Novità fiscali del 6 novembre 2008: esenzione ICI per attività sportive ed assistenziali; cessione azienda: tassazione delle plusvalenze; comunicazione delle minusvalenze; previdenza complementare; tante altre notizie fiscali

esenzione ICI per attività sportive ed assistenziali; cessione azienda: tassazione delle plusvalenze; comunicazione delle minusvalenze; previdenza complementare; tante altre notizie fiscali

 






 


Indice:


 


1) Esenzione ICI per attività sportive ed assistenziali


 


2) Cessione azienda: Tassazione delle plusvalenze  


 


3) Comunicazione delle minusvalenze realizzate a seguito dell’annullamento della partecipazione in una società liquidata


 


4) Previdenza complementare: Riscatto della posizione individuale soggetto a tassazione ordinaria


 


5) Brevi fiscali


 


 


1) Esenzione ICI per attività sportive ed assistenziali


L’art. 7, comma 1, lettera i), del D.Lgs, n. 504/1992 dispone che sono esenti da ICI gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive.


Si tratta di enti residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali.


Per cui, i beni immobili di tali enti destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive sono esenti dall’imposta comunale sugli immobili.


In tale contesto, di recente, la corte di Cassazione, prima con la sentenza n. 22201 del 03/09/2008, ha stabilito che non si applica l’ICI sugli immobili delle società di mutuo soccorso, purché gli stessi siano direttamente e immediatamente destinati per gli scopi istituzionali.


In seguito, con la sentenza n. 25376 del 17/10/2008, ha chiarito che l’esenzione da ICI non riguarda le società di capitali  nulla influendo che i locali sono destinati ad attività ricreative e/o sportive.


Quello che conta, ai fini della mancata fruizione del beneficio, è la natura economica dell’attività svolta dal soggetto  passivo dell’imposta (nel caso di specie, una S.r.l. è proprietaria di campi sportivi).


Infatti, ha rilevato la Suprema Corte, una società di capitali non può essere compresa tra i soggetti che hanno diritto all’esenzione dall’ICI, e ciò anche se vi sia l’utilizzo per soli fini sportivi.


Il beneficio dell’esenzione da ICI spetta solo agli enti


Pertanto, ha osservato la Cassazione che l’esenzione dall’ICI spetta esclusivamente a condizione che gli immobili appartenenti ai soggetti di cui all’art. 73, lettera c), del Tuir  (enti non commerciali), ex art. 87, siano effettivamente destinati al soddisfacimento degli scopi istituzionali degli stessi, escludendo, inoltre, “l’esenzione per i beni immobili non direttamente utilizzati per lo scopo istituzionale, indipendentemente dalla natura, gratuita od onerosa, con la quale ne risultasse ceduto ad altri l’utilizzo”.
Ai fini, del diritto al beneficio fiscale, occorre il contestuale verificarsi della duplice condizione dell’utilizzazione diretta dei beni immobili da parte dell’ente o della società di mutuo soccorso e della loro destinazione diretta e immediata al perseguimento dei fini istituzionali.


Tali ipotesi, invece, non si verifica per le società di capitali (tra cui rientrano le S.r.l. sportive).


 


 


 


2) Cessione azienda: Tassazione delle plusvalenze  


La disciplina delle plusvalenze dei beni dell’impresa viene disciplinata dagli artt. 86 e 87 del TUIR.


In particolare, dal 1/1/2004 la tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di azienda è stata modificata con l’abrogazione del regime sostituivo previsto dal D.Lgs. n. 358/1997.


Adesso la cessione d’azienda è, quindi, soggetta a tassazione ordinaria della plusvalenza.


Per cui, la plusvalenza concorre a formare il reddito (ai sensi dell’art. 86 comma 4 del TUIR) per l’intero ammontare nell’esercizio in cui è stata realizzata o in cinque quote annuali costanti a condizione che l’azienda sia stata costituita o acquistata da almento tre anni.


La plusvalenza originata dalla cessione d’azienda è comprensiva dell’avviamento.


Nel caso in cui la cessione riguardi l’unica azienda dell’imprenditore individuale, la facoltà di rateizzare la plusvalenza non può essere esercitata.


Inoltre, le plusvalenze che derivano dalla cessione d’azienda non possono essere rateizzate se viene richiesta la tassazione separata ai sensi dell’art. 17 TUIR.


Tale beneficio può essere richiesto se l’azienda è stata posseduta da più di cinque anni.


Imposta di registro


Il contratto di cessione d’azienda è assoggettato a imposta proporzionale di registro e non viene considerato cessione di beni ai fini IVA (art. 2 comma 3 D.P.R. n. 633/1972).


Ad es. per il trasferimento di beni mobili o di altri diritti (compreso l’avviamento) l’aliquota applicata è quella prevista in misura del 3%.


L’art. 51, comma 4 D.P.R. 131/1986 prevede che la base imponibile dell’imposta di registro è data dal valore complessivo dei beni che la compongono, al netto delle passività e incrementato del valore dell’avviamento.


Le passività sono quelle che risultano dai libri contabili obbligatori.


Definizione di azienda


L’azienda è definita ai sensi dell’art. 2555 c.c. come il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa.


Si intendono compresi nell’azienda beni aventi caratteristiche differenti: beni materiali (mobili, immobili, impianti, merci), beni immateriali (marchi, insegne, ditta) ed eventualmente l’avviamento.


(Mario Pellegrini in rivista Ipsoa Editore di Novembre 2008)


 


 


 


3) Comunicazione delle minusvalenze realizzate a seguito dell’annullamento della partecipazione in una società liquidata


Le operazioni come quelle in cui non vi sia contrapposizione di interessi tra i soci che vendono e quelli (anche indiretti) che acquistano le quote societarie, assumono particolare rilievo ai fini dell’applicazione della norma antielusiva di cui all’art. 37-bis del D.P.R. n. 600/73.


Cause di scioglimento della società di persone


Ai sensi dell’art. 2272, n. 4) del codice civile tra le cause di scioglimento della società di persone è previsto il venir meno della pluralità dei soci a meno che, entro il termine dei sei mesi, non si provveda alla ricostituzione della pluralità dei soci.


Con lo scioglimento della società si verifica un’ipotesi di assegnazione dell’azienda al socio superstite intenzionato a proseguire l’attività di impresa.


In tale fattispecie, il Comitato consultivo per l’applicazione delle norme antielusive nei pareri unificati nn. 14 e 15 del 12/4/2006, ha affermato che “un socio che si trovi già nel regime d’impresa in nessun caso può beneficiare dell’assegnazione in neutralità fiscale dei beni posseduti dalla società in liquidazione” e , per conseguenza , trovano “piena applicazione le norme del TUIR (articoli 85 e 86) che dispongono la tassazione al valore normale dei beni assegnati al socio a seguito dello scioglimento della propria società”.


Pertanto, l’operazione va considerata “realizzativa”, giacché idonea a fare emergere componenti di reddito imponibili ai sensi dell’art. 86, comma 3, del TUIR se positivi , o non deducibili ai sensi dell’art. 101, comma 1 del TUIR se negativi.


Per motivi di continuità fiscale il valore fiscalmente riconosciuto in capo al socio assegnatario coincide con il valore assunto ai fini della determinazione della relativa plusvalenza dei beni assegnati.


Termine di presentazione della dichiarazione


Per quanto concerne il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi della società liquidata ed il versamento delle relative imposte, il termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’IRAP da parte di una società di persone, sciolta senza intraprendere un procedura formale di liquidazione, è quello ordinario, per cui la dichiarazione deve essere trasmessa in via telematica entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.


Se lo scioglimento avviene al termine del sesto mese di perdurante assenza della pluralità dei soci (pertanto il 6 novembre 2008) ossia sei mesi dopo la data (6 maggio 2008) di acquisizione delle quote della società medesima, le dichiarazioni dei redditi e dell’IRAP relative al periodo 1° gennaio 2008 – 6 novembre 2008 dovranno essere presentate in via telematica entro il 31 luglio 2009, in forma non unificata, trattandosi di un periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare.


Versamenti delle imposte dovute


In merito ai versamenti delle imposte dovute in base alle predette dichiarazioni, il saldo dovrà essere corrisposto entro il 16 giugno 2009, ovvero entro il trentesimo giorno successivo a tale data, maggiorando le somme da versare dello 0,40% a titolo di interesse.


Minusvalenza emergente in seguito all’annullamento della partecipazione nella società


Per la problematica della minusvalenza emergente in seguito all’annullamento della partecipazione nella società, la norma ha sancito l’obbligo per i contribuenti che, nell’esercizio d’impresa, pongano in essere cessioni di partecipazioni costituenti immobilizzazioni finanziarie dalle quali siano derivate minusvalenze di ammontare complessivo superiore ai cinque milioni di euro di comunicare all’Agenzia delle entrate i dati e le notizie necessari al fine di consentire l’accertamento della conformità dell’operazione di cessione.


La normativa tiene conto dell’esigenza dell’Amministrazione finanziaria di controllare possibili comportamenti elusivi conseguenti ad operazioni di “realizzo” quali le cessioni di partecipazioni a titolo oneroso.


Comunicazione da effettuare


Nel novero delle operazioni “equiparabili” alle cessioni di partecipazioni rientrano, in aggiunta al conferimento e agli atti che importano costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento (ex art. 9, comma 5, del Tuir), tutte le operazioni che determinano il realizzo di una minusvalenza (componente negativo di reddito interamente deducibile nell’esercizio) quali, ad esempio, il fallimento e la liquidazione volontaria della società partecipata.


Pertanto, qualora nel caso di specie dall’annullamento delle quote nella società sciolta dovesse emergere una minusvalenza superiore a cinque milioni di euro, si dovranno effettuare le comunicazioni (di cui all’art. 1, comma 4 del D.L. n. 209/2002) entro cinque giorni dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale viene conclusa la liquidazione della società.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 05/11/2008, n. 420/E)


 


 


 


4) Previdenza complementare: Riscatto della posizione individuale soggetto a tassazione ordinaria


Il possibile esercizio del riscatto totale della posizione previdenziale da parte degli iscritti a forme di previdenza complementare non rientra tra le ipotesi di cessazione del rapporto per pensionamento o per cause estranee alla volontà delle parti, che determinano l’assoggettamento delle somme erogate alla tassazione separata (ai sensi dell’art. 17-bis, comma 2, del TUIR).


Pertanto, la prestazione riferita al montante maturato dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2006 deve essere assoggettata ad aliquota ordinaria.


L’Agenzia delle Entrate ha, così, risposto ad un contribuente (dipendente iscritto dal 1987 ad un fondo di previdenza complementare a prestazione definita, da trasferire ad un altro fondo di previdenza complementare denominato. In alternativa al trasferimento delle singole posizioni, dell’Accordo stipulato nel 2008, è stato previsto che ciascun iscritto potesse chiedere, entro il 31 luglio 2008, il trasferimento della propria posizione contributiva a comparto differente oppure il riscatto integrale della posizione) che aveva chiesto quale fosse il corretto regime fiscale al quale assoggettare la somma derivante dalla scelta dell’alternativa (riscatto della posizione individuale).


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 05/11/2008, n. 421/E)


 


 


 


5) Brevi fiscali






 


– Detassazione straordinari e premi produttività


L’Assonime, con la Circolare n. 57/2008, ha illustrato i nuovi chiarimenti operativi, contenuti nella circolare n. 59/E dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sulle misure di tassazione agevolata delle somme erogate per prestazioni di lavoro straordinario e per premi di produttività.


Con la circolare n. 59/E, l’Agenzia e il Ministero sono tornati a commentare, a poco più di due mesi dalla scadenza del periodo di sperimentazione (31 dicembre 2008), le misure fiscali di favore per gli straordinari e i premi di produttività, transitoriamente introdotte dalla manovra finanziaria dell’estate scorsa.


La circolare ha, in particolare, evidenziato che l’aliquota agevolata del 10% si applica all’intera retribuzione per straordinario e non alla sola maggiorazione retributiva e che ai fini del calcolo del limite dei 3.000 euro su cui applicare la sostitutiva gli importi devono essere considerati al netto delle ritenute previdenziali.


(Assonime, Associazione italiana tra le società per azioni, circolare n. 57/2008)


 


 


– Abitazione principale: Aliquota ICI agevolata


L’aliquota ICI agevolata per l’abitazione principale si applica anche qualora l’abitazione principale sia dotata di due unità immobiliari, distintamente accatastate, purché entrambe siano utilizzate come dimora abituale del contribuente.


Il concetto di abitazione principale non richiede l’unicità del fabbricato, ma deve semplicemente sussistere la destinazione d’uso agevolata.


Il caso di specie ha riguardato due coniugi comproprietari di due unità  immobiliari, ciascuna dotata di rendita autonoma, poste su più piano e comunicanti, destinate a dimora abituale di entrambi.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 25902, depositata il 29/10/2008)


 


 


– Accertamento induttivo: Non basta il saldo negativo di cassa


I saldi negativi del c/cassa non sono elementi sufficienti a fondare da soli l’accertamento induttivo.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 20/10/2008, n. 25476, in Ipsoa Editore del 05/11/2008)


 


 


– Aliquota IVA applicabile alle cessioni di prodotto fruttosio cristallino


Alla commercializzazione del prodotto che possiede le caratteristiche del fruttosio chimicamente puro si applica l’aliquota Iva del 10%.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 05/11/2008, n. 422/E)


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 

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