Commento alla nuova maxi-circolare della Guardia di Finanza sull’attività di verifica fiscale


Dal 1° gennaio 2009, il Comando Generale della Guardia di Finanza, manda in pensione la vecchia circolare 1/98, relativa agli indirizzi operativi dei quali tutti i verificatori delle fiamme gialle si attengono pedissequamente per l’espletamento delle proprie attività di verifica.


 


Quindi il Comando Generale della Guardia di Finanza emana le nuove istruzioni attraverso la pubblicazione di quattro volumi, sostituendo definitivamente la “vecchia” circolare dopo essere stata consultata ed implementata per dieci anni.


 


La nuova circolare, dalla corposità (IV volumi) che la contraddistingue, si presta ad affrontare le tematiche delle verifiche fiscali anche alla luce delle modifiche strutturali apportate alla normativa vigente, circa l’utilizzo di metodologie in materie di  indagini finanziarie, studi di settore e lotta all’elusione fiscale internazionale.


 


Nello specifico la circolare 1/2008 ha dedicato il 1° volume alla illustrazione dei seguenti capitoli:


– definizione e tipologie di verifiche e controlli;


– competenze dei reparti secondo criteri di permanenza e per territorio;


– ruoli e responsabilità dei capi pattuglia, direttori di verifica e Comandanti di Reparto;


– procedure di programmazione delle verifiche;


– tecniche di selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo;


– utilizzo delle banche dati e delle tecniche di analisi di rischio;


– controlli interni e concomitanti e successivi all’attività di verifica.


 


Tra gli aspetti innovativi curati dalla circolare 1/2008 si rileva la nuova definizione di “verifica” che non si suddivide più in “generale o parziale”, ma in “ogni altra indagine di polizia tributaria mirata a controllare gli aspetti più significativi della posizione del contribuente”, quali: le base imponibili, delle varie imposte dirette, indirette, Irap e degli altri tributi.


 


Poi viene fatta una distinzione tra “controlli” e “verifiche”. I primi si riferiscono al riscontro della regolarità fiscale o mezzo dei singoli atti di gestione ovvero a rilevamenti effettuati con finalità “preventive” o “ricognitive”, quali ad esempio il rilevamento dei prezzi per la lotta al carovita.


 


Altro punto della circolare riguarda le competenze dei Comandi della Guardia di Finanza preposti ad intraprendere sul territorio nazionale le attività di verifica.


 


In particolare, la competenza viene  determinata dal luogo di effettivo esercizio dell’attività dell’impresa, nel caso in cui esso non coincida con la sede legale o amministrativa.


 


La parte seconda della circolare 1/2008 è dedicata ai poteri ispettivi in materia fiscale, nella quale vengono richiamati regolamenti attuativi nonché la giurisprudenza di legittimità e la prassi applicata dall’Amministrazione finanziaria.


 


Tale parte della circolare, attraverso il taglio operativo che la contraddistingue, ha quale finalità di orientare ed indirizzare i verificatori nelle specifiche attività di verifica, nella prospettiva di fornire agli stessi significativi orientamenti giurisprudenziali della Corte di Cassazione in merito all’esercizio dei poteri ispettivi.


 


La terza parte viene intitolata “preparazione, avvio, esecuzione e conclusione delle verifiche e dei controlli”, e contiene delle linee guida obbligatorie che si estrinsecano attraverso l’utilizzo di modelli di “check list” da utilizzare caso per caso, in base alle caratteristiche dei contribuenti ed alle fonti di innesco dei contribuenti.


 


Tali “check list”, sono finalizzate  ad accertare la sussistenza o meno di rilevanti evasioni e frodi fiscali, sostituendo così la vecchia concezione di verifica, intesa come mero controllo contabile; la nuova concezione di verifica fiscale, si basa attraverso i riscontri materiali delle caratteristiche aziendali nonché l’esame critico degli aspetti peculiari di gestione.


 


L’ultimo capitolo della terza parte è poi dedicato sia ad atti aventi rilevanza esclusivamente interna, quali le rilevazioni statistiche che atti di rilevanza esterna; questi ultimi sono di fatto atti destinati a documentare lo svolgimento e la conclusione della verifica  quali per esempio: processi verbali di constatazione, processi verbali di verifica, processi verbali di rilevamento giacenze ecc.), copia dei quali viene sempre rilasciata al contribuente.


 


Le principali novità su cui si basa l’attività di verifica è distinto in due attività tra loro correlate quali:


 


Il controllo contabile, finalizzato a riscontrare la tenuta e conservazione dei libri e delle scritture obbligatorie distintamente per le imprese a contabilità ordinaria e semplificata, i lavoratori autonomi, i contribuenti minimi, i soggetti che adottano la fatturazione elettronica e la conservazione digitale dei documenti;


 


 Il controllo sostanziale, che costituisce la parte centrale della verifica in cui si esamina il comportamento del contribuente in sede di determinazione, liquidazione e versamento delle imposte, al fine di riscontrare la corretta quantificazione della base imponibili, nel loro complesso o con riferimento a specifiche componenti, la veridicità, completezza ed esattezza degli obblighi dichiarativi, la regolare applicazione delle aliquote, l’esatta applicazione liquidazione ed il puntuale versamento delle imposte.


 


I controlli sostanziali si articolano a sua volta in cinque tipologie e cioè in:


 


 Riscontri materiali, che consistono in verificazioni dirette e verificazioni finalizzate a comparare asset aziendali, personale impiegato, strumenti di pagamento ecc. con le rappresentazioni emergenti dalle scritture contabili;


 


Riscontri di coerenza interna ed esterna, che servono ad accertare la corrispondenza nonché la riconciliazione tra i documenti contabili ed extracontabili acquisiti all’atto della verifica (controlli di coerenza interna) e, dall’altro, le risultanze della conformità tra le risultanze che emergono dalla contabilità ufficiale e la realtà esterna rilevata presso  terzi soggetti che hanno avuto rapporti con il contribuente sottoposto a verifica.


 


 Riscontri indiretti-presuntivi, basati su elementi probatori ed indiziari previsti dalla legge quali presunzioni legali e semplici.


 


Riscontri analitico normativi, nell’ambito del quale viene analizzata ogni singola operazione nel rispetto delle singole norme fiscali in relazione ad ogni singolo tributo ovvero per ogni operazione rilevante ai fini dell’Iva, delle Imposte dirette, Irap;


 


Riscontri relativi agli obblighi di versamento delle ritenute, di liquidazione e versamento delle imposte.


 


Ultimati tutti i predetti controlli contabili e sostanziali, i verificatori procederanno alla compilazione del p.v. di constatazione definitivo, nel quale verranno evidenziate le violazioni riscontrate e le eventuali riprese a tassazione, mediante consegna del processo verbale al contribuente che lo sottoscriverà per notifica. Copia dell’atto compilato verrà poi trasmesso agli uffici finanziari competenti per territorio nonché costituirà eventuale fonte di prova da trasmettere alla Procura della Repubblica qualora nel corso dell’attività di verifica dovessero emergere situazioni penalmente rilevanti.


 


Vi è poi una parte della circolare dedicata alle metodologie di controllo, nella quale vengono analizzate attraverso riscontri indiretti-presuntivi e analitico normativi la posizione fiscale del contribuente. La finalità di tale comparto, è quella di dare ai verificatori una serie di indirizzi operativi aventi natura innovativa e corredati da pronunce giurisprudenziali. In particolare tali aspetti innovativi si riferiscono: alla ricostruzione indiretta del volume d’affari, all’utilizzo di eventuale documentazione extra-contabile acquisita nel corso dell’attività ispettiva, al valore probatorio delle dichiarazione di terzi, alle presunzioni legali di cessione e di acquisto.


 


Un’analisi a parte va fatta per le attività di verifica da condursi nei confronti di società che operano nel mercato del rischio o in procinto di emettere strumenti finanziari da collocare sul mercato.


 


Le metodologie di controllo previste dalla circolare prevedono un’analisi dettagliata della documentazione, finalizzata al rilevamento di condotte anomale che possano recare pregiudizio ai risparmiatori o piccoli azionisti.


 


In particolare i verificatori dovranno individuare quelle poste di bilancio legate:


 


– all’emissione di prestiti obbligazionari di rilevante ammontare;


 


– ad operazioni infragruppo d’importi rilevanti con società ubicate in Paesi a fiscalità privilegiata, ritenute funzionali ad alterare dati di bilancio e, quindi, a presentarsi sul mercato con fittizie potenzialità, con il solo scopo di attrarre la credibilità degli investitori;


 


– ad operazioni di spin-off di società emittenti, dalle quali possono emergere distorte informazioni diffuse sul mercato al solo fine di alterare i titoli negoziati.


 


Pertanto i verificatori, attraverso l’analisi di alcuni indici patrimoniali, finanziari e reddituali di bilancio, dovranno calcolare l’indice di indebitamento della società ed il grado di sostenibilità dello stesso dopodiché provvederanno ad inviare una dettagliata relazione informativa agli organi competenti alle Autorità di vigilanza competenti.


 


L’intero capitolo V è poi dedicato interamente alle indagini finanziarie, completo della disciplina normativa, delle regole tecnico-procedurali nonché della copiosa giurisprudenza prodotta al riguardo dalla Corte di Cassazione e delle circolari emanate sia dalla Guardia di Finanza che dall’Agenzia delle Entrate nonché anche alla luce delle recenti modifiche apportate dal D.Lgs. n. 231/2007.


 


Il capitolo VI è intitolato alla “Fiscalità Internazionale” e della più diffuse tecniche elusive di carattere sovranazionale.


 


In tale capitolo vengono affrontate  metodologie di controllo da adottare per contrastare i fenomeni di “transfer pricing” e di stabili organizzazioni occulte in Italia di imprese estere nonché di fenomeni di esterovestizione.


 


Infine tra gli aspetti più innovativi che la circolare 1/2008 ha apportato, è da ricomprendere le linee guida, che attraverso le stesse si avrà modo di innalzare il livello di qualità ed efficacia delle verifica.


 


Paolo Giovannetti


7 Febbraio 2009


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