Novità fiscali del 13 febbraio 2009: opzione Irap ordinaria per ditte individuali e società di persone entro il prossimo 2 marzo 2009; segnalazioni antievasione da parte dei Comuni; redditometro: aggiornati gli indici per gli ani 2008 e 2009; artigiani e commerciati: contribuzione per l’anno 2009; misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi; società di capitali: in scadenza la tassa vidimazione libri contabili; software di compilazione della Comunicazione relativa al credito di imposta per assunzioni; Studi di settore: incontro proficuo con associazioni di categoria; Corte C.E.: esempi e modalità per procedere alla detrazione dell’IVA


 






 


Indice:


 


1) Comuni: segnalazioni antievasione alle Entrate sistematiche tramite web


 


2) Il redditometro: aggiornato per le imposte 2008 e 2009


 


3) Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi


 


4) Artigiani e commerciati: contribuzione per l’anno 2009


 


5) Società di capitali: in scadenza la tassa vidimazione libri contabili


 


8) Software di compilazione della Comunicazione relativa al credito di imposta per assunzioni


 


9) Studi di settore: incontro proficuo tra direttore dell’Agenzia delle Entrate ed associazioni di categoria


 


10) Corte ce: Tempi e modalità per procedere alla detrazione dell’Iva


 


11) Aiuti di stato – Toscana: misure temporanee anti-crisi


 


 


1) Comuni: segnalazioni antievasione alle Entrate sistematiche tramite web


Le “Segnalazioni” antievasione dai Comuni alle Entrate adesso sono sistematiche e via internet.


Dal 09.02.2009, le amministrazioni comunali procedono con la segnalazione all’Agenzia delle Entrate i dati utili alla lotta all’evasione esclusivamente attraverso segnalazioni, la procedura telematica ad hoc accessibile tramite Siatel, sistema di interscambio con l’anagrafe tributaria.


La nota firmata il 12.02.2009 dal direttore delle Entrate segue il provvedimento del 26.11.2008, che fissava i contenuti e le modalità con cui i Comuni sono tenuti a inviare le segnalazioni “qualificate”, ossia funzionali a determinare l’effettiva capacità contributiva dei contribuenti.


Come vengono segnalate le informazioni


Il potere segnaletico dei Comuni viaggia esclusivamente via web, con notevoli vantaggi in termini di tempi.


Solo dopo un ulteriore vaglio dei dati, l’ufficio delle Entrate può richiedere all’ente locale, che ha già trasmesso in via telematica la segnalazione, di inviare anche la documentazione cartacea.


I Comuni, attraverso il canale Siatel, hanno accesso – in modalità protetta e tracciata – ai dati dell’anagrafe tributaria che riguardano i contratti di somministrazione di luce, gas e acqua, quelli di locazione, i bonifici bancari e postali per ristrutturazioni edilizie e le informazioni sulle denunce di successione di immobili.


Incrociando queste informazioni con quelle già in loro possesso, gli enti locali verificano la posizione contributiva del cittadino e segnalano alle Entrate gli eventuali elementi utili alla lotta all’evasione intercettati.


Cosa segnalano i Comuni


Nell’ambito di questo scambio, i Comuni, tramite la procedura telematica, segnalano all’Amministrazione finanziaria i contribuenti con un’elevata capacità contributiva che adottano comportamenti potenzialmente evasivi, soprattutto nei settori immobiliare, del commercio, dell’edilizia e delle libere professioni.


La sinergia Fisco-Comuni, inoltre, consente di individuare facilmente coloro che dichiarano residenze fittizie all’estero per motivi di convenienza fiscale o che, pur non risultando iscritti all’anagrafe residenti all’estero, usufruiscono di servizi comunali o beneficiano di riduzioni fiscali non spettanti.


Limiti di tempo per l’invio delle segnalazioni


Nell’ipotesi in cui la segnalazione si riferisca a un caso accertabile necessariamente entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento, l’invio telematico dei dati deve avvenire entro il 30 giugno dello stesso anno, per consentire agli uffici dell’Agenzia di vagliare e analizzare in maniera ponderata le informazioni.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 12.02.2009)


 


 


2) Il redditometro: aggiornato per le imposte 2008 e 2009


La tabella degli indici e i coefficienti presuntivi di reddito o di maggior reddito, relativi a beni e servizi indicativi della capacità contributiva delle persone fisiche, sono stati aggiornati e convertiti in euro in base al tasso ufficiale di cambio fissato dal regolamento CE del 31.12.1998.


Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha firmato, infatti, il provvedimento che rivede la tabella allegata al decreto del ministro delle Finanze del 10.9.1992, relativa al calcolo dell’imposta dovuta per i periodi d’imposta 2008 e 2009.


Ogni due anni, il “redditometro” viene aggiornato in base alle variazioni percentuali dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale calcolato dall’Istat.


Per il periodo che va da giugno 1992 a giugno 2008, l’Istituto nazionale di statistica ha certificato un aumento pari al 56,2%.


Con il provvedimento cambiano, quindi, i valori di riferimento degli elementi considerati per il calcolo presuntivo dei redditi conseguiti nel 2008 e nel 2009, mentre restano immutati i coefficienti.


La pubblicazione del suddetto provvedimento sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate sostituisce la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 12.02.2009, provvedimento Protocollo n. 2009/20996)


 


 


3) Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi


E’ stato pubblicato in G.U. (si veda il nostro articolo di ieri), il Decreto Legge n. 5 del 10.02.2009 che contiene:


– incentivi al rinnovo del parco circolante e incentivi all’acquisto di veicoli ecologici;


– detrazione fiscale per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici;


– modifiche alla disciplina dei distretti produttivi e reti di imprese;


– proroga del bonus per le aggregazioni tra imprese;


– rivalutazione sostitutiva immobili;


– sostegno al finanziamento per l’acquisto di autoveicoli, motoveicoli e veicoli commerciali;


– controlli fiscali.


In particolare:


Bonus aggregazioni aziendali confermato anche per l’anno 2009


Il citato D.L. n. 5/2009, ha confermato anche per il periodo d’imposta 2009 la normativa di favore prevista dalla Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007) per gli anni 2007 e 2008 relativa alle operazioni di aggregazione aziendale.


Tale disciplina, permette ai soggetti IRES risultanti da operazioni straordinarie (quali fusioni, cessioni o conferimenti), di usufruire del riconoscimento fiscale di maggiori valori iscritti sui beni materiali ed immateriali fino ad un importo di 5 milioni di euro, senza dovere pagare l’imposta sostitutiva, con effetto però dal periodo d’imposta successivo a quello in cui ha avuto luogo l’aggregazione.


Rispetto alle regole attualmente in vigore, per le operazioni di aggregazione del 2009, viene meno l’obbligo di presentare l’apposita istanza di interpello preventivo all’Agenzia delle Entrate, per attestare la sussistenza dei requisiti richiesti.


Detrazione del 20% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici;


Ai contribuenti che fruiscono della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio effettuati su singole unità immobiliari residenziali iniziati a partire dal 1.7.2008, viene riconosciuta una detrazione del 20% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili, elettrodomestici, apparecchi televisivi e PC.


La detrazione, cumulabile con quella prevista dalla Finanziaria 2007 per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni, deve essere ripartita tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo e calcolata su di un importo massimo complessivo non superiore a 10.000 euro.


Ridotta l’imposta sostitutiva per la rivalutazione immobili


Riguardo le imprese, è stata ridotta (al 3% per gli immobili ammortizzabili, all’1,5% per gli immobili non ammortizzabili) la misura dell’imposta sostitutiva prevista per ottenere il riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti in bilancio sugli immobili.


Controlli fiscali rivolti verso il contrasto dell’uso di crediti inesistenti


A seguito dei controlli selettivi ai fini dell’imposta di registro, la maggiore capacità operativa per l’Agenzia delle Entrate viene destinata all’esecuzione di specifici controlli volti al contrasto dell’utilizzo di crediti inesistenti mediante compensazioni. Viene punito con la sanzione del 200% della misura dei crediti compensati chiunque utilizza i crediti inesistenti per il pagamento delle somme dovute per un ammontare superiore a cinquantamila euro per ciascun anno solare.


Incentivi auto


Vengono agevolati gli acquisti, anche in locazione finanziaria, di veicoli a basso impatto ambientale per i quali i contratti risultano stipulati a partire dal 7.2.2009 e fino al 31.12.2009, purché l’immatricolazione avvenga entro il 31 marzo 2010.


Ecco gli incentivi previsti:


un contributo di 1.500 euro per chi acquista un’autovettura nuova “euro 4” o “euro 5” con ridotte emissioni di CO2 (non oltre 140 grammi o 130 grammi, se si tratta di auto a gasolio), previa demolizione di autovetture e autoveicoli per il trasporto promiscuo di categoria “euro 0”, “euro 1” o “euro 2”, immatricolati prima del 2000;


un contributo di 2.500 euro per chi acquista: autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e di cose (con massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate o 4, 5 tonnellate, se a trazione elettrica o a batteria), capaci di contenere al massimo nove posti compreso quello del conducente; autocarri; autoveicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni, caratterizzati dall’avere speciali attrezzature relative a tale scopo; autoveicoli per uso speciale, muniti cioè di speciali attrezzature e destinati prevalentemente al trasporto proprio; autocaravan, di massa massima fino a 3.500 chilogrammi, di categoria “euro 4” o “euro 5”, previa demolizione di veicoli appartenenti alle stesse tipologie, di categoria “euro 0”, “euro 1” o “euro 2”, immatricolati prima del 2000;


– un contributo aggiuntivo di 1.500 euro per l’acquisto di autovetture nuove e omologate dal costruttore per circolare mediante alimentazione, esclusiva o doppia, con gas metano o elettrica o a idrogeno, se le emissioni di CO2 non superano i 120 grammi per chilometro;


– un contributo aggiuntivo di 4.000 euro per l’acquisto di autocarri nuovi, di massa massima fino a 3.500 chilogrammi, di categoria “euro 4” o “euro 5”, omologati dal costruttore per circolare mediante alimentazione, esclusiva o doppia, con gas metano;


– un contributo di 500 euro per l’acquisto di un motociclo nuovo, fino a 400 cc di cilindrata, di categoria “euro 3”, con contestuale rottamazione di un motociclo o di un ciclomotore di categoria “euro 0” o “euro 1”;


– un incentivo di 500 per l’installazione di impianti a GPL e di 650 euro per quelli a metano.


(Decreto Legge n. 5 del 10.02.2009, in G.U. n. 34 del 11.02.2009)


 


 


4) Artigiani e commerciati: contribuzione per l’anno 2009


L’INPS ha reso noto la misura delle aliquote contributive in vigore per l’anno 2009 per gli iscritti alla gestione artigiani e alla gestione degli esercenti attività commerciali.


Infatti, le aliquote per l’anno 2009 risultano come segue:


A) Artigiani (reddito minimale annuo: € 2.855,44, per i coadiuvanti sotto 21 anni € 2.428,24)


– 20,00% per i titolari di qualunque età e per i coadiuvanti di età superiore ai 21 anni;


– 17,00% per i coadiuvanti di età non superiore ai 21 anni.


B) Commercianti (reddito minimale annuo: € 2.868,26, per i coadiuvanti sotto 21 anni € 2.441,06)


– 20,09% per i titolari di qualunque età e per i coadiutori di età superiore ai 21 anni;


– 17,09% per i coadiutori di età non superiore ai 21 anni.


La riduzione contributiva al 17,00% (artigiani) e al 17,09% (commercianti) è applicabile fino a tutto il mese in cui il collaboratore interessato compie i 21 anni.


Infine, per l’anno 2009 il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi IVS è pari a € 70.115,00.


(Circolare INPS n. 16 del 11.02.2009)


 


 


5) Società di capitali: in scadenza la tassa vidimazione libri contabili


Le società di capitali, entro il prossimo 16.03.2009, dovranno effettuare il versamento della tassa annuale di concessione governativa per la bollatura e numerazione dei registri (libro giornale, libro inventari) in misura forfetaria.


La TCG è di:


– € 309,87 per la generalità delle società;


– € 516,46 per le società con capitale che al 1° gennaio 2009 sia superiore a € 516.456,90.


Il versamento andrà effettuato utilizzando il modello F24 ed indicando il codice tributo 7085 e quale annualità il 2009.


 


 


6) Opzione Irap ordinaria per ditte individuali e società di persone entro il 02 marzo 2009


Le ditte individuali, le Snc e le Sas in contabilità ordinaria, per obbligo o per scelta, possono scegliere – entro il 02.03.2009 – se determinare la base imponibile Irap 2009, 2010 e 2011 applicando le regole stabilite per le società di capitali.


Si tratta della scadenza che è ormai a regime, ove l’invio telematico dell’apposito modello previsto per l’opzione deve essere effettuato entro 60 giorni dall’inizio del periodo d’imposta a partire dal quale si intende esercitare l’opzione.


L’opzione preventiva, quindi, scadrebbe il 1° marzo 2009, ma poiché cade di domenica viene automaticamente prorogato al 02 marzo 2009 (in tal modo indica lo stesso scadenziario fiscale pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate relativo al mese di marzo 2009).


L’opzione è irrevocabile per almeno un triennio e “i soggetti che vi accedono sono obbligati a mantenere il regime contabile ordinario per l’intero periodo di validità dell’opzione” (circolare Assonime 26/2008).


Modello Irap 2009


Il modello Irap 2009, completo di istruzioni, in versione definitiva è disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate dal 04.02.2009.


Il modello IRAP 2009 è ormai sganciato dal modello unico


Come è noto la Legge Finanziaria 2008 ha disposto che, a partire da quest’anno, la dichiarazione Irap non deve essere più presentata all’interno di Unico ma va trasmessa in via telematica in forma autonoma.


Sarà poi compito dell’Agenzia inviare la dichiarazione alle Regioni e alle Province autonome – sia a quelle in cui il soggetto ha il proprio domicilio fiscale sia a quelle in cui viene ripartito il valore della produzione netta – utilizzando “PuntoFisco”, il sistema di collegamento tra anagrafe tributaria e enti locali, come ha illustrato il provvedimento di approvazione del modello.


Le altre novità rispetto allo scorso anno


Il modello Irap 2009 ha quindi perso i cinque quadri distinti da inserire all’interno dei modelli Unico PF, SP, SC e ENC ed adesso usufruisce,  per fare fronte alle esigenze di autonomia, di uno stampato ad hoc.


In particolare, il nuovo modello è ora costituito da un frontespizio, cinque quadri (IQ, IP, IC, IE e IK) in cui determinare la base imponibile Irap con riferimento alle cinque diverse categorie di soggetti passivi:


1 – persone fisiche;


2 – società di persone;


3 – società di capitali;


4 – enti non commerciali;


5 – amministrazioni pubbliche.


I quadri tengono conto delle novità introdotte dalla Finanziaria 2008 in merito alla determinazione del valore della produzione.


Completano il nuovo modello Irap 2009 i quadri IR (da utilizzare per la ripartizione regionale della base imponibile e dell’imposta oltre che per la determinazione del saldo a debito o a credito) e IS, con i prospetti per indicare i dati utili per determinare il valore della produzione.


1 – Persone fisiche


Riguardo le persone fisiche (imprese di cui all’art. 5-bis del D.Lgs. Irap), la sezione I deve essere compilata dalle persone fisiche esercenti attività commerciali, a prescindere dal regime di contabilità adottato, che non hanno optato (ai sensi dell’art. 5-bis, comma 2, del D.Lgs. Irap), per la determinazione del valore della produzione secondo le regole dettate per le società di capitali e per gli enti commerciali.


Mentre la sezione II (imprese di cui all’art. 5 del D.Lgs. n. Irap) deve essere compilata dalle persone fisiche esercenti attività commerciali, in regime di contabilità ordinaria, che, invece, hanno optato per la determinazione del valore della produzione secondo le regole dettate per le società di capitali e per gli enti commerciali.


Imprese in regime forfetario


La sezione III è riservata ai soggetti che applicano, ai fini dell’Irpef, i regimi di determinazione del reddito di impresa di cui all’art. 56- bis del Tuir (attività dirette alla produzione di vegetali esercitate oltre il limite del reddito agrario).


Produttori agricoli


La sezione IV va compilata dai produttori agricoli titolari di reddito agrario di cui all’art. 32 del Tuir, dagli esercenti attività di allevamento di animali.


Esercenti arti e professioni


Infine, la sezione V va compilata dai soggetti esercenti arti e professioni di cui all’art. 53, comma 1, del Tuir, per i quali la base imponibile si determina sottraendo dall’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta l’ammontare dei costi inerenti all’attività sostenuti nello stesso periodo d’imposta, compreso l’ammortamento dei beni materiali e immateriali ed esclusi gli interessi passivi e le spese per il personale dipendente.


I compensi, i costi e gli altri componenti si assumono così come rilevanti ai fini della dichiarazione dei redditi.


2 – società di persone


Società esercenti attività commerciali (di cui all’art. 5-bis del D.Lgs. Irap): La sezione I deve essere compilata dalle società in nome collettivo e in accomandita semplice ed equiparate (ai sensi dell’articolo 5 del Tuir), a prescindere dal regime di contabilità adottato, che non hanno optato (ai sensi dell’art. 5-bis, comma 2, del D.Lgs. Irap), per la determinazione del valore della produzione secondo le regole dettate per le società di capitali e per gli enti commerciali.


Sezione II


Società esercenti attività commerciali (di cui all’art. 5 del D.Lgs. Irap o attività finanziarie di cui all’art. 6, comma 9, del D.Lgs. Irap).


La sezione II deve essere compilata dalle società in nome collettivo e in accomandita semplice ed equiparate (ai sensi dell’articolo 5 del Tuir), in regime di contabilità ordinaria, che hanno optato (ai sensi dell’art. 5-bis, comma 2, del D.Lgs. Irap), per la determinazione del valore della produzione secondo le regole dettate per le società di capitali e per gli enti commerciali.


3 – società di capitali


Per le società di capitali, infine, debutta la sezione I, veloce da compilare rispetto a prima per la scomparsa delle colonne di variazioni dei dati da bilancio a fisco.


 


 


7) Colf: Più semplice denunciare i rapporti di lavoro domestico: basta una telefonata


Basta una telefonata al contact center dell’Inps (803.164) o un collegamento al sito www.inps.it: ogni comunicazione relativa al rapporto di lavoro domestico (assunzione, trasformazione, cessazione e proroga) sarà più semplice, rapida e sicura.


Non sarà più necessario passare dai Centri per l’Impiego.


In deroga alle disposizioni vigenti per la generalità dei datori di lavoro, il decreto legge n. 185/2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 2/2009, prevede che i datori di lavoro domestico trasmettano direttamente all’Inps – attraverso modalità semplificate – ogni comunicazione.


I cambiamenti riguardano non solo i nuovi rapporti di lavoro, ma anche quelli già esistenti, che al 31 dicembre 2008 risultavano essere 1.544.101 (di cui 313.648 instaurati nel corso dell’ultimo anno), confermando la tendenza all’aumento registrata negli ultimi anni (al 31 dicembre 2006 i rapporti di lavoro erano 1.054.373, mentre alla fine del 2007 erano 1.264.174).


In seguito alle comunicazioni ricevute, l’Inps procederà direttamente al calcolo dei contributi dovuti e lo comunicherà al datore di lavoro attraverso l’invio di un numero di bollettini precompilati (anche MAV) per tanti trimestri dell’anno quanti sono, rispetto alla data della denuncia, quelli per i quali risulta in vigore la medesima aliquota contributiva.


Per i rapporti di lavoro già in corso si farà riferimento agli ultimi bollettini pagati.


A ridosso della prossima scadenza del 10 aprile, l’Inps invierà a tutti i datori di lavoro domestico una lettera per formalizzare quanto comunicato via Internet o via telefono.


E con la lettera saranno consegnati a domicilio i bollettini per provvedere al pagamento, con il conteggio già predisposto, sulla base della comunicazione ricevuta.


Tutto più facile anche per il pagamento.


Come per il bollo auto, anche i bollettini per il pagamento dei contributi previdenziali obbligatori per il lavoro domestico potranno essere utilizzati presso gli sportelli delle Poste e presso le tabaccherie convenzionate


Lottomatica.


E chi volesse utilizzare i servizi bancari potrà fare uso del Mav.


Il pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro sulla base dei bollettini inviati sarà inteso come conferma dei dati riportati.


Nel caso in cui, invece, la prestazione effettuata dal lavoratore nel trimestre non coincida con i dati riportati sul relativo bollettino, il datore di lavoro dovrà inoltrare all’Inps, con le stesse modalità previste per l’assunzione, una denuncia di variazione dei dati relativi alla prestazione, entro i primi dieci giorni del trimestre successivo: le variazioni comunicate determineranno un ricalcolo a conguaglio che potrà comportare, secondo i casi, un importo aggiuntivo da versare oppure il rimborso della contribuzione eventualmente versata in eccedenza.


Nel caso in cui la variazione si riferisca in modo stabile ad uno o più degli elementi del rapporto di lavoro, saranno emessi tanti bollettini quanti sono i trimestri successivi interessati alla variazione.


In caso di cessazione del rapporto di lavoro, la relativa comunicazione dovrà avvenire entro dieci giorni dalla cessazione stessa, sempre con le stesse modalità.


Tale comunicazione determinerà il ricalcolo del contributo per il trimestre in corso e l’emissione di un nuovo bollettino in sostituzione del precedente.


Con l’adempimento più facile del dovere dei versamenti contributivi per il lavoro domestico si potrà assicurare una migliore tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.


Un altro capitolo nella lotta al lavoro nero che l’Inps continua a sostenere con le azioni di vigilanza e di controllo, per far emergere dal “sommerso” ogni forma di attività lavorativa.


Annotazione


L’Inps pare abbia accolto la nostra segnalazione (si veda il nostro articolo di ieri che segnalava il problema di tipo attuativo, cioè l’articolo sulle novità fiscali del 12.02.2009) e per questo si ringraziano i loro Dirigenti.


(Inps, comunicato stampa datato 05.02.2009, pubblicato il 12.02.2009)


 


 


 


8) Software di compilazione della Comunicazione relativa al credito di imposta per assunzioni nelle aree svantaggiate


E’ disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione software: 1.0.1 del 12/02/2009 relativo alla compilazione della Comunicazione per il credito di imposta per assunzioni nelle aree svantaggiate.


In particolare, il software ComunicazioneIAL consente la compilazione della comunicazione relativa al credito d’imposta per= nuove assunzioni nelle aree svantaggiate (mod. C/IAL).


Il prodotto ComunicazioneIAL può essere utilizzato in via telematica dal 2 febbraio al 31 marzo 2009 sia da chi intende trasmettere direttamente la propria Comunicazione sia dagli intermediari che trasmettono la comunicazione per conto di altri.


Software di compilazione comunicazione 730-4


E’ stata, inoltre, resa disponibile anche la versione software (1.0.0 del 12/02/2009) Comunicazione 730-4 che consente la predisposizione del tracciato telematico della Comunicazione 730-4.


(Agenzia delle Entrate, nota del 12.02.2009)


 


 


9) Studi di settore: incontro proficuo tra direttore dell’Agenzia delle Entrate ed associazioni di categoria


Nell’incontro del 12.02.2009, l’Agenzia delle Entrate e le Organizzazioni dell’artigianato, del commercio e dei servizi, nel ribadire e riconoscere la necessità di garantire, proprio in riferimento all’attuale contesto economico, la validità degli studi di settore come strumento di equità e trasparenza fiscale, hanno sottolineato, come peraltro previsto dall’art. 8 del D.L. n. 185/2008 e evidenziato nella riunione della Commissione degli esperti del 6.11.2008, che la normalità economica fotografata dagli studi di settore costruita su dati del 2006, o precedenti, rappresenta un quadro economico che potrebbe divergere, talora in modo significativo, dai risultati che le imprese stanno conseguendo, a seguito della grave crisi economica e finanziaria.


L’Agenzia delle Entrate, preso atto di quanto esposto dalle Organizzazioni di categoria, ha assicurato che l’applicazione degli studi di settore sull’anno 2008 dovrà, necessariamente, essere oggetto della massima attenzione al fine di garantire la più ampia affidabilità dello strumento di accertamento ed un più sereno contraddittorio, nell’ottica di una rinnovata compliance.


A conclusione dell’incontro è stato ribadito che gli Studi non costituiscono in alcun modo una forma di catastizzazione dei ricavi, ma rappresentano per l’Amministrazione e per il contribuente uno strumento per valutare le singole posizioni rispetto ad imprese operanti in condizioni simili di normalità economica.


Occorre operare affinché tale ruolo degli studi di settore divenga un patrimonio condiviso da tutti giacché elemento di un trasparente sistema fiscale.


Ecco i punti che caratterizzeranno l’applicazione degli studi sul periodo d’imposta 2008 su cui l’Agenzia delle Entrate e le Organizzazioni di categoria hanno convenuto nell’incontro:


1. entro i primi di marzo, dovranno essere acquisiti i dati dalle fonti informative già attivate che consentiranno di intervenire sulla generalità degli studi per tenere conto dell’impatto della crisi in modo mirato e selettivo sia sui settori singolarmente considerati sia sulle diverse aree territoriali;


2. le informazioni che si otterranno attraverso le fonti sopra individuate saranno integrate con i dati che saranno raccolti attraverso appositi questionari, soprattutto con l’apporto delle Associazioni. Questi dati saranno utili per consentire agli interventi sugli studi di essere i più selettivi e corretti possibili;


3. un primo intervento, realizzato, entro fine marzo, sulla base dei dati raccolti consentirà di mettere a disposizione dei contribuenti gli studi integrati con i correttivi necessari per tener conto della crisi e permettere, a chi lo ritenga opportuno, di adeguarsi nella prossima dichiarazione dei redditi. I soggetti congrui, naturalmente ovvero a seguito di adeguamento, che hanno indicato correttamente i dati sul modello, non potranno essere successivamente accertati a mezzo studi di settore;


4. ai fini dell’attività di controllo, ulteriori interventi sul sistema degli studi saranno realizzati entro il 2010, sulla base di una più ampia e precisa disponibilità di dati e delle stesse dichiarazioni acquisite per il 2008;


5. tutte le attività di revisione ed aggiornamento saranno effettuate nel rispetto delle normali procedure previste per gli studi di settore e, quindi, dovranno consentire la partecipazione attiva degli esperti delle Organizzazioni di categoria a cui saranno forniti adeguati elementi di valutazione per consentire di poter esprimere un parere in sede di Commissione degli esperti.


Si è convenuto, inoltre, sulla necessità:


– che siano meglio ed ulteriormente definite le caratteristiche dei soggetti che rientrano nel concetto di marginalità, per fornire elementi di chiarezza sia agli uffici locali delle entrate, sia ai contribuenti. E’ evidente, infatti, che specialmente in periodi di crisi economica saranno più numerosi i soggetti che pur rimanendo in attività entreranno nella “marginalità” economica;


di procedere, con celerità, alla realizzazione e alla diffusione presso le associazioni di categoria dei prodotti di audit competitivo frutto dell’analisi della mole di informazioni contenute nella banca dati degli studi di settore.


Infine, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che il contraddittorio, in occasione dell’accertamento con adesione, è la sede in cui possano essere fatte valere le eccezioni e le ragioni da parte del contribuente degli scostamenti rispetto alle risultanze degli studi che gli uffici sono tenuti a considerare.


Indicazioni in tal senso, saranno ribadite dall’Agenzia agli uffici.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 12.02.2009)


 


 


10) Corte Ce: Tempi e modalità per procedere alla detrazione dell’Iva


Il sistema della detrazioni IVA deve essere modulato considerando l’uso di beni e servizi destinati all’impresa ai fini delle operazioni diverse da quelle imponibili.


Su tale problematica si è soffermata la Corte di Giustizia europea a conclusione del procedimento definito il 12.02.2009.


La corte di giustizia Ue ha reso la propria odierna pronuncia pregiudiziale affermando recisamente che “gli artt. 6, n. 2, lett. a), e 17, n. 2, della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE devono essere interpretati nel senso che non sono applicabili all’uso di beni e servizi destinati all’impresa ai fini di operazioni diverse dalle operazioni imponibili del soggetto passivo, atteso che l’imposta sul valore aggiunto dovuta per l’acquisto di tali beni e servizi relativi a dette operazioni non è detraibile”.


La domanda di pronuncia pregiudiziale a cui hanno dato risposta in data 12.02.2009 i giudici comunitari ha riguardato l’interpretazione degli artt. 6, n. 2, e 17, nn. 2 e 6, della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari  ed è stata presentata nel contesto di una controversia concernente la riscossione posticipata in materia di imposta sul valore aggiunto, insorta tra un’associazione olandese delle organizzazioni di agricoltori e giardinieri e l’Amministrazione finanziaria dello stesso paese.


Il protagonista della controversia


L’associazione, attiva nel settore agrario, fornisce determinate prestazioni di servizi individuali a favore sia dei propri soci che di terzi, per i quali fattura un rimborso.


Nell’esercizio della propria attività, finalizzata alla tutela degli interessi degli associati, l’associazione acquista beni e servizi utilizzati sia per le sue attività economiche soggette a Iva sia per altre attività che non presentano alcun collegamento con le prime, chiedendo la detrazione totale degli importi dell’Iva versati a monte per detti beni e servizi, tra i quali ricadono quelli riguardanti attività relative alla tutela degli interessi generali dei suoi soci. 


Attività soggette a Iva e non


La Corte ha poi precisato che attività come quelle consistenti, per una associazione, nella tutela degli interessi generali dei suoi soci, non costituiscono, allorquando non consistono in cessioni di beni o prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso, attività soggette all’Iva (articolo 2, n. 1, della sesta direttiva).


Per quanto riguarda invece il fatto che queste attività possano essere o meno considerate come esercitate a fini estranei (articolo 6, n. 2 della direttiva), gli eurogiudici hanno ritenuto che le attività non economiche non ricadono nella sfera di applicazione della direttiva, precisando come il sistema delle detrazioni stabilito dalla direttiva riguardi l’insieme delle attività economiche di un soggetto passivo, indipendentemente dallo scopo o dai risultati di tali attività, purché queste ultime siano di per sé soggette a Iva, con la conseguenza che l’imposta che ha gravato a monte sulle spese sostenute da un soggetto passivo non può dare diritto a detrazione nella misura in cui si riferisca ad attività che, in considerazione del loro carattere non economico, non rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva.


Nel caso dunque in cui un soggetto passivo svolga contemporaneamente attività economiche, imponibili o esenti da imposta, e attività non economiche che non rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva, la detrazione dell’Iva che ha gravato sulle spese a monte è possibile soltanto qualora tali spese possano essere imputate a valle all’attività economica del soggetto passivo.


Da ciò ne discende che l’articolo 6, n. 2, lett. a), della direttiva non è volto a stabilire una regola secondo cui operazioni che esulano dall’ambito di applicazione dell’Iva sono considerate svolte a “fini estranei” all’impresa ai sensi di tale disposizione.



Partecipa alla discussione sul forum.