Novità fiscali del 5 dicembre 2008: decreto anticrisi; rivoluzione per la conservazione dei documenti informatici: la firma del Notaio diviene un eccezione; come e dove aprire la partita IVA dopo la comparsa della cd. “comunicazione unica”; tante altre notizie fiscali del giorno

 






 


Indice fisco


 


1) Come e dove aprire la partita Iva dopo la comparsa della cd. “comunicazione unica”


 


2) Decreto anticrisi – Rivoluzione per la conservazione dei documenti informatici: la firma del Notaio diviene un eccezione


 


3) Decreto anticrisi: Nuove tabelle riassuntive per il ravvedimento operoso


 


4) Tante altre notizie fiscali del giorno


 


 


1) Come e dove aprire la partita Iva dopo la comparsa della cd. “comunicazione unica”


Il modello di apertura, chiusura e variazione della partita IVA può essere presentato oltre che all’Agenzia delle Entrate anche al Registro Imprese il quale trasmette i dati in via telematica all’Agenzia delle Entrate e rilascia apposita certificazione dell’avvenuta operazione; tale ultima possibilità, però, è riservata solo ai soggetti obbligati all’iscrizione nel registro delle imprese ovvero alla denuncia al repertorio delle notizie economiche ed amministrative (REA).


Come si apre la partita Iva


Per aprire la partita Iva è necessario compilare il modello di inizio attività.


Le imprese individuali e i lavoratori autonomi dovranno utilizzare il modello AA9/9; i soggetti diversi dalle persone fisiche dovranno utilizzare il modello AA7/9.


Infine i soggetti non residenti (persone fisiche e soggetti diversi) che intendono identificarsi direttamente in Italia compileranno il modello ANR/2.


Modalità di presentazione dei modelli AA9/9 e AA7/9


I modelli AA9/9 e AA7/9 devono essere presentati entro 30 giorni dalla data di inizio attività:


– in duplice esemplare direttamente (anche a mezzo di persona appositamente delegata) ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate


– in unico esemplare a mezzo servizio postale e mediante raccomandata, allegando la copia di un documento di identità del dichiarante, da inviare ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate (le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui risultano spedite);


– per via telematica direttamente dal contribuente o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica.


Comunicazione unica


Dal 19/2/2008 è stata introdotta, in via sperimentale la comunicazione unica per l’avvio dell’attività di impresa.


E’ sufficiente, per i soggetti tenuti all’obbligo di iscrizione al registro delle imprese, recarsi presso la Camera di Commercio e presentare, per via telematica o su supporto informatico, una comunicazione unica (modello informatico) per assolvere a tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese, ai fini previdenziali ed assistenziali, nonché per ottenere il codice fiscale e/o la partita IVA.


I dati della comunicazione unica, per la parte attinente le dichiarazioni di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA, saranno trasmessi dall’Ufficio del registro delle imprese all’Agenzia delle Entrate, tramite collegamento telematico.


L’Agenzia, utilizzando lo stesso tipo di collegamento rilascerà all’Ufficio del registro delle imprese una ricevuta contenente in caso di inizio di attività, il codice fiscale e/o la partita IVA attribuiti, ovvero il motivo dell’eventuale rifiuto. Sarà cura dell’Ufficio del registro delle imprese inoltrare al richiedente la ricevuta rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.


Modalità di presentazione del modello ANR/2 (Soggetti non residenti)


La dichiarazione ANR/2 deve essere utilizzata dai soggetti non residenti nello Stato, che esercitano attività di impresa, arte o professione in altro Stato membro dell’Unione Europea o in un Paese terzo (con il quale esistano strumenti giuridici che disciplinano la reciproca assistenza in materia di imposizione indiretta), che intendono effettuare in Italia operazioni rilevanti ai fini IVA, assolvendo gli obblighi ed esercitando i diritti, che derivano dall’applicazione di tale tributo, direttamente.


I soggetti che vogliono adottare questo sistema, (al momento, solo gli operatori dei paesi dell’UE) devono identificarsi direttamente producendo la dichiarazione ANR/2, prima di effettuare qualsiasi operazione territorialmente rilevante in Italia, esclusivamente al Centro Operativo di Pescara – via Rio Sparto n. 21 – 65100 Pescara. La dichiarazione ANR/2, deve essere presentata direttamente (anche a mezzo di persona appositamente delegata) o tramite servizio postale, inviando una raccomandata e allegando la fotocopia di un documento di identificazione del dichiarante e la certificazione attestante la qualità di soggetto passivo agli effetti dell’IVA posseduta nello Stato di appartenenza e si considera presentata il giorno in cui risulta spedita.


Come variare i dati dell’attività o chiudere la partita Iva


In caso di variazione di uno degli elementi indicati nella dichiarazione di inizio attività o se si deve chiudere la partita Iva è necessario compilare sempre gli stessi modelli (AA9/9, AA7/9, ANR/2) e presentarli all’ufficio entro 30 giorni dalla data di variazione/cessazione dell’attività con le stesse modalità previste per l’inizio attività.


Le dichiarazioni modello ANR/2 per variazione dati o cessazione attività possono essere presentate per via telematica direttamente o mediante intermediari abilitati.


(Agenzia delle Entrate, dati contenuti in una propria scheda illustrativa degli adempimenti fiscali del 03/12/2008)


 


 


2) Decreto anticrisi – Rivoluzione per la conservazione dei documenti informatici: la firma del Notaio diviene un’eccezione


Il decreto “anti-crisi”  prevede, tra le misure per la riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese, rilevanti modifiche al Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. n. 82/2005) e al Regolamento per l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata (D.P.R. n. 68/2005).


Da una parte si rende obbligatoria la PEC per pubbliche amministrazioni, società e professionisti iscritti agli albi, dall’altra si conferisce un’ulteriore, forte spinta ai processi di dematerializzazione del cartaceo.


Dall’altra si introduce una vera e propria rivoluzione, per la conservazione informatica dei documenti contabili, ciò grazie ai commi 4 e 5 dell’art. 16 del Decreto Legge cd. anticrisi, dove di fatto viene resa possibile una


conservazione sostitutiva degli originali analogici unici a cura del detentore del documento cartaceo (o comunque a cura del responsabile della conservazione da lui nominato) che apporrà la sua firma digitale (e la validazione temporale a chiusura del processo), salvo eccezioni che saranno indicate con successivo decreto ministeriale finalizzato a individuare solo specifiche categorie documentali per le quali esigenze pubblicistiche determinino un obbligo di conservazione dell’originale analogico o comunque rendano indispensabile una sostituzione “certificata” del documento analogico unico con la sua copia conforme digitale, a cura di un pubblico ufficiale.


Alla luce di quanto sopra, la presenza del notaio diventa un’eccezione nei processi di dematerializzazione degli originali analogici unici e ci saranno rilevanti conseguenze per i processi di digitalizzazione di contratti, polizze assicurative e altre tipologie documentali per le quali ancora si nutrivano dubbi in merito alla loro possibile sostituibilità in digitale.


(Di Lisi Andrea, Presidente dell’Assoc. Naz. Operatori e Responsabili della Conservazione digitale dei documenti,  nel proprio documento pubblicato il 04/12/2008 sul sito
www.diritto.it)


 


 


 


3) Decreto anticrisi: Nuove tabelle riassuntive per il ravvedimento operoso


Il Decreto cd. “anticrisi” (art. 16, comma 5, del D.L. n. 185/2008), come è noto, ha modificato anche la disciplina del ravvedimento operoso, a tal fine queste di seguito sono le relative tabelle riassuntive:

























Violazione definibile


Termine


Sanzione


Omesso pagamento del tributo


Entro 30 giorni dalla violazione


1/12 del minimo


Entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione


1/10 del minimo


Omissioni e irregolarità
incidenti sulla determinazione
e sul pagamento del tributo


Entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione


1/10 del minimo


Entro dodici mesi dalla violazione, nel caso in cui non vi è l’obbligo di presentare la dichiarazione


Omessa presentazione
della dichiarazione annuale


Entro 90 giorni dalla violazione


1/12 del minimo


Mentre, il ravvedimento degli omessi versamenti viene così sintetizzato nella seguente tabella:















Violazione definibile


Termine


Sanzione


Omesso pagamento del tributo


Entro 30 giorni dalla violazione (comma 1, lettera a)


2,5%


Entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione


3%


Per quanto riguarda l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, il comma 1 dell’art. 1 del D.Lgs. 471/1997 stabilisce una sanzione dal 120% al 240% delle imposte dovute, con un minimo di euro 258.


Se non sono dovute imposte, la sanzione va da un minimo di 258 euro a un massimo di 1032 euro.


In quest’ultimo caso, quindi, il ravvedimento per la presentazione della dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza, è pari a un dodicesimo di 258 euro (21,5 euro).


(di Alfonso Russo, in
www.nuovofiscooggi.it
del 04/12/2008)


 


 


 


4) Altre notizie fiscali del giorno


Queste di seguito sono le altre novità fiscali rese note il 04/12/2008:


 


a) Moduli fotovoltaici: aliquota Iva ridotta anche in sede di importazione effettuata dal cessionario finale


I “moduli fotovoltaici, inverters, strutture metalliche di supporto” qualificabili “beni finiti”, destinati ad impianti ad energia solare, usufruiscono dell’IVA ridotta (aliquota del 10%) anche in sede di importazione dall’estero effettuata dal cessionario finale ovvero installatore, previo rilascio della dichiarazione, in relazione al loro uso finale.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/12/2008, n. 469/E)


 


 


b) Fusione di società non residente


Nell’ipotesi di società non residenti, si applica il regime di neutralità fiscale anche nel caso in cui l’operazione di fusione societaria non sia disciplinata dalla direttiva comunitaria in materia e siano contemporaneamente rispettate le seguenti condizioni:


– L’operazione si qualifichi come fusione come definita dalla legislazione civilistica italiana;


– i soggetti coinvolti abbiano una forma giuridica omologa a quella prevista per le società di diritto italiano


– l’operazione produca effetti in Italia sulla posizione fiscale di almeno un soggetto coinvolto.


Ciò è confermato dal Tuir (dopo la modifica della Legge Finanziaria 2008) che con l’art. 176 stabilisce che il regime di neutralità fiscale previsto per i conferimenti di azienda è applicabile anche nel caso in cui “…il conferente o il conferitario è un soggetto non residente, qualora il conferimento abbia ad oggetto aziende situate nel territorio dello Stato”.


Parimenti, i conferimenti effettuati tra soggetti non residenti riguardo stabili organizzazioni di aziende  situate in Italia non sono disciplinati dalla citata direttiva comunitaria.


Tuttavia, nel caso di specie, non viene pregiudicata l’applicabilità del regime di neutralità fiscale previsto per le “fusioni domestiche”.


Infatti, quanto affermato esplicitamente dal legislatore fiscale in materia di conferimenti d’azienda vale per le fusioni in re ipsa, ossia senza bisogno di particolari specificazioni poiché si tratta di operazioni che – a differenza del conferimento – anche dal punto di vista civilistico non sono realizzative.


Per cui la società tedesca con stabile organizzazione subentra nella medesima posizione fiscale della società rilevata riguardo gli elementi dell’attivo e del passivo.


Infine, nei limiti previsti dall’art.172, comma 9, del Tuir é possibile retrodatare la fusione al 1/1/2008 a condizione che la fusione sia realizzata entro il 31/12/2008 e con la conseguenza che la stabile organizzazione della società rilevata deve presentare l’ultima dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 1 gennaio – 31/12/2007, mentre la stabile organizzazione della società tedesca deve presentare la dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 1 gennaio – 31/12/2008.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/12/2008, n. 470/E)


 


 


c) Disciplina dell’acquisto o della perdita della residenza in caso di trasferimento durante l’anno


Per le persone fisiche il trasferimento della residenza “in corso d’anno” non determina un “frazionamento” del periodo d’imposta.


Nel diritto tributario italiano manca una disciplina espressa degli aspetti procedurali connessi al trasferimento di residenza delle persone fisiche.


La regola del frazionamento non viene menzionata nella sezione del Commentario OCSE che si riferisce all’articolo 4, paragrafo 1, del Modello di Convenzione e, pertanto, non incide sulla definizione convenzionale di soggetto


residente, né può integrare la definizione domestica cui fa rinvio.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/12/2008, n. 471/E)


 


 


d) Contributi regionali per l’edilizia residenziale agevolata


Se il contributo per l’edilizia agevolata erogato da un Comune a un ente pubblico strumentale della Regione non assume natura di corrispettivo, ma rileva come movimentazione di denaro, lo stesso è escluso dal campo di applicazione dell’Iva e la relativa convenzione è assoggettata all’imposta di registro in misura fissa.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/12/2008, n. 472/E)


 


 


e) Disapplicazione del regime delle plusvalenze esenti per le partecipazioni acquisite per il recupero di crediti bancari


Ai fini della determinazione dell’eventuale plusvalenza o minusvalenza derivante dalla cessione delle partecipazioni acquisite occorre tenere conto sia del valore fiscale che i crediti avevano al momento della estinzione, sia delle eventuali svalutazioni fiscalmente dedotte.


Gli effetti dell’accoglimento dell’istanza di interpello posta all’Agenzia delle Entrate sono stati circoscritti al trattamento fiscale delle plusvalenze o minusvalenze di cui al comma 3 dell’art. 113 del Tuir.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/12/2008, n. 473/E)


 


 


 


A cura di Vincenzo D’Andò


 

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