Angolo quesiti febbraio 2009


QUESITO N. 1:  Detrazione 36%


Nell’ipotesi in cui l’acquirente di una abitazione, situata all’interno di un fabbricato interamente ristrutturato da una impresa di costruzioni, ceda l’unità immobiliare senza aver fruito della detrazione del 36% durante i periodi di imposta in cui ha avuto il possesso dell’immobile, l’agevolazione è riconosciuta al nuovo proprietario, con riferimento alle quote residue, maturate a partire dal periodo di imposta in cui ha acquistato l’abitazione?


 


RISPOSTA


Nell’ipotesi di ulteriore cessione di una unità immobiliare, posta in un fabbricato ristrutturato, il secondo acquirente subentra nel beneficio inizialmente riconosciuto al precedente proprietario che non se ne sia avvalso per i periodi di imposta in cui ha posseduto l’abitazione, potendo fruire della detrazione del 36% in relazione alle quote successive, maturate a partire dal periodo di imposta in cui l’immobile è stato acquistato.


Il nuovo proprietario deve essere in possesso, ai fini del riconoscimento della detrazione, della documentazione attestante che l’immobile sia stato ristrutturato, e ceduto al precedente proprietario, dall’impresa di costruzioni, comprensiva della copia della concessione edilizia, della dichiarazione di ultimazione lavori e dell’atto di acquisto, da cui risulti il corrispettivo su cui calcolare l’agevolazione.


 


QUESITO N. 2: Aliquota Irap agricoltura


La Finanziaria 2009 è intervenuta ancora una volta sull’aliquota Irap da applicare ai soggetti appartenenti al settore agricolo.


Si chiede quali sia l’aliquote in questione per il periodo d’imposta 2008.


 


RISPOSTA


L’art. 45, comma 1, del D.lgs. n. 446/1997 (Decreto IRAP), come modificato dall’art. 1, comma 171, della Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008)  disponeva che: “Per i soggetti che operano nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca e loro consorzi, di cui all’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, per il periodo d’imposta in corso al 1 gennaio 1998 e per i nove periodi d’imposta successivi l’aliquota è stabilita nella misura dell’1,9 per cento; per il periodo d’imposta in corso al 1 gennaio 2008 l‘aliquota è’ stabilita nella misura del 3,75 per cento.”


L’aliquota IRAP per i soggetti che operano nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca è, pertanto, fissata nella misura del: 1,9% nel 2007; 3,75% nel 2008.


La Finanziaria 2009, all’art. 2, comma 1, ha modificato nuovamente il citato art. 45, comma 1, Decreto IRAP, la cui formulazione è ora la seguente: “Per i soggetti che operano nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca e loro consorzi, di cui all’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, l’aliquota è stabilita nella misura dell’1,9 per cento”.


La stessa disposizione specifica, inoltre, che resta ferma l’applicazione di tale aliquota anche al periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2008.


Sostanzialmente, quindi, si dispone a favore dei soggetti che operano nel settore agricolo, la proroga dell’applicazione dell’aliquota Irap dell’1,9% (in luogo del previsto 3,75% nel 2008 e 3,9% dal 2009) per l’anno d’imposta 2008 e per i successivi.


 


QUESITO N. 3: Detrazione spese materassi


 


La spesa per l’acquisto di un materasso può rientrare nella categoria delle spese mediche che usufruiscono della detrazione prevista dall’art. 15 lett. c) del Tuir?


 


RISPOSTA


L’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 25 del 6/2/1997 ha precisato che “per le spese per le quali può risultare dubbio l’inquadramento in una delle tipologie elencate nella lettera c) dell’art. 15 del Tuir si renderà far riferimento ai provvedimenti del Ministero della Sanità che contengono l’elenco delle specialità farmaceutiche, delle prestazioni specialistiche e delle protesi”.


Per quanto riguarda in particolare le spese per l’acquisto di un materasso l’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 11 del 26 gennaio 2007 ha chiarito che i materassi possono essere considerati protesi ai sensi del Decreto del Ministero della sanità n. 332 del 27/8/1999 e possono usufruire della detrazione Irpef per spese sanitarie prevista all’art. 15 lettera c) del Tuir a condizione che rientrino nella categoria dei materassi antidecubito (materassi in lattice). Più precisamente, “devono essere costituiti da materiali o sistemi diversi atti ad assicurare l’ottimizzazione delle pressioni di appoggio per limitare i rischi di occlusione capillare prolungata in soggetti a mobilità ridotta, al fine di garantire livelli differenti di prevenzione o terapia, direttamente relazionabili alla differenti patologie”.


Per quanto riguarda la documentazione necessaria per fruire della detrazione il contribuente deve essere in possesso della prescrizione del medico.


 


QUESITO N. 4:  Iva per cassa e pagamento frazionato


 


Il contribuente che applica l’Iva per cassa introdotta dal Decreto “anticrisi” come si deve comportare nel caso in cui, a fronte di un’unica fattura ad esigibilità differita, vi sia un frazionamento dei pagamenti.


 


RISPOSTA


Nell’ipotesi di pagamento parziale l’esigibilità si verifica pro-quota al momento di ciascun pagamento, per cui la relativa imposta va computata nella liquidazione del periodo in cui è avvenuto il pagamento stesso; analogamente, i cessionari/committenti possono esercitare il diritto alla detrazione relativamente alla quota effettivamente corrisposta ai fornitori.


Si genereranno, di conseguenza, tante rilevazioni contabili quanti sono i pagamenti parziali, e l’importo di ciascun pagamento dovrà essere suddiviso in imponibile ed Iva con un calcolo interno, che potrà risultare da opportune annotazioni sulla fattura o da documento collegato.


Un’ulteriore complicazione contabile potrebbe verificarsi nel caso in cui la fattura (unitaria) evidenzi anche addebiti non soggetti ad IVA (ad esempio, importi esclusi dalla base imponibile, ai sensi dell’art. 15, D.P.R. n. 633/72): in tale circostanza, infatti, tali addebiti dovrebbero essere considerati, proporzionalmente, nell’imputazione del pagamento parziale.


 


QUESITO N.5: :  Autotrasportatore e compensazione contributo SSN sui premi RC


 


Un autotrasportatore può portare in compensazione il contributo SSN sui premi RC anche nell’anno 2009?


 


RISPOSTA


L’art. 1, comma 169, della Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008) aveva esteso, all’anno 2008, quanto previsto dall’art. 1, comma 103, Legge n. 266/2005 (Finanziaria 2006). Veniva, cioè, consentito di portare in compensazione, con i versamenti effettuati dal 1º gennaio al 31 dicembre 2008, nel limite di spesa di 75 milioni di euro, le somme versate nel periodo d’imposta 2007 a titolo di contributo al Servizio sanitario nazionale (SSN) sui premi di assicurazione per la responsabilità civile per i danni derivanti dalla circolazione di veicoli a motore adibiti a trasporto merci, di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate, fino alla concorrenza di 300 euro per ciascun veicolo.


Si ricorda che l’utilizzo in compensazione, da effettuarsi con modello F24, poteva riguardare il versamento di qualunque imposta: Iva, ritenute dipendenti, contributo o premio, etc.


La Finanziaria 2009, al comma 3 dell’art. 2, stabilisce l’applicazione anche per l’anno 2009 delle disposizioni della Finanziaria 2006 già precedentemente estese all’anno 2008. La norma prevede, in particolare, che le somme versate nel periodo d’imposta 2008 a titolo di contributo al servizio sanitario nazionale sui premi di assicurazione per la responsabilità civile per i danni derivanti dalla circolazione di determinati veicoli a motore adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate, fino alla concorrenza di 300 euro per ciascun veicolo possono essere utilizzate in compensazione dei versamenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2009, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, nel limite di spesa di 75 milioni di euro.


 


Gigliotti Antonio


25 Febbraio 2009


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