Patto di stabilità 2009: un cantiere ancora aperto

Patto di stabilità 2009: un cantiere ancora aperto


L’approvazione in largo anticipo della manovra finanziaria, che abbraccia un arco temporale di tre anni e mezzo (secondo semestre 2008 e triennio 2009/2011) consente agli enti destinatari delle disposizioni sul patto di stabilità interno (province e comuni con più di 5.000 abitanti) di effettuare una corretta programmazione per il 2009, senza necessità di far ricorso alle consuete proroghe disposte con decreto ministeriale di fine anno.


L’attuale assetto normativo del patto di stabilità interno è delineato dall’art. 77-bis del d.l. 112/2008 (convertito con legge 133/2008), che introduce alcune correzioni al quadro preesistente.


Innanzitutto cambia la base contabile di riferimento: non si fa più riferimento ad una media triennale (per il 2008 la base era la media del triennio 2003/2005, calcolata in termini di sola cassa), ma si opera solo sul saldo del 2007, calcolato in termini di competenza mista.  


Il riferimento ad un unico anno potrebbe sfavorire quegli enti che nel 2007 hanno conseguito un saldo finanziario positivo, eventualmente grazie anche ad operazioni di carattere straordinario (e quindi non ripetitivo), pur essendo in condizione di poter peggiorare la base di partenza.


Peraltro, la normativa, ai fini della determinazione della manovra, opera una distinzione tra enti “virtuosi” ed enti “non virtuosi”, individuando quattro categorie di enti:


1) enti che hanno rispettato il patto 2007, con saldo finanziario 2007 positivo calcolato in termini di competenza mista;


2) enti che non hanno rispettato il patto 2007, con saldo finanziario 2007 positivo calcolato in termini di competenza mista;


3) enti che hanno rispettato il patto 2007, con saldo finanziario 2007 negativo calcolato in termini di competenza mista;


4) enti che non hanno rispettato il patto 2007, con saldo finanziario 2007 negativo calcolato in termini di competenza mista.


Al fine di determinare i saldi obiettivo per il triennio 2009/2011, questi enti dovranno applicare i coefficienti previsti dal comma 3 del richiamato art. 77-bis, migliorando o peggiorando il saldo di partenza a seconda della condizione in cui si viene a trovare l’ente (si vedano le tabelle in fondo all’articolo).


Un ulteriore aspetto rilevante della manovra estiva è la conferma del criterio della competenza mista, che considera gli accertamenti e gli impegni per la parte corrente, e gli incassi e i pagamenti della parte in conto capitale, escludendo le riscossioni e le concessioni di crediti, trattandosi queste ultime di operazioni finanziarie che non rilevano ai fini del calcolo dell’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni utilizzato a livello europeo.


Uno dei punti critici dell’art. 77-bis è rappresentato dal comma 8 in base al quale non devono essere conteggiate ai fini del saldo utile le risorse derivanti dalla cessione di azioni e quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali e dalla vendita del patrimonio immobiliare se sono state utilizzate per la realizzazione di investimenti infrastrutturali e per la riduzione del debito.


Questa norma risulta essere modificata da un emendamento presentato al ddl finanziaria 2009: infatti, se la modifica viene confermata, si prevede che le risorse originate dalla cessione di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali nonché quelle derivanti dalla distribuzione dei dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere dalle predette società qualora quotate sui mercati regolamentati e le risorse relative alla vendita del patrimonio immobiliare non sono conteggiate nella base assunta nel 2007 a riferimento per l’individuazione degli obiettivi e dei saldi utili per il rispetto del patto di stabilità interno se destinate alla realizzazione di investimenti o alla riduzione del debito.


Invece l’ANCI aveva precedentemente presentato una proposta di emendamento tendente a rendere facoltativa l’applicazione di questa disposizione.


Ulteriori modifiche al modello del patto di stabilità 2009/2011 riguardano il sistema sanzionatorio, che risulta alleggerito per ciò che riguarda il taglio dei trasferimenti ordinari, e la possibilità di sforare il patto di stabilità per la parte di cassa del 2008, senza incorrere nell’applicazione delle previste sanzioni.


Nello specifico si prevede che la riduzione dei trasferimenti per il mancato rispetto del patto di stabilità sarà proporzionale all’entità dello sforamento e comunque non potrà essere superiore al 5% dei trasferimenti ordinari.


La possibilità di sforare il patto di cassa per il 2008 è consentita a condizione che gli enti locali:


a) hanno rispettato il patto di stabilità nel triennio 2005/2007;


b) hanno registrato nel 2008 impegni di parte corrente, al netto delle spese per gli adeguamenti contrattuali del personale dipendente (compreso il segretario comunale), per un ammontare non superiore a quello medio corrispondente del triennio 2005/2007.


Per quanto riguarda, infine, gli effetti che discendano dall’impostazione del patto di stabilità, si rileva che:


a) gli incassi e i pagamenti di parte corrente (sia in conto competenza che in conto residui) non rilevano ai fini del patto;


b) gli accertamenti e gli impegni di parte capitale (titolo IV entrate e titolo II spese) non sono rilevanti ai fini del patto, ma i riflessi si avranno quando questi movimenti contabili si tradurranno in incassi e in pagamenti;


c) le entrate da accensioni di prestiti (mutui e prestiti obbligazionari) non sono entrate valide ai fini del patto, così come pure le spese per il rimborso di prestiti (titolo III);


d) l’avanzo non è un’entrata valida ai fini del patto, che perciò è opportuno destinare all’estinzione anticipata di prestiti (spesa non rilevante sul patto).


 

































Il saldo 2007 va calcolato con il criterio della competenza mista (vedi tabella)


Coefficienti da applicare da parte dei Comuni


Patto 2007 non rispettato


Patto 207 rispettato


2009


2010


2011


2009


2010


2011


Saldo 2007 – positivo: peggiorare in termini percentuali


0


0


0


10


10


0


Saldo 2007 – negativo: migliorare in termini percentuali


70


110


180


48


97


165


 


 

































Il saldo 2007 va calcolato con il criterio della competenza mista (vedi tabella)


Coefficienti da applicare da parte delle Province


Patto 2007 non rispettato


Patto 207 rispettato


2009


2010


2011


2009


2010


2011


Saldo 2007 – positivo: peggiorare in termini percentuali


0


0


0


10


10


0


Saldo 2007 – negativo: migliorare in termini percentuali


22


80


150


17


62


125


 

Matteo Esposito

25 novembre 2008

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