Anno nuovo Amministrazione Finanziaria nuova…(?)



Si riparte. Ricomincia un nuovo anno e l’Amministrazione finanziaria cambia volto.



Via i preesistenti uffici locali (che brutto nome) e spazio alle Direzioni provinciali che governeranno l’accertamento, le verifiche, il contenzioso e la riscossione.

In pratica il core business delle Entrate viene accentrato a livello provinciale per assicurare una uniformità di indirizzo e regole precise e certe per tutta la provincia.


Agli uffici territoriali (il nome continua rimanere brutto) – che subentrano agli uffici locali – viene demandata l’attività di servizi al pubblico, rappresentando quindi il primo chek point per tutti i contribuenti.


Il Direttore provinciale, in pratica, guiderà ed emanerà le linee direttive per l’intera provincia, in quanto anche gli uffici territoriali dipenderanno – e non saranno quindi autonomi – dalla Direzione provinciale.


E’ certo che dell’accentramento dei controlli tutti sentivamo il bisogno per evitare interpretazioni differenti addirittura nella stessa città dove erano coesistenti più uffici. Ciò investirà anche la selezione dei soggetti da sottoporre a controllo che, finalmente sarà in linea per tutta la provincia ( pensate nelle città con tre uffici, dove ogni direttore predisponeva autonomamente l’attività di controllo d’iniziativa, e così si aveva che magari Napoli 1 selezionava i ristoranti e Napoli 2 i parrucchieri).


Inoltre, il quadro viene completato dalle disposizioni contenute nei commi 13 e 14 dell’art. 27, del D.L. 185/2008.


In sintesi, già a partire dall’1/1/2009, le attività di controllo sostanziale  nei confronti dei soggetti con volume d’affari, ricavi e compensi non inferiore a € 100 milioni saranno svolti dalle strutture già individuate dal Regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle Entrate, negli uffici interni alle Direzioni regionali.


Quindi a tali strutture regionali viene assegnato sia il controllo che la successiva fase dell’accertamento, e tutte le attività consequenziali (accertamento con adesione, contenzioso, conciliazione giudiziale, etc).


Basterà a cambiare il volto alle Entrate?


Questo potrà dirlo solo il tempo. E’ ovvio che come per  ogni riforma è necessario un periodo di rodaggio, fermo restando che tutto dipende dalla concreta applicazione da parte dei dirigenti preposti.


Le premesse comunque sembrano buone. Ma i cittadini aspettano i fatti! Aspettano cioè che dagli slogan buoni per tutti i Governi – “lotta all’evasione” – si passi ai fatti concreti: meno evasori e soprattutto meno tasse!!


 


Roberto Pasquini


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