Novità fiscali del 10 febbraio 2009: decreto anticrisi: le disposizioni sull’archiviazione elettronica complicano le procedure per le imprese? In scadenza la consegna del CUD; detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici: nuove regole per il 2009


 






 


Indice:


 


1) Decreto anticrisi: Le disposizioni sull’archiviazione elettronica complicano le procedure per le imprese ?


 


2) Detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici: Nuove regole per il 2009


 


3) Agevolazioni fiscali per i disabili: guida aggiornata al 09.02.2009


 


4) Consegna della Certificazione Unica fiscale


 


5) Anche l’Agenzia delle Entrate aderisce al risparmio di energia


 


 


1) Decreto anticrisi: Le disposizioni sull’archiviazione elettronica complicano le procedure per le imprese ?


 “La disposizione contenuta nel decreto anticrisi relativa alla trasformazione della modalità di archiviazione dei dati contabili delle aziende da cartacea ad elettronica, implica inevitabilmente anche una trasformazione della periodicità di archiviazione, che da annuale diviene trimestrale.


In sostanza, su base annua le procedure connesse alla materiale archiviazione dei dati contabili quadruplicano.


Un vero paradosso per una norma nata per semplificare gli adempimenti delle imprese e, di conseguenza, degli oneri espliciti ed impliciti ad essi correlati”.


Lo ha reso noto un comunicato stampa emesso dal CNDCEC del 09.02.2009, nel quale Roberto D’Imperio, Consigliere nazionale dei Dottori commercialisti ed Esperti contabili con delega alle problematiche fiscali, ha evidenziato le problematiche delle disposizioni contenute al tal fine nel c.d. “decreto anticrisi” in materia di archiviazione elettronica dei libri societari e dei libri contabili.


D’Imperio si é riferito, in particolare, ai libri contabili previsti dal codice civile ed ai registri contabili previsti dalla normativa fiscale.


“Chi procede all’archiviazione di questi documenti nella “tradizionale” guisa cartacea – spiega D’Imperio -, è tenuto esclusivamente a procedere alla loro stampa, dalla macchina elettrocontabile su cui vengono caricati i dati, entro la fine del terzo mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi del periodo cui i dati contabili si riferiscono”.


“Chi invece dovesse avvalersi dell’opportunità di archiviazione elettronica offerta dal decreto anticrisi – ha proseguito il rappresentante del Consiglio nazionale dei commercialisti – sembrerebbe tenuto ad apporre con cadenza trimestrale la firma digitale e la marcatura temporale sui file informatici che sostituiscono i libri ed i registri cartacei”.


“Non abbiamo nulla in contrario – ha sottolineato D’Imperio – alla scelta di “spingere” per la modalità di archiviazione elettronica, che anzi giudichiamo utile.


Ma questa disposizione produce un appesantimento a carico delle imprese davvero incomprensibile”.


D’Imperio non esclude che ci si trovi di fronte ad un dato letterale della norma non particolarmente felice nella sua formulazione.


“In tal caso – afferma – si chiarisca quanto prima che questo “non senso” è appunto quello che appare e, in quanto tale, non costituisce la corretta modalità di applicazione del dettato normativo”.


“Se invece – conclude -, come pare doversi ritenere, l’interpretazione del dato letterale della norma è corretta, si proceda senza indugio alla sua tempestiva correzione”.


Per ulteriori particolari si veda la nostra nota 1.


(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili, comunicato stampa del 09.02.2009)


 


Nota (1)






Tenuta scritture contabili informatizzate facilitata ?: Novità dalla Legge n. 2/2009


I libri, i repertori, le scritture e la documentazione la cui tenuta da parte delle imprese sia obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento, o che sono richiesti dalla natura o dalle dimensioni dell’impresa, possono essere formati e tenuti con strumenti informatici.


Lo prevede il nuovo articolo 2215-bis del c.c., rubricato “Documentazione informatica”, aggiunto in sede di conversione del D.L. 185/2008, convertito in Legge n. 2/2009.


Le registrazioni contenute nei documenti informatici devono essere rese consultabili in qualsiasi momento con i mezzi messi a disposizione dal soggetto tenutario.


Tali registrazioni costituiscono informazione primaria e originale da cui è possibile effettuare, su diversi tipi di supporto, riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge; le stesse hanno, inoltre, l’efficacia probatoria sancita agli artt. 2709 e 2710 del c.c..


La vidimazione informatica del D.L. n. 185/2008


Con l’art. 2215-bis del codice civile è stata introdotta una nuova sorta di bollatura e vidimazione che, a differenza del passato, non riguarda più i documenti cartacei bensì quelli informatici.


Infatti, come è noto bollatura e vidimazione, per la versione cartacea dei documenti, erano stati aboliti dalla legge 383/2001.


Le nuove prescrizioni per attestare la regolarità delle scritture contabili, in caso di tenuta con strumenti informatici, sono assolte mediante apposizione, ogni tre mesi (con riferimento alle registrazioni dei tre mesi precedenti), della marca temporale e della firma digitale da parte dell’imprenditore o di altro soggetto dal medesimo delegato.


Ecco come si potrà procedere per rispettare le nuove disposizioni:


Secondo fonti della stessa Agenzia delle Entrate, se ad es. la messa in opera delle scritture è avvenuta il primo gennaio, entro la fine di marzo bisognerà generare un file “statico ed immodificabile”, ad esempio in formato pdf, e applicare sullo stesso prima la firma digitale e successivamente la marca temporale che, si ricorda, viene apposta da un soggetto terzo accreditato presso il Cnipa, per sigillare i documenti stessi.


Qualora per tre mesi non venissero eseguite registrazioni, le descritte operazioni dovranno essere effettuate all’atto di una nuova registrazione e da tale momento decorre la cadenza trimestrale.


Assolvimento dell’imposta di bollo


L’obbligo di bollatura dei documenti informatici è assolto in base alle disposizioni dell’articolo 7 del D.m. 23.1.2004, che prevede il pagamento dell’imposta di bollo nella misura di 14,62 euro ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse.


Il tributo deve essere assolto preventivamente, prima che il libro giornale e il libro degli inventari siano posti in uso, per mezzo di una comunicazione da presentare all’ufficio delle Entrate territorialmente competente.


Entro il mese di gennaio dell’anno successivo, il contribuente dovrà presentare una comunicazione consuntiva con l’indicazione del numero di documenti informatici formati nell’anno precedente, distinti per tipologia, e gli estremi del versamento dell’eventuale differenza d’imposta.


L’importo complessivo corrisposto, risultante dalla comunicazione, viene assunto come base provvisoria per la liquidazione dell’imposta per l’anno in corso.


Archiviazione elettronica: Possibile effetto negativo della Legge n. 2/2009


E’ stato rilevato in Dottrina (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili, comunicato stampa del 09.02.2009) che “chi procede all’archiviazione di questi documenti nella “tradizionale” guisa cartacea, è tenuto esclusivamente a procedere alla loro stampa, dalla macchina elettrocontabile su cui vengono caricati i dati, entro la fine del terzo mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi del periodo cui i dati contabili si riferiscono”.


“Chi invece dovesse avvalersi dell’opportunità di archiviazione elettronica offerta dal decreto anticrisi sembrerebbe tenuto ad apporre con cadenza trimestrale la firma digitale e la marcatura temporale sui file informatici che sostituiscono i libri ed i registri cartacei”.


Abolizione del libro dei soci


L’art. 16 della Legge n. 2/2009 ha, altresì, individuato nel deposito presso il registro delle imprese (anziché nell’iscrizione nel libro dei soci, di cui non è più obbligatoria la tenuta) il momento di efficacia del trasferimento di partecipazioni societarie.


Con la soppressione dell’obbligo di tenuta del libro dei soci, è stato eliminato l’obbligo di iscrizione nel libro dell’eventuale espropriazione di partecipazioni societarie e precisato che gli obblighi solidali del venditore della partecipazione per i versamenti ancora dovuti decorrono dall’iscrizione nel registro imprese anziché dal libro dei soci.


Eliminato il libro dei soci dall’elenco dei libri sociali di cui è obbligatoria la tenuta.


Disposizione transitoria:


E’ stata prevista l’entrata in vigore di parte della nuova disciplina trascorsi 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto.


 


 


2) Detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici: Nuove regole per il 2009


La disciplina relativa alle detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici (art. 1, commi da 344 a 347, della legge n. 296/2006) è stata modificata dalla Legge n. 2/2009, venendo ricondotta nel comma 6 dell’art. 29.


Sostanzialmente è stato soppresso l’assoggettamento dei contribuenti alla procedure di comunicazione anche per gli interventi effettuati nel 2008 (e quindi con effetto retroattivo), facendo decorrere la nuova disciplina per i periodi imposta successivi a quello in corso alla data del 31.12.2008, mentre il testo originario faceva riferimento a tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31.12.2007 (1° gennaio 2008-31 dicembre 2010 per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare).


Per le spese sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2009 per la riqualificazione energetica degli edifici la detrazione d’imposta lorda deve essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo (anziché in 3 o 10 anni come previsto attualmente).


E’ stata, quindi, soppressa la limitazione all’utilizzo del credito di imposta nel 2008, prevedendo che, per i periodi imposta successivi al 2008, i contribuenti interessati inviano all’Agenzia delle entrate apposita comunicazione, secondo i termini e le modalità stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione (legge di conversione).


Il provvedimento può stabilire che la trasmissione avvenga esclusivamente per via informatica, anche mediante i soggetti abilitati, e stabilisce i termini e le modalità di comunicazione all’Agenzia delle entrate dei dati trasmessi dai contribuenti in possesso dell’ENEA ai sensi del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 19 febbraio 2007.


Il comma 6 dispone, altresì, l’emanazione, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, di un decreto di natura non regolamentare di modifica del richiamato decreto 19 febbraio 2007 al fine di snellire le procedure e di ridurre gli adempimenti burocratici a carico dei contribuenti.


Per le spese sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2009 per la riqualificazione energetica degli edifici la detrazione d’imposta lorda deve essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo.


In sintesi:


– per le spese sostenute nel 2008, la situazione rimane immutata;


– per le spese sostenute nel 2009, i contribuenti interessati dovranno inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate, secondo modalità che saranno stabilite con apposito provvedimento.


Spese del 2009


Per le spese del 2009 sarà, quindi, necessario attendere il termine previsto (entro il 27 febbraio prossimo), prima di conoscere i termini e le modalità per l’invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate.


Poi si attendono le modifiche al D.M. 19 febbraio 2007 che semplificheranno le procedure e gli adempimenti amministrativi a carico dei contribuenti.


Deduzione per il 2009


Pertanto, le spese sostenute a partire dal 1.1.2009 la detrazione dovrà essere ripartita in cinque rate annuali, a differenza di come avveniva in precedenza.


 


 


3) Agevolazioni fiscali per i disabili: guida aggiornata al 09.02.2009


Può essere consultata o scaricata da Internet o ritirata gratuitamente presso gli uffici delle Entrate


Nei prossimi giorni arriverà in tutti gli uffici dell’agenzia delle Entrate il n. 6/2008 del periodico bimestrale “l’agenzia informa”.


Stampata già nel 2003 e poi aggiornata costantemente nelle varie versioni consultabili on-line, la pubblicazione fornisce tutte le informazioni utili per “sfruttare” al meglio le agevolazioni fiscali previste per le persone con disabilità e, in alcuni casi, per i loro familiari.


In particolare, la guida illustra il quadro aggiornato delle varie situazioni in cui la normativa tributaria riconosce benefici fiscali ai contribuenti portatori di disabilità, indicandone con chiarezza chi ne ha diritto.


Ad esempio, sono spiegate, in dettaglio, le regole e le modalità da seguire per richiedere le seguenti agevolazioni:


– la detrazione Irpef per i figli portatori di handicap fiscalmente a carico


– le detrazioni per le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana


– le diverse agevolazioni per l’acquisto di veicoli (Iva agevolata al 4%, detrazione Irpef del 19%, esenzione dal bollo auto e dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà)


– quelle previste quando si comprano mezzi di ausilio (sussidi tecnici e informatici, cane guida per i non vedenti, servizi di interpretariato per i non udenti)


– la detrazione del 36% per i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche


– la deduzione dal reddito complessivo annuo delle spese mediche sostenute per l’assistenza specifica e dei contributi versati per gli addetti all’assistenza personale o familiare.


Inoltre, un apposito capitolo della guida, rimarca come l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione un particolare servizio di assistenza a quei contribuenti che, a causa dello loro disabilità, non possono recarsi agli sportelli degli uffici o utilizzare gli altri servizi di assistenza.


Infine, la guida viene corredata da alcuni utili modelli di autocertificazione da predisporre, per poter ottenere le agevolazioni fiscali, al momento dell’acquisto di veicoli e di sussidi tecnici e informatici e da un pratico prospetto riepilogativo delle varie tipologie di spesa, con i relativi limiti, per le quali è possibile ottenere, a seconda dei casi, le detrazioni dall’Irpef, le deduzioni dal reddito e/o l’Iva agevolata.


(Agenzia delle Entrate, comunicato del 09.02.2009)




4) Consegna della Certificazione Unica fiscale


I sostituti d’imposta obbligati a effettuare le ritenute a titolo d’acconto sui redditi di lavoro dipendente, assimilati e di pensione corrisposti ai propri dipendenti o pensionati devono rilasciare una apposita certificazione unica (c.d. CUD) attestante le somme erogate e le relative ritenute effettuate e versate all’Erario, entro il 28 febbraio di ciascun anno ovvero entro dodici giorni dalla richiesta, in caso di interruzione del rapporto di lavoro.


Cosa contiene il CUD


In linea generale, nel CUD vanno indicati:


– l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati (articoli 49 e 50 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917), corrisposti nell’anno precedente ed assoggettati a tassazione ordinaria, a tassazione separata, a ritenuta a titolo d’imposta e ad imposta sostitutiva;


– le relative ritenute di acconto operate;


– le detrazioni effettuate.


Inoltre, il CUD è utilizzato per l’attestazione dell’ammontare complessivo dei redditi corrisposti nell’anno precedente che non hanno concorso alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi, dei dati previdenziali ed assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta all’INPS, all’INPDAP e all’IPOST.


Il CUD può essere utilizzato anche per certificare i dati relativi a periodi successivi all’anno di riferimento, fino alla approvazione di un nuovo CUD (ad esempio il CUD 2009 può essere utilizzato anche per certificare i dati relativi a periodi successivi al 2008).


La struttura del CUD, oltre ad una sezione dedicata ai dati del datore di lavoro e del contribuente, si compone di due distinte sezioni:


Parte A: dati fiscali;


Parte B: dati previdenziali


Parte A – Dati fiscali


Nella sezione dedicata ai dati fiscali vanno indicate:


– le somme e i valori assoggettati a tassazione ordinaria;


– i compensi con ritenuta a titolo d’imposta nonché quelli assoggettati ad imposta sostitutiva;


– le somme e i valori assoggettati a tassazione separata (arretrati di anni precedenti, indennità di fine rapporto di lavoro dipendente erogate nell’anno, compresi suoi acconti e anticipazioni, e prestazioni pensionistiche dei fondi di previdenza complementare erogate in forma di capitale);


– gli oneri di cui si è tenuto conto;


– gli altri dati necessari ai fini dell’eventuale presentazione della dichiarazione dei redditi (ad es. i giorni di lavoro dipendente e/o pensione).


Le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici e privati che corrispondono trattamenti pensionistici di reversibilità devono certificare gli importi corrisposti per il coniuge superstite separatamente da quelli corrisposti per gli orfani, anche se minorenni e conviventi.


In caso di decesso del sostituito, il datore di lavoro deve rilasciare agli eredi la certificazione relativa al dipendente deceduto attestante i redditi e le altre somme a lui corrisposte, indicando nella parte A i dati anagrafici relativi al defunto.
La certificazione va consegnata anche per attestare i redditi corrisposti agli eredi del sostituito (ai sensi dell’articolo 7, comma 3, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917). Si tratta ad esempio di mensilità o ratei di tredicesima che il datore di lavoro non ha potuto corrispondere direttamente al lavoratore deceduto.


Parte B – Dati previdenziali


Tale sezione del CUD serve sostanzialmente per l’indicazione:


– dei dati previdenziali ed assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta all’INPS, all’INPDAP;


– dell’importo dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore versati e/o dovuti agli stessi enti previdenziali.


Termini per l’emissione e modalità operative


Pertanto, il CUD deve essere consegnato, in duplice copia, al contribuente (dipendente, pensionato, percettore di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente) dai datori di lavoro o enti eroganti e dagli enti pubblici o privati che erogano trattamenti pensionistici, entro il 28 febbraio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono i redditi certificati ovvero entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
Il sostituto d’imposta può trasmettere al contribuente il CUD in formato elettronico, purché sia garantita al dipendente la possibilità di entrare nella disponibilità dello stesso e di poterlo materializzare per i successivi adempimenti.
Tale modalità di consegna, pertanto, può essere utilizzata solo nei confronti di quanti siano dotati degli strumenti necessari per ricevere e stampare il CUD rilasciato per via elettronica mentre deve essere esclusa, ad esempio, nelle ipotesi in cui il sostituto sia tenuto a rilasciare agli eredi il CUD relativo al dipendente deceduto ovvero quando il dipendente abbia cessato il rapporto di lavoro.
Resta, dunque, in capo al sostituto d’imposta l’onere di accertarsi che ciascun dipendente si trovi nelle condizioni di ricevere in via elettronica il CUD, provvedendo, diversamente, alla consegna in forma cartacea.


Esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi


Il contribuente che nell’anno ha posseduto soltanto i redditi attestati nel CUD, è esonerato dalla presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi, sempreché siano state correttamente effettuate le operazioni di conguaglio.
Alle stesse condizioni è esonerato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi il titolare soltanto di più trattamenti pensionistici per i quali si sono rese applicabili le disposizioni concernenti il “casellario delle pensioni”.
Il contribuente esonerato può, tuttavia, scegliere di presentare ugualmente la dichiarazione dei redditi qualora, ad esempio, nell’anno abbia sostenuto oneri diversi da quelli eventualmente attestati nella presente certificazione che intende portare in deduzione dal reddito o in detrazione dall’imposta.


Scelta della destinazione dell’8 e del 5 per mille dell’IRPEF


I contribuenti esonerati dalla presentazione della dichiarazione possono scegliere di destinare l’otto per mille del gettito IRPEF allo Stato oppure ad una Istituzione religiosa e/o il cinque per mille della propria IRPEF a determinate finalità, utilizzando l’apposita scheda, acclusa al CUD, che il sostituto d’imposta è tenuto a rilasciare debitamente compilata nella parte relativa al periodo d’imposta nonché ai dati del sostituto e del contribuente.


Versamento ritenute su redditi lavoro autonomo


I sostituti d’imposta che corrispondono compensi per prestazioni di lavoro autonomo anche sotto forma di partecipazione agli utili devono operare all’atto del pagamento una ritenuta del 20% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, con l’obbligo di rivalsa.


La ritenuta, nel caso si tratti di soggetti non residenti, è pari al 30% ed è a titolo d’imposta


Le ritenute effettuate devono essere versate dal sostituto entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento, utilizzando il modello F24, esclusivamente in via telematica per i sostituti titolari di partita IVA.


Redditi soggetti a ritenuta


Sono soggetti alla ritenuta i compensi per prestazioni di lavoro autonomo corrisposti, a qualunque titolo, ad artisti e professionisti.


In particolare si tratta dei compensi corrisposti:


– per prestazioni di lavoro autonomo anche occasionale, ed anche sotto forma di partecipazione agli utili;


– per prestazioni rese a terzi o nell’interesse di terzi;


– per l’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere;


– sugli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione, quando l’apporto dell’associato è costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro;


– sugli utili spettanti ai promotori e ai soci fondatori di società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata;


– sui redditi derivanti dalla cessione di diritti d’autore da parte dello stesso autore;


– sui diritti per opere d’ingegno, ceduti da persone fisiche non imprenditori o professionisti che le hanno acquistate.


Sono esclusi dall’applicazione della ritenuta i compensi di importo inferiore a Euro 25,82 (sempre che non si tratti di acconti relativi a prestazioni di importo complessivo superiore a tale limite), corrisposti dagli enti pubblici e privati, non aventi ad oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, per prestazioni di lavoro autonomo occasionale.


Importi su cui applicare la ritenuta


La determinazione della base imponibile soggetta a ritenuta segue determinate regole.
In particolare, rientrano nella base imponibile oltre ai compensi professionali anche i rimborsi a piè di lista per le spese di viaggio, vitto ed alloggio e tutte le spese documentate anticipate dal professionista e rimborsate dal committente, anche se le fatture risultino intestate oltre che al professionista anche al committente nell’interesse del quale sono state sostenute tali spese.
Inoltre, è soggetto a ritenuta il contributo INPS addebitato al cliente (4%) da parte di lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS.


Non concorrono, invece, alla formazione della base imponibile:


– i contributi previdenziali e assistenziali previsti dalla legge a carico del soggetto che li corrisponde;


– l’eventuale addebito in via di rivalsa del contributo per la cassa nazionale dell’ordine professionale (ad esempio, 4% per i dottori commercialisti);


– le somme ricevute a titolo di rimborso spese anticipate in nome e per conto del cliente a condizione che non costituiscano spese inerenti alla produzione del reddito di lavoro autonomo e che siano debitamente e analiticamente documentate.


Riguardo ai redditi derivanti dalla cessione di diritti d’autore e ai diritti per opere d’ingegno, il reddito imponibile è dato dall’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo d’imposta ridotto del 25% a titolo di deduzione forfetaria delle spese sostenute (importo elevato al 40% se i compensi sono percepiti da soggetti di età inferiore a 35 anni).


Aliquote
Quindi, per i redditi di lavoro autonomo corrisposti a soggetti residenti, la ritenuta, effettuata a titolo d’acconto, è pari al 20%


Se, invece, i compensi sono corrisposti a soggetti non residenti per prestazioni svolte sul territorio dello Stato, si applica una ritenuta a titolo di imposta in misura del 30% dell’ammontare corrisposto.


La medesima aliquota del 30% a titolo d’imposta si applica sui compensi e le somme corrisposti a non residenti per l’utilizzazione economica di opere dell’ingegno, brevetti, invenzioni industriali e simili, di cui all’art. 23, comma 2, lett. c), TUIR.


Se i predetti compensi per prestazioni di lavoro autonomo ed assimilati sono corrisposti a stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti si applica la ritenuta a titolo di acconto in misura del 20%.


Termini e modalità di versamento


Le ritenute vanno versate dai sostituti entro il 16 del mese successivo a quello del pagamento.


Se il predetto termine cade di sabato o di giorno festivo il versamento è posticipato al primo giorno lavorativo successivo.


Il versamento va effettuato utilizzando il modello F24, esclusivamente con modalità telematiche per i sostituti titolari di partita IVA, utilizzando il codice tributo 1040.


Certificazione delle ritenute


Le ritenute corrisposte devono essere certificate da parte dei soggetti obbligati ad operarle.


La certificazione, che va consegnata all’interessato entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui le somme e i valori sono stati corrisposti, deve attestare:


– l’ammontare complessivo delle somme e valori corrisposti;


– l’ammontare delle ritenute operate, delle detrazioni di imposta effettuate e – dei contributi previdenziali e assistenziali;


– eventuali altri dati.


Tavola riepilogativa


































Tipo di reddito


Aliquota ritenuta


Base imponibile


Compensi per prestazioni di lavoro autonomo anche occasionale


20% a titolo d’acconto


100%


Compensi per cessione diritti d’autore da parte dello stesso autore:


  soggetti di età superiore a 35 anni;


  soggetti di età inferiore a 35 anni


 


20% a titolo d’acconto


– 20% a titolo d’acconto


 


  75%


  60%


Compensi per l’assunzione di obblighi di fare, non fare e permettere


20% a titolo d’acconto


100%


Compensi ad associati in partecipazione che apportano solo lavoro


20% a titolo d’acconto


100%


Partecipazione agli utili di soci fondatori o promotori


20% a titolo d’acconto


100%


Compensi di qualsiasi natura per prestazioni di lavoro autonomo anche occasionale corrisposti a soggetti non residenti


30% a titolo d’imposta


100%


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