L’invio telematico del prospetto informativo dei disabili


Panoramica di legge


La presentazione dei prospetti informativi dei lavoratori disabili è regolata dal comma 6 dell’art. 9, legge 12 marzo 1999, n. 68, sostituito dall’art. 40, comma 4, Dl n. 112/2008 convertito in legge n. 133/2008.


 


Modalità di trasmissione


Il prospetto è trasmesso in via telematica con l’indicazione dei seguenti dati:


 


§        il numero complessivo dei lavoratori dipendenti;


§        il numero e i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva;


§        i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori disabili.


 


Nel caso in cui, rispetto all’ultimo prospetto inviato, non avvengono cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l’obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva, il datore di lavoro non è tenuto ad inviare il prospetto.


Riguardo ai termini di trasmissione, la scadenza fissata è il 31 gennaio 2009, ma per effetto di proroga il termine è spostato al 28 febbraio 2009, purché la situazione al 31 dicembre 2008 non è variata rispetto al prospetto precedente.


 


Datori di lavoro interessati


Sono tenuti all’invio telematico del prospetto tutti i datori di lavoro pubblici e privati soggetti alla disciplina i quali occupano, precisa il Ministero, almeno 15 dipendenti; i datori di lavoro operanti nei settori: trasporto aereo, marittimo e terrestre, limitatamente al personale viaggiante e navigante – impianti a fune, limitatamente al personale adibito alle aree operative – autotrasporto limitatamente al personale viaggiante – edile, limitatamente al personale di cantiere e addetto al trasporto – compilano i dati del prospetto informativo, non computando il personale sopra indicato. Tuttavia il Ministero precisa che in sede di prima applicazione, contrariamente a quanto previsto dalla norma, la comunicazione deve comunque essere effettuata, anche se non si rilevano cambiamenti rispetto all’ultima comunicazione inoltrata.


 


Il prospetto informativo


Le informazioni da inviare devono considerare la situazione aziendale al 31 dicembre dell’anno precedente a quello della denuncia; comunque, si tratta delle stesse notizie che già venivano fornite attraverso il modello cartaceo, è solo cambiato il “modo di spedizione”.


I dati da inserire sono nel dettaglio:


 


§        numero complessivo dei lavoratori dipendenti e numero dei lavoratori su cui si computa la quota di riserva;


§        numero e nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva, senza distinzioni riferite al titolo invalidante, con l’indicazione del sesso, dell’età, della qualifica di appartenenza e della data di inizio del rapporto di lavoro;


§        numero dei lavoratori computabili nella quota di riserva assunti con contratto a termine, con contratto di inserimento, con contratto di apprendistato, con contratto di somministrazione o con contratto di reinserimento, nonché numero dei lavoratori occupati a domicilio o con modalità di telelavoro;


§        numero complessivo dei lavoratori dipendenti appartenenti alle categorie protette (comma 2, articolo 18 della legge n. 68/1999);


§        posti di lavoro e mansioni disponibili per i lavoratori disabili;


§        limitatamente ai datori di lavoro privati, numero delle convenzioni in corso, stipulate ai fini dell’inserimento occupazionale dei disabili;


§        fruizione di autorizzazioni concesse o richieste a titolo di esonero parziale o di gradualità degli avviamenti, limitatamente ai datori di lavoro privati, nonché di compensazione territoriale, con l’indicazione delle sedi in cui si assume, rispettivamente, in eccedenza o in riduzione, nonché la fruizione della sospensione degli obblighi occupazionali.


 


L’invio telematico può essere effettuato in modo autonomo, da parte del singolo datore di lavoro, oppure tramite gli intermediari e i soggetti abilitati come individuati nella circolare del Ministero del lavoro n. 8371 del 21 dicembre 2007, quindi: professionisti, associazioni di categoria ovvero servizi istituiti da associazioni di categoria, agenzie per il lavoro, soggetti promotori di tirocini.


Tecnicamente ci si dovrà avvalere esclusivamente dei servizi informatici messi a disposizione da Regioni e Province autonome, avendo prima ottenuto l’accreditamento sulla base delle disposizioni emanate da ciascun Ente; le disposizioni sono reperibili sul sito del Ministero all’indirizzo www.lavoro.gov.it.  Qualora il servizio informatico non sia stato attivato a livello territoriale, il prospetto informativo verrà inviato direttamente al servizio gestito dal Ministero secondo gli standard tecnici che sono stati allegati alla circolare menzionata. Gli indirizzi dei servizi che sono già attivi, invece, sono riportati nell’Allegato B alla circolare. Al termine dell’invio verrà rilasciata una ricevuta di avvenuta trasmissione che riporta data e ora di ricezione e certifica l’avvenuto adempimento.


 


Sedi competenti


Per individuare la sede di competenza occorre tenere presente una distinzione:


 


§        i datori di lavoro con sede unica, ovvero sede legale in una regione e unità produttive in più province della stessa regione, devono effettuare l’invio al servizio gestito dalla regione di appartenenza;


§        i datori di lavoro con sede legale in una regione e unità produttive in più province di regioni diverse, devono effettuare l’invio direttamente dal Ministero del lavoro all’indirizzo www.lavoro.gov.it .


 


Per unità produttiva si intende qualsivoglia articolazione dell’impresa in termini di sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo, dotata di autonomia in senso tecnico ed economico.


Per la P.A., l’obbligo è legato alla sede dove sono concentrate le funzioni di gestione del personale.


 


Sanzioni


Nessuna novità interessa il sistema sanzionatorio; la sanzione applicabile è quella contenuta nell’articolo 15, comma 1, della legge n. 68/1999 che prevede un importo fisso aumentato poi di un ulteriore importo per ogni giorno di ritardo fino ad un massimo di 365 giorni: la misura della sanzione è pari a 578,43 euro più 28,02 euro per ogni giorno di ritardo.


 


Angelo Facchini

31 gennaio 2009


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