Crediti d’imposta per investimenti al Sud: una ipotesi di utilizzo indebito


Utilizzo (con applicazione di sanzioni) dei bonus per gli investimenti nel Sud Italia introdotto dalla legge  n. 296 del 2006, prima di quanto consentito. Infatti, un indirizzo di prassi amministrativa, edito in vigenza del precedente regime agevolativo di cui all’art. 8. legge n. 388 del 2000, legittima la possibilità di compensazione nel modello F24 del credito d’imposta maturato su di un investimento già completamente realizzato anche prima dell’annualità indicata nel nulla osta trasmesso dall’Agenzia delle entrate. La successiva regolarizzazione comporterebbe, evidentemente, l’applicazione di sanzioni ed interessi.

 

Utilizzo del credito in compensazione dopo le modifiche apportate alla legge 27 Dicembre 2006, n. 296 dal dl. 3 giugno 2008, n. 97

          Le scelte del Governo relative alla c.d. “Visco sud” si inseriscono nel triste filone dei provvedimenti che intaccano la credibilità dell’Erario e delle Istituzioni agli occhi del contribuente.

          Le imprese meridionali possono, infatti, beneficiare degli incentivi solo dopo aver ricevuto l’assenso da parte dell’Agenzia delle entrate a seconda dell’ordine di arrivo del formulario.

          E’ questa, come già evidenziato in precedenti articoli pubblicati su questa Rivista, una delle nuove regole imposte dal legislatore nell’art. 2 del decreto legge 3 giugno 2008, n. 97, recante <Disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga dei termini> che dà precedenza, nella ripartizione delle risorse, alle imprese che hanno avviato l’investimento prima dell’entrata in vigore del decreto n. 97 del 2008.

          Rispetto alla precedente versione della normativa di riferimento si è irrigidita notevolmente e burocratizza la procedura, perché le imprese debbono (o hanno dovuto) prenotare il diritto alla fruizione del credito d’imposta inviando una documentata richiesta all’Agenzia delle Entrate a partire dal 13 giugno ed attendere il nulla osta dell’Agenzia per la fruizione del credito maturato o da maturare in relazione agli investimenti agevolati.

 

          L’evidente intento di restringere e limitare la fruizione dell’incentivo che opera innegabilmente una compressione delle risorse finanziarie stanziate a favore dell’Italia meridionale, è stato completato con l’approvazione del formulario di cui al Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 91610/2008 del 10 giugno 2008 contenente i dati degli investimenti nelle aree svantaggiate ammissibili al credito d’imposta di cui all’articolo 1, commi 271-279, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni (mod. FAS), da presentare ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legge 3 giugno 2008, n. 97.

          L’invio del formulario vale come prenotazione del diritto alla fruizione del credito d’imposta ed in particolare:

– per i progetti di investimento che, sulla base di atti o documenti aventi data certa, risultano gia’ avviati entro il 2 giugno 2008 (prima, cioè, della data di entrata in vigore del decreto legge n. 97/2008) il formulario deve (andava) essere presentato, a pena di decadenza dal contributo, entro 30 giorni dalla data di attivazione della procedura per la trasmissione del formulario;

– per i progetti di investimento avviati a partire dal 3 giugno 2008, la prenotazione del diritto alla fruizione del credito di imposta è successiva rispetto a quella riservata ai progetti d’investimento avviati prima della predetta data.

 

L’acquisizione dei bonus

          Come noto, sono stati 23.623 i contribuenti per i quali il centro operativo dell’agenzia delle Entrate ha accolto l’istanza per il bonus investimenti realizzati entro la data del 2 giugno 2008. La risposta positiva nella stragrande maggioranza dei casi però non ha evitato un’amara sorpresa. La fruizione del credito è stata infatti rinviata fino al 2015 (A. CRISCIONE, Poche risorse, dal Fisco solo un pagherò, Il Sole 24 Ore, 31 luglio 2008).

          Per il credito d’imposta disciplinato dalla Finanziaria 2007 (articolo 1, commi da 271 a 279, della legge 296/2006), il decreto legge 97 del 2008 limitava infatti le risorse a:

 63,9 milioni di euro per l’anno 2008,

– 449,6 milioni per l’anno 2009,

– 725 milioni per l’anno 2010,

– 690 milioni per l’anno 2011,

– 707 milioni per l’anno 2012,

– 725 milioni per l’anno 2013,

– 742 milioni per l’anno 2014 e

– 375 milioni per l’anno 2015.

 

          La lettera b) del primo comma dell’articolo 2 del Dl 97 stabiliva inoltre che le domande per gli investimenti avviati fino al 2 giugno 2008 avessero la precedenza su quelle per avvii successivi a quella data.

          E’ evidente, che tale forma di agevolazione per le imprese che investono al Sud appare di scarsa fruibilità: non esiste, infatti  la certezza del diritto, tanto meno quella dei tempi (certi) in cui si otterrà il beneficio. E così diventa impossibile anche solo prendere in considerazione l’incidenza di questa forma di aiuto quando si redige un piano finanziario.

 

Fac simile di ricevuta di presentazione del Formulario FAS

 

 

AGENZIA DELLE ENTRATE – SERVIZIO TELEMATICO ENTRATEL

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RICEVUTA  DI PRESENTAZIONE DEL FORMULARIO FAS 08

 

in data 13/06/2008 il sistema informativo dell’agenzia delle entrate ha acquisito con protocollo 08061310055704173 – 000001 il formulario relativo al credito d’imposta di cui all’art. 1, commi  271-279 della legge 27 dicembre 2006,  n. 296 e successive modificazioni.

il formulario è stato presentato da 01457432898  e trasmesso da c.s.a. Srl

si compone  n. 1 quadro A

progetto di investimento avviato entro il 2 giugno 2008-11-11

 

dati riepilogativi indicati nel formulario

 

2008 – investimento netto 3.000.000 – credito d’imposta 1.500.000

 

Lì 17/06/2008

 

 

Le reazioni del  mondo professionale e imprenditoriale

          La tempistica dell’utilizzo posticipato (anche fino a sette anni dalla presentazione del formulario) dei bonus investimenti nel meridione d’Italia ha sterilizzato l’efficacia del provvedimento agevolativo. Numerose sono state le critiche avanzate al sistema di prenotazione del credito mediante il famigerato nulla osta, nonché alla possibilità di utilizzo dei fondi in tempi così lunghi.

          Al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ha scritto, per esempio, Roberto Falcone, Presidente nazionale Lapet chiedendo la spendibilità immediata del  credito d’imposta nell’interesse dello sviluppo delle aree svantaggiate.

          Anche il Presidente di Confindustria Trapani si è rivolto a tutte le aziende del territorio che sono rimaste vittima dei nulla osta e le ha invitate a denunciarne i contenuti del provvedimento e nello stesso tempo si è rivolto a tutte le istituzioni e gli organi competenti per chiedere, oltre all’implementazione dei fondi stanziati per l’agevolazione in parola, di intervenire anche in merito alla questione di legittimità di un provvedimento (art. 2 del D.L. 97/2008) che prevede adempimenti a carico dei contribuenti e che produce i propri effetti retroattivamente assolutamente vietati dallo Statuto del Contribuente.

          Parecchi imprenditori meridionali, infine, hanno lamentato l’eccessiva esiguità della dote messa in campo per questa misura agevolativa tenuto conto che, con maggiori risorse il provvedimento avrebbe <avuto un altro respiro>.

 

Caso di studio: l’indebita compensazione del bonus pre-termine

          Ai meramente di studio, si pone il seguente caso:

          Nel corso del 2007 (e quindi ante 2 giugno 2008) un contribuente ha effettuato  e completato investimenti (al netto degli ammortamenti e delle dismissioni) per oltre un milione e di Euro perciò maturando legittimamente un credito d’imposta (spettante e quindi non inesistente) di cui alla L. n. 296/2006  per complessivi Euro 500.000 e provvede:

a)     ad esporre nel quadro RU di UNICO 2008 (redditi 2007) le informazioni ivi richieste 

b)     a presentare il formulario di cui al DL n. 97/2008.

 

          L’amministrazione comunica che la fruizione del credito potrà avvenire con decorrenza 2012.

          Detto ciò si chiede quali siano le conseguenze derivanti dall’utilizzo (mediante compensazione esterna ai sensi del D.lgs. n. 241 del 1997, ad esempio in sede di accertamento con adesione) di un credito in periodo antecedente (poniamo, novembre 2008) a quello previsto nella ricevuta trasmessa dall’Agenzia delle entrate.  

          Non v’è dubbio che da un tal comportamento consegue la contemporanea inosservanza delle regole previste:

1)     dall’art. 2, comma, 2 lettera a) DL n. 97/2008 secondo cui esaurite le risorse stanziate per il 2008, la fruizione del credito è possibile nei successivi esercizi (2012 in ipotesi),

2)     dall’art. 1, comma 276 della finanziaria 2007 secondo cui la compensazione esterna (del credito) è, comunque, a decorrere dal 6° mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione redditi con riferimento al quale il credito è “concesso”,

 

          Non essendo stato fissato, al momento, il relativo codice tributo il contribuente, adottando un comportamento fiscale sicuramente spregiudicato, sarebbe comunque costretto ad utilizzarne uno di ripiego per poi attivare la prevista procedura di correzione del mod. F 24.   

          Viene così a perfezionarsi una ipotesi di indebito utilizzo del credito d’imposta maturato ed esistente per certi analoga a quella casistica trattata da r.m. 26.3.2004 n. 53/E, laddove si era fruito di un credito d’imposta (L n. 388/2002)  nel cosiddetto periodo di sospensione (novembre 2002 – aprile 2003).

          In quella occasione l’Agenzia delle entrate consentiva al contribuente istante di poter restituire (decorso il predetto periodo e nei limiti della capienza fissata dal DM 2.4.2003) il credito d’imposta mediante compensazione (e/o utilizzo) del medesimo credito, oltre al pagamento di sanzioni ed interessi gravanti sull’omesso versamento (derivante appunto dall’indebito utilizzo).

          In via di principio, ed in assenza di ulteriori precisazioni ufficiali sull’argomento, si ritiene  che la medesima procedura di restituzione possa essere percorsa anche con riguardo alla ipotesi in trattazione assunto che :

        in ambedue le fattispecie il diritto al credito d’imposta può dirsi già perfezionato (quello della L. n. 388/2002 perché realizzato ante 8 luglio, quello in trattazione perché, oltre ad essere anch’esso realizzato, prevede l’inoltro del questionario con funzione di monitoraggio, ricognitiva e non autorizzativa come, invece, avviene per gli investimenti avviati dal 3 giugno, (cfr. in tal senso Berardo e Dulcamare in Corriere tributario n. 27/2008, nonché lo stesso comma 2, lettera a) dell’art. 2 DL n. 97/2008 laddove si precisa che l’Agenzia si limita a comunicare l’esercizio in cui è possibile utilizzare il credito la cui spettanza è dunque acquisita),

        in ambedue le fattispecie lo slittamento del termine di utilizzo è giustificato da questioni di copertura finanziaria (salvo per la fattispecie in commento l’ulteriore vincolo del termine semestrale previsto per la compensazione esterna).

 

          Sotto il profilo pratico, il contribuente avrebbe l’onere di segnalare l’anticipata compensazione  in sede di compilazione del quadro RU (dell’anno di utilizzo) del modello UNICO 2008 (redditi 2007) ed il sistema dell’Anagrafe sarà verosimilmente capace di riscontrare la indebita compensazione perché operata entro il predetto termine semestrale e/o perché effettuata da soggetto autorizzato a fruirne solo con decorrenza 2012.

          Presumibilmente, l’indebita compensazione operata dal contribuente, verrà rilevata dall’Amministrazione finanziaria in sede di controllo formale, ex articolo 36–bis D.P.R. n. 600 del 1973, che provvederà all’emissione della comunicazione di irregolarità riferita all’annualità 2007, contenente l’addebito delle sanzioni applicate ai sensi del D.lg. n. 471 del 1997 e dei relativi interessi.

 

Antonino Romano ed Antonino Trommino

12 Dicembre 2008


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