneo delle lavanderie a gettone (cluster 7), il che potrebbe portare alla determinazione di un ricavo teorico più elevato rispetto a quello dei gruppi omogenei delle lavanderie tradizionali (cluster 1) e lavasecco (cluster 2).


 


 









Edilizia (Demolizione di edifici e sistemazioni del terreno; Trivellazioni e perforazioni; Costruzioni di autostrade, strade, campi di aviazione e impianti sportivi; Costruzioni di opere idrauliche; Lavori generali di costruzione di edifici e lavori di ingegneria civile; Posa in opera di coperture e costruzione di ossature di tetti di edifici; Altri lavori speciali di costruzione.


 


In relazione a tali studi dovrà essere opportunamente valutata l’influenza che potrebbe derivare da peculiari modalità di esercizio dell’attività. Si tratta di individuare i fattori interni ed esterni che condizionano la struttura esaminata con riflessi sulla capacità produttiva.


Rientrano tra i fattori interni di rilievo la presenza di attrezzature di cantiere che portano a maggiori consumi di energia o di carburante, la conduzione da parte di imprenditori individuali in età di pensione il cui rendimento lavorativo è generalmente ridotto, ovvero, nelle imprese individuali con un basso numero di addetti, la circostanza che il titolare deve necessariamente svolgere anche mansioni che comportano una diminuzione del suo impegno nella produzione (ad esempio, organizzazione e partecipazione a gare d’appalto per lavori pubblici e ricerca di commesse per lavori privati). Tale realtà potrebbe comportare una riduzione della produttività per addetto.


I fattori esterni di condizionamento sono individuabili nella partecipazione alle gare al ribasso per le imprese che eseguono lavori con prevalenza di appalti pubblici, le quali possono condurre a situazioni di marginalità. Tale circostanza può essere verificata controllando la documentazione relativa ai bandi d’asta e alle riduzioni effettuate. Inoltre, le imprese che operano in condizioni di subappalto presentano situazioni di marginalità di ricavi piuttosto marcata. Quest’ultima circostanza risulta più evidente nei casi in cui il committente sia anche impresa edile. Va altresì sottolineata la necessità di valutare con attenzione i ricavi stimati per le imprese che danno prevalentemente in subappalto i lavori acquisiti, al fine di poterne eseguire un esame più approfondito. Va considerato, infine, che negli ultimi anni, con la crisi del settore ed i ritardi nei pagamenti, numerose imprese hanno acquisito lavori in perdita pur di dimostrare alla banche un portafoglio lavori che consentisse loro di accedere a fidi ed altre forme di credito.


È possibile che gli studi di settore applicabili al comparto in esame effettuino una stima impropria dei ricavi, in presenza di rimanenze valutate a costo relative ai semilavorati (lavori di propria promozione in corso di esecuzione) e ai lavori su commessa di durata infrannuale.


Si segnala, altresì, che nel settore in esame vi sono imprese strutturate per acquisire commesse di grandi dimensioni. Per esse si potrebbe verificare l’assoggettamento agli studi di settore nell’ipotesi in cui non si verifichi l’acquisizione di grandi lavori nel periodo d’imposta esaminato Ne consegue che pur essendo attratte nel campo di azione dello strumento, quest’ultimo non risulta perfettamente riferibile ad esse, in quanto le stesse vanno valutate sulla base di un arco temporale superiore all’anno.


 


 









Attività non specializzate di lavori edili e Altri lavori di completamento degli edifici


 


Va considerato che:


– le gare al ribasso possono comportare situazioni di marginalità per le imprese che eseguono lavori con prevalenza di appalti pubblici. Tale circostanza può essere documentata tenendo conto della base d’asta e delle riduzioni effettuate;


– le imprese che operano in subappalto presentano situazioni di marginalità di ricavi piuttosto marcata. Tale circostanza è più evidente nei casi in cui anche il committente sia un’impresa edile;


– nelle imprese individuali, con un basso numero di addetti, il titolare deve necessariamente svolgere anche mansioni (ad esempio, organizzazione e partecipazione a gare d’appalto per lavori pubblici e ricerca di commesse per privati) che comportano una diminuzione del suo impegno nella produzione. Tale realtà potrebbe verosimilmente ingenerare una riduzione della produttività per addetto;


– negli ultimi anni, stante la crisi del settore ed i ritardi nei pagamenti, numerose imprese hanno acquisito lavori in perdita pur di dimostrare alle banche un portafoglio lavori tale da consentire accesso alle varie forme di credito.   


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