Novità fiscali del 2 dicembre 2008: "manovra anticrisi": Decreto Legge pubblicato in G.U.; tutte le principali novità fiscali

 

 

Indice fisco:

 

1) Manovra anticrisi: Decreto in G.U. – Tutte le novità fiscali ufficiali

 

2) Brevi fiscali

 

 

1) Manovra anticrisi: Decreto in G.U. – Tutte le novità fiscali ufficiali

Il D.L. 29/11/2008, n. 185, relativo a “misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale”  è stato pubblicato nella G.U. n. 280 del 29/11/2008 – Suppl. Ordinario n. 263, il quale (composto da 35 articoli) è in vigore dalla stessa data (cioè dal 29/11/2008), tuttavia, talune disposizioni avranno decorrenza dal periodo d’imposta 2009.

Bonus per le famiglie (art. 1)

Il Legislatore attribuisce a favore delle persone fisiche il diritto alla percezione di un “bonus” variabile tra € 200,00 e € 1.000 euro.

Ad es. spetta € 500,00 per il nucleo familiare composto da 4 componenti,   qualora   il  reddito  complessivo  familiare  non  sia superiore ad € 20.000,00.

Infatti, l’importo varia in relazione alla numerosità della famiglia (infatti, il numero dei figli ed anziani presenti nel nucleo familiare incide sulla somma spettante) e al relativo reddito.

Tale beneficio spetta solo ai titolari di determinati redditi (lavoro dipendente, pensione, assimilati, diversi, ecc.) fino ad un massimo di € 22.000.

Pertanto, non ne potranno usufruire gli imprenditori ed i professionisti.

Il limite di reddito sale a € 35.000 per le famiglie con portatori di handicap.

Le persone fisiche interessate dovranno presentare apposita domanda entro il prossimo mese di gennaio 2009 che auto certifica la presenza di tutti i requisiti di legge.

In caso positivo il sostituto d’imposta procederà ad erogare il “bonus” nelle buste paga di febbraio e marzo del 2009.

Il beneficio verrà attribuito ad un solo componente del nucleo familiare e non costituisce reddito né ai fini fiscali, né per la corresponsione di prestazioni previdenziali.

Detassazione contratti di produttività (art. 5)

Novità sulla detassazione dei premi di produttività di cui all’art. 2, comma 1, lett. c) del D.L. 27/5/2008, n. 93, infatti è stata attuata la proroga per il periodo 1° gennaio 2009 – 31 dicembre 2009 delle misure sperimentali per l’incremento della produttività e del lavoro.

La quota di salario soggetta all’imposta sostitutiva del 10% viene elevata da € 3.000 a € 6.000 e la fascia di redditi sale da € 30.000 a 35.000.

Deduzione dall’Ires della quota di Irap relativa al costo del lavoro e degli interessi (art. 6)

Al fine di evitare effetti negativi da Sentenza della Corte Costituzionale, viene prevista (dall’art. 6), con decorrenza dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre del 2008, la deducibilità parziale dell’Irap nella misura forfetaria del 10%. Tale quota forfetaria viene riferita all’imposta dovuta sulla quota imponibile degli interessi passivi ed oneri assimilati al netto degli interessi attivi e proventi assimilati, ovvero delle spese relative al personale dipendente ed assimilato al netto delle deduzioni spettanti.

Si prevede anche il possibile rimborso dell’Irpef e dell’Ires maturata con riferimento all’indeducibilità del tributo negli anni scorsi rispetto al periodo d’imposta in corso al 31/12/2008.

I contribuenti che hanno già presentato la predetta istanza di rimborso hanno diritto alla restituzione fino ad un massimo del 10% dell’Irap dell’anno di competenza.

Il diritto compete anche per i contribuenti che non hanno presentato la predetta istanza in passato.

Infatti è possibile presentare ora la domanda esclusivamente in via telematica. In questo caso il rimborso spetta con riferimento ai soli tributi non caduti in prescrizione (48 mesi dal pagamento).

Per le modalità di presentazione delle istanze di rimborso e delle altre disposizioni di attuazione sarà necessario attendere un apposito Provvedimento delle entrate.

A tal fine il decreto legge non prevede uno specifico termine per l’emanazione dello stesso.

Inoltre, si prevede, per coloro che hanno già presentato l’istanza, che i rimborsi saranno effettuati tenendo conto dell’ordine cronologico.

Pagamento dell’Iva al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo (art. 7)

E’ stata introdotta a titolo sperimentale, per il periodo 2009 – 2011, la possibilità di versare l’Iva al momento dell’incasso delle fatture ed esercitare il diritto alla detrazione del tributo assolto sugli acquisti al momento del pagamento.

L’applicazione e, quindi, l’entrata in vigore delle disposizioni viene però subordinata all’autorizzazione comunitaria.

E’ stato osservato in Dottrina come ciò possa risultare superflua giacché l’art. 66 della Direttiva 2006/112/Ce consente agli Stati membri di collegare l’esigibilità del pagamento, senza richiedere alcuna autorizzazione preventiva (sarà, comunque, necessario attendere le disposizioni attuative dell’art. 7, a tal fine si veda in seguito).

In pratica è stato generalizzato, sia pure con alcune differenze, il meccanismo dell’esigibilità differita previsto per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato e degli altri Enti pubblici. Indipendentemente dal soggetto destinatario della prestazione l‘esigibilità dell’imposta è stata differita fino al momento del pagamento.

In base a tale meccanismo le fatture devono essere emesse e registrate nei termini ordinari, invece il tributo deve essere contabilizzato a debito solo nel momento in cui avviene l’incasso del corrispettivo.

Analogamente le operazioni concorrono immediatamente alla formazione del volume d’affari di cui all’art. 20 del D.P.R. n. 633/1972, invece, l’eventuale versamento dell’imposta avviene nel momento di incasso della prestazione.

Il differimento riguarda, analogamente, anche le operazioni di acquisto. Pertanto il diritto alla detrazione dell’Iva assolta sugli acquisti può essere esercitato, per effetto del differimento, al momento del pagamento delle fatture.

Diversamente dall’esigibilità differita per le prestazioni effettuate nei confronti dello Stato o altri Enti pubblici, il tributo diviene comunque esigibile, indipendentemente dal pagamento del corrispettivo, decorso un anno dall’effettuazione dell’operazione.

Tuttavia se l’acquirente o il committente viene assoggettato a fallimento prima del pagamento, o è assoggettato a procedure esecutive, l’esigibilità può essere sospesa anche oltre il termine di un anno.

Per poter fruire del “nuovo meccanismo” dell’Iva per cassa il contribuente deve indicare espressamente in fattura che si tratta di un’ “operazione con imposta ad esigibilità differita ai sensi dell’articolo 6, comma 5, secondo periodo, del D.P.R. n. 633/1972”.

Altrimenti, cioè in caso di mancata indicazione, si applicano le regole ordinarie.

Con decreto del ministro dell’Economia e delle finanze verrà stabilito il volume d’affari dei contribuenti nei cui confronti sono applicabili le predette novità, nonché, come anticipato sopra, ogni altra relativa disposizione attuativa.

Revisione congiunturale degli studi di settore  (art. 8)

A causa della crisi economica gli studi di settore possono essere integrati con decreto del ministro dell’Economia e delle finanze, previo parere della Commissione degli esperti. L’operazione può essere effettuata avendo riguardo a particolari settori o aree geografiche. L’integrazione può essere effettuata tenendo conto dei dati di contabilità nazionale, delle segnalazioni acquisibili con l’ausilio di Enti ed istituti specializzati in analisi economiche, nonché delle segnalazioni provenienti dagli Osservatori regionali istituiti con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 8/10/2007.

Riduzione dell’acconto I.R.E.S. ed I.R.A.P. (art. 10)

E’ stata ridotta di 3 punti la misura dell’acconto IRES ed IRAP che è scaduta il 1/12/2008.

Il beneficio, che ha riguardato soltanto i soggetti di cui all’art. 73 del Tuir (società di capitali, enti, ecc.), sarà temporaneo giacché il minore versamento comporterà un maggiore debito d’imposta al momento del saldo.

Tutto ciò non è stato, invece, previsto a favore delle persone fisiche (Irpef) o società di persone (ai soli fini Irap).

A seguito tale novità la misura dell’acconto è, quindi, passata per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2008 dal 100% al 97%.

Infine, è stato disposto che i soggetti IRES che hanno già effettuato il versamento nella precedente misura del 100%, possono “recuperare” la quota eccedente pari ai 3 punti percentuali utilizzandola in compensazione con il modello F24.

Riallineamento dei valori contabili (art. 15)

I contribuenti possono riallineare, ai fini dell’IRES, dell’IRAP e  di  eventuali  addizionali le differenze tra i valori civili e fiscali, esistenti all’inizio del secondo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2007, con effetto a partire da tale data iniziale.

Il riallineamento può essere richiesto distintamente per le differenze che derivano dall’adozione degli IAS/IFRS e che non si sarebbero manifestate se le modifiche apportate dalla Legge Finanziaria 2008 avessero trovato  applicazione  sin  dal  bilancio  del  primo esercizio  di  adozione  dei  principi contabili internazionali. Sono esclusi i disallineamenti emersi in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali, nonché  quelli  che  sono  derivati  dalle  deduzioni extracontabili operate  per  effetto  della avvenuta soppressione.

Il   riallineamento   delle  divergenze può  essere  attuato  sulla  totalità delle differenze positive  e  negative  e,  a  tal fine, l’opzione va esercitata nella dichiarazione  dei redditi relativa all’esercizio successivo a quello in  corso  al 31/12/2007.

In tal caso, la somma algebrica delle differenze  stesse,  se  positiva,  va  assoggettata a tassazione con aliquota ordinaria,  ed  eventuali  maggiorazioni,  rispettivamente, dell’IRES e dell’IRAP, separatamente dall’imponibile complessivo.

L’imposta va  versata  in  unica  soluzione  entro  il  termine  di versamento  a saldo delle imposte relative all’esercizio successivo a quello  in  corso  al  31/12/2007.

Se il saldo é negativo, la relativa  deduzione  concorre,  per  quote  costanti, alla formazione dell’imponibile del secondo esercizio successivo a quello in corso al 31/12/2007 e dei 4 successivi.

Il   riallineamento   delle  divergenze  può  essere  attuato anche  con  riguardo  a  singole fattispecie, ove per tali  si  intendono  i  componenti reddituali  e patrimoniali delle operazioni aventi la medesima natura ai  fini  delle qualificazioni di bilancio e dei relativi rapporti di copertura.

Ciascun saldo oggetto di riallineamento va assoggettato ad imposta  sostitutiva dell’IRES, dell’IRAP e di eventuali addizionali, con aliquota del 16% del relativo importo.

Il saldo negativo non sarà comunque deducibile.

L’imposta sostitutiva va versata in unica soluzione entro il termine di  versamento  a  saldo delle imposte relative  all’esercizio  successivo  a quello in corso al 31/1272007.

Le  disposizioni si applicano, ove compatibili, anche in caso di:

a) variazioni che  intervengono nei principi contabili IAS/IFRS adottati,  rispetto  ai valori  e alle qualificazioni che avevano in precedenza assunto rilevanza fiscale;

b) variazioni  registrate  in  sede  di  prima  applicazione dei principi contabili effettuata successivamente al periodo d’imposta in corso al 31/12/2007.

Si applicano le norme in materia di liquidazione, accertamento, riscossione,  contenzioso  e  sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi.

In deroga alla vigente normativa, i contribuenti possono assoggettare i  maggiori  valori  attribuiti  in  bilancio all’avviamento,  ai marchi  d’impresa   e alle altre attività immateriali all’imposta  sostitutiva con  l’aliquota  del  16%, versando  in  unica  soluzione l’importo dovuto entro il termine di versamento a saldo delle imposte relative  all’esercizio  successivo  a quello in corso al 31/12/2007.

I maggiori valori assoggettati ad imposta sostitutiva si considerano   riconosciuti  fiscalmente a  partire dall’inizio del periodo d’imposta  nel corso  del  quale  viene  versata  l’imposta sostitutiva.

La  deduzione del maggiore  valore  dell’avviamento e  dei marchi d’impresa  può essere effettuata in misura non superiore ad 1/9, a prescindere  dall’imputazione al conto economico a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello nel corso del quale viene versata l’imposta sostitutiva.

A partire dal medesimo periodo di imposta sono deducibili le quote di ammortamento del maggiore valore delle altre attività  immateriali nel  limite  della quota imputata a conto economico  e, comunque, in misura non superiore ad 1/9 del valore stesso.

Le disposizioni  sono applicabili  anche  per riallineare i valori  fiscali ai  maggiori  valori  attribuiti  in bilancio  ad  attività  diverse. 

In questo caso tali maggiori valori sono assoggettati a tassazione con  aliquota  ordinaria,  ed  eventuali  maggiorazioni, rispettivamente  dell’IRES e  dell’IRAP, separatamente dall’imponibile complessivo, versando in unica soluzione l’importo dovuto.

L’opzione può essere esercitata anche con riguardo a singole fattispecie.

Considerata l’eccezionale situazione di turbolenza nei mercati finanziari, i  soggetti che  non  adottano i  principi  contabili internazionali possono valutare i titoli non destinati a  permanere durevolmente nel loro patrimonio in base al loro valore di iscrizione come  risultante  dall’ultimo  bilancio oppure, ove disponibile,  dall’ultima relazione semestrale regolarmente approvati anziché  al  valore  di  realizzazione desumibile dall’andamento del mercato, fatta  eccezione per le perdite di carattere durevole.

Le imprese che si avvalgono di tale facoltà devono destinare a una riserva indisponibile utili di ammontare  corrispondente  alla differenza tra i valori registrati ed i valori di  mercato  alla  data  di  chiusura  dell’esercizio, al  netto del relativo  onere  fiscale.

In  caso  di utili di esercizio di importo inferiore a quello della citata differenza, la riserva va integrata utilizzando  riserve  di  utili  disponibili o, in mancanza, mediante utili degli esercizi successivi.

Rivalutazione volontaria dei valori contabili

I soggetti indicati nell’art. 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR (S.p.A., S.r.l. ecc.), nonché le S.n.c., S.a.s. ed equiparate, che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del  bilancio, possono rivalutare  i  beni immobili, ad esclusione delle aree fabbricabili e degli  immobili  alla  cui  produzione  o  al  cui scambio é diretta l’attività  di  impresa,  risultanti  dal  bilancio  in  corso al 31/12/2007.

La rivalutazione, che va eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio  successivo a quello in corso al 31/12/2007, deve riguardare tutti i beni  appartenenti  alla  stessa  categoria  omogenea  e  deve essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.

A tal fine si   intendono  compresi  in  due  distinte  categorie  gli  immobili ammortizzabili e quelli non ammortizzabili.

Il  saldo  attivo (risultante dalle rivalutazioni eseguite deve essere  imputato  al  capitale  o accantonato in una speciale riserva designata con riferimento alla presente legge, con esclusione di ogni diversa  utilizzazione,  che  ai  fini fiscali costituisce riserva in sospensione di imposta) della rivalutazione può essere affrancato con l’applicazione  in  capo  alla  società  di  una imposta sostitutiva dell’IRPEF, dell’IRES,  dell’IRAP e di eventuali addizionali nella misura del 10%. 

Il maggiore valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione può essere  riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP a decorrere dal terzo  esercizio successivo a quello in cui è stata fatta la rivalutazione ed è stata  eseguita, con il versamento dell’imposta sostitutiva con la misura del 10%  per  gli immobili ammortizzabili e del  7% per gli  immobili non ammortizzabili, da  computare in diminuzione del saldo attivo della rivalutazione.

Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci, di destinazione  a  finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a  quello nel  cui  bilancio la rivalutazione è stata eseguita, ai fini della determinazione  delle  plusvalenze o minusvalenze   si ha riguardo al costo del bene prima della rivalutazione.

Le imposte sostitutive devono essere versate, a  scelta, in un’unica soluzione entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta con riferimento al quale la rivalutazione viene eseguita, ovvero in tre rate di cui la prima con la medesima scadenza e le altre con scadenza entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai  periodi d’imposta successivi.

In caso di versamento rateale sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi legali con la misura del 3% annuo da versarsi contestualmente al versamento di ciascuna rata.

Gli importi da versare possono essere compensati.

Riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese (art. 16)

Tra le novità introdotte è stato previsto che:

Istanza di interpello

In caso di interpelli tributari, la mancata comunicazione da parte della Pubblica Amministrazione del parere sollecitato dal contribuente riguardo l’applicazione delle disposizioni ai casi concreti, entro 120 giorni ed oltre 60 giorni dalla diffida ad adempiere dell’istante, equivale a silenzio assenso;

Ravvedimento operoso

In caso di ravvedimento operoso le sanzioni ridotte passano da 1/8 (ad es. la misura del 3,75%) ad 1/12 (scende al 2,50%) del minimo se il versamento del tributo dovuto avviene entro 30 giorni dalla data della sua commissione o se la dichiarazione viene presentata con un ritardo inferiore ai 90 giorni.

Inoltre, le sanzioni passano da 1/5 (ad es. dal 6%) ad 1/10 (scendono al 3%) del minimo se gli errori o omissioni vengono regolarizzati entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione o entro un anno dall’omissione/errore.

Indirizzo di posta elettronica certificata

Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il  proprio  indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese.

Entro tre anni tutte le imprese, già costituite in forma societaria dovranno  comunicano al registro delle imprese l’indirizzo di posta elettronica  certificata. 

L’iscrizione  dell’indirizzo di posta elettronica certificata nel registro delle  imprese  e  le  sue successive  eventuali  variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.

I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello  Stato  comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro un anno.

Gli ordini e i collegi andranno a pubblicare  in  un  elenco  consultabile  in  via  telematica  i dati identificativi  degli  iscritti  con  il  relativo indirizzo di posta elettronica certificata.

Le amministrazioni pubbliche dovranno istituire una  casella di posta certificata per ciascun  registro  di  protocollo  e ne danno comunicazione al Centro nazionale per l’informatica nella pubblica  amministrazione, che provvederà alla pubblicazione di tali caselle in un elenco consultabile per  via telematica.

Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e si deve provvedere nell’ambito delle risorse disponibili.

La consultazione  per via telematica dei singoli indirizzi di posta elettronica certificata nel registro delle imprese o negli albi o  elenchi  avviene liberamente  e gratuitamente.

Incentivi  per  il  rientro  in  Italia  di  ricercatori  scientifici residenti  all’estero (art. 17).

L’art. 17 riguarda anche l’estensione del credito d’imposta alle ricerche fatte  in  Italia  anche  in caso di incarico da parte di committente estero.

Si dispone che i redditi di lavoro dipendente o autonomo relativi ai docenti e ricercatori che, nell’arco di cinque anni dall’entrata in vigore del D.L. (29/11/2008) rientrano in Italia dall’estero dopo avere svolto attività all’estero per almeno due anni:

– sono imponibili solo per il 10% ai fini delle imposte dirette;

– non concorrono alla formazione del valore della produzione netta ai fini Irap.

Il beneficio fiscale viene subordinato alla sussistenza di una serie di condizioni:

– i predetti soggetti (che rientrano in Italia) non devono essere residenti all’estero occasionalmente;

– l’attività di ricerca o di docenza all’estero deve essere documentata e deve essere stata svolta presso centri di ricerca pubblici o privati o università per almeno due anni continuativi;

– alla data di entrata in vigore del D.L. (29/11/2008) o in uno dei cinque anni solari successivi vengono a svolgere la loro attività in Italia;

– conseguentemente divengono fiscalmente residenti nel territorio dello Stato.

L’incentivo fiscale si applica:

– nel periodo d’imposta durante il quale il ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato;

– nei due periodi d’imposta successivi solo laddove permanga la residenza fiscale in Italia.

Inoltre, viene disposto che il credito d’imposta sulla ricerca spetta anche  ai  soggetti  residenti  e  alle  stabili  organizzazioni  nel territorio  dello  Stato  di  soggetti  non residenti che eseguono le attività  di ricerca e sviluppo nel caso di contratti di commissione stipulati  con  imprese  residenti o localizzate in Stati o territori esteri (inclusi  nella  lista di cui al Decreto Finanze  4/9/1996).

Potenziamento  ed estensione degli strumenti di tutela del reddito in caso di sospensione dal lavoro o di  disoccupazione,  nonché disciplina per la concessione degli ammortizzatori in deroga (art. 19).

Tra le diverse disposizioni contenute nell’art. 19 emerge l’introduzione, in via sperimentale per il triennio 2009-2011, di una somma liquidata in un’unica soluzione pari al 10% del reddito percepito l’anno precedente, a favore dei collaboratori a progetto (iscritti alla gestione separata Inps) che:

– Operano in regime di monocommittenza, abbiano conseguito nell’anno precedente un reddito superiore a 5.000 euro o inferiore a 13.800 euro,  con un numero di mensilità accreditate alle gestione separata non inferiore a 3, svolgano nell’anno di riferimento l’attività in zone dichiarate in stato di crisi ovvero in settori dichiarati in crisi e  non risultino accreditati nell’anno precedente almeno due mesi, presso la predetta gestione separata.

Si attende il decreto attuativo da emanare entro 60 giorni.

Detassazione dei microprogetti di arredo urbano o di interesse locale operati dalla società civile nello spirito della sussidiarietà (art. 23)

Per  la  realizzazione  di opere di interesse locale, gruppi di cittadini  organizzati possono formulare all’ente locale territoriale competente  proposte operative di pronta realizzabilità, indicandone i costi ed i mezzi di finanziamento, senza oneri per l’ente medesimo.

Attuazione  di  decisione  europea  in  materia  di recupero di aiuti illegittimi (Art. 24)

Al  fine di dare completa attuazione alla decisione 2003/193/CE della  Commissione,  del  5  giugno  2002,  il  recupero  degli aiuti equivalenti  alle  imposte  non  corrisposte e dei relativi interessi conseguente all’applicazione del regime di esenzione fiscale previsto in favore delle  società  per  azioni a partecipazione pubblica maggioritaria, esercenti  servizi pubblici locali, è effettuato dall’Agenzia delle Entrate secondo  i  principi  e  le  ordinarie  procedure  di  accertamento e riscossione  previste  per  le  imposte sui redditi. Per il  recupero dell’aiuto  non  assume  rilevanza  l’intervenuta definizione in base agli istituti di cui alla legge n. 289/2002.

Il recupero degli aiuti equivalenti alle imposte non corrisposte e  dei  relativi  interessi, in relazione a ciascun periodo di imposta  nel  quale  l’aiuto é stato fruito, deve essere effettuato tenuto conto di quanto già liquidato.

L’Agenzia  delle Entrate provvede alla notifica degli avvisi di accertamento, entro centoventi giorni dalla data di entrata  in  vigore  del D.L., contenente  l’invito al pagamento  delle  intere somme dovute, con l’intimazione che, in caso di  mancato  versamento  entro  trenta giorni dalla data di notifica, anche nell’ipotesi di presentazione del ricorso, si procede ad iscrizione a ruolo a titolo definitivo della totalità delle somme  non  versate, nonché degli ulteriori interessi dovuti.

Non si fa  luogo,  in ogni caso, all’applicazione di sanzioni per violazioni di  natura  tributaria  e di ogni altra specie comunque connesse alle procedure   disciplinate   dalle   presenti  disposizioni. 

Non  sono applicabili  gli  istituti  della  dilazione  dei  pagamenti  e della sospensione in sede amministrativa e giudiziale.

Accertamenti (art. 27)

Il Decreto “anti crisi” emanato dal Governo prevede misure importanti anche in materia di accertamento.

Tra cui in evidenza:

– Accertamento con adesione: La definizione del contribuente del contenuto dell’invito al contraddittorio inviato dal 1/1/2009, comporta la riduzione delle sanzioni ad 1/8 del minimo;

– studi di settore: A coloro che definiscono gli inviti al contraddittorio relativi al periodo d’imposta 2006 e successivi, viene riconosciuta una procedura di “favore” con la possibile esclusione da nuovi accertamenti;

– controlli sulle imprese: Viene previsto un sistema di controlli sistematico alle imprese con volume di affari o ricavi superiore a 300 milioni di euro.

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