Novità fiscali del 12 gennaio 2009: decreto anticrisi iniziano le modifiche: le principali novità degli emendamenti; deposito bilanci: fissati i diritti di segreteria 2009; detrazioni per le spese del recupero conservativo; acquisizione di beni strumentali con contratti di locazione con clausola di riserva della proprietà; redditi prodotti in forma associata – società di fatto – criteri di identificazione



 






 


Fisco indice:


 


1) Decreto anticrisi: Le principali novità degli emendamenti


 


2) Deposito bilanci: Fissati i diritti di segreteria 2009 per Finanziamento OIC


 


3) Ente Nazionale per l’Aviazione Civile: Imposta di bollo rilascio licenza di controllore del traffico aereo


 


4) Detrazioni per le spese del recupero conservativo


 


5) Acquisizione di beni strumentali con contratti di locazione con clausola di riserva della proprietà


 


6) Redditi prodotti in forma associata – Società di fatto – Criteri di identificazione


 


 


1) Decreto anticrisi: Le principali novità degli emendamenti


Queste di seguito, come ha evidenziato il quotidiano Italia Oggi del 09.01.2009, sono alcune delle principali correzioni presentate al D.L. n. 185/2008 e su cui le commissioni finanze e bilancio, riunite della Camera dal 08.01.2009 stanno procedendo all’esame per la conversione in Legge.


Sostegno alle famiglie


Il bonus non verrà rimodulato ma le eventuali minori spese rispetto ai 250 milioni di euro stanziati dallo Stato per fissare un tetto del 4% ai mutui a tasso variabile andranno “all’ulteriore finanziamento degli assegni famigliari”.


Un decreto del ministro dell’Economia potrà ridefinire “i livelli di reddito e gli importi degli assegni per i nuclei familiari più numerosi” o con portatori di handicap.


Case in locazione


Il fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione avrà 20 milioni di euro in più in dotazione


Imprese


Le imprese potranno tenere libri contabili informatici che varranno come originali.


Iva a esigibilità differita per tutti a regime


L’Iva per cassa diventa misura a regime.


Infatti, con la modifica arrecata dall’emendamento si prevede che l’Iva sulla cessione di beni e prestazioni di servizio divenga sempre esigibile al momento dell’incasso.


In particolare, il testo dell’emendamento cancella la parte in cui si scrive che vale per gli anni 2009, 2010, 2011 e in via sperimentale


Ammortizzatori sociali


In arrivo una norma quadro.


“Le modalità di utilizzo delle risorse” destinate alle “diverse tipologie di lavoro”, dovranno essere “definite” da un decreto interministeriale (Lavoro e Economia), da adottare d’intesa con la Conferenza unificata Stato-Regioni “in coerenza con gli indirizzi assunti in sede Europea”.


Mutui


Gli onorari per la rinegoziazione del mutui vengono ridotti del 50% e per le stesse formalità le banche e gli Intermediari finanziari non applicano costi di alcun genere anche in forma indiretta.


Mercato elettrico


Cambia la riforma del mercato elettrico. Dovrà avvenire entro 90 giorni dall’approvazione della legge di conversione del decreto e non entro i 60 giorni previsti inizialmente.


E’ poi prevista l’istituzione “in sede di prima applicazione” di “un mercato infragiornaliero dell’energia, in sostituzione dell’attuale mercato di aggiustamento” rispetto al quale il prezzo sarà determinato in base a un meccanismo di “negoziazione continua” nel quale tutti gli utenti abilitati potranno fare offerte di vendita e acquisto vincolanti per prezzi e quantità.


Giochi


li prelievo sulle new slot scende dal 13,4% al 12,6%, se la raccolta 2009 resterà sui livelli del 2008.


Bilanci


Riviste le norme per il riallineamento delle imprese passate agli IAS (principi contabili internazionali).


Sostegno al reddito dei commercianti.


Inoltre, come ha rilevato Nicoletta Cottone in Il Sole 24 Ore del 09.01.2009, “arriva un sostegno al reddito anche per chi lavora nel turismo e nel commercio, costretto a tirare giù la serranda tre anni prima di andare in pensione.


Torna la cosiddetta «rottamazione delle licenze», introdotta dal Dlgs 207/1996, ripristinata fino al 2011. Il beneficio è dedicato ai commercianti che abbiano più di 62 anni di età e più di 57 anni se donne che al momento della cessazione dell’attività siano iscritti dal almeno cinque anni nella Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali presso l’Inps.


Per fruire dell’indennità, destinata ad accompagnarli all’età pensionabile, dovranno cessare definitivamente l’attività commerciale e riconsegnare la licenza, oltre a cancellarsi dal registro degli esercenti il commercio e dal registro delle imprese presso le camere di commercio.


Il sostegno al reddito è pari a quello di una pensione minima, quindi 516 euro. Appare «indispensabile – si legge nella relazione illustrativa alla proposta – ripristinare l’accesso di tali soggetti agli indennizzi per le aziende commerciali in crisi, già operanti fino al 31 gennaio 2008».


Si tratta di una sorta di ammortizzatore sociale la cui erogazione non comporta, si spiega nella relazione tecnica, «alcun onere per lo Stato». Le risorse arrivano dall’autofinanziamento della categoria attraverso una specifica contribuzione a carico di tutti gli iscritti alla gestione pensionistica commercianti presso l’Inps”.


Stretta sulla commissione di massimo scoperto.


Giro di vite sulla commissione di massimo scoperto applicata dalle banche. Un emendamento dei relatori al dl anticrisi stabilisce che «sono nulle» le clausole contrattuali sul massimo scoperto se il saldo del cliente risulti in rosso per un periodo continuativo inferiore a un mese, o a fronte di utilizzo in assenza di fido.


Immigrati, 50 euro per il permesso di soggiorno e 10mila euro di fideiussione se si apre una partita Iva.


Governo e relatori hanno dato parere favorevole a un emendamento della Lega, al decreto legge anticrisi.


«A decorrere dall’anno 2009 – si legge nel testo – è istituita una tassa di concessione governativa, nella misura di 50 euro, per il rilascio di permessi di soggiorno ai cittadini stranieri e sui rinnovi dei medesimi».


Le risorse serviranno per l’attuazione di politiche sociali di sostegno alle famiglie e per la vigilanza e il controllo del territorio e non più, come nella prima versione, per la lotta all’immigrazione clandestina.


L’Esecutivo ha detto sì anche alla proposta di prevedere una fidejussione di 10mila euro a carico dei cittadini extracomunitari che intendano aprire una partita Iva.


La remunerazione degli agenti della riscossione scende al 9%.


L’aggio degli agenti della riscossione, cioè la loro remunerazione, passerà dal 10 al 9% delle somme riscosse.


Sconti fiscali per autolinee e noleggio bus.


Arrivano sconti fiscali dal 1° gennaio 2009, per le imprese che offrono servizi di autolinee e noleggio autobus.


L’emendamento prevede che «i costi relativi al personale dipendente sostenuti dalle imprese esercenti servizi di linea automobilistici e servizi di noleggio autobus con conducente sono interamente ammessi in deduzione ai fini della determinazione della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive».


 


 


2) Deposito bilanci: Fissati i diritti di segreteria 2009 per Finanziamento OIC


“Il Ministero dello Sviluppo Economico, con specifico decreto, ha stabilito gli importi dei diritti di segreteria per il deposito dei bilanci delle società di capitale, per il finanziamento dell’Organismo Italiano di Contabilità (OIC).


Il decreto indica i seguenti importi, relativi alle voci 2.1 e 2.2 della tabella A) dei diritti di segreteria da pagare per il deposito dei bilanci e degli elenchi dei soci:


– su supporto informatico digitale: € 90,00 più la maggiorazione di € 3,00
– con modalità telematica:€ 60,00 più la maggiorazione di € 3,00Alla maggiorazione di € 3,00 non si applica la riduzione del 50% prevista per i diritti di segreteria delle cooperative sociali.


Il decreto è entrato in vigore il 1° gennaio 2009”.


(Decreto Ministero dello Sviluppo Economico 19/12/2009, in notiziario Ipsoa del 09.01.2009)


 


 


3) Ente Nazionale per l’Aviazione Civile: Imposta di bollo rilascio licenza di controllore del traffico aereo


Si applica l’imposta di bollo di € 14,62 per le istanze di conversione o di rinnovo delle licenze di controllore del traffico aereo e delle relative certificazioni rilasciate dall’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac).


Ciò poiché l’Enac esercita attività amministrative (di autorizzazione, controllo, certificazione e tenuta dei registri e degli albi del proprio settore di competenza).


Ne consegue che le istanze dirette a tale Ente e gli atti emanati rientrano tra quelli previsti dalla parte prima della Tariffa, allegata al Dpr 642/1972 (“Disciplina dell’imposta di bollo”), per i quali il tributo è dovuto fin dall’origine.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 9/E del 09.01.2009)


 


 


4) Detrazioni per le spese del recupero conservativo


I soggetti che detengono i beni culturali con contratto di comodato possono detrarre, ai fini Ires, le spese sostenute per gli interventi conservativi dei “beni culturali”.


Infatti, come prevede l’art. 15 del TUIR, possono detrarre le spese sostenute per gli interventi conservativi dei “beni culturali” i soggetti che vantano un titolo giuridico che assegni loro la proprietà, il possesso o la detenzione dei beni stessi.


In tale fattispecie, il contratto di comodato costituisce titolo idoneo ad attribuire la detenzione.


In particolare, per quanto riguarda il requisito soggettivo, nel caso di specie occorre che la Fondazione (che ha presentato istanza di interpello alle Entrate) – al momento del sostenimento delle spese – possa qualificarsi come soggetto obbligato alla manutenzione, protezione o restauro dell’immobile in base a un titolo giuridico idoneo a conferire alla Fondazione stessa la qualifica di proprietario, possessore o detentore del bene oggetto dell’intervento conservativo.


Peraltro, la Fondazione andrà a stipulare con i proprietari dell’immobile un contratto di comodato.


Tale contratto di comodato, disciplinato dagli artt. 1803 e seguenti del c.c., poichè attribuisce la detenzione di un bene per un tempo ed un uso determinato, può costituire, in via generale, titolo astrattamente idoneo a qualificare il soggetto quale obbligato a porre in essere gli interventi conservativi ai sensi dell’art. 30, comma 3, del D.L.gs. n. 42/2004.


Inoltre, il contratto “essenzialmente gratuito” non si dovrebbe limitare alla concessione in uso del bene per una durata corrispondente all’esecuzione del lavori di recupero, ma deve in ogni caso permettere il perseguimento di un fine proprio del comodatario meritevole di tutela (che potrebbe essere rappresentato dalla successiva messa a disposizione al pubblico del monumento).


La detrazione prevista dall’art. 15, comma 1, lettera g) del TUIR spetterebbe comunque “nella misura effettivamente rimasta a carico” del soggetto obbligato all’intervento.


Pertanto, non potranno essere considerate ai fini della detrazione le eventuali somme che il comodante corrisponda al comodatario (Fondazione) a titolo di rimborso spese, ai sensi dell’art. 1808 del codice civile.


Tale disposizione prevede, infatti, che il comodante rimborsi al comodatario le spese conservative e di carattere straordinario urgenti e necessarie a mantenere la cosa in uno stato tale da poter servire all’uso convenuto.


Nonostante ciò, l’Agenzia delle Entrate ha osservato che le erogazioni liberali relative al settore dei beni culturali sono detraibili, se effettuate da persone fisiche, o deducibili, se effettuate da imprese, alle condizioni e nei limiti previsti dalle norme vigenti ossia, rispettivamente, dall’articolo 15, comma 1, lettere h) e h-bis) e dall’art. 100, comma 2, lettera f) del TUIR.


In particolare, la tassativa elencazione dei destinatari delle predette erogazioni liberali contenuta nelle citate disposizioni non consente l’applicazione del beneficio fiscale (detrazione o deduzione) per le erogazioni fatte a soggetti diversi da quelli espressamente individuati dalle medesime norme.


Nel caso di specie, le erogazioni liberali fatte in favore dei proprietari dell’immobile non possono fruire dei benefici fiscali previsti dalle disposizioni sopra richiamate giacché queste ultime non ricomprendono le persone fisiche tra i soggetti destinatari delle liberalità oggetto di agevolazione.


Qualora, invece, le erogazioni liberali siano effettuate in favore della istante Fondazione l’applicazione dei benefici cui agli artt.15, comma 1, lettere h) e h-bis) e 100, comma 2, lettera f) del TUIR è subordinata alla riconducibilità della Fondazione stessa tra i soggetti indicati espressamente dalle predette disposizioni.


Per completezza, la stessa Agenzia delle Entrate ha evidenziato che un’ulteriore agevolazione in materia è contenuta nell’art. 14, comma 1, del D.L. 14.3.2005, n. 35, convertito dalla legge 14.5.2005, n. 80, il quale prevede la deducibilità dal reddito complessivo del soggetto erogante (persona fisica o ente soggetto passivo IRES), nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui, delle liberalità in denaro o in natura effettuate, tra l’altro, in favore di fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al D.Lgs. n. 42/2004.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 10/E del 09.01.2009)



 


 


5) Acquisizione di beni strumentali con contratti di locazione con clausola di riserva della proprietà


I beni strumentali oggetto di più contratti tra loro collegati, che si configurano quale una “locazione con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti”, sono già dalla consegna relativi all’impresa e, dunque, ammortizzabili anche fiscalmente al costo effettivamente sostenuto.


Se più contratti tra loro collegati si configurano quale una “locazione con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti”, il bene strumentale oggetto degli accordi è iscrivibile tra le immobilizzazioni materiali dell’acquirente, con rilevanza anche fiscale delle quote di ammortamento, sin dall’esercizio della sua consegna, a prescindere, quindi, dal non ancora perfezionato formale trasferimento di proprietà.


Come già chiarito in precedenza dalle Entrate (risoluzione n. 338/2008): Ai sensi dell’art. 109, comma 2 del Tuir, in presenza di un contratto di vendita con riserva della proprietà o di un contratto di locazione con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti, il verificarsi dell’effetto traslativo è voluto da entrambi i contraenti già al momento della conclusione del negozio ed è, quindi, a tale ultima data che occorre fare riferimento per individuare il momento in cui ai fini della redazione del bilancio e ai fini fiscali rileva il trasferimento del bene.


Nel caso di specie, la struttura contrattuale oggetto dell’interpello prevede che:


– la società italiana (Alfa Spa) commissiona dei rimorchiatori a un cantiere navale situato in Spagna, finanziandone la costruzione con un prestito garantito da ipoteca sui rimorchiatori stessi


– i rimorchiatori vengono poi stati ceduti da Alfa Spa a una società di leasing spagnola, che, a sua volta, li concede in leasing a un gruppo di interesse economico di diritto spagnolo (Aie).


Dall’Aie, infine, ritornano allo società italiana sulla base di un contratto di locazione a scafo nudo, con opzione di acquisto alla scadenza.


Con la conseguenza che, sulla base alla disposizione dell’art. 109 del testo unico sopra citata, i rimorchiatori si possono ritenere fin dalla consegna beni strumentali relativi all’impresa e, dunque, ammortizzabili anche fiscalmente al costo effettivamente sostenuto.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 11/E del 09.01.2009)


 


 


6) Redditi prodotti in forma associata Società di fatto – Criteri di identificazione


In materia tributaria i criteri di identificazione della società di fatto, al fine di verificare l’esistenza dei presupposti per l’applicazione di norme impositive, concernono sia il requisito dell’apparenza del vincolo sociale nei confronti dei terzi, quale indice rivelatore della reale esistenza di tale società, sia l’effettiva esistenza degli elementi costitutivi di tale vincolo, che l’Amministrazione può provare anche in via presuntiva.


L’indagine in tal senso va quindi condotta con riferimento agli elementi richiesti dall’art. 2247 c.c., per la sussistenza di un’attività societaria di fatto, consistenti nell’intenzionale esercizio in comune tra i soci di un’attività commerciale, anche occasionale, a scopo di lucro e conferimento a tal fine dei necessari beni e servizi.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 29437/2008, pubblicata sulla Banca dati normativa dell’Agenzia delle Entrate il 09.01.2009)


 


 



A cura di Vincenzo D’Andò


 


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