Novità fiscali del 18 febbraio 2009: associazioni sportive dilettantistiche: nuovi ulteriori rilevanti benefici fiscali nel 2009; riduzione del costo della manodopera: è possibile emettere la nota di variazione dell’imponibile o dell’IVA; biliardi e flipper: nuovi imponibili forfetari per imposta intrattenimenti; registro imprese: comunicazione con il Pdf/A; edifici rurali esenti Ici


 






 


Indice:


 


1) Biliardi e flipper: Nuovi imponibili forfetari ai fini dell’imposta sugli intrattenimenti


 


2) Registro imprese: comunicazione con il Pdf/A


 


3) Edifici rurali esenti Ici


 


4) Associazioni sportive dilettantistiche: In arrivo nuovi ulteriori rilevanti benefici fiscali nel 2009


 


5) Capitalizzazione della pensione integrativa


 


6) Riduzione del costo della manodopera: E’ possibile emettere la nota di variazione dell’imponibile o dell’Iva


 


7) “Trasformazione costitutiva”: Trattamento fiscale dei fondi rischi iscritti dalla società conferitaria in sede di conferimento


 


8) Brevi fiscali:


 


 


1) Biliardi e flipper: Nuovi imponibili forfetari ai fini dell’imposta sugli intrattenimenti


Il Decreto del 02.02.2009, in G.U. del 16.02.2009, ha determinato i criteri e le modalità, per il 2009, della base imponibile forfetaria per l’applicazione dell’imposta sugli intrattenimenti per l’utilizzo degli apparecchi meccanici o elettromeccanici da divertimento ed intrattenimento.


Tale Decreto ha, quindi, determinato, per l’anno 2009, la base imponibile forfetaria per l’applicazione dell’imposta sugli intrattenimenti e dei tributi ad essa eventualmente connessi, derivanti dall’utilizzazione dei seguenti apparecchi meccanici o elettromeccanici da divertimento ed intrattenimento.


(I soggetti passivi d’imposta restano quelli definiti nell’art. 1, co. 2, del Decreto 22.3.2004).
































Categoria di


appartenenza


Collocazione tipologica


Imponibile forfetario


AM1


Biliardo e apparecchi similari


attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo


€ 3.800,00


AM2


Elettrogrammofono e


apparecchi similari attivabili a moneta o gettone


€ 540,00


AM3


Apparecchi meccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo:


calcio balilla – bigliardini e


apparecchi similari


€ 510,00


AM4


Apparecchi elettromeccanici


attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo:


flipper- gioco elettromeccanico dei dardi e


apparecchi similari


€ 1.090,00


AM5


Apparecchi meccanici e/o


Elettromeccanici per bambini


attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo:


congegno a vibrazione tipo


{Kiddie rides} e apparecchi similari


€ 520,00


AM6


Apparecchi elettromeccanici


attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo:


gioco a gettone azionato da ruspe e apparecchi similari


€ 1.630,00


Modalità’ di assolvimento dell’imposta


Il pagamento dell’imposta sugli intrattenimenti connessa agli apparecchi meccanici o elettromeccanici andrà effettuato dal soggetto passivo d’imposta in unica soluzione entro il giorno 16.03.2009, ovvero entro il giorno 16 del mese successivo a quello di prima istallazione in ragione della frazione di anno residua.


Riguardo alle modalità di assolvimento degli oneri tributari ed alle procedure connesse alla dichiarazione della liquidazione d’imposta relativa agli apparecchi,  sono da effettuarsi con gli allegati A e B contenuti in tale neo Decreto (che ne costituiscono parte integrante).


(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto del 02/02/2009, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 38 del 16/02/2009)


 


 


2) Registro imprese: comunicazione con il Pdf/A


E’ operativa dal 15.1.2009 la regola che ha rivoluzionato il deposito di documenti digitali presso le camere di commercio.


A partire da tale data infatti gli atti devono essere depositati nel formato Pdf/A, il portable document format for archive.


Si tratta di un autonomo standard derivato dal Pdf.


Il fattore chiave della tecnologia è la cosiddetta “auto consistenza”:


il file generato deve incorporare tutte le informazioni necessarie per rappresentare il documento senza bisogno di informazioni esterne.


Il Pdf/A è, in particolare, uno standard internazionale (ISO19005), sottoinsieme dello standard PDF, appositamente pensato per l’archiviazione nel lungo periodo di documenti elettronici.


Garantisce che il documento sia visualizzabile sempre allo stesso modo, anche a distanza di tempo e con programmi software diversi.


PDF/A: le caratteristiche tecniche


Lo standard PDF/A è suddiviso in due parti: PDF/A-1 e PDF/A-2.


Il PDF/A-1, l’unico ad oggi approvato, è suddiviso a sua volta in due livelli:


– PDF/A-1a= massimo richiesto dallo standard


– PDF/A-1b= minimo richiesto dallo standard (incluso nel PDF/A-1a).


Un file PDF/A deve contenere tutte le informazioni necessarie a visualizzare il documento con lo stesso layout di quando è stato generato.


Tutto il contenuto visibile del documento deve essere incluso nel file: il testo, le immagini, i vettori grafici, i fonts, i colori ecc..


Un documento PDF/A non può contenere macro-istruzioni o riferimenti ad elementi od informazioni (come i font) esterni al file stesso.


Generare un documento in formato PDF/A


Per produrre un PDF/A a partire da un documento testuale (ad esempio .doc, .xls, .odt ecc.) sono disponibili diversi prodotti e tools commerciali.


A tal proposito si veda il sito http://www.pdfa.org/.


In particolare vengono segnalati i seguenti strumenti:


Open office – gratuito


Utilizzare il prodotto OpenOffice, a partire dalla versione 2.4, scaricabile gratuitamente dal sito: http://it.openoffice.org/.


Le istruzioni per produrre un PDF/A:


1) Aprire il documento di testo relativo all’atto redatto con i propri strumenti (anche se in formato .doc o .xls) utilizzando il software (swriter) di OpenOffice installato;


2) dalla voce menu “File” scegliere l’opzione “Esporta nel formato Pdf…..”;


3) dal Menu “Opzioni PDF” che si presenta, nella sezione “Generale” impostare la casella “PDF/A-1”;


4) attivare il tasto “Esporta”;


5) salvare il documento.


Il documento così salvato (con estensione .pdf) è in formato PDF/A.


In alternativa è possibile utilizzare il software Adobe Acrobat 9 professional (a pagamento).


(Nota Infocamere 2009 del 04.02.2009)


 


 


3) Edifici rurali esenti Ici


Il Legislatore ha disposto che il riconoscimento ai fini ICI della ruralità dei fabbricati deve essere effettuato sulla base dei requisiti indicati nell’art. 9 del D.L. 557/1993 anche nel caso in cui le unità immobiliari risultino iscritte o iscrivibili nel catasto fabbricato (peraltro, l’attribuzione della ruralità ai fabbricati comporta, ai fini fiscali, l’esenzione dalle imposte ordinarie – ICI e IRPEF/IRES, viceversa, la perdita del suddetto requisito comporta l’applicazione della tassazione ordinaria).


Ciò sulla base dell’art. 23, comma 1-bis del D.L. n. 207/2008, in corso di conversione in Legge (si tratta del Decreto che proroga i termini e le disposizioni finanziarie urgenti, cioè del cd. milleproroghe).


Al riguardo, il servizio studi del Parlamento, nel documento del 13.02.2009, ha rilevato che la disposizione, volta ad escludere i fabbricati rurali dall’ambito impositivo dell’ICI, assume carattere di interpretazione autentica, suscettibile quindi di produrre anche effetti retroattivi.


A tal fine dovranno essere chiariti gli eventuali effetti della norma sul gettito.


In proposito, è stato ricordato che in merito al trattamento fiscale dei fabbricati rurali il MEF si è espresso nel senso di ritenere tali unità immobiliari – purchè dotate dei requisiti di ruralità di cui all’articolo 9 del DL n. 557 del 1993 – non assoggettabili autonomamente all’ICI, ancorché dotati di propria rendita, dovendosi ritenere che il reddito dominicale del terreno sia comprensivo anche della redditività delle costruzioni rurali asservite.


Tale interpretazione è stata espressa con la circolare n. 50/E del 20 marzo 2000.


Successivamente, la circolare n. 7/T del 15 giugno 2007, a seguito dell’introduzione dell’obbligo di iscrizione al catasto fabbricati dei fabbricati rurali, utilizzati sia  come abitazione che come beni strumentali,  ha precisato che, anche se dotati di autonoma rendita, tali unità immobiliari sono esenti da imposta sui redditi dei fabbricati e da ICI.


(Art. 23, comma 1-bis del D.L. n. 207/2008, in corso di conversione in Legge)


 


 


4) Associazioni sportive dilettantistiche: In arrivo nuovi ulteriori rilevanti benefici fiscali nel 2009


Maestri, allenatori, istruttori (ecc.) di tennis (o altra federazione sportiva dilettante) sono esclusi da tassazione e connessa contribuzione previdenziale.


I commi 5-6 dell’art. 35 del D.L. n. 207/2008, in corso di conversione in Legge (si tratta del Decreto che proroga i termini e le disposizioni finanziarie urgenti, cioè del cd. milleproroghe) introducono benefici fiscali in favore delle associazioni sportive.


In particolare, il comma 5 ha incluso nella definizione di “redditi diversi” prevista dal TUIR anche la formazione, la didattica, la preparazione e l’assistenza all’attività sportiva dilettantistica.


E, stato, quindi, esteso l’ambito oggettivo dell’agevolazione fiscale.


Il comma 6 ha modificato la disciplina delle collaborazioni coordinate e continuative effettuate in favore delle federazioni sportive nazionali, le discipline associate e gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI prevedendo la loro inclusione tra i redditi diversi nonché l’esclusione dell’assimilazione dei suddetti contratti al rapporto di lavoro dipendente.


Associazioni sportive dilettantistiche (art. 35, commi 5-6)


In particolare, la norma viene cosi strutturata:


“5. Nelle parole «esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche» contenute nell’articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono ricomprese la formazione, la didattica, la preparazione e l’assistenza all’attività sportiva dilettantistica.


6. Alle federazioni sportive nazionali, alle discipline associate ed agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI si applica quanto previsto dall’articolo 67, comma 1, lettera m), secondo periodo, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e dall’articolo 61, comma 3, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni”.


Su tale novità, il servizio studi del Palamento, nel documento del 13.02.2009, ha rilevato che i commi 5, 6 e 7 dell’articolo 35, introdotti durante l’esame al Senato, dispongono, in favore delle associazioni sportive, l’applicazione del regime fiscale agevolato previsto per i redditi diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera m) del TUIR.


Il commento alla novità del servizio studi della Camera dei Deputati del 13.02.2009


L’articolo 67 del TUIR individua l’elenco dei redditi classificati nella categoria dei “redditi diversi”.


In particolare, la lettera m) del comma 1 include, tra gli altri, le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’UNIRE, dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo comunque denominato che persegua finalità sportive dilettantistiche (primo periodo).


La disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche (secondo periodo).


Il regime agevolato previsto per i redditi indicati nella citata lettera m) consiste nella:


– non concorrenza alla formazione del reddito imponibile dei rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale (articolo 69, comma 2, secondo periodo, del TUIR);


– applicazione di una franchigia pari a 7.500 euro di reddito, che non concorre alla formazione del reddito imponibile (articolo 69, comma 2, primo periodo, del TUIR);


– applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF sui redditi compresi tra 7.500 e 20.658 euro (articolo 25, comma 1, della legge n. 133/1999). L’aliquota d’imposta applicata, corrispondente al primo scaglione dei redditi ai fini IRPEF, è pari ai sensi del vigente articolo 11 del TUIR al 23% ;


– sui redditi superiori a 20.658, viene applicata comunque una ritenuta IRPEF in misura pari al medesimo 23%, la quale opera, tuttavia, a titolo di acconto.


In particolare, il comma 5 ha esteso l’ambito oggettivo giacché include nella definizione di “esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche” di cui alla citata lettera m) anche la formazione, la didattica, la preparazione e l’assistenza all’attività sportiva dilettantistica.


Viene segnalato che con la risoluzione n. 34/E del 26 marzo 2001 l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che con l’espressione “esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche” il legislatore ha voluto ricondurre nel regime agevolativo “i compensi corrisposti ai soggetti che partecipano direttamente alla realizzazione della manifestazione sportiva a carattere dilettantistico”, escludendo i compensi corrisposti per lo svolgimento di attività contabili ed amministrative non direttamente finalizzate alla realizzazione delle manifestazioni sportive dilettantistiche.


Il comma 6 estende l’ambito soggettivo, in quanto dispone l’applicazione del secondo periodo della sopra richiamata lettera m), nonché dell’articolo 61, comma 3, del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 anche per le federazioni sportive nazionali, le discipline associate e gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.


Quindi, il secondo periodo della lettera m) si riferisce ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale.


Per quanto attiene al profilo lavoristico, viene rammentato che l’articolo 61, comma 3, del D.Lgs. n. 276/2003 (c.d. Legge Biagi) ha disposto l’esclusione dal campo di applicazione del lavoro a progetto, tra le altre, dei rapporti e delle attività di collaborazioni coordinate e continuative comunque rese e utilizzate a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate ed agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, individuati e disciplinati dall’articolo 90 della L. 289/2002.


In sostanza, la non applicazione della disciplina del lavoro a progetto alle richiamate tipologie lavorative comporta il venire meno dell’obbligo, a carico del datore di lavoro, di ricondurre le collaborazioni coordinate e continuative ad uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso, precludendo così la conversione di tali rapporti in rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto, ai sensi del successivo articolo 69, comma 1, del D.Lgs. 276, nel caso in cui le richiamate collaborazioni coordinate e continuative siano appunto instaurate senza l’individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso.


(Art. 35 del D.L. n. 207/2008, in corso di conversione in Legge)


 


 


5) Capitalizzazione della pensione integrativa


In virtù dell’articolo 15 del Trattato tra l’Italia e la Germania, la somma erogata dal fondo previdenziale a seguito di capitalizzazione deve essere assoggettata a tassazione in Italia in base alla quota parte di prestazione riferibile all’attività esercitata nel territorio dello Stato.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 40 del 17.02.2009.


Viceversa, il contribuente riteneva che tale somma (corrisposta in un’unica soluzione in luogo della pensione integrativa mensile) dovesse essere sottoposta a tassazione nel Paese di residenza del percettore ossia nella Repubblica tedesca.


Secondo l’Agenzia delle Entrate, l’indennità corrisposta in un’unica soluzione é assimilabile ai redditi di lavoro dipendente in considerazione del particolare collegamento esistente con il datore di lavoro e con l’attività lavorativa svolta.


Peraltro, anche in relazione ad altri istituti, quali il TFR, l’Amministrazione finanziaria e la giurisprudenza hanno ritenuto che non si rende applicabile l’articolo 18 del modello di convenzione OCSE mettendo in evidenza come tali erogazioni abbiano natura di remunerazioni finali per l’attività lavorativa prestata.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 40/E del 17.02.2009)


 


 


6) Riduzione del costo della manodopera: E’ possibile emettere la nota di variazione dell’imponibile o dell’Iva 


La riduzione del corrispettivo percepito (nel caso di specie, per gli anni dal 2001 al 2004), a causa della riduzione del costo della manodopera, si considera assimilata alla riduzione del prezzo effettuata in “applicazione di abbuoni o sconti previsti contrattualmente”, regolata dal comma 2 dell’art. 26 del D.P.R. n. 633/72.


Ciò costituisce un valido presupposto per potere operare la variazione in diminuzione ai fini Iva senza limiti di tempo.


Purché la riduzione del corrispettivo non sia frutto di un accordo sopravvenuto e che la clausola contrattuale, in applicazione della quale viene ridotto l’originario corrispettivo, sia esistente, valida ed applicabile per tali anni.


In particolare, nel caso di specie, il presupposto per poter emettere la nota di variazione in diminuzione è stato ravvisato nell’autorizzazione, da parte dell’Agenzia Regionale per L’impiego e la Formazione professionale della Regione Sicilia, a beneficiare dello sgravio contributivo richiesto.


Inoltre, tale evento, proprio per la presenza della clausola revisionale indicata nel contratto di servizio allegato all’istanza, non può qualificarsi come “sopravvenuto accordo fra le parti” e, pertanto, non può ritenersi operante il limite di un anno di cui al comma 3 del citato art. 26.


Il diritto alla detrazione spetta al cedente del bene o al prestatore del servizio, il quale deve registrare la nota di variazione a norma dell’art. 25, mentre il cessionario (o il committente) deve annotare nel registro di cui all’art. 23 l’imponibile e l’imposta corrispondente.


Infine, è stato precisato che anche se nel caso di specie la variazione possa essere operata senza limiti temporali, il diritto alla detrazione dell’imposta può essere esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto per la variazione medesima (R.M. n. 89/2002), coincidente con la data in cui si è resa esecutiva l’autorizzazione dell’Assessorato del lavoro della Previdenza Sociale della Formazione Professionale e dell’Emigrazione a beneficiare degli sgravi contributivi richiesti (10.6.2005), a nulla rilevando il momento dell’effettivo pagamento degli sgravi contributivi.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 42/E del 17.02.2009)


 


 


7) “Trasformazione costitutiva”: Trattamento fiscale dei fondi rischi iscritti dalla società conferitaria in sede di conferimento


L’utilizzo del fondo rischi per coprire passività subite o, in alternativa, il suo annullamento per il sopravvenuto venire meno del rischio, va tassato in ogni caso nell’esercizio in cui si verificano tali circostanze.


Pertanto:


– se la Società contabilizza lo smobilizzo del Fondo mediante la rilevazione a conto economico di una sopravvenienza attiva, a fronte di detto componente positivo non dovrà essere effettuata una variazione in diminuzione in sede di dichiarazione dei redditi;


– se lo “storno” viene rappresentato con contropartita contabile una riserva del Patrimonio Netto, la Società dovrà effettuare in sede di dichiarazione dei redditi una variazione in aumento al fine di attrarre a tassazione il componente positivo non transitato a conto economico.


In particolare, in questo caso, detta riserva assume, ai fini fiscali, la natura di riserva di utili.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 44/E del 17.02.2009)


 


 


8) Brevi fiscali:


 


8.1) Versione definitiva specifiche tecniche 730, Unico PF, SC, SP, ENC, IRAP, Consolidato


E’ stata pubblicata il 17.02.2009, sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione definitiva delle specifiche tecniche 730, Unico PF, SC, SP, ENC, IRAP, Consolidato (Provvedimenti di approvazione del 16.02.2009).


 


 


8.2) Aliquota Iva applicabile alle cessioni di glutammato di sodio alimentare


Si applica Iva ordinaria del 20% sulla vendita del glutammato di sodio.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 39/E del 17.02.2009)


 


 


8.3) Aliquota Iva agevolata per gli interventi di recupero


Per i lavori da realizzare si applica l’aliquota IVA ridotta solo qualora gli stessi presentino le caratteristiche necessarie per essere ricondotti tra gli interventi agevolabil.


Il n. 127-quaterdecies), della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633/72, prevede l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%, tra l’altro, per la realizzazione degli interventi di recupero di cui alle lettere c) e d) ed e) dell’art. 31 della L. 5 agosto 1978 n. 457, concernenti interventi di:


– restauro e di risanamento conservativo (cfr. lett. c);


– ristrutturazione edilizia (cfr. lett. d);


– ristrutturazione urbanistica (cfr. lett. e).


Invece, i lavori di ammodernamento, sistemazione, pavimentazione di strada, non essendo riconducibili nel concetto di “costruzione” (postulando quest’ultimo la realizzazione “ex novo” di un’opera edilizia), rappresentano una semplice miglioria o modifica dell’opera stessa e come tali non rientrano tra gli interventi che possono fruire dell’aliquota IVA ridotta.


Solo in relazione alla costruzione di marciapiedi e vialetti pedonali realizzati su strade residenziali, anche se successivamente alla costruzione della strada, è stato precisato che è applicabile l’aliquota IVA ridotta nella considerazione che trattasi di interventi inerenti opere di urbanizzazione primaria, ovvero strade residenziali.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 41/E del 17.02.2009)


 


 


8.4) Ravvedimento operoso possibile anche per L’IRAP ma solo dal 2007


Poiché il legislatore non ha riproposto, riguardo ai periodi d’imposta successivi al 2006 disposizioni preclusive, l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’art. 13, comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 472/1997 si applica in relazione alle violazioni dell’obbligo di versamento in acconto o a saldo dell’IRAP relativo al periodo d’imposta 2007 ed ai seguenti.


Infatti, riguardo le violazioni dell’obbligo di versamento in acconto o a saldo  dell’IRAP il legislatore ha stabilito, con due successivi provvedimenti (art. 1 del D.L. n. 106/2005; art. 1 del D.L. n. 206/2006) che le disposizioni in materia di riduzione delle sanzioni previste dal suddetto art. 13 non si applicano con riferimento alle violazioni dell’obbligo di versamento dell’IRAP:


– a saldo relativamente al periodo d’imposta 2004;


– in acconto o a saldo relativamente al periodo d’imposta 2005;


– in acconto o a saldo relativamente al periodo d’imposta 2006.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 43/E del 17.02.2009)


 


 


 


A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


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