Novità fiscali dell'11 novembre 2008: acconti delle imposte dirette; regime dei minimi: quando occorre istituire i registri IVA; accertamenti bancari ai soci: presunzioni del fisco da provare

acconti delle imposte dirette in scadenza a fine mese; regime dei minimi: quando occorre istituire i registri IVA; accertamenti bancari ai soci: la presunzione del fisco è da provare

 






 


Indice:


 


1) Regime dei minimi: Quando occorre istituire i registri IVA


 


2) Accertamenti bancari ai soci: Presunzioni del fisco da provare


 


3) In scadenza il termine di pagamento degli acconti delle imposte dirette


 


4) Brevi fiscali


 


 


1) Regime dei minimi: Quando occorre istituire i registri IVA


Per i soggetti minimi, si sta per concludere il periodo d’imposta 2008, e, quindi, nel caso in cui i ricavi o compensi superino di oltre il 50% il limite di 30.000 euro (ovvero 45.000 euro), poiché il regime cessa di avere applicazione nell’anno stesso in cui avviene il superamento, il contribuente dovrà porre in essere gli ordinari adempimenti contabili ed extracontabili, scorporare l’IVA e procedere al versamento secondo le regole ordinarie.


In particolare, il contribuente che fuoriesce dal regime dei minimi:


1) deve istituire i registri IVA entro il termine per l’effettuazione della liquidazione periodica relativa al mese o trimestre in cui è stato superato il predetto limite;


2) per le operazioni che determinano il superamento del predetto limite e per quelle effettuate successivamente, deve adempiere agli obblighi ordinariamente previsti. Pertanto, il contribuente deve effettuare la liquidazione periodica dell’imposta relativa al periodo (mese o trimestre) ancora in corso al momento del superamento del limite dei ricavi e quelle dei periodi successivi, versando la relativa imposta nei termini ordinari;


3) deve presentare la comunicazione dati e la dichiarazione annuale relative all’anno in cui è stato superato il predetto limite entro i termini ordinariamente previsti, versando l’imposta a saldo entro il termine ordinariamente previsto;


4) deve annotare nei registri IVA i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi e l’ammontare degli acquisti effettuati anteriormente al superamento del predetto limite entro il termine per la presentazione della  dichiarazione annuale.


I dati relativi alle predette operazioni, attive e passive, devono essere riepilogati sia nella comunicazione dati che nella dichiarazione annuale ai fini dell’IVA.


L’imposta relativa a tali cessioni e prestazioni, determinata mediate scorporo dal corrispettivo indicato in fattura, al netto della detrazione dell’imposta relativa agli acquisti, deve essere computata ai fini della determinazione dell’imposta da versare a saldo, nei termini ordinari.


Secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente, quindi, non è tenuto ad effettuare le liquidazioni dei periodi (mesi o trimestri) precedenti a quello nel corso del quale ha superato il limite di ricavi previsto dalla norma, ma deve tenere conto dell’imposta, a debito o a credito, derivante dalle operazioni assoggettate al regime dei minimi solo in sede di determinazione dell’imposta a saldo risultante dalla dichiarazione annuale, senza applicazione di sanzioni o interessi.


Il superamento del limite dei ricavi o compensi oltre la soglia del 50% implica, inoltre, l’applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni; ciò significa che il contribuente è tenuto ad applicare le regole del regime ordinario per il periodo d’imposta in cui avviene il superamento e per i tre successivi.


Quanto sopra deriva dai chiarimenti effettuati dall’Agenzia delle Entrate nella propria guida del 2008.


A tal fine (obbligo di istituire le scritture contabili, in caso di superamento dei limiti previsti), vediamo di seguito quali sono i nuovi termini entro cui stampare le scritture contabili, tenute con modalità meccanografiche:






















TERMINI DI SCADENZA PER LA STAMPA DEI LIBRI CONTABILI


 


Adempimento: 


Scadenza 


Normativa 


 


Stampa registri contabili 


31/12/2008  


Art. 7, comma 4-ter del D.L. n. 357/1994


 


 


Stampa libro inventari 


 


31/12/2008 


 


Art. 15 del D.P.R. n. 600/1973


 


Stampa registro beni ammortizzabili 


 


30/09/2008


 


Art. 16 del D.P.R. n. 600/1973


 


(nota: tuttavia, l’art. 7, comma 4-ter del D.L. n. 357-94, ricomprende la frase “qualsiasi registro contabile”, per cui la scadenza di stampa dovrebbe essere pure ancorata al 31/12/2008)


 


 


 


2) Accertamenti bancari ai soci: Presunzioni del fisco da provare


I versamenti e i prelevamenti “sospetti” sui conti correnti personali dei soci possono dare origine solo a semplici presunzioni di evasione fiscale che devono essere effettivamente riscontrati con prove certe dall’Amministrazione finanziaria, su cui incombe, quindi, l’”onere della prova”.


E’ quanto ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale del Lazio con la sentenza n. 377/1/08 depositata il 02/10/2008 (in tal senso si veda nel quotidiano Italia Oggi del 05/11/2008).


In particolare, in virtù dell’art. 51 del D.P.R. n. 633/72, la C.T.P. di Roma aveva annullato la rettifica operata dall’Ufficio delle Entrate ritenendola illegittima.


Dal canto suo la C.T.R. del Lazio ha, quindi, confermato la decisione dei giudici sottostanti, stabilendo che “l’onere della prova sulla riferibilità delle movimentazioni bancarie a operazioni commerciali occulte spetta all’amministrazione finanziaria; quindi le Entrate, in tema di riscontri bancari hanno l’obbligo di fornire un qualche preciso elemento che, collegato a tali movimentazioni, possa collegare in qualche modo i versamenti rilevati con i ricavi attribuibili alla società”.


(Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sentenza n. 377/1/08 depositata il 02/10/2008)


 


 


 


3) In scadenza il termine di pagamento degli acconti delle imposte dirette


Per il periodo d’imposta 2008, la percentuale dell’acconto Irpef è pari al 99% e quella dell’acconto Ires è pari al 100%.


L’acconto Irap dovuto per il 2008 per le persone fisiche e le società di persone ed equiparate è stabilito nella misura del 99%, mentre per i soggetti Ires, nella


misura del 100%.


Termini di versamento per gli acconti di novembre dovuti per il 2008


Il versamento della seconda (o unica) rata degli acconti dovuti per il periodo d’imposta 2008 ai fini Irpef, Ires e Irap va effettuato entro il prossimo 1 dicembre 2008 (poiché il 30 novembre cade di domenica).


L’appuntamento riguarda anche i soggetti Ires con esercizio coincidente con l’anno solare.


Per le società di capitali ed enti il cui esercizio non coincide con l’anno solare, il termine per il versamento della seconda o unica rata di acconto è, invece, l’undicesimo mese dell’esercizio o periodo di gestione.


Misure degli acconti d’imposta per l’anno 2008


Le diverse percentuali previste per gli acconti relativi al periodo d’imposta 2008 vengono riassunte nella tabella seguente:



















Tipo d’imposta


 


Percentuali


acconto 2008


 


IRPEF


99%


 


IRES


100%


 


IRAP (persone fisiche


e società di persone)


 


99%


IRAP (soggetti Ires)


 


100%


 


IRPEF – base di calcolo per l’acconto e relativo versamento in unica soluzione ovvero in due rate


La base di calcolo per l’acconto Irpef 2008 è costituita dall’imposta relativa al periodo d’imposta precedente diminuita delle detrazioni, dei crediti d’imposta, e delle ritenute alla fonte, risultanti dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.


Gli acconti relativi all’Irpef devono essere versati in due rate di cui:


la prima, pari al 40% dell’acconto complessivo (99%), doveva essere versata entro il termine previsto per il pagamento a saldo relativo alla dichiarazione presentata per l’esercizio precedente, tenendo presente che si rendeva dovuta solo se superiore a € 103,00;


la seconda, che scade nel mese di novembre dell’anno cui si riferisce l’acconto, è pari al 60% dell’acconto complessivo dovuto (99%).


Per stabilire se sia dovuto o meno l’acconto Irpef per l’anno 2008, occorre controllare l’importo indicato al rigo «Differenza» del modello Unico 2008 PF (rigo RN30).


Se questo importo:


è inferiore o uguale a € 51,65, non è dovuto acconto;


è superiore a € 51,65, ma inferiore o uguale a € 257,52, si rende dovuto l’acconto in unica soluzione entro l’1/12/2008;


è superiore a € 257,52, l’acconto deve essere versato in due rate:


– la prima rata andava pagata nella misura del 40% dell’acconto complessivo (pari al 99%), entro il 16/6/2008 senza maggiorazione, ovvero dal 17/6 al 16/7/2008 con la maggiorazione dello 0,40%;


– seconda rata, nella misura del 60% dell’acconto complessivo (pari al 99%), si paga entro l’1/12/2008.


Ricalcolo dell’acconto irpef in base al reddito presunto


Per espressa previsione normativa, al contribuente viene data la possibilità di calcolare l’acconto sull’imposta presumibilmente dovuta per l’anno in corso, sempre al netto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto subite.


In sostanza, per ricalcolare l’acconto d’imposta, si deve considerare la situazione reddituale dell’intero anno 2008, e ciò non solo in ordine ai proventi o ricavi, ma anche ai maggiori oneri deducibili o detraibili, riduzioni di aliquote, detrazioni e crediti d’imposta, costi e spese di rilevante importo sostenuti nell’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo, componenti reddituali soggetti a tassazione separata.


Acconto IRES


L’acconto Ires per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2008 (anno 2008 per esercizi solari) è stabilito in misura pari al 100% dell’imposta relativa al periodo d’imposta precedente, al netto dei crediti d’imposta e delle ritenute d’acconto subite, risultanti dalla dichiarazione dei redditi dell’esercizio precedente.


Gli acconti d’imposta devono essere versati, nel rispetto di termini diversi, in due rate ovvero in un’unica soluzione a seconda che si superino o meno determinati limiti.


Pertanto, gli acconti Ires devono essere versati in due rate di cui:


la prima, pari al 40% dell’acconto complessivo (100%), deve essere versata entro il termine previsto per il pagamento a saldo relativo alla dichiarazione presentata per l’esercizio precedente, tenendo presente che si rende dovuta solo se superiore a € 103,00;


la seconda, pari al 60% dell’acconto complessivo (100%), che scade nel mese di novembre dell’anno cui si riferisce l’acconto per i soggetti Ires con esercizio coincidente con l’anno solare; mentre in caso di esercizio non coincidente con l’anno solare, la seconda rata va versata entro l’undicesimo mese dell’esercizio o periodo di gestione.


Per determinare l’eventuale obbligo di acconto Ires per il periodo d’imposta 2008, per le società di capitali ed enti commerciali, si deve considerare l’importo indicato nel rigo RN17 del modello Unico 2008 SC.


Se detto importo:


è inferiore o uguale a € 21, l’acconto non è dovuto;


è superiore a € 21, ma inferiore o uguale a € 257, è dovuto l’acconto in unica soluzione entro l’1/12/2008, o nell’undicesimo mese dell’esercizio per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, nella misura del 100%;


è superiore a € 257, l’acconto deve essere versato in due rate:


– prima rata nella misura del 40% dell’acconto complessivo (pari al 100%), entro il termine di pagamento delle imposte


sui redditi a saldo per l’esercizio precedente;


– seconda rata nella misura del 60% dell’acconto complessivo (pari al 100%), entro l’undicesimo mese dell’esercizio (entro l’1/12/2008 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare).


Inoltre, per determinare l’eventuale obbligo del versamento di acconto Ires per gli enti non commerciali, occorre considerare l’importo indicato nel rigo RN28 del modello Unico 2008 ENC, nel rispetto delle suddette regole.


Ricalcolo dell’acconto ires in relazione al reddito presunto


Anche ai fini Ires, al contribuente viene concessa la possibilità di calcolare l’acconto sull’imposta presumibilmente dovuta per l’esercizio in corso, sempre al netto dei crediti d’imposta e delle ritenute d’acconto (cd. «metodo previsionale»).


In alcuni casi, il calcolo dell’acconto con il metodo previsionale deve tenere conto di quanto stabilito dall’art. 13, D.Lgs. 1.4.1996, n. 239, secondo il quale gli acconti Ires, qualora la società di capitali abbia conseguito interessi, premi ed altri frutti dei titoli indicati nell’art. 1 del medesimo D.Lgs., devono essere determinati non tenendo conto del 70% delle ritenute subite sui suddetti titoli.


La stessa norma si applica ai soci di società di persone.


A tal fine, da tenere presente che anche chi sceglie di calcolare l’acconto Ires in


base al metodo previsionale deve, comunque, considerare le nuove disposizioni normative, atteso che la stima della riduzione del reddito 2008 rispetto a quello dell’esercizio precedente deve essere effettuata tenendo conto delle nuove disposizioni introdotte.


Trasparenza fiscale nella determinazione dell’acconto


Particolare importanza rivestono nella determinazione degli acconti gli istituti della trasparenza fiscale e del consolidato fiscale.


In particolare, riguardo la trasparenza fiscale, per le società di capitali che, ai sensi degli artt. 115 e 116, D.P.R. 917/1986 hanno optato per il regime di trasparenza fiscale, con decorrenza dal 2005 (triennio 2005-2007) o dal 2006 (triennio 2006-2008) non è dovuto l’acconto Ires, mentre ciascun socio della società trasparente è tenuto al versamento dell’acconto Irpef.


Peraltro, la società trasparente ha l’obbligo di versare l’acconto Irap.


Le società di capitali che hanno optato per il regime di trasparenza con decorrenza 2007 (triennio 2007-2009) sono tenute al versamento dell’acconto Ires che sarà scomputato successivamente dai singoli soci.


La società partecipata ha facoltà, in quest’ultimo caso, di determinare l’acconto con il metodo previsionale, senza però prendere in considerazione gli effetti del regime della trasparenza.


Qualora la società, che ha optato per il regime di trasparenza, a partire dall’esercizio 2004 (triennio 2004-2006) non abbia rinnovato l’opzione per il triennio successivo (2007-2009), l’acconto 2008 deve essere effettuato sia dalla società partecipata che dai soci.


Acconto IRAP su base previsionale


Infine, per quanto concerne la possibilità di calcolare l’acconto Irap in base ad una stima del valore della produzione netta 2008, da tenere presente che non vi è più alcun impedimento legislativo per il contribuente di sanare, avvalendosi del ravvedimento operoso, il mancato o minor versamento degli acconti Irap utilizzando il metodo previsionale.


Se, però, il contribuente sceglie di calcolare l’acconto Irap su base previsionale, si rende comunque necessario verificare la congruità del versamento considerando le nuove disposizioni introdotte dal Legislatore.


                                          Codici tributo
















Codici


Descrizione


2002


2a  rata acconto IRES – Sezione Erario (modello F24)


3813


2a  rata acconto IRAP – Sezione Regioni (modello F24)


4034


2a  rata acconto IRPEF – Sezione Erario (modello F24)


(di Mario Jannaccone, in  La Settimana Fiscale, Il Sole 24 Ore, n. 42 del 13/11/2008)


 


 


 


4) Brevi fiscali


 






 


– Autotutela: Impugnazione del diniego


“In caso di diniego di autotutela (tanto espresso quanto tacito), il giudice tributario deve sostituirsi all’Amministrazione finanziaria e verificare la legittimità della pretesa tributaria alla luce di elementi – di fatto e di diritto – fatti valere dal contribuente in sede di impugnativa del provvedimento di diniego.


Lo chiarisce l’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti ed esperti contabili con la circolare n. 7/IR sul potere di autotutela dell’Amministrazione finanziaria e sull’impugnazione del provvedimento di diniego.


Un controllo limitato alla sola legittimità del rifiuto di agire in autotutela – prosegue l’IRDCEC – finirebbe infatti per «tradire la natura stessa del giudizio davanti le Commissioni – le uniche in grado di accertare la non debenza del tributo – e dunque l’essenza stessa dell’istituto dell’autotutela».


L’IRDCEC non condivide l’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione dalla recente sentenza n. 7388/2007: ribadita la giurisdizione tributaria in materia di diniego di autotutela, la Suprema Corte limitava tuttavia il sindacato del giudice tributario al solo controllo della legittimità del rifiuto nel caso di giudizio instaurato contro il mero ed espresso rifiuto di agire in autotutela, pena un’indebita sostituzione del giudice in attività tipicamente amministrative”.


(Circolare 10/11/2008, n. 7/IR – IRDCEC, in Ipsoa Editore)


 


 


– IRAP: L’entità dei compensi non costituisce indice autonomo e sufficiente


“Gli elevati compensi conseguiti da un professionista non sono di per sé sufficienti a far presupporre la presenza di un’attività professionale autonomamente organizzata e, quindi, l’assoggettabilità all’IRAP dei compensi derivanti della stessa”.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 08/11/2008, n. 26681, in Ipsoa Editore)


 


– ICI area edificabile: Cassazione


“L’Ici va pagata anche per le aree non più utilizzabili a scopo edificatorio, essendo decaduto il vincolo di esproprio per il decorso del termine quinquennale previsto per la realizzazione di un opera pubblica.


A tali conclusioni sono pervenuti i giudici di legittimità con la sentenza n. 25676 del 24 ottobre 2008.


Va rilevato, da ultimo, a rincalzo e ulteriore sostegno delle conclusioni innanzi raggiunte, che la Cassazione ha più volte ribadito che l’utilizzabilità a scopo edificatorio di un terreno non deve essere effettiva al momento dell’imposizione fiscale, ma quello che rileva è la potenzialità di edificazione.


È, dunque, “l’astratta edificabilità” dell’area (anche se prevista da strumenti


urbanistici in itinere o ancora inattuali), che differenzia questo tipo di suolo da quelli agricoli non edificabili (cfr Cassazione 1861/2008, 25166/2007, 16712/2007)”.


(Corte di Cassazione, sentenza del 24/10/2008, n. 25676, in notiziario Agenzia Entrate del 10/11/2008)


 


 


 


__________________________


A cura di Vincenzo D’Andò


 


 

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