Installazione di cavi in fibra ottica: l’amministrazione finanziaria ribadisce che l’Iva va applicata nella misura ordinaria



L’Amministrazione finanziaria con la pronuncia della Direzione Regionale del Veneto N:3002/VE1 del 1° dicembre 2008 ha ribadito l’applicabilità dell’IVA ordinaria del 20% per la realizzazione dei cavidotti per le reti di comunicazione in fibra ottica, anche dopo l’entrata in vigore dell’art. 2, comma 5, del DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria” (pubblicato sul S.O. n. 152 alla G.U. n. 147 del 25.06.2008), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.


 


Detta disposizione aveva previsto che «le infrastrutture destinate all’installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria di cui all’articolo 16, comma 7 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380».


 


In particolare, dal punto di vista della la portata operativa della cennata disposizione, poteva porsi la questione se la locuzione “ad ogni effetto” utilizzata nel testo normativo integri le fattispecie previste nel n. 127-quinquies, parte terza della tabella “A” allegata al DPR 26 ottobre 1972, n.633, per le quali è prevista l’applicazione dell’aliquota ridotta del 10%, tra l’altro, alle “opere di urbanizzazione primaria e secondaria elencate nell’art. 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847, integrato dall’art. 44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.


 


A questo proposito la Direzione Regionale del Veneto ha ribadito quanto a suo tempo chiarito dall’Amministrazione finanziaria centrale nel 2006 (Cfr. la Risoluzione Agenzia Entrate. Dir. Centr. Normativa e contenzioso 20-03-2006, n. 41/E “Cavidotti per reti di telecomunicazioni in fibra ottica), quando essa ebbe ad esaminare gli effetti in ordine all’aliquota IVA derivanti dall’art.3, comma 3, del D.Lgs. n. 198/2002, che aveva anche in quell’occasione assimilato, “ad ogni effetto” – e quindi (si riteneva) anche ai fini tributari dell’IVA – alle opere di urbanizzazione primaria gli interventi relativi all’effettuazione di scavi necessari per l’installazione di infrastrutture di telecomunicazioni.


La risposta dell’Amministrazione finanziaria fu in quel caso negativa (nel senso di disconoscere l’applicabilità dell’aliquota agevolata del 10% e di considerare per converso applicabile l’aliquota ordinaria del 20%) perché essa ebbe a ritenere che la modifica normativa di quel tempo incideva esclusivamente sull’art.16, comma 7, del DPR 6 giugno 2001, n.380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), senza innovare il disposto della legge n. 847/1964 che individua le opere di urbanizzazione primarie e secondarie ammesse al beneficio dell’aliquota agevolata.


 


In pratica, ad avviso dell’Agenzia delle Entrate, la scelta operata dal legislatore del 2001 induceva a ritenere che l’assimilazione all’urbanizzazione primaria, al di là della locuzione normativa utilizzata, assumesse valenza solo ai fini delle disposizioni in materia edilizia, lasciando inalterata la prassi consolidata considerare tassativo l’elenco delle opere di urbanizzazione che fruiscono dell’aliquota ridotta come richiamato dal n. 127-quinquies della Tabella A allegata al DPR n.633/1972.


 


A ben vedere, dunque, anche nel caso del DL 112/2008 convertito dalla Legge 133/2008 il riferimento recato dalla legge è al DPR 380/2001 e quindi anche in questo caso – in prima ipotesi – era legittimo ritenere che non vi fossero elementi innovativi rispetto a quelli esaminati dall’Amministrazione finanziaria nel 2006 idonei a ritenere che l’Agenzia stessa possa aver modificato orientamento.


 


Tuttavia, una Società veneta che si occupa di soluzioni impiantistiche a banda larga e wireless dei servizi di accesso alle Reti di comunicazione, comportanti la realizzazione – in proprio o tramite appalto – delle necessarie opere infrastrutturali, concernenti la realizzazione dei cavidotti per il passaggio dei cavi in fibra ottica, con i relativi oneri di progettazione e di posa in opera della tubazione ha chiesto alla DRE del Veneto se le modifiche recate dal’art.2 del DL 112/2008 potessero essere interpretate in maniera più liberale che nel passato per quanto attiene ai risvolti applicativi dell’IVA.


 


L’interpretazione di maggior favore, però, non c’è stata, in quanto la Direzione Regionale del Veneto ha ribadito nella pronuncia di cui in premessa che «non esiste alcuna espressa previsione legislativa relativa all’integrazione dell’elenco previsto dall’art.4 della Legge del 29.09.1964 richiamato dal n.127 quinquies della Tabella A del DPR 633/72, così anche per gli interventi riguardanti il caso di specie, previsti al punto 5 dell’art.2 del DL del 25.06.2008 n.112. La nozione “a tutti gli effetti” … deve dunque essere riferita solo ai fini della normativa specifica del Testo Unico sull’edilizia. Per quanto sopra esposto, la scrivente ritiene che sugli interventi descritti debba essere applicata l’aliquota del 20% e non quella agevolata del 10%».


 


Giovanni Mocci


13 Dicembre 2008


Partecipa alla discussione sul forum.