Novità fiscali del 4 febbraio 2009: agevolazioni prima casa: presupposti per la concessione dei benefici; credito IVA del 2008: richiesta di rimborso con il modello VR/2009; bonus famiglia: nuovi chiarimenti e prima scadenza al 28 febbraio; pubblicato il modello UNICO 2009 Enti Non Commerciali definitivo ed il modello UNICO Società di Persone


 






 


Indice:


 


1) Niente carta, solo ebook per i giornali ?


 


2) IRAP dovuta anche se il titolare è insostituibile: Sentenza della Cassazione


 


3) Agevolazioni prima casa: Presupposti per la concessione dei benefici


 


4) Credito Iva del 2008: richiesta di rimborso con il modello vr/2009


 


5) Accertamento induttivo: rettifica è legittima se i ricavi sono inattendibili


 


6) Bonus famiglia, prima scadenza spostata al 28 febbraio


 


7) Pubblicato il modello Unico 2009 Enti non commerciali definitivo


 


8) Definitivo anche il modello unico società di persone 2009


 


 


1) Niente carta, solo ebook per i giornali ?


Spendere la metà per distribuire il giornale con un ebook e tagliare tutto il costo della carta ?


Potrebbe esser possibile, ciò in base ad un semplice calcolo (fatto da esperti americani) che sostiene che gli attuali 830 mila abbonati del New York Times potrebbero essere dotati di altrettanti dispositivi mobili di lettura.


A confronto con una spesa attuale di circa 600 milioni di dollari si potrebbe scendere a 297.


Intrigante calcolo, che resiste anche a qualche evidente errore di impostazione e ai problemi inerenti ai nuovi dispositivi di lettura.


Ma ciò che importa qui è la conseguenza del ragionamento.


La distribuzione via supporto mobile potrebbe essere una via di uscita dai guai (o una delle vie) per i giornali in seria difficoltà finanziaria.


Il ragionamento merita di essere preso in considerazione, non come previsione letterale, ma nella sua intuizione positiva.


(Da La Repubblica.it del 03.02.2009)


 


 


2) IRAP dovuta anche se il titolare è insostituibile: Sentenza della Cassazione


Con la sentenza n. 2030 del 28.01.2009, , la Corte di Cassazione ha stabilito che l’IRAP si applica anche quando l’attività del titolare risulta insostituibile sia giuridicamente (per le firme) che per la clientela.


Secondo i giudici supremi, infatti, il fatto che i collaboratori del titolare non possano mandare avanti l’attività non fa venire meno il requisito “dell’autonoma organizzazione” richiesto ai fini dell’assoggettamento all’imposta (ciò, come ha informato il notiziario Seac del 03.02.2009).


In precedenza, nella rivista della Scuola Superiore dell’Economia e Finanze è stato evidenziato come (Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29146 del 1.12.2008) sia soggetto IRAP il consulente fiscale che esercita la propria professione con l’ausilio di un solo assistente e che svolge un’attività produttiva rispondente ai requisiti di autonoma organizzazione.


E’, quindi, soggetto IRAP il consulente fiscale che esercita la propria professione con l’ausilio di un solo assistente e che svolge un’attività produttiva rispondente ai requisiti di autonoma organizzazione.


In tal caso si ha un’inversione dell’onere della prova e spetta al contribuente che chiede il rimborso dimostrare di non trovarsi nella condizione che richiede l’applicabilità della norma.


In tal caso il professionista, secondo il parere delle Entrate, avvalendosi dell’attività di un collaboratore, non poteva negare la sussistenza di una struttura organizzativa.


La Suprema corte, decidendo su tale caso, ha respinto il ricorso introduttivo del professionista in base a talune considerazioni.


La Corte suprema ha poi ribadito le condizioni che sono necessarie per potere ravvisare il requisito “dell’autonoma organizzazione”:


– Il contribuente sia il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità e interesse


– il medesimo impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.


(Corte di Cassazione, sentenza n.  2030 del 28.01.2009)


 


 


3) Agevolazioni prima casa: Presupposti per la concessione dei benefici


Ai fini della concessione delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa, il requisito della residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile deve essere riferito alla famiglia.


“La giurisprudenza di questa corte, infatti, ha affermato che, in tema di imposta e di relativi benefici per l’acquisto della “prima casa”, il requisito della residenza va riferito alla famiglia, per cui, ove l’immobile acquistato sia adibito a residenza della famiglia, per cui, ove l’immobile acquistato sia adibito a residenza della famiglia, non rileva la diversa residenza del coniuge di chi ha acquistato in regime di comunione (Cass. 13085 del 2003; e già Cass. n. 14237 del 2000); in particolare, ha avuto modo di precisare che i coniugi non sono tenuti ad una comune residenza anagrafica, ma reciprocamente alla coabitazione (art. 143 del codice civile), quindi una interpretazione della legge tributaria (che del resto parla di residenza e non di residenza anagrafica) conforme ai principi del diritto di famiglia porta a considerare la coabitazione con il coniuge come elemento adeguato a soddisfare il requisito della residenza ai fini tributari (Cass. n. 14237 del 2000, cit.); e che quella che conta, allora, non è tanto la residenza dei singoli coniugi, quanto quella della famiglia: l’art. 144 c.c. secondo il quale i coniugi “fissano la residenza della famiglia stessa” (che è una esplicitazione ed una attuazione della più ampia tutela che l’art. 29 della Costituzione assegna alla famiglia), mentre da una parte riconosce che i coniugi possano avere delle esigenze diverse ai fini della residenza individuale, dall’altra tende a privilegiare le esigenze della famiglia, quale soggetto autonomo rispetto ai coniugi; pertanto, anche la norma tributaria va letta ed applicata nel senso che diventa prevalente l’interesse della famiglia rispetto a quello dei singoli coniugi, per cui il metro di valutazione dei requisiti per ottenere il beneficio deve essere diverso in considerazione della presenza di un’altra entità, quale la famiglia (Cass. n. 13085 del 2003, cit.)”.


(Corte di Cassazione, ordinanza n. 2109 del 28.01.2009)


 


 


4) Credito Iva del 2008: richiesta di rimborso con il modello vr/2009


Sono stati approvati con Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 15.1.2009 i modelli (Mod. Iva 2009, Mod. VR/2009 e Mod. Iva 26 LP/2009), concernenti le dichiarazioni ai fini Iva 2009, relative all’anno 2008, unitamente alle istruzioni.


L’art. 30, co. 2 e 3, del D.P.R. n. 633 del 26.10.1972 prevede che se dalla dichiarazione annuale Iva risulta un saldo a credito, lo stesso può essere:


– computato in detrazione nell’anno successivo e, quindi, utilizzato nelle relative liquidazioni periodiche, ovvero in compensazione;


– chiesto a rimborso se sussistono le condizioni di cui al comma 3.


Il citato art. 30, co. 4, D.P.R. 633/1972 stabilisce che, se il soggetto interessato evidenzia un credito Iva anche nei due esercizi precedenti, è possibile chiedere il rimborso (per un ammontare comunque non superiore alla minore eccedenza dell’Iva detraibile nel triennio), indipendentemente dall’esistenza delle condizioni di cui al comma 3 del medesimo articolo.


Inoltre, l’art. 34, co. 1, della L. n. 388 del 23.12.2000, ha fissato ad € 516.456,90 il limite massimo dei crediti d’imposta e dei contributi compensabili o rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale.


In base all’art. 35, co. 6-ter, del D.L. n. 223 del 4.7.2006 il limite massimo dei crediti d’imposta e dei contributi compensabili o rimborsabili è aumentato a € 1.000.000 per i subappaltatori che abbiano registrato un volume d’affari composto per almeno l’80% da prestazioni rese in esecuzione di contratti di subappalto durante l’anno precedente.


Richiesta di rimborso


Per ottenere il rimborso dell’Iva a credito è necessario compilare l’apposito Mod. VR/2009, che si compone di un solo foglio e va compilato in tre esemplari, due dei quali (sottoscritti in originale) vanno presentati al Concessionario della riscossione.


Il contribuente può indicare una o più ipotesi per le quali sussiste il diritto al rimborso.


Modalità e termini per la richiesta di rimborso


Tutte le richieste di rimborso del credito Iva devono essere presentate direttamente al Concessionario della riscossione competente territorialmente, fatta eccezione per quelle infrannuali, a partire dal 2.2.2009 e fino alla scadenza prevista per la presentazione in via telematica (diretta o tramite un intermediario abilitato) della dichiarazione annuale Iva, vale a dire entro il 31.7.2009.


Infatti, la dichiarazione Iva annuale 2009 per l’anno 2008 deve essere presentata entro il 31.7.2009, sia qualora il contribuente sia tenuto alla presentazione della stessa in via autonoma sia alla dichiarazione unificata.


La richiesta di rimborso può essere presentata anche prima della presentazione della dichiarazione annuale Iva.


Per i rimborsi eseguiti in ordine cronologico di presentazione, è opportuno che i contribuenti interessati si affrettino a presentare l’istanza già dai primi giorni di febbraio.


Ai sensi dell’art. 2, co. 7, del D.P.R. 322/1998, il Mod. VR/2009 che sia stato presentato entro 90 giorni dalla scadenza dei termini previsti per la presentazione della dichiarazione annuale Iva, ovvero di quella unificata, viene considerato valido.


Quando è possibile chiedere il rimborso dell’IVA


La Sezione II del Mod. VR/2009 riporta le sette causali del rimborso.


In particolare, è possibile chiedere il rimborso dell’Iva a credito (barrando la relativa casella) solo se è cessata l’attività o se ricorre una delle condizioni previste dall’art. 30, co. 3, o 34, co. 9, D.P.R. 633/1972, ovvero quando:


– Cessa l’attività nel corso dell’anno 2008 (senza limiti di importo);


– l’aliquota media delle operazioni attive è inferiore a quella degli acquisti di oltre il 10%;


– le operazioni non imponibili per esportazioni o assimilate sono superiori al 25% del totale di quelle effettuate;


– sono stati effettuati acquisti di beni ammortizzabili e spese per studi e ricerche, limitatamente all’imposta relativa, anche se registrati in anni precedenti;


– sono state effettuate prevalentemente operazioni non soggette all’Iva per il requisito della territorialità.


In caso di cessazione dell’attività, l’Iva a credito può essere chiesta a rimborso anche se di importo inferiore a 2.582,28 euro.


(in La Settimana Fiscale de Il Sole 24 Ore n. 6 del 12.2.2009)


 


 


5) Accertamento induttivo: rettifica è legittima se i ricavi sono inattendibili


La Corte di Cassazione con la sentenza 1136 del 19.1.2009 ha stabilito che l’accertamento può basarsi alternativamente sui criteri indicati dagli Studi di Settore o su gravi incongruenze tra i costi e i ricavi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dalle caratteristiche dell’attività svolta.


Nel caso di specie, il fatto che la società avesse esposto in bilancio un risarcimento sinistri non costituiva di per sé prova del dichiarato danneggiamento della merce dato, che non era stata prodotta alcuna documentazione in ordine a detto risarcimento, di modo che era assolutamente impossibile accertare il collegamento tra lo stesso ed il danneggiamento.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 1136 del 19.01.2009, in notiziario Ipsoa del 03.02.2009)


 


 


6) Bonus famiglia, prima scadenza spostata al 28 febbraio


Più tempo per richiedere ed erogare il bonus famiglia.


La legge di conversione del D.L. 185/2008 ha, infatti, spostato dal 31 gennaio al 28 febbraio 2009 il termine per presentare la domanda del bonus ai sostituti d’imposta.


Per conseguenza, datori di lavoro ed enti pensionistici erogheranno il beneficio entro il 31 marzo 2009 e, nel caso in cui il sostituto d’imposta non abbia i fondi per elargire il bonus, il contribuente ha un mese in più per presentare la domanda in via telematica all’Agenzia delle entrate: la scadenza è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile 2009.


Il chiarimento è contenuto nella circolare 2/E del 03.02.2009, con cui l’Agenzia delle Entrate ha precisato anche che il bonus di mille euro va alle famiglie, con reddito complessivo fino a 35mila euro, quando fra i componenti del nucleo è presente un portatore di handicap, sia esso coniuge, figlio o altro familiare del richiedente, purché fiscalmente a carico.


I componenti del nucleo familiare, i cui redditi concorrono alla determinazione del reddito complessivo, sono:


– il richiedente stesso;


– il coniuge non separato, anche se non fiscalmente a carico;


– i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati, che sono fiscalmente a carico;


– ogni altra persona convivente, purché fiscalmente a carico.


Tale circolare ha, inoltre, chiarito che la residenza in Italia è richiesta solo per il


richiedente del bonus, mentre non è condizione necessaria per il coniuge non separato, per i figli o altri familiari a carico.


A riguardo, la documentazione, che il richiedente extracomunitario deve possedere, è quella utilizzata per attestare lo status di familiare a carico, ovvero:


– documentazione originale rilasciata dal Consolato del paese d’origine;


– documentazione rilasciata direttamente dal paese d’origine;


– documentazione con apposizione dell’apostille, per i soggetti provenienti dai paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 1961.


I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate hanno riguardato anche le tipologie di reddito tassativamente previste per potere ricevere il bonus.


Infatti, la norma prevede che il richiedente sia titolare esclusivamente di redditi di lavoro dipendente o di pensione o di taluni redditi assimilati.


Il possesso di redditi fondiari fino a 2.500 euro, invece, non osta, solo se in aggiunta alle predette tipologie di reddito.


Misura del bonus




































N. componenti


Limite di reddito


Ammontare bonus


1 (titolare di pensione)


15.000


200


2


17.000


300


3


17.000


450


4


20.000


500


5


20.000


600


più di 5


22.000


1.000


Con familiare a carico portatore di handicap


35.000


1.000


Autocertificazione per la richiesta del “Bonus famiglia”


Il bonus, il cui ammontare può variare da 200 fino a 1.000 euro in considerazione sia del reddito sia dei componenti del nucleo familiare, può essere richiesto dai cittadini residenti, lavoratori e pensionati, incluse persone non autosufficienti, che facciano parte di una famiglia qualificata come a basso reddito.


Le scadenze per richiedere l’agevolazione dipendono dall’anno d’imposta che viene preso come riferimento per la verifica dei requisiti previsti dalla norma per il riconoscimento del bonus.


A questo riguardo, ci sono due alternative:


chi sceglie come anno di riferimento il 2007 deve presentare la richiesta al datore di lavoro o all’ente pensionistico entro il 28 febbraio 2009, utilizzando il modello “sostituto” predisposto per la richiesta del bonus al sostituto d’imposta o agli enti pensionistici, disponibile su:


http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Strumenti/Modulistica/Comunicazioni+e+domande/Bonus+famiglia/


Nel caso in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d’imposta, la domanda potrà essere invece inviata, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2009, utilizzando il modello denominato “agenzia”.


coloro che , invece, scelgono il 2008, devono presentare la richiesta al datore di lavoro o all’ente pensionistico entro il 30 aprile 2008.


In tutti casi in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d’imposta, la richiesta può essere presentata, sempre in via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno 2009.


(Agenzia delle Entrate, nota e circolare n. 2/E del 03.02.2009)


 


 


7) Pubblicato il modello Unico 2009 Enti non commerciali definitivo


Novità su plusvalenze, Ires e interessi passivi.


Via libera alla versione definitiva di Unico 2009 ENC (enti non commerciali), con le relative istruzioni, disponibile dal 03.02.2009 sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it .


Nel modello trovano spazio le novità della Finanziaria 2008 sulla gestione delle perdite per l’attività d’impresa in contabilità semplificata e per il lavoro autonomo.


Le nuove norme riguardano la deducibilità degli interessi passivi dopo la soppressione delle disposizioni sulla thin cap e sul pro-rata patrimoniale.


Viene meno anche la possibilità di dedurre extra-contabilmente determinati componenti negativi.


Tra le novità, l’esclusione dell’Irap dalla dichiarazione unificata e la riduzione


dell’aliquota Ires al 27,50%.


Spunta una new entry nel quadro RM, con la reintroduzione della sezione dedicata alla rivalutazione dei terreni.


Nuovo ingresso anche nel quadro RT, con il reinserimento della sezione dedicata alla rivalutazione delle partecipazioni e alle modifiche apportate dalla manovra d’estate alle plusvalenze di natura finanziaria.


Ritocchi anche al quadro RQ.


Si recepiscono, infatti, le novità del decreto anticrisi con l’aggiunta di due nuove sezioni dedicate alla rivalutazione dei beni immobili e all’affrancamento del saldo attivo di rivalutazione.


Prevista anche la possibilità di dedurre dal reddito d’impresa il 10% dell’Irap ed aggiornati i criteri di deducibilità delle spese di rappresentanza.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 03.02.2009 e provvedimento del 31.01.2009)


 


 


8) Definitivo anche il modello unico società di persone 2009


Novità su interessi passivi e spese di rappresentanza.


Al via la versione definitiva di Unico 2009 Società di persone, con le relative istruzioni, disponibile dal 03.02.3009 sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it.


Il modello ha recepito le novità della Finanziaria 2008 sulla nuova gestione delle perdite per l’attività d’impresa in contabilità semplificata e per il lavoro autonomo.


Le nuove disposizioni riguardano anche la deducibilità degli interessi passivi, prevista dall’art. 61 del Tuir, dopo la soppressione delle norme sulla thin capitalization e sul pro-rata patrimoniale.


Viene meno anche la possibilità di dedurre extra-contabilmente determinati componenti negativi con la modifica all’art. 109, comma 4, lett. b), del TUIR.


In primo piano anche la reintroduzione nel quadro RM della sezione dedicata alla rivalutazione del valore dei terreni e nel quadro RT quella dedicata alla rivalutazione delle partecipazioni e alle modifiche apportate dalla manovra d’estate alle plusvalenze di natura finanziaria.


Una novità assoluta è l’estensione del regime della Tonnage tax anche alle società di persone con l’introduzione, nel modello, del nuovo quadro RJ.


Nel nuovo Unico SP trovano spazio anche le disposizioni del decreto anticrisi, con l’aggiunta di tre nuove sezioni nel quadro RQ dedicate alla rivalutazione dei beni mobili e immobili e all’affrancamento del saldo attivo di rivalutazione.


Il nuovo modello consente, infine, di dedurre dal reddito d’impresa il 10% dell’Irap e include gli aggiornamenti ai criteri di deducibilità delle spese di rappresentanza.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 03.02.2009 e provvedimento del 31.01.2009)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


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