Novità fiscali del 3 dicembre 2008: oltre 8 risoluzioni dell’agenzia Entrate: tante le novità fiscali del giorno


 






 


Indice fisco:


 


1) I voucher estesi anche a commercio e turismo


 


2) Abolito l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi


 


3) D.L. “anticrisi”: Compensazioni senza “tetto”


 


4) Controlli su Onlus


 


5) Acconti ricevuti per successiva esportazione di beni: non sono soggetti ad Iva


 


6) Bonus ristrutturazione edilizia: Vendita immobile ristrutturato acquistato da società di ristrutturazioni


 


7) Altre notizie fiscali del giorno


 


 


1) Lavoro occasionale di tipo accessorio: voucher estesi anche a commercio e turismo


Possono utilizzare la forma del lavoro accessorio tutti i datori di lavoro e le imprese operanti nel settore del commercio, dei servizi e del turismo.


Tra le figure che possono essere interessate, vi sono i giovani con meno di 25 anni, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università o a un istituto scolastico di ogni ordine e grado, limitatamente a periodi di vacanza e per qualunque tipologia di attività lavorativa.


L’Inps ha individuato tali “periodi di vacanza” per i giovani studenti:


– “vacanze natalizie” il periodo che va dal 1° dicembre al 10 gennaio;


– “vacanze pasquali” il periodo che va dalla domenica delle Palme al martedì successivo il lunedì dell’Angelo;


– “vacanze estive” per i giorni compresi dal 1° giugno al 30 settembre.


In generale, tutti possono svolgere lavoro accessorio con riferimento a manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli; o lavori di emergenza o di solidarietà; giardinaggio, lavori di pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti; consegna porta a porta e vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica.


Il lavoratore in luogo della sua prestazione non riceve denaro ma un buono che gli permette di ottenere, tramite un soggetto terzo, il compenso e la contribuzione assistenziale e previdenziale.


Per regolare il lavoro accessorio nel settore commercio, del turismo e dei servizi, l’Inps ha previsto l’utilizzo dei buoni lavoro sia in formato telematico sia cartaceo.


I primi consentono l’accredito telematico utilizzando una tessera simile al bancomat; quelli cartacei, invece, devono essere acquistati presso le sedi provinciali Inps.


Un singolo voucher ha un valore di dieci euro (1,30 euro destinati a contributi Inps, 0,70 euro a titolo di premio Inail e 0,50 euro a titolo di commissione per chi gestisce il servizio).


Limiti economici delle prestazioni occasionali di tipo accessorio


Per il prestatore/lavoratore l’attività lavorativa di natura occasionale accessoria non può dare luogo nel corso di un anno solare a compensi superiori a 5.000 euro da parte di ciascun singolo committente.


L’Inps ha, inoltre, ricordato che il compenso del prestatore/lavoratore che ha svolto attività occasionale accessoria è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato (D.Lgs. 276/2003, art. 72, c. 3).


Le attività di lavoro occasionale di tipo accessorio non danno titolo a prestazioni di malattia, di maternità, di disoccupazione né ad assegno per il nucleo familiare.


Riguardo l’impresa familiare, per i settori del commercio, del turismo e dei servizi vale, comunque, il limite annuale dei 10mila euro relativo a ogni attività/tipologia di prestazione.


(Inps, circolare n. 104 del 1/12/2008)


 


 


2) Abolito l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi


L’art. 16, comma 3 del D.L. n. 185/2008 ha abrogato le disposizioni, che prevedevano l’obbligo generalizzato della trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate, introdotte dal D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 (cd. Decreto Bersani/Visco).


Il successivo comma 4 ha cancellato anche le disposizioni per gli incassi dei distributori automatici (in particolare dispone che: “All’articolo 1, della legge 24.12.2007, n 244, i commi da 363 a 366 sono abrogati”), introdotte dalla Legge Finanziaria 2008.


 


 


3) D.L. “anticrisi”: Compensazioni senza “tetto”


Il Decreto “anti crisi” ha previsto la soppressione dell’obbligo per i titolari di partita IVA di comunicare all’Agenzia delle Entrate, in via telematica, l’importo e la tipologia dei crediti che intendessero portare in compensazione.


A tal fine, l’art. 16, comma 3 del D.L.  n. 185/2008 ha abrogato l’art. 1, commi da 30 a 32 della Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007), con il quale era stato “potenzialmente” stabilito (poi di fatto non attuato) che le compensazioni per importi superiori a 10 mila euro, si sarebbero dovuto inviare con apposita comunicazione all’Agenzia entro il quinto giorno precedente a quello di esecuzione dell’operazione di compensazione.


 


 


4) Controlli su Onlus


Il comma 5, dell’art. 30 del D.L. n. 185/2008, inoltre, ha introdotto il riconoscimento, della qualifica comunque di Onlus alle associazioni e organizzazioni di volontariato, di cui alla legge 266/1991, per le attività commerciali “marginali”, di cui al D.M. 25/05/1995, soltanto se trasmettono il nuovo modello, per via telematica all’Agenzia delle Entrate contenente i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali, da approvare entro il 31 gennaio 2009 con provvedimento del Direttore della stessa Agenzia delle Entrate.


 


 


5) Acconti ricevuti per successiva esportazione di beni: non sono soggetti ad Iva


Gli acconti relativi a cessioni all’esportazione, incassati nel momento che precede la spedizione al di fuori del territorio comunitario, non sono soggetti ad IVA, giacché la riscossione di tali anticipi, nonché il successivo eventuale conguaglio del prezzo, e l’emissione delle relative fatture, sono strettamente legati al relativo e connesso contratto di cessioni di beni all’esportazione non imponibili ai sensi dell’art. 8, primo comma, lettera a) del D.P.R. n. 633/1972.


Pertanto, é corretto emettere le fatture di acconto e di saldo senza l’addebito dell’IVA, indicando che si tratta di operazione non imponibile ai sensi dell’art. 8, primo comma, lettera a) del D.P.R. n. 633/1972.


Lavori di adattamento del software standardizzato: La cessione a soggetto fuori UE non è soggetta ad Iva


La cessione del software standardizzato e concessione in licenza d’uso del software personalizzato a seguito dei lavori di adattamento va qualificata come


prestazione unica di consulenza e assistenza tecnica di cui all’art. 7, comma 4, lett. d) del D.P.R. n. 633/1972.


Pertanto, tale prestazione, qualificata come consulenza e assistenza tecnica, resa nei confronti di un soggetto residente fuori dell’Unione europea, è esclusa dall’ambito applicativo dell’IVA, per carenza del presupposto territoriale, ai sensi dell’art. 7, comma 4, lettere d) e f) del D.P.R. n. 633/1972, indipendentemente dal luogo di utilizzo della stessa.


Da ciò consegue che tale operazione si può certificare con un documento diverso da una fattura rilevante ai fini IVA e che, pertanto, la medesima non deve confluire nella dichiarazione annuale IVA.


(Agenzia delle Entrate, 456/E del 01/12/2008)


 


 


6) Bonus ristrutturazione edilizia: Vendita immobile ristrutturato acquistato da società di ristrutturazioni


Le detrazioni fiscali del 36% per ristrutturazione edilizia, non utilizzate in tutto o in parte dal venditore, spettano, per i rimanenti periodi d’imposta, all’acquirente persona fisica dell’immobile inserito in un complesso edilizio interamente ristrutturato dall’impresa edile.


Ciò poiché con l’atto di vendita si trasferisce sull’acquirente l’onere economico sostenuto per i lavori di ristrutturazione.


Il soggetto che vende, perde il beneficio fiscale per le rimanenti quote e anche se non ha usufruito in precedenza della detrazione del 36%, tale circostanza non influisce sull’acquirente a cui comunque spetta l’agevolazione.


In particolare, la mancata fruizione del beneficio per le prime rate non comporta la decadenza dell’agevolazione per le rate successive.


La possibilità di detrarre fiscalmente i costi della ristrutturazione per le quote future è legata al possesso della necessaria documentazione.


In particolare, il contribuente deve essere in possesso della documentazione attestante che l’immobile sia stato ristrutturato e venduto dalla società edile nel rispetto dei termini previsti dalla normativa vigente (costituita dalla copia della concessione edilizia, dalla dichiarazione di ultimazione lavori, dall’atto di compravendita da cui risulti il corrispettivo sul quale deve essere calcolata al detrazione in questione).


Pertanto, il contribuente può usufruire della detrazione in relazione alle rate maturate a partire dal periodo d’imposta in cui ha acquistato l’immobile.


(Agenzia delle Entrate, 457/E del 01/12/2008)


 


 


7) Altre notizie fiscali del giorno






 


a) Obblighi antiriciclaggio


Le difficoltà operative legate al concreto adempimento degli obblighi antiriciclaggio si sono riproposte anche dopo il recepimento della c.d. “terza direttiva antiriciclaggio”, avvenuto con il D.Lgs. n. 231/2007.


Inoltre, l’entrata in vigore di tale decreto ha reso ulteriormente complessi, sotto l’aspetto interpretativo ed applicativo, gli adempimenti posti a carico dei professionisti.


(Circolare 01/12/2008, n. 8/IR – Istituto di Ricerca dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili)


 


 


b) Crisi economica – Social card: Al via la distribuzione


Disposti i criteri e le modalità per individuare i titolari e l’ammontare del beneficio unitario della Carta Acquisti destinata alle fasce più deboli della popolazione.


(Decreto Ministero economia e finanze 16/09/2008, G.U. 01/12/2008, n. 281)


 


c) Interventi risparmio energetico – Pompe di calore ad alta efficienza – Detrazione 55%


Spetta la detrazione fiscale del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica anche quando la pompa di calore ad alta efficienza non sostituisce ma integra il vecchio impianto di climatizzazione invernale.


A condizione che l’intervento, effettuato a partire dal periodo di imposta in corso al 31.12.2008, comporti una riduzione dei consumi in linea con i valori stabiliti dal decreto 11.3.2008 del ministero dello Sviluppo economico e che il risparmio sia riferibile all’edificio considerato nel suo complesso


(Agenzia delle Entrate, 458/E del 01/12/2008)


 


d) Dichiarazione integrativa a favore del contribuente oltre i termini


Il contribuente che non effettua la rettifica a suo favore entro il termine per presentare la dichiarazione dell’anno d’imposta successivo può recuperare la somma versata in più, inoltrando un’istanza di rimborso entro 4 anni dal pagamento eseguito senza presupposto o, in caso contrario, dal versamento del saldo.


In particolare, al fine di individuare il momento da cui inizia a decorrere il termine previsto a pena di decadenza per presentare istanza di rimborso occorre stabilire se l’obbligazione tributaria esisteva o meno al momento del pagamento.


Nel caso in cui il pagamento è stato effettuato in totale assenza del presupposto, il termine inizia a decorrere dalla data del pagamento stesso, mentre, nel caso in cui la richiesta di restituzione riguardi eccedenze di versamenti in acconto o di pagamenti aventi carattere di provvisorietà, cui non corrisponda successivamente la determinazione di quello stesso obbligo in via definitiva, il termine decorre dal momento del versamento del saldo.


In conclusione, ad integrazione dei chiarimenti già forniti dalle Entrate, laddove non sia possibile (risoluzione 30 gennaio 2008, n. 25/E) ovvero non sia più possibile per decorrenza dei termini (risoluzione n. 24/E del 2007) utilizzare la modalità di cui all’art. 2, comma 8-bis, del D.P.R. n. 322/1998, il contribuente può recuperare l’eventuale imposta versata in eccesso mediante istanza di rimborso ai sensi dell’articolo 38 del D.P.R. n. 602/1973, da presentare entro quarantotto mesi decorrenti dal pagamento eseguito in assenza del presupposti o dal pagamento del saldo.


(Agenzia delle Entrate, 459/E del 02/12/2008)


 


 


e) cessione di terreni a titolo oneroso – plusvalenza


La cessione a titolo oneroso di terreni, considerati edificabili dal Piano urbanistico comunale e successivamente sottoposti al vincolo di inedificabilità dal Piano paesaggistico regionale (PPR), non genera la plusvalenza (art. 67 del Tuir).


Infatti, le disposizioni contenute nel Piano paesaggistico regionale sono immediatamente efficaci e prevalgono sulle regole difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici.


Pertanto, qualora in base a tale normativa venga riconosciuto che le aree non sono edificabili e che, in particolare, non ricorre la fattispecie sulla possibilità di proseguire gli interventi di lottizzazione e/o di realizzazione delle opere edili già approvati dal Comune alla data di emanazione del nuovo P.P.R., la relativa cessione non genera plusvalenza tassabile ai sensi dell’art. 67 del TUIR.


(Agenzia delle Entrate, 460/E del 02/12/2008)


 


f) IRPEF – detrazioni per carichi di famiglia


Anche la suocera può beneficiare della detrazione fiscale per familiari a carico, a determinate condizioni.


La nuora, può essere considerata “a carico” della suocera, ai sensi dell’art. 12, comma 1, lett. d), del Tuir se ed in quanto convivente con la suocera e titolare di un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.


(Agenzia delle Entrate, 461/E del 02/12/2008)


 


g) Rilascio del certificato di proprietà dei veicoli – Imposta di bollo


Il certificato di proprietà rilasciato privo dell’annotazione del fermo amministrativo è soggetto all’imposta di bollo


(Agenzia delle Entrate, 462/E del 02/12/2008)


 


h) Istituito codice tributo, per l’uso tramite mod. F24, del credito d’imposta in favore delle imprese di autotrasporto


Al fine di consentire la fruizione del credito d’imposta in compensazione mediante modello F24, le Entrate hanno istituito il seguente codice tributo:


“6810”, denominato “credito d’imposta di cui all’articolo 2, comma 2, del D.P.R. 27/9/2007 n. 227 in favore delle imprese di autotrasporto”.


(Agenzia delle Entrate, 463/E del 02/12/2008)


 


i) Soppresso codice tributo per esaurimento delle risorse disponibili


Si trattava del codice utilizzato per la fruizione del bonus in favore degli istituti universitari diretta emanazione di università estere: il codice tributo 6806, istituito con risoluzione 288/E/2008 per consentire l’utilizzo del credito d’imposta riconosciuto agli istituti universitari di diretta emanazione delle università estere autorizzati a rilasciare titoli riconosciuti in Italia, è stato pertanto soppresso a seguito dell’esaurimento dei fondi disponibili.


(Agenzia delle Entrate, 464/E del 02/12/2008)


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 


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