Novità fiscali del 21 gennaio 2009: bonus ricerca e sviluppo: slitta la pubblicazione del formulario; TOSAP e canone COSAP: chiarimenti delle Finanze; operazioni intracomunitarie: nuova direttiva CE per i modelli intra; cessione di energia: applicazione fiscale diversa in funzione del tipo di utente; contratto di lavoro a progetto: credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione


 






 


Indice delle novità del fisco di oggi:


 


1) Bonus ricerca e sviluppo: Slitta la pubblicazione del formulario


 


2) Nuovo tasso ufficiale di riferimento (TUR) ai fini previdenziali


 


3) Operazioni intracomunitarie: Modificato il regolamento CE per la cooperazione contro le frodi fiscali


 


4) TOSAP e canone COSAP: Chiarimenti delle Finanze


 


5) Cessione di energia: Applicazione fiscale diversa in funzione del tipo di utente


 


6) Operazioni intracomunitarie: Nuova direttiva CE per i modelli intra


 


7) Ferie non godute: indennità deducibile


 


8) Contratto di lavoro a progetto: Credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione


 


 


1) Bonus ricerca e sviluppo: Slitta la pubblicazione del formulario


Le imprese avranno più tempo per richiedere il credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo.


Infatti, il termine per presentare il formulario all’Agenzia delle Entrate è stato rinviato a causa delle modifiche apportate al D.L. 185/2008 dal disegno di legge di conversione.


Il testo, approvato dalla Camera il 15.1.2009, prevede novità sulla disciplina del credito d’imposta per spese di ricerca e sviluppo, rinviando l’approvazione del modello e la scadenza per la sua presentazione.


Per conseguenza, il prodotto di gestione “CREDITOFRS”, che consente la compilazione del formulario, non sarà disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate il 22.1.2009, come previsto in precedenza, e slitterà in avanti anche il termine iniziale per la trasmissione della richiesta, che era fissato al 28.1.2009.


La nuova data, a partire dalla quale sarà possibile inviare il modello, verrà stabilita con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 20.1.2009)


 


 


2) Nuovo tasso ufficiale di riferimento (TUR) ai fini previdenziali


Nuova misura del tasso di differimento e di dilazione per la regolarizzazione di debiti contributivi ed accessori di legge.


Variata la misura delle sanzioni civili per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali.


Con decisione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea é stata disposta la variazione del tasso di riferimento al 2% a decorrere dal 21 gennaio 2009.


Con circolare l’Enpals ha reso noto disposizioni in ordine agli effetti della predetta decisione con specifico riguardo alla nuova misura dell’interesse di differimento e di dilazione, nonché delle sanzioni civili.


Interesse di differimento e di dilazione


Alla luce di ciò:


Dal giorno 21.1.2009, l’interesse di differimento e di dilazione per la regolarizzazione rateale dei debiti per i contributi ed accessori di legge è fissato nella misura dell’ 8% (tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 6 punti ai sensi dell’art. 3, comma 4, del D.L. n. 318/96, convertito nella legge n. 402/96).


La nuova misura del tasso di interesse, come sopra specificato, deve essere applicata a tutte le istanze di dilazione, rateazione e differimento presentate a partire dal 21 gennaio 2009.


Sanzioni civili


La nuova misura del tasso di differimento e di dilazione per la regolarizzazione dei debiti contributivi e relativi accessori implica l’adeguamento anche dell’aliquota di calcolo delle sanzioni civili.


Pertanto, la misura delle sanzioni civili:


  è pari al 7,5% annuo (tasso ufficiale di riferimento, 2%, maggiorato di 5,5 punti) nei casi di mancato o ritardato pagamento dei contributi il cui ammontare è rilevabile dalle denunce e/o registrazioni obbligatorie e di denuncia spontanea della situazione debitoria (prima di contestazioni o richieste da parte dell’Ente) entro dodici mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi e sempreché il versamento della contribuzione dovuta sia effettuato entro i 30 giorni successivi alla denuncia stessa.


Si rammenta che la sanzione civile non può essere superiore al 40% dell’importo dei contributi non corrisposti entro la scadenza di legge e che dopo il raggiungimento del tetto massimo delle sanzioni civili, senza che si sia provveduto all’integrale pagamento del dovuto, sul debito contributivo maturano interessi di mora al tasso di cui all’art. 30 del D.P.R. n. 602/1973, determinato con decreto del Ministero delle finanze, attualmente fissato nella misura dell’8,4% in ragione annua;


  è pari al 7,5% annuo (tasso ufficiale di riferimento, 2%, maggiorato di 5,5 punti) nei casi di mancato o ritardato pagamento dei contributi derivanti da oggettive incertezze connesse a contrastanti orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sulla ricorrenza dell’obbligo contributivo, successivamente riconosciuto in sede giudiziale o amministrativa, sempreché il versamento della contribuzione sia effettuato entro il termine fissato dall’Ente (art. 116, comma 10).


Si ricorda che, in tali ipotesi, la sanzione civile non può essere superiore al 40% dell’importo dei ontributi non corrisposti entro la scadenza di legge;


– è pari al 30% annuo nei casi di evasione contributiva accertata dall’Ente, di denuncia della situazione debitoria, da parte degli interessati, effettuata oltre un anno dalla scadenza del termine di pagamento oppure di denuncia della contribuzione dovuta entro dodici mesi dalla scadenza, ma senza che il pagamento avvenga nei 30 giorni successivi alla denuncia stessa (art. 116, comma 8, lettera b).


Si rammenta che la sanzione civile non può essere superiore al 60% dell’importo dei contributi non corrisposti entro la scadenza di legge e che dopo il raggiungimento del tetto massimo delle sanzioni civili, senza che si sia provveduto all’integrale pagamento del dovuto, sul debito contributivo maturano interessi di mora al tasso di cui all’art. 30 del D.P.R. n. 602/1973, determinato con decreto del Ministero delle finanze, attualmente fissato nella misura dell’8,4% in ragione annua.


(circolare ENPALS n. 2 del 19.1.2009)


 


 


3) Operazioni intracomunitarie: Modificato il regolamento CE per la cooperazione contro le frodi fiscali


Il consiglio dell’Unione europea ha modificato regolamento (CE) n. 1798/2003 relativo alla cooperazione amministrativa nel settore dell’IVA al fine di contrastare la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie


Il neo regolamento entrerà in vigore il 1.1.2010.


(Regolamento (CE) N. 37/2009 del Consiglio UE del 16.12.2008, pubblicato Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 20.01.2009)


 


 


4) TOSAP e canone COSAP: Chiarimenti sull’applicazione per le occupazioni effettuate con cavi, condutture e impianti da aziende di erogazione di pubblici servizi


A seguito di riscontrate difformità interpretative, per rendere uniforme applicazione su tutto il territorio nazionale delle norme che disciplinano la materia, una circolare del Ministero delle Finanze ha fornito chiarimenti riguardo il regime impositivo delle occupazioni, sia permanenti che temporanee, effettuate con cavi, condutture, impianti o con qualsiasi altro manufatto da aziende di erogazione dei pubblici servizi e da quelle esercenti attività strumentali ai servizi medesimi, sul suolo comunale e provinciale, regime regolato dal Capo II del D. Lgs. 15.11.1993, n. 507, relativamente alla tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) e dall’art. 63 del D. Lgs. 15.12.1997, n. 446, per quanto concerne il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP), che può essere applicato alternativamente alla TOSAP.


Criteri comuni di determinazione degli importi dovuti a titolo di TOSAP e di COSAP permanente


I criteri di determinazione del COSAP sono applicabili anche alla TOSAP dovuta per le suddette occupazioni, quindi, le regole fissate non possono in alcun modo essere modificate dagli enti locali (per l’analogia impositiva il legislatore ha disposto in tal senso, nel secondo periodo del comma 3 dell’art. 63 del D. Lgs. n. 446/1997).


Tra gli oneri connessi alla stessa occupazione deve essere sicuramente annoverato il canone previsto dai commi 7 e 8, dell’art. 27 del D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, recante le disposizioni sul codice della strada, che disciplinano le formalità per ottenere il rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni richieste per le occupazioni che interessano strade non statali, prevedendo il pagamento di una somma che, come affermato dalla  giurisprudenza (Corte di Cassazione, sez.V, sentenze 27 ottobre 2006, n. 23244 e 31 luglio 2007, n. 16914), deve essere corrisposta anche nel caso in cui per la stessa occupazione viene pagata la TOSAP o il COSAP.


Pertanto, la lettura coordinata delle norme comporta che, ferma restando la debenza del canone del codice della strada per l’intero ammontare, è solo dall’importo dovuto a titolo di TOSAP (ovvero di COSAP) che va detratto quello del canone del codice della strada.


A titolo meramente esemplificativo si può ipotizzare il caso in cui:


− l’importo della TOSAP è pari a € 2000;


− la somma dovuta a titolo di canone del codice della strada è pari a € 2300;


il contribuente è tenuto al pagamento di € 2300 per il canone del codice della strada, mentre nulla deve versare a titolo di TOSAP, poiché la differenza tra gli importi dovuti per la TOSAP e per il canone del codice della strada (€ 2000 – € 2300) è pari a – € 300 e non dà quindi luogo a nessun debito o credito di


imposta.


Viceversa se:


− l’importo della TOSAP è pari a € 1500;


− la somma dovuta a titolo di canone del codice della strada è pari a € 1300;


l’interessato è tenuto al pagamento di:


− € 1300 a titolo di canone del codice della strada;


− € 200 per la TOSAP, poiché la differenza tra gli importi dovuti a titolo di TOSAP e quelli dovuti per il canone del codice della strada (€ 1500 – € 1300) è pari a € 200.


Il consiglio comunale può stabilire agevolazioni, fino alla totale esenzione, della TOSAP per le occupazioni gravate da canoni concessori non ricognitori.


Inoltre, alla TOSAP si aggiunge l’eventuale contributo una tantum per le spese di costruzione delle gallerie.


Soggetti tenuti al pagamento di TOSAP o COSAP


In taluni casi si assiste ad una netta separazione, attuata in via legislativa, tra soggetti titolari delle infrastrutture e soggetti titolari del contratto di somministrazione del bene distribuito per il tramite delle infrastrutture stesse.


In tali ipotesi, il pagamento deve essere effettuato dalla società titolare della rete di distribuzione, tenendo conto del numero delle utenze attivate dalle società che svolgono l’attività di vendita entro la data del 31 dicembre dell’anno precedente.


La società titolare della rete di distribuzione deve, quindi, comunicare all’ente locale il numero complessivo delle utenze attivate dalle varie società che svolgono l’attività di vendita e versare i relativi importi dovuti a titolo di TOSAP o di COSAP.


Tra le società esercenti attività strumentali all’erogazione di servizi pubblici rientrano anche le aziende che, pur ponendo in essere occupazioni con cavi e condutture, tuttavia non raggiungono con tali strutture i singoli utenti, giacché trasportano i beni ed i servizi da erogare solo per un tratto limitato, al termine del quale subentra un altro vettore di diversa natura.


Tali aziende devono perciò corrispondere l’importo minimo di € 516,46.


Occupazioni permanenti realizzate in particolari settori


L’unica applicazione logica che deve emergere è quella di dovere assolvere o la TOSAP o il COSAP.


A tal proposito, gli enti locali non possono imporre il pagamento di altri oneri, come più razionalmente affermato dall’art. 93 del D. Lgs. n. 259/2003.


Una particolare modalità di determinazione della TOSAP o del COSAP si rinviene nel settore dei servizi di comunicazione elettronica.


Le agevolazioni possono sempre essere riconosciute dai regolamenti degli enti locali, in base all’art. 52 del D.Lgs. n. 446/1997.


Esenzioni dalla TOSAP


L’art. 49, comma 1, lettera e), del D. Lgs. n. 507/1993, prevede un’esenzione dalla TOSAP per le occupazioni con impianti adibiti ai servizi pubblici nei casi in cui ne sia prevista, all’atto della concessione o successivamente, la devoluzione gratuita al comune o alla provincia al termine della concessione stessa.


Tale esenzione può essere accordata anche nel caso in cui detta devoluzione interessi solo una parte degli impianti.


Occupazioni temporanee


Allo scopo di pervenire ad una corretta ed uniforme applicazione delle norme vigenti nel campo delle occupazioni temporanee, la circolare ha poi delineato l’ambito applicativo delle disposizioni di riferimento.


Criteri comuni di determinazione degli importi dovuti a titolo di TOSAP e di COSAP temporanea


Per quanto riguarda la quantificazione della TOSAP nel caso di specie si applicano le disposizioni contenute negli artt. 45 e 47, comma 5, del D.Lgs. n. 507/1993.


L’art. 45 prevede un particolare sistema tariffario valido per tutte le occupazioni temporanee ed una speciale riduzione, pari al 50% delle tariffe, per le occupazioni poste in essere e cioè proprio per i lavori effettuati per la realizzazione delle occupazioni con cavi e condutture.


Il successivo art. 47, invece, prevede al comma 5 che per le occupazioni aventi carattere temporaneo realizzate con cavi e condutture, la TOSAP, in deroga a quanto disposto dall’art. 45, è applicata dai comuni e dalle province in misura forfetaria con specifiche tariffe deliberate dall’ente locale sulla base di quelle stabilite dalla norma.


La situazione appare, invece, del tutto diversa per quanto riguarda la quantificazione del COSAP giacchè, proprio in virtù dell’opera di defiscalizzazione attuata dal legislatore con l’art. 63 del D.Lgs. n. 446/1997, le occupazioni temporanee, seppure menzionate nel comma 1 dello stesso articolo, non sono tuttavia oggetto di una disciplina di dettaglio come, invece, avviene per la TOSAP.


Gli unici parametri di riferimento per la previsione delle tariffe per tale tipologia di occupazioni sono quelli contenuti nel comma 2 dell’art. 63, che fissa in generale le regole per l’esercizio della potestà regolamentare degli enti locali in materia di COSAP.


Occupazioni temporanee realizzate in particolari settori


Per le occupazioni temporanee effettuate su suolo pubblico dalle società operanti nel campo della comunicazione elettronica dette disposizioni si applicano in caso di scavi ed occupazioni del suolo pubblico effettuate al fine di installare le infrastrutture di comunicazione elettronica.


Anche in questa ipotesi la disposizione ribadisce che nessun altro onere può essere imposto ad eccezione della TOSAP e del COSAP.


(Ministero dell’Econonia e Finanze circolare n. 1/DF del 20.1.2009)


 


 


5) Cessione di energia: Applicazione fiscale diversa in funzione del tipo di utente


L’Agenzia delle Entrate ha precisato la disciplina fiscale che si applica sul contributo corrisposto dal gestore di rete elettrica al titolare di un impianto fotovoltaico, in virtù del cd. “servizio di scambio sul posto”.


Si tratta di un sistema che consente al proprietario dell’impianto di conferire l’energia prodotta nella rete del gestore dei servizi elettrici e di prelevare,  anche in tempi successivi, la quantità necessaria per i propri bisogni.


L’energia inutilizzata dal titolare di un impianto fotovoltaico può da questi essere venduta al distributore o resa disponibile attraverso il servizio di scambio sul posto, scelta che è operata a seconda se il titolare della struttura intende porre in essere un’attività commerciale oppure voglia semplicemente utilizzare l’energia per i propri bisogni.


In sostanza, gli utenti percettori del contributo in conto scambio vengono a configurarsi, in linea generale, come produttori e venditori di energia e dovranno adempiere alle relative obbligazioni fiscali, illustrate dalla circolare n. 46 del 19 luglio 2007, punto 9.2.1.


Nel caso di specie, il contributo in conto scambio configura un diverso trattamento fiscale a seconda che si tratti di persona fisica, società o lavoratore autonomo.


Persona fisica


In tale fattispecie, va fatta un’ulteriore distinzione tra impianti posti a servizio dell’abitazione e impianti diversi.


Per i primi, se non superano i 20 kw di potenza, il contributo non assume rilevanza fiscale, mentre per gli impianti di potenza superiore ai 20 kw il contributo avrà rilievo sia per l’Iva che per le imposte dirette, considerando che la quantità di energia prodotta dovrà presumibilmente soddisfare esigenze diverse da quelle strettamente necessarie al singolo.


Viene, quindi, considerata cessione nell’ambito di un’attività commerciale e l’utente deve emettere regolare fattura nei confronti del gestore acquirente. Per gli impianti diversi, quelli cioè che non sono posti al servizio dell’abitazione o della sede dell’utente, l’energia immessa viene considerata un bene oggetto di attività commerciale e quindi soggetta sia all’Iva che alle imposte dirette, con conseguente fatturazione per il corrispettivo di cessione.


Imprenditore o soggetto passivo Ires


Il contributo rappresenta un corrispettivo rilevante per l’Iva e le imposte dirette, e l’utente dovrà emettere fattura.


Lavoratore autonomo


Si applica lo stesso trattamento riservato alle imprese per il contributo corrisposto dal gestore al lavoratore autonomo.


In tale ipotesi, il titolare dell’impianto fotovoltaico deve tenere per la produzione e cessione di energia una contabilità separata ai sensi dell’art. 36, del D.P.R. n. 633/1972, trattandosi di un’attività diversa da quella professionalmente esercitata. 


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 13/E del 20.01.2009)


 


 


6) Operazioni intracomunitarie IVA: Nuova direttiva CE per i modelli intrastat


Operazioni intrastat: Le nuove norme decorrono dal 1° gennaio 2010.


È stata, infatti. pubblicata nella Gazzetta Ufficiale europea la direttiva n. 2008/117/CE, che modifica la c.d. VI Direttiva rifusa relativamente al periodo per la dichiarazione delle operazioni intracomunitarie.


E stato introdotto l’obbligo di compilare il modello Intrastat anche per i servizi.


Le prestazioni di servizi per le quali l’imposta è dovuta dal destinatario dei servizi che sono effettuate in modo continuativo nell’arco di un periodo superiore a un anno e che non comportano versamenti di acconti o pagamenti nel medesimo periodo, si considerano effettuate alla scadenza di ogni anno.


Un elenco riepilogativo andrà compilato per ogni mese di calendario entro un termine non superiore a un mese e secondo modalità che sono fissate dagli Stati membri.


Tuttavia, gli Stati membri possono autorizzare i soggetti passivi, alle condizioni e nei limiti che essi possono stabilire, a presentare l’elenco riepilogativo per ogni trimestre civile entro un termine non superiore a un mese a decorrere dalla fine del trimestre qualora l’importo totale trimestrale, al netto dell’IVA, delle cessioni di beni, non superi né per il trimestre in questione né per alcuno dei quattro trimestri precedenti la somma di 50.000 EUR o il suo controvalore in moneta nazionale.


Fino al 31 dicembre 2011, gli Stati membri possono fissare l’importo a 100.000 EUR o al suo controvalore in valuta nazionale.


Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva con effetto dal 1.1.2010.


(Direttiva 2008/117/CE del Consiglio del 16.12.2008, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 20.1.2009)


 


 


7) Ferie non godute: indennità deducibile


il costo per le indennità dovute al personale per ferie non godute è correttamente imputato all’esercizio nel quale il dipendente ha maturato il relativo diritto, a nulla rilevando (in ossequio al principio secondo cui l’iscrizione in bilancio di costi e ricavi deve avvenire per competenza e non per cassa) che le indennità non siano state materialmente erogate; in tale ultimo caso, ove nel successivo esercizio il lavoratore recuperi le ferie non godute, perdendo così il diritto all’indennità sostitutiva, l’importo di quest’ultima diviene per l’impresa una sopravvenienza attiva imponibile.


(Corte di Cassazione,  sentenza n. 871 del 15.01.2009)


 


 


8) Contratto di lavoro a progetto giunto a scadenza e contratto di inserimento in corso di esecuzione: Credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione


I datori di lavoro che assumono con contratto a tempo indeterminato soggetti già impiegati (anche presso altro datore di lavoro) in base a un contratto di lavoro a progetto, il cui termine sia scaduto, possono accedere al credito di imposta per l’incremento dell’occupazione, in quanto tali lavoratori sono annoverabili tra quelli che hanno perso l’impiego precedente.


L’agenzia delle Entrate ha, invece, escluso che l’assunzione a tempo indeterminato di un lavoratore impiegato con contratto di inserimento in corso di esecuzione possa costituire fattispecie agevolabile.


Infine, i soggetti non ammessi al beneficio in esame per esaurimento dei fondi stanziati possono presentare, in via telematica, dal 1° al 20 aprile degli anni 2009 e 2010 una nuova istanza.


Le istanze rinnovate saranno ammesse all’agevolazione in base all’ordine cronologico di presentazione di quelle originarie e nei limiti delle risorse divenute disponibili (provvedimento del 30.10.2008 del direttore dell’agenzia delle Entrate).


 


 


A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


 


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