Novità fiscali del 19 novembre 2008: novità fiscali in arrivo su acconti imposte e deduzione IRAP, mentre l’IVA si pagherà solo se incassata; imposta di bollo su fatture relative a visite mediche: deduzione fiscale; IRAP: si applica l’aliquota agevolata sulla cessione di terreno edificabile; operazioni societarie: fiscalità su donazioni


 

Indice:

 

1) Novità fiscali in arrivo su acconti imposte e deduzione IRAP, mentre l’IVA si pagherà solo se incassata

 

2) Dichiarazioni fiscali: Individuati altri soggetti incaricati alla loro trasmissione telematica

 

3) Imposta di bollo su fatture relative a visite mediche: Deduzione fiscale

 

4) IRAP: Si applica l’aliquota agevolata sulla cessione di terreno edificabile

 

5) Operazioni societarie: Fiscalità su donazioni e conferimenti di partecipazioni azionarie

 

6) Brevi fiscali

 

 

1) Novità fiscali in arrivo su acconti imposte e deduzione IRAP, mentre l’IVA si pagherà solo se incassata

Acconto Irpef ridotto al 97% per contrastare la crisi econonomico/finanziaria italiana che, in atto, opprime i contribuenti.

Il Decreto Legge che verrà varato venerdì prossimo (21/11/2008) dovrebbe prevedere anche una deducibilità più estesa dell’Irap per imprese e lavoratori autonomi.

Un pacchetto fiscale che intende immettere un minimo di liquidità a beneficio delle imprese e dei redditi medio-bassi.

Per la parte fiscale, al primo punto del decreto che sarà varato alla fine della settimana (o al massimo all’inizio della prossima) compare la probabile riduzione di due, tre punti dell’acconto Irpef e Ires di fine novembre, che scade il 1° dicembre prossimo.

In tal modo l’acconto Irpef passerebbe dal 99 al 96-97%, quello Ires dal 100% al 97%.

Beneficio temporaneo, poiché comunque poi occorrerebbe riallineare il versamento nel saldo di giugno, ma che offrirebbe soprattutto alle imprese un pò di ossigeno per far fronte alla caduta di liquidità imposta dalla contrazione del credito da parte delle banche.

In atto, si versa tutto a novembre se l’acconto complessivo (99%) è inferiore a 257,52 euro, mentre si paga in due rate (40% a giugno e 60% entro il 1° dicembre), se l’acconto totale (99%) è pari o superiore a 257,52 euro.

A beneficiare del rinvio sarebbero in particolare le imprese.
Quanto alle famiglie, si parla di un bonus fiscale di fine anno, una sorta di una tantum per i redditi fino a 25mila euro.

Il pacchetto di misure allo studio prevede anche il possibile spostamento del versamento Iva dal momento dell’emissione della fattura a quello dell’incasso effettivo.
L’altro fronte riguarda l’Irap, ma anche in questo caso l’incognita maggiore è quella dei costi.

Si sta studiando un meccanismo, il più possibile indolore per i conti pubblici, che consenta una prima, parziale deducibilità del tributo ai fini delle imposte dirette Irpef e Ires.

Meccanismo che potrebbe al tempo stesso prevenire gli effetti della sentenza cui sarà chiamata la Corte costituzionale (per ora il pronunciamento è stato rinviato), proprio sui profili di costituzionalità della norma Irap che vieta la deducibilità.
Quanto alla detassazione degli straordinari al 10%, la proroga è già stata  annunciata dal ministro competente.

                                               PACCHETTO FISCALE “IN CANTIERE”

“Acconti IRPEF

Per rilanciare i consumi natalizi il Governo sta pensando a ridurre di 2-3 punti l’acconto di Irpef da pagare a fine novembre (oggi pari al 99% di quanto pagato l’anno prima). La stessa misura potrebbe essere estesa anche all’Ires

Conferma della social card

Oltre a un ampliamento dei beni acquistabili a prezzi scontati tramite la social card per gli anziani, le famiglie potrebbero beneficiare anche di un bonus da 5mila euro (restituibili al tasso del 4%) per ogni nuovo nato

Deducibilità IRAP più estesa

Altra novità per imprese e lavoratori autonomi sarebbe rappresentata dalla possibilità di dedurre ai fini Ires il costo del lavoro già considerato imputabile ai fini dell’Irap

Pagamento IVA per cassa

Altra misura a beneficio dei lavoratori autonomi è il pagamento dell’Iva per cassa, cioè non più pagata quando si emette la fattura ma quando viene incassato il corrispettivo pattuito

Risorse per crisi d’azienda

Allo studio dell’Esecutivo anche la possibilità di rimpinguare le risorse destinate al finanziamento di cassa integrazione (magari estesa ai precari) e indennità di disoccupazione

Straordinari più leggeri

Conferma in vista per la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività.

Da valutare l’ipotesi di estendere la misura al pubblico impiego o di alzare il tetto di reddito ammesso”

(Anticipazioni di Dino Pesole, in Il Sole 24 Ore del 18/11/2008)

 

 

 

2) Dichiarazioni fiscali: Individuati altri soggetti incaricati alla loro trasmissione telematica

Un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha ampliato le modalità con le quali le Pubbliche Amministrazioni possono provvedere agli adempimenti fiscali, con conseguenti effetti di semplificazione e razionalizzazione, mediante l’estensione delle categorie di soggetti pubblici autorizzati all’accesso al canale telematico Entratel in qualità di intermediari

Vengono adesso considerati altri incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni:

– Le amministrazioni (di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30/3/2001, n. 165), per le dichiarazioni fiscali e contributive degli enti pubblici, degli uffici o delle strutture ad esse funzionalmente riconducibili ovvero da esse costituiti, anche in forma associativa.

Ciascuna amministrazione, nel proprio ambito, può demandare la trasmissione delle dichiarazioni in base all’ordinamento o modello organizzativo prescelto.

Si tratta, in particolare, delle amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle

pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al D.Lgs. 30/7/1999, n. 300.

La disciplina introdotta consente, adesso, a tutte le Pubbliche Amministrazioni di demandare la trasmissione delle dichiarazioni a propri enti pubblici, strutture o moduli o altre suddivisioni amministrative ad esse funzionalmente riconducibili: Ad esempio, le Unioni di Comuni potranno eseguire gli adempimenti fiscali e contributivi per conto dei Comuni aderenti alle Unioni medesime.

(Provvedimento Direttore Agenzia delle Entrate del 18/11/2008, protocollo n. 172539/2008)

 

 

 

3) Imposta di bollo su fatture relative a visite mediche: Deduzione fiscale

La fattura del medico è deducibile nel Modello Unico o nel 730, mentre l’imposta di bollo di € 1,81 è deducibile solo se sia stato addebitato in aggiunta al compenso professionale oppure se il cliente del medico regolarizza l’eventuale violazione (mancanza del bollo sulla fattura) presso l’Agenzia delle Entrate.

La disciplina dell’imposta di bollo applicata sulla fattura

L’obbligo di apporre il bollo (contrassegno) sulle fatture o ricevute (€1,81 se la somma supera € 77,47) è a carico del soggetto che emette tali documenti e, quindi, li consegna o spedisce.

Solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta sono tutte le parti che sottoscrivono, ricevono, accettano o negoziano atti, documenti o registri non in regola con le disposizioni dell’imposta sul bollo (D.P.R. 642/1972).

In particolare, ai sensi dell’art. 22 del DPR n. 64/1972, la parte cui viene consegnato un atto non in regola con le disposizioni sul bollo, alla formazione del quale non abbia partecipato, entro quindici giorni dalla data del ricevimento, deve presentare l’atto all’ufficio locale delle entrate e provvedere alla sua regolarizzazione col pagamento della sola imposta.

In tale caso, la parte che ha provveduto alla regolarizzazione è esente da qualsiasi responsabilità (sia ai fini del tributo che ai fini sanzionatori), mentre la sanzione è irrogata nei confronti del solo soggetto che ha formato l’atto senza assolvere all’obbligo di pagare il tributo.

Ove, invece, nessuna delle parti abbia provveduto al pagamento dell’imposta di bollo, né in sede di formazione, né in un momento successivo tramite regolarizzazione, entrambi i soggetti restano responsabili sia ai fini del pagamento del tributo che ai fini dell’irrogazione della relativa sanzione.

In particolare, qualora il cliente di un professionista cui venga consegnato un atto per il quale l’imposta non sia stata assolta, deve presentare il documento all’ufficio competente, pagando il relativo tributo.

La deduzione del bollo nel modello Unico o nel modello 730

In tale ipotesi, l’imposta di bollo, pagata in sede di regolarizzazione dal cliente, può da questi essere considerata come costo accessorio della prestazione professionale e, in quanto tale, scaricato nella determinazione dell’onere che dà diritto alla detrazione nel modello Unico o nel modello 730 (ai sensi dell’art. 15 del DPR n. 917/1986).

Ciò vale anche nel caso in cui l’imposta di bollo sia stata esplicitamente traslata sul cliente da parte del professionista ed evidenziata a parte nella fattura o ricevuta; come precisato dalla scrivente con la risoluzione del 14 luglio 1995 n. 199, nulla vieta, infatti, che l’importo del tributo dovuto dal professionista in relazione al documento rilasciato al cliente sia a quest’ultimo addebitato in aggiunta al compenso professionale.

Anche in tale ipotesi, l’imposta, separatamente addebitata nella fattura o ricevuta emessa, può essere considerata un costo accessorio alla prestazione professionale ed essere computato nella determinazione dell’onere detraibile.

Al di fuori delle due suddette ipotesi, il cliente non può includere l’importo corrispondente all’imposta di bollo nell’ammontare delle spese sostenute per le quali le norme del testo Unico delle imposte sui redditi consentono la relativa detrazione.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 18/11/2008, n. 444/E)

 

 

 

4) IRAP: Si applica l’aliquota agevolata sulla cessione di terreno edificabile

Anche per i corrispettivi derivanti dalla cessione del terreno edificabile, si applica l’aliquota IRAP agevolata prevista per i produttori agricoli nella misura dell’1,9%.

I produttori agricoli titolari di reddito agrario di cui all’art. 32 del TUIR sono soggetti passivi dell’Irap, ad esclusione di quelli con volume di affari annuo non superiore a 7.000 euro che si avvalgono del regime speciale IVA (previsto dall’art. 34, comma 6, del D.P.R. n. n. 633/1972), tranne che non abbiano rinunciato all’esonero (ai sensi del quarto periodo del citato comma 6 dell’art. 34).

Ai sensi dell’art. 9, comma 1, del D. Lgs. n. 446/1997, i produttori agricoli (imprenditori individuali e società semplici) titolari di reddito agrario, rientranti nei limiti previsti dall’art. 32 del TUIR, determinano il valore della produzione netta sulla base della differenza tra l’ammontare dei corrispettivi soggetti a registrazione ai fini IVA e l’ammontare degli acquisti inerenti l’attività agricola soggetti a registrazione ai fini IVA.

La circolare 141/E/1998 ha chiarito che, per quanto riguarda i corrispettivi, occorre fare riferimento al volume d’affari aumentato delle cessioni di beni ammortizzabili e dei passaggi interni.

Per cui, in base a tale norma non è possibile escludere dalla base imponibile IRAP i corrispettivi derivanti dalla cessione dei terreni divenuti edificabili.

Peraltro, i corrispettivi percepiti per la cessione da parte di un imprenditore agricolo di un terreno utilizzato nell’ambito della propria attività ed avente natura edificatoria rientrano per il loro intero ammontare nell’ambito di applicazione dell’IVA.

Infatti, in relazione alla cessione di terreni edificabili non opera l’esclusione dall’IVA disposta dall’art. 2, comma 3, lettera c), del DPR n. 633/72.

Ne consegue che i corrispettivi delle cessioni devono essere in ogni caso compresi – poiché soggetti a registrazione ai fini IVA – nella base imponibile IRAP.

Ai fini della determinazione dell’aliquota applicabile, la Legge Finanziaria 2008 ha modificato la normativa IRAP al fine di prevedere che per i soggetti che operano nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca e loro consorzi, “per il periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 1998 e per i nove periodi d’imposta successivi l’aliquota è stabilita nella misura dell’1,9 per cento; per il periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2008, l’aliquota è stabilita nella misura del 3,75 per cento”.

In sostanza, con la norma contenuta nell’art.1 della legge n. 244/2007 (Legge Finanziaria 2008) è  stata prorogata l’aliquota Irap nella misura originariamente prevista dell’1,90% anche per l’esercizio 2007.

Tale aliquota ridotta si applica per la parte di base imponibile corrispondente all’esercizio di una attività agricola rientrante nei limiti dell’art. 32 del TUIR.

Pertanto, qualora l’attività agricola esercitata dal contribuente rientri nei suddetti limiti, anche con riferimento ai corrispettivi realizzati con la cessione, nel 2007, del terreno edificabile risulta applicabile l’aliquota agevolata dell’1,90%.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 18/11/2008, n. 445/E)

 

 

 

5) Operazioni societarie: Fiscalità su donazioni e conferimenti di partecipazioni azionarie

Sono escluse dal pagamento dell’imposta di donazione le partecipazioni societarie cedute a titolo gratuito da padre a figlia purché questa si impegni a mantenerne il controllo per almeno un quinquennio

In particolare, le donazioni di partecipazioni in società di persone sono esenti solo se il beneficiario si impegna, con apposita dichiarazione, a proseguire l’attività imprenditoriale per almeno cinque anni dalla data di trasferimento.

In caso contrario, qualora entro il quinquennio scelga di cedere la partecipazione donata, tale beneficiario sarà tenuto a pagare l’imposta sulla plusvalenza realizzata.

Non è neppure esente ed è, quindi, soggetto all’imposta di donazione e successione con aliquota al 4% anche il pacchetto azionario donato che non consente di acquisire o integrare il controllo diretto della holding.

Peraltro, ai fini delle imposte dirette, la donazione di una partecipazione non comporta il realizzo di plusvalenze in capo al donante.

Tuttavia, come chiarito nella circolare n. 165/E del 24/6/1998 e nella circolare 52/E del 10/12/2004, nel caso di successiva cessione a titolo oneroso, ai fini della determinazione dei redditi diversi il contribuente che ha acquisito la partecipazione per donazione deve assumere come “costo di acquisto” il costo che il donante avrebbe assunto come costo o valore di acquisto, qualora, invece di donare l’attività finanziaria di cui abbia il possesso, l’avesse ceduta a titolo oneroso.

Inoltre, nell’ipotesi di una cessione di partecipazione ricevuta in donazione occorre tenere conto della disposizione antielusiva contenuta nell’art. 16, comma 1, della legge 18/10/2001, n. 383, conseguente all’abolizione dell’imposta sulle successioni e donazioni.

Tale disposizione prevede che il beneficiario di un atto di donazione o di altra liberalità tra vivi, avente ad oggetto valori mobiliari inclusi nel campo di applicazione dell’imposta sostitutiva di cui all’art. 5 del D.Lgs. 21/11/1997, n. 461, ovvero un suo avente causa a titolo gratuito, qualora ceda i suddetti valori entro i cinque anni successivi all’atto di liberalità, è tenuto al pagamento dell’imposta sostitutiva sulla plusvalenza realizzata come se la donazione non fosse stata fatta.

In sostanza, come ha chiarito la circolare n. 91/E del 18/10/2001, “il beneficiario è tenuto a determinare il reddito diverso di natura finanziaria con gli stessi criteri che avrebbe dovuto seguire il donante, anche per quanto attiene all’individuazione dell’entità della partecipazione trasferita e, quindi, per stabilire se la stessa costituisce una partecipazione qualificata o non qualificata”.

In sostanza, se il beneficiario della donazione cede la partecipazione nei cinque anni successivi all’atto di liberalità, deve corrispondere l’imposta sostitutiva di cui al D.Lgs. n. 461/1997 come se il dante causa dell’atto di liberalità avesse compiuto direttamente la cessione a titolo oneroso (circolare del 4/8/2004, n. 35/E).

Inoltre, l’art. 177 del TUIR non può essere applicato a situazioni in cui la ragione prevalente dello scambio di partecipazioni risieda nella volontà di transitare “in neutralità fiscale” dal regime di tassazione IRPEF riservato alle persone fisiche non imprenditori, a quello più favorevole dell’IRES (si pensi, ad esempio, alla tassazione dei dividendi ed al regime della participation exemption).

Diversamente, si verificherebbe un salto di imposta, in contrasto con l’art. 9 del TUIR (regola del valore normale).

Infine, le operazioni di conferimento mediante scambio di partecipazioni rientrano nel novero dell’art. 37-bis del DPR n. 600/1973.

Pertanto, rimane il potere dell’Amministrazione finanziaria di disconoscere i vantaggi tributari conseguenti a dette operazioni, qualora le stesse siano prive di valide ragioni economiche, finalizzate ad ottenere un indebito risparmio di imposta (nel caso di specie aggiramento dell’art. 9 del TUIR in base al quale “in caso di conferimenti o apporti in società o in altri enti si considera corrispettivo conseguito il valore normale dei beni e dei crediti conferiti”).

Per ultimo, ai fini dell’imposta di registro al conferimento di azioni (contestuale alla donazione della quota di partecipazione al capitale sociale della S.a.s.) si applica l’art. 4 della Tariffa allegata al medesimo TUR con l’assoggettamento all’imposta di registro in misura fissa (€ 168,00).

(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 18/11/2008, n. 446/E)

 

 

 

6) Brevi fiscali

 

– Rilevazioni contabili: Sopravvenienza passiva per errori di rilevazione dei fatti di gestione

“Se la sopravvenienza deriva da una variazione dei cambi e pertanto rientra nella attività ordinaria d’impresa non deve essere inclusa tra gli oneri straordinari”.

(Commissione Tributaria Provinciale Reggio Emilia, Sentenza, Sez. I, 02/10/2008, n. 1571/08, in Il Quotidiano Ipsoa del 18/11/2008)

 

 

– Certificazione degli utili e dei proventi equiparati (2009)

E’ stato approvato il nuovo schema di certificazione degli utili e dei proventi equiparati (CUPE 2009) corrisposti nel 2008 e le relative istruzioni (Provvedimento del 18/11/2008).

Dovrà essere rilasciata, entro il 28 febbraio 2009, ai contribuenti residenti nel territorio dello Stato, la certificazione degli utili e dei proventi equiparati in qualunque forma corrisposti nel corso del 2008.

Tra le novità principali la stessa Agenzia delle Entrate ha segnalato la rideterminazione delle percentuali di concorso al reddito complessivo dei dividendi, delle plusvalenze e delle minusvalenze.

Nel nuovo schema di certificazione sono stati inseriti appositi campi per l’indicazione dell’importo dei dividendi e dei proventi ad essi equiparati percepiti nel 2008 in relazione ad utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007.

In base alle nuove regole (decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 2/04/2008) tali somme concorrono nella dichiarazione dei redditi (730/2009 ed UNICO 2009) alla formazione del reddito complessivo del percettore nella misura del 49,72%.

(Direttore Agenzia delle Entrate, protocollo n. 168178/2008, Provvedimento del 18/11/2008,  pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate ai fini ufficiali il 18/11/208)

 

 

– Accertamento – Accessi: anche per la pertinenza serve l’autorizzazione

“Sono illegittimi gli accertamenti compiuti dalla G.D.F., senza la necessaria autorizzazione della magistratura, in un laboratorio che costituisce pertinenza dell’abitazione del contribuente”.

(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 04/11/2008, n. 26454, in Il Quotidiano Ipsoa del 18/11/2008)

 

 

– Pensione complementare: Il lavoratore può rinviare la liquidazione

“L’iscritto al fondo pensione, maturati i requisiti, può procrastinare l’accesso alla prestazione complementare, anche se cessano i versamenti contributivi”.

(Circolare COVIP 14/11/2008, n. prot. 6522, in Il Quotidiano Ipsoa)

 

Condoni, notificate cartelle per 5,2 mld a chi ha sanato e non versato: Procedura di riscossione attualmente in corso

“Tutte le attività per recuperare i 5,2 miliardi condonati e non versati spontaneamente dai contribuenti che hanno aderito ai condoni del 2002 – 2003 sono già state poste in essere.

L’Agenzia delle Entrate, in merito a quanto sottolineato dalla Corte dei Conti nella relazione sulle sanatorie fiscali, precisa che tutti i ruoli sono stati consegnati a Equitalia, che a sua volta ha già provveduto a notificare ai contribuenti interessati le relative cartelle di pagamento.

La procedura di riscossione è pertanto pienamente in corso.

L’Agenzia informerà periodicamente la Corte dei Conti sugli esiti delle attività poste in essere da Equitalia”.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 18/11/2008)

 

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A cura di Vincenzo D’Andò


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