Novità fiscali del 6 febbraio 2009: nuovo modello IRAP 2009 autonomo: ecco come è composto; veicoli importati e commercializzati in Italia da San Marino; ONLUS adempimenti dichiarativi; le novità del modello UNICO società di capitali in versione definitiva


 






 


Indice:


 


1) Nuovo modello IRAP 2009 autonomo: ecco come è composto


 


2) Consolidato Nazionale e Mondiale 2009


 


3) Veicoli importati e commercializzati in Italia da San Marino


 


4) Onlus adempimenti dichiarativi


 


5) Pubblicato anche il modello unico società di capitali in versione definitiva: Le novità


 


6) La dichiarazione ICI si considera omessa se non sono indicati tutti gli immobili posseduti


 


7) Appalti pubblici: Il DURC solo dalle stazioni appaltanti


 


 


1) Nuovo modello IRAP 2009 autonomo: come è composto


Il modello Irap 2009, completo di istruzioni, in versione definitiva è disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate dal 04.02.2009.


Il modello IRAP 2009 è ormai sganciato dal modello unico


Come è noto la Legge Finanziaria 2008 ha disposto che, a partire da quest’anno, la dichiarazione Irap non deve essere più presentata all’interno di Unico ma va trasmessa in via telematica in forma autonoma.


Sarà poi compito dell’Agenzia inviare la dichiarazione alle Regioni e alle Province autonome – sia a quelle in cui il soggetto ha il proprio domicilio fiscale sia a quelle in cui viene ripartito il valore della produzione netta – utilizzando “PuntoFisco”, il sistema di collegamento tra anagrafe tributaria e enti locali, come ha illustrato il provvedimento di approvazione del modello.


Le altre novità rispetto allo scorso anno


Il modello Irap 2009 ha quindi perso i cinque quadri distinti da inserire all’interno dei modelli Unico PF, SP, SC e ENC ed adesso usufruisce,  per fare fronte alle esigenze di autonomia, di uno stampato ad hoc.


In particolare, il nuovo modello è ora costituito da un frontespizio, cinque quadri (IQ, IP, IC, IE e IK) in cui determinare la base imponibile Irap con riferimento alle cinque diverse categorie di soggetti passivi:


1 – persone fisiche;


2 – società di persone;


3 – società di capitali;


4 – enti non commerciali;


5 – amministrazioni pubbliche.


I quadri tengono conto delle novità introdotte dalla Finanziaria 2008 in merito alla determinazione del valore della produzione.


Completano il nuovo modello Irap 2009 i quadri IR (da utilizzare per la ripartizione regionale della base imponibile e dell’imposta oltre che per la determinazione del saldo a debito o a credito) e IS, con i prospetti per indicare i dati utili per determinare il valore della produzione.


1 – Persone fisiche


Riguardo le persone fisiche (imprese di cui all’art. 5-bis del D.Lgs. Irap), la sezione I deve essere compilata dalle persone fisiche esercenti attività commerciali, a prescindere dal regime di contabilità adottato, che non hanno optato (ai sensi dell’art. 5-bis, comma 2, del D.Lgs. Irap), per la determinazione del valore della produzione secondo le regole dettate per le società di capitali e per gli enti commerciali.


Mentre la sezione II (imprese di cui all’art. 5 del D.Lgs. n. Irap) deve essere compilata dalle persone fisiche esercenti attività commerciali, in regime di contabilità ordinaria, che, invece, hanno optato per la determinazione del valore della produzione secondo le regole dettate per le società di capitali e per gli enti commerciali.


Imprese in regime forfetario


La sezione III è riservata ai soggetti che applicano, ai fini dell’Irpef, i regimi di determinazione del reddito di impresa di cui all’art. 56- bis del Tuir (attività dirette alla produzione di vegetali esercitate oltre il limite del reddito agrario).


Produttori agricoli


La sezione IV va compilata dai produttori agricoli titolari di reddito agrario di cui all’art. 32 del Tuir, dagli esercenti attività di allevamento di animali.


Esercenti arti e professioni


Infine, la sezione V va compilata dai soggetti esercenti arti e professioni di cui all’art. 53, comma 1, del Tuir, per i quali la base imponibile si determina sottraendo dall’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta l’ammontare dei costi inerenti all’attività sostenuti nello stesso periodo d’imposta, compreso l’ammortamento dei beni materiali e immateriali ed esclusi gli interessi passivi e le spese per il personale dipendente.


I compensi, i costi e gli altri componenti si assumono così come rilevanti ai fini della dichiarazione dei redditi.


2 – società di persone


Società esercenti attività commerciali (di cui all’art. 5-bis del D.Lgs. Irap): La sezione I deve essere compilata dalle società in nome collettivo e in accomandita semplice ed equiparate (ai sensi dell’articolo 5 del Tuir), a prescindere dal regime di contabilità adottato, che non hanno optato (ai sensi dell’art. 5-bis, comma 2, del D.Lgs. Irap), per la determinazione del valore della produzione secondo le regole dettate per le società di capitali e per gli enti commerciali.


Sezione II


Società esercenti attività commerciali (di cui all’art. 5 del D.Lgs. Irap o attività finanziarie di cui all’art. 6, comma 9, del D.Lgs. Irap).


La sezione II deve essere compilata dalle società in nome collettivo e in accomandita semplice ed equiparate (ai sensi dell’articolo 5 del Tuir), in regime di contabilità ordinaria, che hanno optato (ai sensi dell’art. 5-bis, comma 2, del D.Lgs. Irap), per la determinazione del valore della produzione secondo le regole dettate per le società di capitali e per gli enti commerciali.


3 – società di capitali


Per le società di capitali, infine, debutta la sezione I, veloce da compilare rispetto a prima per la scomparsa delle colonne di variazioni dei dati da bilancio a fisco.


Termini di presentazione


Per le persone fisiche, le società semplici, le società in nome collettivo ed in accomandita semplice, nonché per le società ed associazioni ad esse equiparate ai sensi dell’art. 5 del TUIR, il termine è fissato al 31 luglio dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.


Mentre per i soggetti all’IRES, nonché per le amministrazioni pubbliche, il termine è fissato nell’ultimo giorno del settimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.


Ai fini dell’adempimento della presentazione, non assume quindi rilevanza la data di approvazione del bilancio o del rendiconto, ma solo la data di chiusura del periodo d’imposta.


 


 


2) Consolidato Nazionale e Mondiale 2009


Sul sito delle Entrate è arrivato anche il modello Consolidato Nazionale e Mondiale per il 2009.


È, infatti, disponibile dal 04.02.2009 sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate – www.agenziaentrate.gov.it – la versione definitiva del modello di dichiarazione, con le relative istruzioni, che sarà utilizzato nei prossimi mesi dai soggetti ammessi alla tassazione di gruppo di imprese controllate residenti e da quelli ammessi alla determinazione dell’unica base imponibile per il gruppo di imprese non residenti.


Tra le novità più rilevanti del modello 2009 dedicato al Consolidato Nazionale e


Mondiale c’è l’abrogazione delle rettifiche di consolidamento relative alla quota imponibile dei dividendi, al pro-rata patrimoniale e ai trasferimenti dei beni in regime di neutralità (art. 122 del TUIR, nella formulazione in vigore fino al 31 dicembre 2007).


In sostituzione della disposizione abrogata, trovano spazio le nuove rettifiche di


consolidamento riguardanti la gestione degli interessi passivi non dedotti dalle singole consolidate e deducibili in capo al consolidato stesso (commi 5-bis, 7 e 8 dell’articolo 96 del medesimo testo unico).


Viene, inoltre, segnalata, l’introduzione nel quadro CN, dedicato alla determinazione dell’imposta complessiva di gruppo, di due nuovi righi (CN18 e CN19) destinati ai contribuenti che intendono avvalersi dell’agevolazione prevista dal decreto anticrisi che consente la riduzione di 3 punti percentuali della misura dell’acconto Ires per il 2008, nonché la compensazione in F24 dell’eccedenza eventualmente versata (art. 10 del D.L. 185/2008).


Infine, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che il modello accoglie la riduzione dell’aliquota Ires, che passa dal 33% al 27,5%, introdotta dalla Finanziaria 2008.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 04.02.2009)


 


 


3) Veicoli importati e commercializzati in Italia da San Marino


Gli acquisti effettuati da operatori di San Marino sono esclusi dalla procedura di versamento dell’Iva tramite modello “F24 Iva auto Ue”.


Inoltre, le filiali delle case costruttrici di veicoli estere che sono in attesa del rilascio del codice di antifalsificazione possono comunque procedere all’immatricolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi nuovi oggetto di acquisto Ue, a patto che il codice venga acquisito non oltre il 30 giugno 2009.


Con la circolare 3/E del 04.02.2009, Agenzia delle Entrate e Ministero dei Trasporti hanno fanno il punto sull’immatricolazione di veicoli importati e commercializzati in Italia e provenienti da altri Stati comunitari, con particolare riferimento alla procedura per il rilascio del codice di antifalsificazione agli operatori del settore interessati.


La medesima circolare ha poi spiegato che gli acquisti effettuati da operatori della Repubblica di San Marino, anche se classificabili come operazioni all’importazione, non sono soggetti a censimento al momento dell’ingresso nel territorio italiano e restano quindi esclusi dalla procedura di versamento dell’Iva tramite modello “F24 Iva auto Ue”.


Particolari chiarimenti sono stati forniti anche relativamente all’immatricolazione dei veicoli provenienti dalle Isole Canarie, da Gibilterra, dal Principato di Monaco e da altre particolari circoscrizioni territoriali.


Infine, riguardo ai veicoli strumentali all’esercizio dell’attività di soggetti Iva, non occorre provvedere al versamento dell’imposta con il modello dedicato (“F24 Iva auto Ue”) perché si tratta di acquisti non finalizzati alla vendita o al noleggio.


 


 


4) Adempimenti dichiarativi:


Rapporto giuridico tra Onlus e soggetti svantaggiati


“In tema di iscrizione all’anagrafe unica delle Onlus, il requisito dell'”esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale” (articolo 10, comma 1, lettera b), Dlgs 460/1997) deve essere letto nel senso di attività diretta “esclusivamente”, e non “anche”, nei confronti di soggetti svantaggiati.
Inoltre, con particolare riferimento al settore di attività definito di “promozione della cultura e dell’arte”, gli apporti economici provenienti dall’amministrazione centrale dello Stato rilevano ai fini del riconoscimento della qualifica di Onlus, anche a prescindere dal requisito dell’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale (articolo 10, comma 4), a patto che tali contributi siano riconosciuti in ragione della specifica attività svolta (cultura, arte).


Non rilevano, pertanto, le provvidenze erogate sulla base di altri presupposti, quali ad esempio il mezzo utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria.
Così si è espressa la Commissione tributaria regionale di Milano con la sentenza 43/28/08 del 26 novembre”.


(in notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 05.02.2009)


Onlus: obblighi di dichiarazione ?


Inoltre, sempre all’interno del notiziario delle Entrate è stato trattato il caso in cui le Onlus sono obbligate a presentare la dichiarazione dei redditi.


A tal fine è stato evidenziato che per le Onlus, “le attività istituzionali e quelle ad esse direttamente connesse non costituiscono esercizio di attività commerciali per cui i proventi derivanti dal loro esercizio, non concorrendo alla formazione del reddito imponibile, non sono assoggettati all’obbligo della dichiarazione.


Le Onlus sono tenute alla presentazione della dichiarazione dei redditi soltanto in presenza di redditi fondiari e di redditi diversi.


Non devono essere dichiarati i redditi di capitale, che sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta”.


 


 


5) Pubblicato anche il modello unico società di capitali in versione definitiva


Con provvedimento sempre del 31.01.2009, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito il 05.02.2009, a concludere la serie dei modelli dichiarativi fiscali annuali, anche il modello Unico Sc 2009 e le relative istruzioni, in versione definitiva.


Unico 2009 Società di Capitali al traguardo: Novità su interessi passivi, Ires e imposte sostitutive


Il modello, che fa riferimento al periodo d’imposta 2008, deve essere presentato dai soggetti titolari del reddito d’impresa e tiene conto delle novità contenute nella Finanziaria 2008, nella manovra d’estate (legge 133/08) e nel decreto anticrisi, convertito dalla legge n. 2/2009.


Tra le novità si segnalano:


– l’introduzione di un prospetto sugli interessi passivi per la nuova modalità di


calcolo dell’indeducibilità dal reddito e del riporto degli interessi e del risultato


operativo;


– l’integrazione del prospetto sugli utili e le riserve per tener conto del regime delle Siiq (Società d’investimento immobiliare quotate) e l’introduzione del prospetto del reddito esente per le stesse Siiq;


– nuove regole per la determinazione delle spese di rappresentanza indeducibili, qualora non rispondenti ai requisiti di inerenza e congruità;


– la semplificazione del quadro EC a seguito dell’inammissibilità delle deduzioni extracontabili a titolo di ammortamenti, altre rettifiche di valore e accantonamenti;


– aliquota Ires, ora al 27,5% anziché al 33% del 2007 (si applica un’addizionale di 5,5 punti percentuali per i soggetti coinvolti nella ricerca e coltivazione di idrocarburi, raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli, ecc.);


– l’introduzione di apposito prospetto per la liquidazione dell’imposta patrimoniale sull’ammontare del valore netto dei fondi d’investimento immobiliare chiusi pari all’1%;


– l’introduzione di un prospetto ad hoc per il riporto delle perdite attribuite per trasparenza dalle società in nome collettivo e in accomandita semplice, utilizzabili solo in abbattimento degli utili attribuiti per trasparenza nei successivi cinque periodi d’imposta dalla stessa società che ha generato le perdite.


Novità anche all’interno del quadro di liquidazione delle imposte sostitutive (RQ):


– per i maggiori valori attribuiti in bilancio all’avviamento, ai marchi d’impresa e alle altre attività immateriali, nonché per i crediti, derivanti da operazioni straordinarie;


– per il maggior valore delle rimanenze finali a seguito del nuovo criterio contenuto nell’art. 92-bis del Tuir per alcune imprese;


– riallineamento attraverso il pagamento di distinte imposte, ai fini Ires, Irap e di eventuali addizionali, delle divergenze che derivano dall’adozione dei principi


internazionali IAS/IFRS, e dall’applicazione di diversi criteri di valutazione delle rimanenze;


– rivalutazione degli immobili, ad esclusione delle aree fabbricabili e degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, con affrancamento del saldo attivo della rivalutazione con l’applicazione di una imposta sostitutiva di Ires e Irap e di eventuali addizionali;


– versamento di un’imposta sostitutiva di Ires e Irap e di eventuali addizionali (da computare in diminuzione del saldo attivo della rivalutazione) sul maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione.


(Agenzia delle Entrate, Provvedimento del 31.01.2009 pubblicato il 05.02.2009 e comunicato stampa del 05.02.2009)


 


 


6) La dichiarazione ICI si considera omessa se non sono indicati tutti gli immobili posseduti


Omettere uno degli immobili posseduti nella dichiarazione ICI equivale ad omettere la dichiarazione stessa.


In tal senso si è pronunciata di recente la Suprema Corte di Cassazione.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 932 del 16.01.2009, in Ipsoa del 05.02.2009)


 


 


7) Appalti pubblici: Il DURC solo dalle stazioni appaltanti


L’INAIL ha ricordato che la legge del 28 gennaio 2009 n. 2, di conversione – con modificazioni – del decreto legge 29 novembre 2008 n. 185, prevede che ” le stazioni appaltanti pubbliche acquisiscono d’ufficio, anche attraverso strumenti informatici, il documento unico di regolarità contributiva (DURC) dagli istituti o dagli enti abilitati al rilascio in tutti i casi in cui e’ richiesto dalla legge”.


Nulla cambia sotto il profilo operativo e procedurale, essendo l’applicativo DURC già predisposto per ricevere le richieste da parte delle stazioni appaltanti, le quali hanno l’obbligo di utilizzare esclusivamente la via telematica.


Le stazioni appaltanti che sono in possesso di una casella di posta certificata possono ricevere il DURC all’indirizzo PEC indicato in fase di richiesta. L’INAIL fa presente che al momento, tale possibilità è data nel solo caso di richiesta di DURC per appalti pubblici di lavori emessi dalle Casse Edili.


(Nota INAIL n. 2724 del 04.02.2009, in Ipsoa del 05.02.2009)


 


 


 


A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


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