Novità fiscali del 28 novembre 2008: compensazione orizzontale del credito Iva in misura superiore al limite massimo: come si regolarizza la violazione; società di persone: comunicazione al registro delle imprese della mancata ricostituzione della pluralità dei soci; accertamento da studi di settore: il contribuente può provarne l’inattendibilità


 

 

Indice:

 

1) Comunicazione relativa al regime di tonnage tax

 

2) Riduzione acconto Ires e Irap: Per chi ha già pagato gli acconti si profila la possibilità di compensare

 

3) Autotrasporto: Non imponibile il 28% degli straordinari 2008

 

4) Accertamento da studi di settore: Il contribuente può provarne l’inattendibilità

 

5) Il contributo del datore di lavoro per l’asilo dei figli del dipendente rileva ai fini INPS

 

6) Imprese: Riallineamento fiscale dei conti di bilancio non obbligatorio

 

7) Società di persone: Comunicazione al Registro delle imprese della mancata ricostituzione della pluralità dei soci

 

8) Compensazione orizzontale del credito Iva in misura superiore al limite massimo: come si regolarizza la violazione

 

 

1) Comunicazione relativa al regime di tonnage tax

È stato approvato, con Provvedimento del 26/11/2008, il modello per la comunicazione relativa al regime di determinazione della base imponibile delle imprese marittime “tonnage tax” (artt. 155-161 TUIR).

Il nuovo modello di comunicazione scaturisce dalle modifiche apportate dalla finanziaria 2008 (comma 217, art. 2, della legge 24/12/2007, n. 244) all’art. 56, comma 1, secondo periodo, del TUIR con le quali si è stabilito che la “Tonnage tax” si applica anche alle S.n.c. (società in nome collettivo) e S.a.s. (società in accomandita semplice).

In particolare, sono disponibili sul sito www.agenziaentrate.it:

– Modello di comunicazione relativa al regime di determinazione della base imponibile delle imprese marittime;

– Istruzioni per la compilazione;

– Provvedimento del 26/11/2008 relativo all’approvazione del modello per la comunicazione relativa al regime di determinazione della base imponibile delle imprese marittime di cui agli artt. da 155 a 161 del TUIR, con le relative istruzioni per la compilazione.

(Provvedimento 26/11/2008, pubblicato il 26/11/08 ai sensi dell’art. 1, comma 361, della legge 24/12/2007, n. 244)

 

 

 

2) Riduzione acconto Ires e Irap: Per chi ha già pagato gli acconti si profila la possibilità di compensare con il modello F24

Nel decreto anti-crisi, che viene discusso oggi (28/11/2008) dal Consiglio dei Ministri, viene prevista per le imprese l’ipotesi di ridurre l’acconto Ires e Irap.

Ma poiché i tempi ormai sono molto stretti, infatti, l’ultimo giorno per effettuare i versamenti degli acconti scade il 1/12/2008, è presumibile che la neo normativa disponga che le imprese che abbiano già pagato o non facciano in tempo a ricalcolare l’acconto, possano comunque recuperare subito le somme versate in più in compensazione con l’F24.

In particolare, il recupero mediante la compensazione dovrebbe essere possibile già con i versamenti dell’Iva in scadenza il 16/12/2008.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 26/11/2008)

 

 

 

3) Autotrasporto: Non imponibile il 28% degli straordinari 2008

“Resta fuori dall’imponibile il 28% delle somme percepite dagli autotrasportatori per lavoro straordinario prestato nel 2008.

Un provvedimento congiunto di Agenzia delle Entrate e Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, dà attuazione alla manovra d’estate, fissando la percentuale di retribuzione percepita quest’anno per prestazioni di lavoro straordinario che non forma reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi.

L’agevolazione, riservata alle imprese di autotrasporto merci su strada, compete nel rispetto dell’applicazione della regola “de minimis” e, quindi, del limite complessivo di 100mila euro nell’arco di un triennio.

Quanto agli adempimenti, le somme non imponibili erogate ai dipendenti dovranno essere indicate separatamente nel modello 770 e nel Cud”.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 27/11/2008)

 

 

 

4) Accertamento da studi di settore: Il contribuente può provarne l’inattendibilità

“Con Sentenza 30 ottobre 2008, n. 26204, la Corte di Cassazione si è espressa in materia di accertamento.

Secondo la Suprema corte, la possibilità di accertare il reddito in base agli studi di settore non comporta una presunzione assoluta di fondatezza dell’accertamento e non impedisce al contribuente di provare l’inattendibilità del risultato”.

(Corte di Cassazione, sentenza 30/10/2008, n. 26204 in notiziario Seac del 27/11/2008)

 

 

 

5) Il contributo del datore di lavoro per l’asilo dei figli del dipendente rileva ai fini INPS

L’INPS con il messaggio n. 26407/2008 ha precisato che le somme erogate dal datore di lavoro per la frequenza delle scuole d’infanzia da parte dei figli dei dipendenti, rientrano nell’imponibile contributivo.

(INPS, messaggio n. 26407/2008)

 

 

 

6) Imprese: Riallineamento fiscale dei conti di bilancio non obbligatorio

Ciò varrà, in particolare, per chi riterrà troppo onerosa l’operazione di riallineamento ai fini fiscali dei delle voci contabili delle imprese, di cui l’Amministrazione finanziaria si attende un gettito stimato intorno ai 4 miliardi.

Pertanto, la possibilità di riallineamento dei conti con la normativa fiscale non sarà obbligatoria per le imprese.

Peraltro, tale facoltà pare che sarà rivolta, oltre che nei confronti dei soggetti IAS, anche nei confronti di tutti gli altri, almeno riguardo alle operazioni straordinarie.

Il riallineamento cd. “globale”, che permette di mettere ordine a tutte le annualità fino al 2007, si prevede che sia assoggettato con le aliquote di tassazione ordinarie.

L’affrancamento potrebbe, invece, avvenire in maniera frazionata per situazioni omogenee e scontare una imposta sostitutiva del 14 o del 16%, qualora ci fosse una rilevanza anche ai fini Irap.

Una regolarizzazione dovrebbe poi essere prevista a regime per i disallineamenti che si dovessero realizzare, anche dopo il 2008 per le imprese soggette IAS.

 

 

 

7) Comunicazione al Registro delle imprese della mancata ricostituzione della pluralità dei soci nelle società di persone

Può accadere che, all’interno di un gruppo societario, taluni soci o quasi tutti decidano di lasciare la società per svariate cause senza che siano sostituiti.

Su tale problematica i Conservatori dei Registri delle imprese della Lombardia hanno voluto chiarire gli aspetti pubblicitari della mancata ricostituzione della pluralità dei soci (che si verifica nel caso in cui il numero dei soci non sia di almeno due soggetti) entro sei mesi nelle società di persone, anche a seguito della riforma del diritto societario (ove è come è noto, invece, nelle S.r.l. e nella S.p.A. è stata prevista la figura del socio unico).

In particolare, la massima di tale Osservatorio Lombardo (composto anche dal Comitato regionale notarile Lombardo) ha precisato che trascorso il termine di sei mesi /previsto dall’art. 2272, n. 4, c.c.) senza che sia stata ricostituita la pluralità dei soci:

1) L’unico socio della società personale può chiedere la cancellazione della società stessa dal Registro delle imprese purché non vi sia la continuazione della precedente attività di impresa in altra forma e/o trasferimento della relativa azienda;

2) la società personale può essere “trasformata” in impresa individuale, continuando la precedente attività di impresa;

3) la società personale può rimanere iscritta nel Registro delle imprese, salvo quanto previsto dall’art. 3 del DPR 23/7/2004, n. 247, che disciplina la cancellazione d’ufficio delle società di persone.

Nella prima ipotesi (cioè quando l’unico socio chiede la cancellazione della società dal Registro delle imprese), la cancellazione deve essere richiesta dall’unico socio mediante il modello S3.

All’istanza l’unico socio deve allegare una dichiarazione, in forma sostitutiva di atto notorio ai sensi del DPR n. 445/2000, di cessazione definitiva dell’attività di impresa e di inesistenza di rapporti attivi e passivi che facciano capo alla società.

Nella seconda ipotesi (la società personale si trasforma in impresa individuale), poiché la continuazione dell’attività in forma di impresa individuale (cd. “trasformazione”) comporta in ogni caso il trasferimento dell’azienda, si applica, ai fini dell’iscrizione nel Registro delle imprese, quanto previsto dall’art. 2556, comma 2, Codice civile e, pertanto, il relativo atto deve essere depositato dal notaio nei termini e con le modalità previste per i trasferimenti di azienda (modello TA).

Inoltre, vanno presentati il modello S3 di cancellazione della società ed il previsto modello di iscrizione dell’impresa individuale con le modalità e nei termini ordinari.

Infine, nel terzo caso (ove la società personale decide di rimanere iscritta al Registro delle imprese) è sempre possibile, fino all’avvenuta cancellazione da parte del Registro delle imprese, la ricostituzione della pluralità dei soci mediante nuovi conferimenti o cessione (parziale o totale) della partecipazione dell’unico socio, con espressa o implicita revoca dello stato di liquidazione in cui versa la società.

Naturalmente, si continuano ad applicare, in ogni caso, i diritti dei creditori sociali e dei creditori particolari del socio, nonché quelli spettanti ai soci per i quali si è sciolto il rapporto sociale, ovvero ai loro eredi.

(Massima redatta dall’Osservatorio sulla riforma del diritto societario, a cura dei Conservatori dei registri delle imprese della Lombardia e del Comitato regionale notarile lombardo, pubblicata su Il Sole 24 Ore del 26/11/2008).

 

 

 

8) Compensazione orizzontale del credito Iva in misura superiore al limite massimo: come si regolarizza la violazione

Nel caso di compensazione di un debito con un credito inesistente, per regolarizzare la violazione occorre ripristinare, a posteriori, la capienza iniziale del credito, attraverso il versamento di un importo corrispondente alla somma indebitamente utilizzata in compensazione, maggiorato degli interessi, e con il contestuale versamento della sanzione del 30% prevista per l’omesso versamento in misura ridotta in rapporto alla data di ravvedimento.

Nel caso di specie, l’errato utilizzo in compensazione di un credito Iva esistente oltre il limite previsto di € 516.456,90, può essere regolarizzato mediante il versamento di una somma pari all’eccedenza Iva utilizzata, maggiorata degli interessi e con il versamento delle sanzioni (pari al 30% del credito eccedente) in misura ridotta così come prevede l’art. 13 del D.Lgs. 18/12/1997, n. 472.

In tal modo, il credito Iva ripristinato può di nuovo essere utilizzato in compensazione, purché entro i limiti previsti (€ 516.456,90).

Il caso di specie

Una S.p.A., nel periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2007, ha effettuato compensazioni orizzontali del credito Iva 2006 con importi a debito per ritenute Irpef e contributi Inps, per circa 700.000 euro, eccedendo, dunque, il limite massimo ammissibile di 516.456,90 euro, fissato dall’art. 34, comma 1, della Legge n. 388/2000.

La società, accortasi di aver superato il suddetto limite, ha provveduto, in data 28 marzo 2008, a versare i contributi Inps e a versare con ravvedimento operoso le ritenute fiscali Irpef oggetto dell’erronea compensazione.

Pertanto, il credito Iva, risultante dalla dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2006, è stato, invece, compensato nel corso dell’anno 2007 oltre il limite di 516.456,90 euro.

Il parere delle Entrate

Riguardo alla modalità di regolarizzazione dell’errata compensazione, l’Agenzia delle Entrate ha osservato che, la circostanza che la società ha effettuato nuovamente il versamento degli importi a titolo di contributi e di ritenute Irpef, oltre che il versamento degli interessi e delle sanzioni in misura ridotta, non és stata idonea a sanare la violazione in argomento.

Ciò poiché, invece, la S.p.A., per regolarizzare correttamente l’errore commesso, avrebbe dovuto versare l’importo dell’Iva compensato in maniera illegittima e non versare l’Irpef (a questo punto per la seconda volta).

(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 27/11/2008, n. 452/E)

 


9) Agenzia delle Entrate, riorganizzazione al via: nuovo volto per la Direzione centrale accertamento dal 2009

Nuovo assetto per la Direzione centrale accertamento, che viene ridisegnata
sulla base delle tipologie di contribuenti da controllare con un unico
ufficio competente a emanare le direttive.
Non più le attività, ma le tipologie di contribuenti da controllare al
centro del nuovo assetto della Direzione centrale Accertamento.
Si passa, dunque, da una organizzazione dell’attività di contrasto
all’evasione suddivisa per tipologia di controllo (verifiche, accertamenti
formali, controlli sostanziali) ad una organizzazione incentrata sulla
tipologia di contribuenti da controllare (soggetti di grandi dimensioni,
piccole imprese, professionisti).
La suddivisione delle competenze tra gli uffici ne esce dunque completamente
rinnovata: più specializzazione, coerentemente con il nuovo assetto previsto
per le strutture periferiche.
Tra le novità, un unico ufficio che si occuperà di emanare le direttive
sull’attività di controllo, il potenziamento delle strutture dedicate a
contrastare forme particolari e sofisticate di evasione fiscale – come le
frodi e le operazioni in ambito internazionale – e la ridefinizione dei
compiti dei dirigenti che svolgono funzioni di assistente di direzione e di
esperto.
A grande Regione grande struttura, oOrganizzazione differenziata sulla base della grandezza delle Regioni,
funzioni accorpate, abolizione delle posizioni di direttore regionale
aggiunto.
Queste le linee guida che caratterizzano il nuovo assetto dell’Agenzia a
livello periferico.
In particolare, l’atto di riorganizzazione prevede significativi
accorpamenti di funzioni, al fine di razionalizzare e porre fine
all’eccessiva frammentazione sul territorio.
Abolite le posizioni di Direttore regionale aggiunto, accorpate le funzioni
di staff, ridotto il numero di dirigenti con compiti di coordinamento e di
audit manager.
Le Regioni più grandi e fiscalmente più rilevanti potranno contare su una
struttura organizzativa adeguata per dimensioni, con la tradizionale
suddivisione in quattro settori, struttura che è invece ridimensionata per
le Direzioni regionali piccole e medie, nelle quali non sono previsti
settori e le funzioni di linea sono accorpate.
Nuovi scenari per gli uffici locali
In attesa che diventi operativa l’istituzione delle direzioni provinciali
gli uffici sul territorio continueranno a operare.
La riclassificazione verrà realizzata gradualmente, entro la fine del 2009.
Altre novità
Tra le altre novità l’accorpamento dell’Ufficio sistemi e processi nella
Direzione Amministrazione dove già opera un settore informatico.
Si realizza così un unico polo informatico con l’obiettivo di razionalizzare
e semplificare la gestione e potenziare le funzioni di ricerca e sviluppo del settore. Viene poi decisa la costituzione di un centro di formazione che opererà all’interno della direzione centrale del Personale.
Novità anche nel settore della Comunicazione: viene istituita la figura del portavoce che coordinerà l’ufficio stampa e le pubblicazioni on line.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 27/11/2008)

 

__________________________

A cura di Vincenzo D’Andò

 

 


Partecipa alla discussione sul forum.