Novità fiscali del 24 febbraio 2009: relazione sulla gestione per il bilancio del 2008 dopo le ultime novità; IVA: prova della stabile organizzazione; imposta di registro e agevolazioni prima casa: requisito della residenza nel Comune in cui é ubicato l’immobile; piano straordinario di verifica delle invalidità civili


 






 


Indice novità fisco oggi:


 


1) Relazione sulla gestione per il bilancio del 2008 dopo le ultime novità


 


2) Regime della trasformazione sotto controllo doganale


 


3) IVA: Prova della stabile organizzazione


 


4) Indennità di disoccupazione agricola: chiarimenti Inps


 


5) Imposta di registro è agevolazioni prima casa: Requisito della residenza nel Comune in cui é ubicato l’immobile


 


6) TFR e crediti di lavoro aggiornati a gennaio 2009


 


7) Piano straordinario di verifica delle invalidità civili: Istruzioni operative dall’INPS


 


 


1) Relazione sulla gestione per il bilancio del 2008 dopo le ultime novità


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), con l’ausilio della “Commissione per le norme e i principi contabili”, ha messo a disposizione degli interessati un vademecum operativo per l’adempimento dei nuovi obblighi informativi richiesti dal legislatore con specifico riferimento alla predisposizione della relazione di gestione da allegare al bilancio 2008.


La guida ed un software (gratuito) “analisi di bilancio” sono scaricabili sul sito www.cndcec.it .


Preliminarmente la citata guida avverte che le società di capitali italiane sono tenute a seguire per la prima volta nei bilanci 2008 e nei suoi allegati le indicazioni previste dal D.Lgs 32/2007 recante “Attuazione della direttiva 2003/51/CE che modifica le direttive 78/660, 83/349, 86/635 e 91/674 relative ai conti annuali e ai conti consolidati di taluni tipi di società, delle banche e altri istituti finanziari e delle imprese di assicurazione”.


Con tale decreto il legislatore nazionale ha recepito il contenuto obbligatorio della direttiva 51/2003/CE, nota come “direttiva di modernizzazione contabile” incidendo sulla predisposizione del bilancio consolidato, relazione sulla gestione e relazione di revisione delle società interessate.


Le informazioni richieste dalle nuove disposizioni contenute nel menzionato D.Lgs. 32/2007 devono, in qualsiasi caso, essere fornite solo qualora si verifichino le condizioni previste dal disposto normativo.


Riguardo alla informativa finanziaria occorre definire un sistema informativo “modulare”, in base al quale le società con maggiori dimensioni devono fornire maggiori informazioni in merito all’attività aziendale, rispetto a quanto dovuto dalle società di minori dimensioni.


In questa prospettiva, il documento individua un primo livello di informazioni che tutte le società devono indicare per poter adempiere agli obblighi informativi del decreto (“obbligatorie”) ed un secondo livello di informazioni ritenuto obbligatorio per le sole società di maggiori dimensioni e facoltativo per le società di inferiori dimensioni.


Il secondo livello di informazioni fornito nel documento risulta obbligatorio esclusivamente per le società che alla data di chiusura del bilancio superano nel primo esercizio o, successivamente per due esercizi consecutivi, i limiti numerici di due dei tre criteri seguenti:


– totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 43.000.000 euro;


– ricavi delle vendite e delle prestazioni: 50.000.000 euro;


– numero dei dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 250.


Tutte le società di capitali – indipendentemente dal fatto che redigano il bilancio in conformità alle norme civilistiche o ai principi contabili internazionali (IAS/IFRS) – sono tenute a predisporre la relazione sulla gestione in base a quanto disposto dall’art. 2428 del c.c..


Solo le società che non emettono titoli negoziati in mercati regolamentati e non


superano nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi due dei parametri previsti dall’art. 2435-bis, comma 1, recentemente rivisti per mezzo del D.Lgs. 173/2008, sono esonerate dalla redazione della relazione sulla gestione, qualora forniscano nella nota integrativa le informazioni richieste dai numeri 3 e 4 dell’art. 2428 c.c..


In base al suddetto decreto attuativo della direttiva 46/2006/CE, le società che hanno tale facoltà sono quelle che, nel primo bilancio o successivamente per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti:


– totale dell’attivo dello stato patrimoniale: € 4.400.000;


– ricavi delle vendite e delle prestazioni: € 8.800.000;


– dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità.


Il decreto si applica ai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio da data successiva a quella della sua entrata in vigore, coincidente con il 21 novembre 2008.


Questo significa che, ai fini dell’applicazione dell’informativa semplificata, i nuovi limiti introdotti con il D.Llgs. 173/2008 produrranno i loro effetti per le società che chiudono i propri esercizi dopo il 21 novembre 2008 sulla redazione dell’informativa economico-finanziaria – oltreché sulla disciplina della revisione legale dei conti – a partire dai bilanci degli esercizi che si chiudono il 31 dicembre 2009.


In base a quanto previsto dall’art. 5 del dlgs 32/2007 le nuove disposizioni si applicano “ai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio dalla data successiva a quella della sua entrata in vigore”.


Per le società che fanno coincidere l’esercizio con l’anno solare i bilanci che hanno inizio dalla data successiva a quella dell’entrata in vigore del decreto fanno riferimento all’esercizio 2008.


In sede di prima applicazione delle disposizioni la guida ritiene che, nel silenzio normativo e considerato il contenuto innovativo di alcune richieste informative, non debba essere considerata obbligatoria la predisposizione dell’informativa comparativa concernente l’esercizio 2007.


Indicatori finanziari


Il conto economico riclassificato secondo il criterio della pertinenza gestionale presenta il seguente schema:

























Aggregati


Macroclassi o voci del conto economico civilistico


Ricavi delle vendite (Rv)


A1


Produzione interna (Pi)


A2 + A3 + A4


VALORE DELLA PRODUZIONE OPERATIVA (VP)


A (al netto di A5)


Costi esterni operativi  (C-esterni)


B6 + B7* + B8 + B11


VALORE AGGIUNTO (VA) 


A – (B6 + B7* + B8 + B11)


Costi del personale (Cp)


B9


 








































MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL)


[A – (B6 + B7 + B8 + B9 + B11 )]


Ammortamenti e accantonamenti (Am e Ac)


B10 + B12 + B13


RISULTATO OPERATIVO


(A1 + A2 + A3 + A4) – (B6 + B7 + B8 + B9 + B10 + B11 + B12 + B13)


Risultato dell’area accessoria


A5 – B14


Risultato dell’area finanziaria (al netto degli oneri finanziari) 


C (al netto di C17) + D


EBIT NORMALIZZATO 


A- B +/- C (al netto di C17) +/- D


Risultato dell’area straordinaria 


E20 – E21


EBIT INTEGRALE


A – B +/- C (al netto di C17) +/- D +/- E


Oneri finanziari (Of) 


C17


RISULTATO LORDO (RL)


A – B +/- C +/- D +/- E


Imposte sul reddito


22


RISULTATO NETTO (RN)


23


* La voce B7, laddove ritenuto rilevante, dovrebbe essere interpretata in relazione alla natura dei servizi fruiti nelle voci pertinenti; per esempio, laddove la società avesse incluso nella voce in parola costi rappresentativi di importi corrisposti a collaboratori e/o consulenti in virtù dei servizi forniti, sembrerebbe opportuno imputare tale quota nella voce inerente ai “costi del personale”.


 


Il suddetto schema consente di mettere in evidenza i risultati di area, atti ad essere rapportati al pertinente capitale investito.


Su questa base possono essere calcolati i seguenti margini intermedi di reddito:




























Aggregati


Macroclassi o voci del conto economico civilistico


MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL)


[(A1 + A2 + A3 + A4) – (B6 + B7 + B8 + B9 + B11)]


 


 


RISULTATO OPERATIVO


(A1 + A2 + A3 + A4) – (B6 + B7 + B8 + B9 + B10 + B11 + B12 + B13)


 


 


EBIT NORMALIZZATO 


A- B +/- C (al netto di C17) +/- D 


 


 


EBIT INTEGRALE 


A – B +/- C (al netto di C17) +/- D +/- E


 


Analisi della situazione finanziaria


Laddove la società risulti capitalizzata adeguatamente e dimostri di essere in grado di mantenere un equilibrio finanziario nel medio-lungo termine, non occorre fornire ulteriori indicazioni in merito alla situazione finanziaria della società.


In questa prospettiva, si deve considerare che non esistono indicatori o valori generalmente accettati che siano in grado di accertare in modo assoluto se la società risulta sottocapitalizzata; ciascun caso deve essere studiato separatamente in funzione di taluni fattori caratteristici, quali: il settore operativo, le dimensioni della società, la credibilità creditizia, le possibilità di intervento dei soci nonché la storia e l’esperienza della struttura aziendale.


Qualora, in base a tale analisi, la società dimostrasse di non avere problemi di copertura degli impegni presi, potrebbe non essere necessario esprimere ulteriori indicatori riguardanti la situazione finanziaria.


Indicatori di solidità


L’analisi di solidità patrimoniale ha lo scopo di studiare la capacità della società di mantenere l’equilibrio finanziario nel medio-lungo termine.


Detta capacità dipende da due ordini di ragioni:


– la modalità di finanziamento degli impieghi a medio/lungo termine;


– la composizione delle fonti di finanziamento;


Con riferimento al primo aspetto, sull’assunto che il tempo di recupero degli impieghi debba essere correlato “logicamente” al tempo di recupero delle fonti, gli indicatori volti a studiare tale correlazione sono:

























INDICATORI DI FINANZIAMENTO DELLE IMMOBILIZZAZIONI


Indicatore


Macroclassi o classi dello stato patrimoniale civilistico


Margine primario di struttura


Mezzi Propri – Attivo fisso


Apass – (Batt – BIII1 + CII1)


Quoziente primario di struttura


Mezzi Propri/Attivo fisso


Apass/(Batt – BIII1 + CII1)


Margine secondario di struttura


(Mezzi Propri + Passività consolidate) – Attivo fisso


Apass + (B + C +D)1 – (Batt  – BIII1 + CII1)


Quoziente secondario di struttura


(Mezzi Propri + Passività consolidate) / Attivo fisso


[Apass + (B + C +D)1]/(Batt – BIII1 + CII1)


Attivo patrimoniale BIII1 accoglie quella parte dei crediti che, iscritta tra le immobilizzazioni, è destinata ad essere incassata entro i 12 mesi CII1 accoglie quella parte dei crediti che, iscritta nell’attivo circolante, è destinata ad essere incassata oltre i 12 mesi


Passivo patrimoniale (B + C +D)1 rappresenta le passività della società destinate ad essere regolate oltre i 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio. 


Si precisa che gli aggregati “Attivo fisso” e “Passività consolidate” dovrebbero includere, se rilevanti, la quota di ratei e risconti a medio-lungo


 


Con riferimento al secondo aspetto, concernente la composizione delle fonti di finanziamento, si suggeriscono, tra gli altri, i seguenti indicatori facoltativi:













 


INDICI SULLA STRUTTURA DEI FINANZIAMENTI 


Indicatore


 


Macroclassi o classi dello stato patrimoniale civilistico



Partecipa alla discussione sul forum.