Novità fiscali del 23 dicembre 2008: Legge Finanziaria 2009: le nuove regole; litisconsorzio nel processo tributario; scelta del regime di trasparenza fiscale per SRL; autovetture: le tabelle ACI per il 2009; medici: gestione separata INPS


 







 


Le novità del fisco di oggi:


 


1) Litisconsorzio nel processo tributario


 


2) Approvata definitivamente la Finanziaria 2009: le neo misure


 


3) Scelta del regime di trasparenza fiscale: Mancano pochi giorni


 


4) Autovetture: Le tabelle ACI per il 2009


 


5) Medici specializzandi – INPS: non dovuti i versamenti integrativi alla Gestione separata


 


 


1) Litisconsorzio nel processo tributario


La normativa sul processo litisconsortile (“processo con pluralità di parti”) disciplina la partecipazione obbligatoria al processo di tutti quei soggetti che sono inscindibilmente legati alla questione dibattuta e congiuntamente interessati alla soluzione della controversia.


La disciplina é contenuta nell’art. 14 del D.Lgs. n. 546/1992.


Nonostante le buone intenzioni avutesi nel formulare correttamente e definitivamente la fattispecie litisconsortile, è tuttora in corso un animato dibattito dottrinale.


La controversia, che ha per oggetto la formulazione dell’art. 14 del D.Lgs del 1992 n. 546, vede contrapporsi due linee di pensiero:


La prima si basa sull’osservazione che, nell’elaborazione del suddetto articolo, il Legislatore tributario si sia rifatto alla normativa “processualcivilistica” creando così una sorta di sovrapponibilità di disciplina, la seconda, invece, con gli interventi compiuti dal Legislatore, evidenzia i contenuti assai innovativi ed originali.


Litisconsorzio necessario


L’articolo 14, comma 1, prevede che “se l’oggetto del ricorso riguarda inscindibilmente più soggetti, questi devono essere tutti parte nello stesso processo e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni di essi”.


In tal modo, il Legislatore ha voluto regolare l’instaurazione di un processo complesso da una punto di vista soggettivo, procedendo così alla definizione di litisconsorzio necessario.


Questo ricorre ogni qualvolta si deduce in giudizio un unico ed inscindibile rapporto giuridico sostanziale che, riguardando contemporaneamente più soggetti, impone la presenza di tutti al fine di rendere effettiva ed efficace la tutela giurisdizionale.


Per questo motivo, quando cioè l’oggetto del ricorso riguarda più soggetti necessariamente collegati, è richiesta la partecipazione obbligatoria di tutte le parti al medesimo processo, giacché la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni di essi.


Nel processo tributario, è la domanda giudiziale che determina l’oggetto del processo e che costituisce un riferimento per valutare l’inscindibilità della causa tra soggetti (Cass., SS.UU., n. 1052 del 2007).


In  presenza di una situazione plurilaterale, desunta dalla domanda giudiziale che determina l’oggetto del ricorso, il giudice dovrà emettere una decisione valida e vincolante nei confronti di tutti i soggetti.


La dottrina prevalente ha individuato tre ipotesi in cui si ravvisa la necessaria presenza di più soggetti in giudizio:


a) nei casi in cui si rileva in giudizio un rapporto plurisoggettivo tale da ritenere


necessaria ed obbligatoria la partecipazione nel processo di ciascun soggetto titolare di tale rapporto (in queste ipotesi si parla comunemente di “litisconsorzio necessario per ragioni sostanziali”)


b) nei casi in cui un terzo interviene in giudizio per far valere un diritto altrui; in queste ipotesi tassativamente indicate dalla legge, accanto alla legittimazione del terzo si rende necessaria anche la presenza del soggetto titolare del diritto dedotto in giudizio (“litisconsorzio necessario per motivi processuali”)


c) nei casi in cui, pur non deducendosi in giudizio ragioni processuali e sostanziali che impongono la necessaria partecipazione di più soggetti, il giudice procede all’integrazione del contraddittorio per ragioni di mera opportunità (litisconsorzio necessario “propter opportunitatem”).


Esempio


Ad es., una ipotesi di litisconsorzio necessario confermata in molte pronunce della giurisprudenza di legittimità risiede nelle controversie promosse dal sostituto di imposta nei confronti del sostituto al fine di pretendere il pagamento di quella parte del suo credito che il convenuto ha trattenuto e versato a titolo di ritenuta d’imposta.


Alcuni rappresentanti della dottrina riconducono tra le ipotesi di litisconsorzio necessario le controversie catastali, in cui si dibatte in merito alla proprietà dell’immobile in una situazione di compossesso tra più soggetti.


In presenza di litisconsorzio necessario, quando cioè il ricorso non viene proposto da o nei confronti di tutti i soggetti, il giudice ordina l’integrazione del contraddittorio mediante la chiamata in causa dei litisconsorti assenti, entro un determinato termine stabilito a pena di decadenza.


Difetto di integrità del contraddittorio


Il difetto di integrità del contraddittorio può essere rilevato d’ufficio o su  istanza di parte, in ogni stato e grado del processo.


Inoltre la mancata integrazione del contraddittorio può essere denunciata in ogni stato e grado del processo e rilevata d’ufficio anche dal giudice di legittimità.


Il mancato rispetto del termine comporta l’estinzione del giudizio con condanna alle spese della parte che non ha provveduto all’incombente cui era onerata.


Tale estinzione, però, non è automatica ma deve essere dichiarata con sentenza da parte del giudice che ha rilevato in giudizio la mancata integrazione del contraddittorio.


Per tale motivo, il difetto di integrità del contraddittorio comporta la nullità della sentenza a causa della invalida costituzione in giudizio del rapporto processuale.


Il vizio di mancata integrazione del contraddittorio, che investe negativamente l’efficacia del procedimento, può essere sanato o per iniziativa dello stesso litisconsorte che interviene spontaneamente nel processo notificando a tutte le parti presenti in giudizio un atto di intervento da lui stesso sottoscritto, oppure a seguito della rilevazione da parte del giudice.


Se, invece, la chiamata del litisconsorte assente, é il giudice a verificare se è necessaria o meno l’integrazione del contraddittorio.


Se, invece, la chiamata del litisconsorte è rilevata su istanza di parte, spetta al richiedente dimostrare non solo quali sono i soggetti che devono partecipare necessariamente al processo, giacché litisconsorzi necessari, ma soprattutto quali sono i presupposti di fatto che giustificano l’integrazione stessa del contraddittorio.


La Corte di Cassazione, con sentenza del 18/1/2007, n. 1052, ha stabilito che “ogni qual volta che per effetto della norma tributaria o per l’azione esercitata dall’amministrazione finanziaria (oggi l’Agenzia delle Entrate) l’atto impositivo debba essere o sia unitario, coinvolgendo nella unicità della fattispecie costitutiva dell’obbligazione una pluralità di soggetti, e il ricorso proposto da uno o più degli obbligati abbia ad oggetto non la singola posizione debitoria del ricorrente, ma la posizione inscindibilmente comune a tutti i debitori rispetto all’obbligazione dedotta nell’atto autoritativo impugnato, ricorre una ipotesi di litisconsorzio necessario nel processo tributario ai sensi dell’art. 14, comma 1, del D.Lgs. n. 546/1992”.


Mancata integrazione del contraddittorio nelle liti tra soci e società di persone


Le problematiche sull’obbligo di integrazione del contraddittorio (art. 14, comma 2, D.Lgs n. 546/1992) nei confronti del litisconsorte necessario assente, sono state nuovamente e recentemente prese in considerazione dalla Corte di Cassazione, Sezioni Unite, nella sentenza del 04/06/2008, n. 14815.


La Corte Suprema ha individuato una specifica ipotesi di litisconsorzio  necessario nelle liti tra soci e società che, nel caso di specie, hanno ad oggetto


l’accertamento del maggior reddito della società medesima.


Nella controversia in esame, i giudici della Corte Suprema hanno stabilito che non può essere valida la pronuncia emessa dal giudice a contraddittorio non integro giacché tra la causa della società e quella dei soci sussiste un vincolo di inscindibilità tale da ritenere necessaria la partecipazione al processo tributario non solo dei soci ma anche della società.


Pertanto, le controversie tra soci e società inerenti l’accertamento del maggiore reddito sociale devono essere trattate congiuntamente con annessa dichiarazione di nullità di tutti quei procedimenti in cui non si sia pervenuti all’integrazione del contraddittorio.


Le Sezioni Unite, nel caso di specie, per giustificare l’applicazione dell’art. 14 del D.Lgs. n. 546/1992 nelle liti tra soci e società di persone aventi a oggetto l’accertamento del maggior reddito, hanno fatto ricorso a principi di rango costituzionale.


Un esempio, in tal senso, è certamente contenuto nell’art. 111, secondo comma, della Costituzione che se da un lato meramente teorico afferma il principio della ragionevole durata del processo, dall’altro, più specificamente pratico, denota che attualmente la durata dei processi si notevolmente incrementata rispetto al passato.


In conclusione, i principi cardine della giusta imposizione e della capacità contributiva debbono fungere da linee guida, in modo tale che le controversie concernenti o i soci di società o la medesima società, non devono essere necessariamente ricondotte a fattispecie litisconsortili tali da richiedere la contestuale e necessaria partecipazione al processo di tutti i soggetti inscindibilmente collegati.


Litisconsorzio facoltativo nel processo tributario


Il litisconsorzio può essere necessario o facoltativo.


E’ possibile individuare la fattispecie litisconsortile facoltativa in tre distinte ipotesi:


a) intervento volontario del terzo litisconsorte;


b) chiamata in causa del terzo su richiesta delle parti oppure su ordine del giudice;


c) in seguito a riunione dei ricorsi (ex art. 29 del D.Lgs. n. 546/1992).


La dottrina dominante ha ritenuto applicabile l’istituto litisconsortile facoltativo nelle ipotesi di coobligazione solidale, che trovano una sicura conferma nell’art. 29 del D.Lgs. n. 546 del 1992, il quale prevede la possibilità di procedere alla riunione dei ricorsi aventi lo stesso oggetto o che sono tra loro connessi logicamente.


(di Maurizio Villani, in
www.https://www.commercialistatelematico.com
del 22.12.2008)


 


 


 


2) Approvata definitivamente la Finanziaria 2009


E’ stata approvata, in via definitiva il 19.12.2008, la Legge Finanziaria 2009.


Si tratta di una manovra assai “snella” approvata in via definitiva dalla Camera con 273 voti a favore, 174 contrari e 2 astenuti.


Tra le misure contenute, vi fanno parte le detrazioni sulle spese per asili nido, autoformazione dei docenti e abbonamenti a bus e metro, Irap agevolata all’1,9% per gli agricoltori, sgravi fiscali per il personale e le imprese della pesca e degli autotrasporti.


A tal fine queste di seguito sono le novità evidenziate, in
www.nuovofiscooggi.it
(notiziario telematico dell’Agenzia delle Entrate del 20.12.2008), curate da Alessandra Gambadoro:


Benefici ai fini Irpef


“Valida anche per il 2009 la detrazione Irpef del 19%, introdotta dalla Finanziaria dello scorso anno per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale, per le spese di aggiornamento e autoformazione.


Lo sconto riguarda le spese documentate, con un limite di 500 euro.


Il risparmio d’imposta massimo è, quindi, di 95 euro.


Prorogata fino al 31 dicembre 2009 anche la possibilità di detrarre dall’Irpef le spese per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, non superiori a 250 euro, con un massimo di risparmio d’imposta di 47,50 euro.


La detrazione non spetta se le stesse spese sono deducibili, perchè inerenti, dai singoli redditi (ad esempio, d’impresa o di lavoro autonomo) che concorrono a formare quello complessivo.


Diventa stabile, invece, la detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per il pagamento di rette per asili nido, pubblici e privati, con un limite massimo di 632 euro per ogni figlio e un risparmio d’imposta pari a 120,08 euro.


Bonus per le ristrutturazioni edilizie


Ancora un anno di proroga per l’agevolazione Irpef e l’Iva ridotta sulle ristrutturazioni edilizie.


Per i lavori fatturati fino al 31 dicembre 2011, rimane stabile la detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute, per un importo non superiore a 48mila euro per ciascuna unità immobiliare.


Per poterne usufruire, è necessario indicare il costo della manodopera in fattura.


Prolungata anche l’agevolazione spettante agli acquirenti o agli assegnatari di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione o da cooperative edilizie che poi provvedono all’alienazione degli immobili.


In questo caso, spetta una detrazione del 36% calcolata sul 25% del prezzo indicato nell’atto, comunque entro il limite di 48mila euro. Il termine entro il quale devono essere eseguiti gli interventi è prorogato al 31 dicembre 2011, quello per la stipula dell’atto al 30 giugno 2012.


Un anno in più anche per l’Iva al 10% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa.


Agricoltura e pesca


Entra a pieno regime l’aliquota agevolata Irap dell’1,9% per gli agricoltori e le cooperative della piccola pesca e i loro consorzi.


L’aliquota si applica anche per il periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2008.


Proroga fino al 31 dicembre 2009, invece, per le agevolazioni sull’acquisto e il trasferimento di proprietà di fondi rustici.


Tutti gli atti, quindi, di compravendita, permuta, affitto, concessione in enfiteusi, eseguiti per la formazione e l’arrotondamento della piccola proprietà contadina, sono esenti dall’imposta di bollo e scontano un’imposta di registro e ipotecaria ridotte, nella misura fissa di 168 euro.


A regime, dall’anno nuovo, i bonus per le imprese della pesca costiera interna e lagunare.


Si tratta della concessione di un credito d’imposta corrispondente all’80% dell’Irpef su retribuzioni e compensi del personale imbarcato sulle navi e dell’esonero, nel limite dell’80%, dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali (sia per la quota a carico del datore di lavoro che del lavoratore). La terza agevolazione, infine, prevede l’abbattimento del 64% del reddito derivante dall’utilizzo delle navi iscritte nel Registro internazionale.


Trasporti


Numerose le proroghe per il settore degli autotrasporti.


Le imprese potranno utilizzare in compensazione dei versamenti eseguiti nel corso del 2009 il contributo pagato nel periodo d’imposta 2008 al Ssn sui premi di assicurazione per la Rc, fino a un massimo di 300 euro per veicolo.


La quota utilizzata in compensazione non concorre a formare il reddito d’impresa ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.


Estesa al 2008 la deduzione forfetaria delle spese per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore nel comune in cui ha sede la ditta.


La deduzione spetta per un importo pari al 35% di quello riconosciuto per i medesimi trasporti nell’ambito della regione o di quelle confinanti.


La Finanziaria stabilisce, inoltre, che siano rideterminate per il 2009, entro un budget complessivo di 30 milioni di euro, per quanto riguarda le trasferte e missioni fuori dal territorio comunale, sia la quota di indennità ricevuta dai dipendenti sia la deduzione forfetaria, al netto delle spese di viaggio e trasporto, delle spese sostenute dalle imprese.


Altri 30 milioni di euro sono destinati a finanziare la percentuale dei compensi per lavoro straordinario percepiti nel 2009 dai lavoratori del settore esclusa dalla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi (ma rilevante per l’imposta sostitutiva sugli straordinari introdotta dal Dl 93/2008).


Infine, è prorogato per l’anno 2009 (con un limite di spesa di 40 milioni di euro) il credito d’imposta corrispondente a una quota della tassa automobilistica pagata per il 2009, per ciascun veicolo di massa massima complessiva non inferiore a 7,5 tonnellate utilizzato per il trasporto merci. Il bonus è utilizzabile in compensazione, non è rimborsabile e non concorre alla formazione del valore della produzione netta ai fini Irap e delle imposte sui redditi.


I nuovi valori da rideterminare e le modalità applicative di queste disposizioni sono rimandate a successivi provvedimenti dell’agenzia delle Entrate.


Accise


Pacchetto di sgravi fiscali anche per le accise su gas e Gpl.


A regime dal 2009 la riduzione del 40% delle aliquote di accisa sul gas metano per gli utilizzatori industriali, esclusi i termoelettrici, con consumo superiore a 1,2 milioni di metri cubi annui.


L’aliquota passa così da 0,012 euro a 0,007 euro.


Viene stabilizzata e incrementata la riduzione dell’accisa su gasolio e Gpl utilizzati come riscaldamento in aree climaticamente e geograficamente svantaggiate e in Sardegna.


Diventa strutturale il credito d’imposta per i soggetti che utilizzano, come fonte di energia alternativa, le reti di riscaldamento alimentate con biomasse o energia geotermica.


Confermata invece per tutto il 2009, la riduzione del costo del gasolio e del Gpl utilizzati nelle frazioni parzialmente non metanizzate di Comuni ricadenti nella zona climatica E.


Stessa sorte per l’esenzione dall’accisa per il gasolio utilizzato nel riscaldamento nelle coltivazioni sottoserra.


L’agevolazione è estesa anche agli oli vegetali utilizzati per fini energetici nelle serre.


Belice


Prorogata anche a tutto il 2009 l’esenzione dall’imposta di bollo, registro, e dalle imposte ipotecarie e catastali per atti, contratti, documenti e formalità per la ricostruzione o riparazione di immobili distrutti o danneggiati nei comuni della valle del Belice, colpiti dal sisma del 1968.


Riordino delle Ipab


Esenzione per le imposte di registro e ipocatastali anche per gli atti eseguiti nel 2009 per il riordino e la trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab) in aziende pubbliche di servizi o in persone giuridiche di diritto privato.


In realtà, in questo caso, non si tratta di una vera e propria proroga.


Introdotto dal Dlgs 207/2001, infatti, il beneficio è stato confermato per diversi anni fino al 30 giugno 2008, per essere sospeso nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2008”.


Interventi di ristrutturazione di immobili e di recupero del patrimonio edilizio (articolo 2, comma 15)


E’ stata, in particolare, disposta la proroga per l’anno 2011:


– della detrazione ai fini dell’Irpef spettante nella misura del 36% delle spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (sono detraibili le spese sostenute dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2011, in luogo del mese di dicembre 2010 come prevedeva precedentemente la norma);


– delle agevolazioni tributarie in materia di recupero del patrimonio edilizio, per quanto riguarda l’Iva ridotta al 10% per interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.


Agli acquirenti o agli intestatari di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione e da cooperative edilizie (il termine entro il quale devono essere eseguiti gli interventi è stato prorogato al 31 dicembre 2011 e il termine entro il quale devono essere alienati o assegnati i beni è differito al 30 giugno 2012);


Trasporto pubblico locale, detrazione Irpef per l’abbonamento (articolo 2, comma 7)


Prorogata fino al 31 dicembre 2009 la possibilità di detrarre il 19% delle spese documentate (non più di 250 euro) sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale.


Il beneficio spetta anche se la spesa è sostenuta per familiari a carico, sempre entro lo stesso limite.


La detrazione Irpef massima è quindi di 47,50 euro.


Entrata in vigore (articolo 3, comma 7)


La Finanziaria per il 2009 entra in vigore il 1° gennaio 2009.


 


 


3) Scelta del regime di trasparenza fiscale: Mancano pochi giorni


In questi ultimi giorni dell’anno 2008 i contribuenti devono valutare la convenienza ad effettuare l’opzione per l’applicazione del regime di trasparenza di cui agli articoli 115 e 116 del Tuir.


Infatti, la scelta deve essere espressa entro la fine del primo periodo d’imposta di efficacia per poi rimanere valida, salvo il caso in cui si verifichino cause di decadenza, per un triennio.


Entro lo stesso periodo deve essere eventualmente esercitata l’opzione per l’eventuale rinnovo del regime.


Ciò poiché il legislatore non ha previsto il rinnovo tacito.


Le modalità e le regole per manifestare l’opzione sono analoghe sia le per la trasparenza di cui all’art. 115, riservata alle Srl partecipate da soggetti Ires, sia per la piccola trasparenza, disciplinata dal successivo art. 116 del Tuir, concernente le Srl aventi ricavi non eccedenti i limiti previsti per l’applicazione degli studi di settore, partecipate esclusivamente da persone fisiche.


In questo ultimo caso, per avvalersi del predetto regime, le persone fisiche partecipanti non possono superare le dieci unità, o venti per le società cooperative.


La trasparenza implica l’assimilazione della società soggetta ad Ires ad una società di persone.


Pertanto il relativo reddito viene imputato direttamente ai soci indipendentemente dall’avvenuta distribuzione.


Inoltre, la società conserva la soggettività passiva esclusivamente ai fini dell’Irap.


Permane, ai fini civilistici, il regime giuridico proprio degli utili delle società di capitali.


I soci non possono vantare alcun diritto alla distribuzione salvo il caso in cui l’assemblea dei soci non deliberi in tal senso.


Nel regime della trasparenza fiscale, gli utili sono imputati e tassati per trasparenza in capo ai soci e non saranno assoggettati successivamente al prelievo fiscale ai fini Irpef qualora l’assemblea ne deliberi in futuro l’effettiva distribuzione.


La regola si applica anche laddove gli utili accantonati vengano distribuiti successivamente alla cessazione del regime di trasparenza e pure nel caso in cui muti la compagine sociale purché questa rimanga formata esclusivamente da persone fisiche.


(di Cristina Odorizzi, in Il Sole 24 Ore del 19.12.2008)


 


 


4) Autovetture: Le tabelle ACI per il 2009


Disponibili le tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborati dall’ACI, ai fini del calcolo del fringe benefit derivante al lavoratore dall’uso personale dell’automezzo aziendale.


Sul S.O. n. 280 alla G.U. n, 296 del 18.12.2008 è stato infatti pubblicato il comunicato dell’agenzia delle Entrate con le “tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborati dall’Aci” per il calcolo del reddito derivante dall’uso promiscuo di auto aziendali.


I valori sono cresciuti, per i modelli più diffusi, in media tra il 4 e il 5% rispetto al 2008, ciò comporterà un corrispondente aggravio di oneri per ritenute fiscali e contributi previdenziali nelle buste paga del prossimo anno.


 


 


 


5) Medici specializzandi – INPS: non dovuti i versamenti integrativi alla Gestione separata


L’aliquota contributiva applicabile ai medici in formazione specialistica è quella “ridotta” e non quella “piena”.


(Messaggio INPS 19/12/2008, n. 28284, in notiziario Ipsoa del 22.12.2008)


 


 


Buone Feste e sereno anno 2009


 


 


A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


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