Novità fiscali del 14 novembre 2008: spese di rappresentanza per le imprese: il nuovo Decreto che fissa i paletti dell’inerenza e della congruità già dal 2008; controlli formali del modello Unico: si può ricorrere contro la cartella di pagamento per assenza del presupposto IRAP; terreni e fabbricati: per lo scorporo l’edificio deve essere “significativo”; IVA: prestazioni di intermediazione rese da soggetto non residente

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Indice:


 


1) Controlli formali del modello Unico: Si può ricorrere contro la cartella di pagamento per assenza del presupposto IRAP


 


2) Spese di rappresentanza per le imprese: Ecco il Decreto che fissa i paletti dell’inerenza e della congruità già dal 2008


 


3) Terreni e fabbricati: Per lo scorporo l’edificio deve essere “significativo”


 


4) IVA: Prestazioni di intermediazione rese da soggetto non residente


 


5) Brevi fiscali


 


 


1) Controlli formali del modello Unico: Si può ricorrere contro la cartella di pagamento per assenza del presupposto IRAP


E’ nulla la cartella di pagamento contenente l’iscrizione a ruoli di importi relativi all’imposta regionale sulle attività produttive scaturenti dalla fase dell’azione di controllo effettuata dall’Agenzia delle Entrate in relazione al Modello Unico presentato dal contribuente con sola compilazione del quadro IQ (relativo all’IRAP), ma senza averne eseguito i conseguenti versamenti di imposta dichiarati.


Infatti, la Commissione Tributaria Provinciale di Treviso con la sentenza n. 75/2008 ha ammesso l’impugnazione di una cartella di pagamento emessa a seguito del controllo formale delle dichiarazioni ai sensi dell’art. 36 bis del D.P.R. n. 600/1973, non per vizi propri della cartella, ma per il presupposto su cui si fonda il contenuto.


In particolare, la C.T.P. di Treviso ha accolto il ricorso presentato da un contribuente (nel caso di specie un Dottore Commercialista) per la circostanza che il software ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, fornito gratuitamente per la compilazione e l’invio telematico del modello Unico, ha compilato in maniera automatica il quadro relativo all’Irap per tutti i professionisti che hanno dichiarato redditi propri e ciò indipendentemente dalla sussistenza o meno del presupposto impositivo.


Ne deriva che è grazie all’impugnazione della relativa cartella che il contribuente, il quale ritiene di non dovere essere soggetto al tributo, può fare valere le proprie ragioni.


Le osservazioni della C.T.P. di Treviso contenute nella sentenza.


A tal fine, la Commissione Tributaria di Treviso, con la citata sentenza ha osservato che:


“Il contribuente per l’anno 2004 ha compilato il quadro relativo all’IRAP al solo scopo di evitare la segnalazione, così da evitare lo scarto della propria dichiarazione con il conseguente impedimento nell’invio telematico.


Infatti il software ufficiale, fornito gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate per la compilazione e l’invio telematico del modello Unico, provvede automaticamente ed in via forzosa alla compilazione del quadro IQ per tutti i professionisti che dichiarano redditi propri, a prescindere dalla sussistenza o meno del presupposto impositivo.


Visto che la dichiarazione dei redditi è considerata una manifestazione di scienza più che di volontà, è possibile in epoca successiva la ritrattazione, con il ricorso di prima istanza.


È ciò che il contribuente ha fatto, impugnando l’atto che richiedeva l’imposta, a suo avviso, non dovuta.


In tal senso anche la sentenza 15063 del 17/01/2002 della Corte di Cassazione, la quale in tema di ritrattabilità delle dichiarazioni, riconosce al contribuente, la possibilità di emendare e ritrattare, in tutto o in parte, “ogni dichiarazione dei redditi che risulti, comunque, frutto di un errore del dichiarante nella relativa redazione, sia tale errore testuale o extratestuale, di fatto o di diritto, quando da esso possa derivare l’assoggettamento del dichiarante medesimo ad oneri contributivi diversi, o più gravosi, di quelli che per legge devono restare e suo carico”.


E poiché, nel caso di cui ci si occupa, il primo atto dell’A.F. conseguente al preteso “indebito assoggettamento del reddito all’imposta IRAP” è stata la cartella, con l’impugnazione della stessa, il contribuente ha inteso contestare la debenza di tale tributo.


Così come chiarito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 156 del 21/05/2001, l’IRAP non è un’imposta sul reddito, ma un’imposta di carattere reale che colpisce il valore aggiunto prodotto dall’attività autonomamente organizzata, pertanto la mancanza di una struttura organizzativa autonoma determina la non assoggettabilità al tributo.


Nella fattispecie, l’assenza di dipendenti o collaboratori, in assenza di studio ed in presenza di pochi beni strumentali, oltre a quelli minimi indispensabili, consente l’esclusione dall’assoggettabilità all’IRAP”.


(Commissione Tributaria Provinciale di Treviso con la sentenza del 20/10/2008, n. 75)


 


 


 


2) Spese di rappresentanza per le imprese: Ecco il Decreto che fissa i paletti dell’inerenza e della congruità già dal 2008


Le spese di rappresentanza, ai sensi dell’art. 108 del TUIR, sono deducibili nel periodo d’imposta in cui vengono sostenute se possiedono i requisiti di inerenza e congruità (stabiliti con il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, si veda in seguito), anche in funzione della natura e della destinazione delle stesse, del volume dei ricavi dell’attività caratteristica dell’impresa e dell’attività internazionale dell’impresa.


Sono comunque deducibili le spese relative a beni distribuiti gratuitamente di valore unitario non superiore a 50 euro.


Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze reso noto il 13/11/2008, in attesa di pubblicazione sulla G.U.


Finalmente, il 13/11/2008, è stata resa nota la bozza del suddetto Decreto che contiene le seguenti disposizioni


Le spese di rappresentanza si considerano inerenti all’esercizio dell’attività di impresa esercitata:


Ove siano effettivamente sostenute e documentate, le spese per erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, effettuate con finalità promozionali odi pubbliche relazioni e il cui sostenimento risponda a criteri di ragionevolezza in funzione dell’obiettivo di generare, anche potenzialmente, benefici economici per l’impresa ovvero sia coerente con pratiche commerciali di settore. Costituiscono, in particolare, spese di rappresentanza:


a) le spese per viaggi turistici in occasione dei quali siano programmate e in concreto svolte significative attività promozionali dei beni o dei servizi la cui produzione o il cui scambio costituisce oggetto dell’attività caratteristica dell’impresa;


b) le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o di festività nazionali o religiose;


c) le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione dell’inaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti dell’impresa;


d) le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa;


e) ogni altra spesa per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente, inclusi i contributi erogati gratuitamente per convegni, seminari e manifestazioni simili il cui sostenimento risponda ai criteri di inerenza adesso finalmente indicati.


Riferimento all’ammontare dei ricavi dell’impresa: Limiti da rispettare


Tali spese sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento (quindi, per cassa e non per competenza), sono commisurate all’ammontare dei ricavi e proventi della gestione caratteristica dell’impresa risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa allo stesso periodo in misura pari:






a) all’1,3% dei ricavi e altri proventi fino a euro 10 milioni;


b) allo 0,5% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a  50 milioni;


c) allo 0,1% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 50 milioni.


Spese sostenute dalle imprese di nuova costituzione


Per le imprese di nuova costituzione, le spese sostenute nei periodi d’imposta anteriori a quello in cui sono conseguiti i primi ricavi, possono essere portate in deduzione dal reddito dello stesso periodo e di quello successivo se e nella misura in cui le spese sostenute in tali periodi siano inferiori all’importo deducibile.


Ai fini della determinazione dell’importo deducibile, non si tiene conto delle spese relative a beni distribuiti gratuitamente di valore unitario non superiore a 50 euro, deducibili per il loro intero ammontare.


Non costituiscono spese di rappresentanza e non sono, pertanto, soggette ai suddetti limiti previsti, le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute per ospitare clienti, anche potenziali, in occasione di mostre, fiere, esposizioni ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa o in occasione di visite a sedi, stabilimenti o unità produttive dell’impresa.


Imprese che organizzano manifestazioni fieristiche e altri eventi simili


Per le imprese la cui attività caratteristica consiste nell’organizzazione di manifestazioni fieristiche e altri eventi simili, non costituiscono spese di rappresentanza e non sono, pertanto, soggette ai citati limiti, le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute per ospitare clienti, anche potenziali, sostenute nell’ambito di iniziative finalizzate alla promozione di specifiche manifestazioni espositive o altri eventi simili.


Spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute direttamente dall’imprenditore individuale in occasione di trasferte


Non sono soggette, altresì, ai predetti limiti le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute direttamente dall’imprenditore individuale in occasione di trasferte effettuate per la partecipazione a mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti beni e servizi prodotti dall’impresa o attinenti all’attività caratteristica della stessa.


Tenuta di documentazione che dettaglia i dati dell’evento


La deducibilità delle erogazioni e delle spese indicate nel presente comma è, tuttavia, subordinata alla tenuta di un’apposita documentazione dalla quale risultino anche le generalità dei soggetti ospitati, la durata e il luogo di svolgimento della manifestazione e la natura dei costi sostenuti.


Ulteriori indicazioni possono essere richieste dall’Agenzia delle Entrate


L’agenzia delle Entrate e gli organi di controllo competenti possono invitare i contribuenti a fornire indicazione, per ciascuna dei suddetti eventi, dell’ammontare complessivo, distinto per natura, delle erogazioni effettuate nel periodo d’imposta e dell’ammontare dei ricavi e proventi derivanti dalla gestione caratteristica dell’impresa assunti a base di calcolo della percentuale di prevista deducibilità.


Controlli anche per le piccole spese


L’invito può riguardare anche l’ammontare complessivo delle spese relative ai beni distribuiti gratuitamente di valore unitario non superiore a 50 euro e l’ammontare complessivo delle spese.


Applicazione delle novità contenute nel Decreto che attende la pubblicazione in G.U.


Tali neo disposizioni si applicano alle spese sostenute a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2007, quindi interessano anche il periodo d’imposta 2008.


D.L. n. 112/2008, convertito in Legge n. 133/2008 (cd. Manovra d’estate)


Si ricorda, che per effetto del D.L. n. 112/2008, a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2008 (dal 2009 per chi ha l’esercizio coincidente con l’anno solare) verrà limitata al 75% la deducibilità delle spese relative ai servizi alberghieri e di ristorazione, escluse quelle sostenute dai dipendenti e collaboratori in trasferta che rimarranno deducibili senza il rispetto di tale limite.


Spese di rappresentanza per le imprese


Riguardo le spese di rappresentanza, come è noto, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2007 e, quindi, dal 2008 (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare) le spese di rappresentanza sono deducibili per intero nell’esercizio in cui sono sostenute, a condizione però che rispettino determinati requisiti di inerenza e congruità che devono ancora essere stabiliti da un decreto del Ministero dell’Economia.


A partire dal 2009 tale norma andrà, quindi, coordinata con la nuova limitazione alla deducibilità pari al 75%.


                                                  


 










Sono spese di rappresentanza


Limiti fissati dal Decreto


 


– spese per viaggi turistici per svolgimento di significative attività promozionali dei beni o di servizi la cui produzione o il cui scambio costituisce oggetto dell’attività caratteristica dell’impresa;


– spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o di festività nazionali o religiose;


– spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento per inaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti dell’impresa;


– spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento per mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa;


– ogni altra spesa per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente, inclusi i contributi erogati gratuitamente per convegni, seminari e manifestazioni simili il cui sostenimento risponda ai criteri di inerenza aziendali.


 


Le deduzione delle spese di rappresentanza è possibile entro:


– 1,30% dei ricavi e altri proventi fino a euro 10 milioni;


– 0,50% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a  50 milioni;


– 0,10% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 50 milioni.


N.B. Dal 2009, tali spese dovranno essere coordinate con la nuova limitazione alla deducibilità pari al 75% della spesa effettuata.


                                                             


                                                                 


 








Non sono spese di rappresentanza: Quindi la deduzione non subisce limiti


 


– Per chi organizza manifestazioni fieristiche e altri eventi simili, non costituiscono spese di rappresentanza le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute per ospitare clienti;


 


le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute direttamente dall’imprenditore individuale in occasione di trasferte effettuate per la partecipazione a mostre, fiere, ed eventi simili


 


 


 


 


 


3) Terreni e fabbricati: Per lo scorporo l’edificio deve essere “significativo”


Se sull’area acquisita esiste un edificio che non é “significativo” non si può applicare la procedura di scorporo del valore del terreno da quello del fabbricato.


Pertanto, il valore fiscalmente ammortizzabile è pari al costo effettivamente sostenuto per la realizzazione del fabbricato.


Ai fini dell’applicazione della particolare disciplina occorre preliminarmente verificare se, al momento del conferimento di un complesso immobiliare, il contribuente abbia acquisito o meno un “edificio significativo” di cui all’art. 2645-bis c.c. (lo è l’edificio nel quale sia stato eseguito il rustico, comprensivo delle mura perimetrali delle singole unità, e sia stata completata la copertura).


Infatti, in presenza di un “edificio significativo” il valore complessivo del fabbricato, in relazione al quale applicare le particolari disposizioni, deve essere comprensivo dei costi incrementativi sostenuti per renderlo pienamente funzionale, ovvero di quelli sostenuti fino all’entrata in funzione del bene nel ciclo produttivo (circolare del 19 gennaio 2007, n. 1/E).


Nel caso di specie, così come è risultato dalla perizia di stima, una società ha acquisito un’area sulla quale esistevano delle opere (fondazione stradale, recinzione, tubazioni, piazzale e marciapiedi, segnaletica, aiuole ecc.) non idonee a configurare un “edificio significativo”.


Su tale area la società ha poi costruito un capannone.


In tali casi, come si evince dalla circolare n. 1/E del 2007, non è applicabile la procedura di scorporo del valore del terreno da quello del fabbricato prevista dal comma 7 dell’art. 36 del D.L. n. 223/2006, poiché il valore fiscalmente ammortizzabile è pari al costo effettivamente sostenuto per la realizzazione del fabbricato.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 12/11/2008, n. 434/E)


 


 


 


4) IVA: Prestazioni di intermediazione rese da soggetto non residente


Le intermediazioni rese da un professionista che agisce in nome e per conto di terzi sono soggette all’Iva in Italia quando vengono in tale luogo effettuate.


Lo prevede la nuova lettera f-quinquies del quarto comma dell’articolo 7 del Dpr 633/1972, così come modificata dalla Finanziaria per il 2007.


In generale, quindi, le intermediazioni effettuate da un soggetto che agisce in nome e per conto di terzi (intermediario con rappresentanza) sono soggette all’IVA in Italia quando è ivi effettuata l’operazione principale cui l’intermediazione si riferisce.


Tuttavia, qualora il committente sia un soggetto passivo identificato in un altro Stato membro dell’Unione Europea, la prestazione di intermediazione si considera territorialmente rilevante in tale Paese, mentre si considerano effettuate in Italia le prestazioni di intermediazione rese a soggetto di imposta identificato ai fini IVA in Italia.


Ne consegue che a essere debitrice dell’Iva nei confronti dell’Erario è la società, in veste di committente del servizio.


Su questa ricade dunque l’obbligo di emettere autofattura, come previsto dall’articolo 17, terzo comma, del decreto Iva.


Infine, riguardo il regime di imponibilità cui assoggettare le operazioni:


– le intermediazioni relative alle cessioni all’esportazione, sia con invio dei beni dall’Italia che con invio dei beni da altro Stato membro, sono soggette al regime di non imponibilità all’IVA, ai sensi dell’art. 9, primo comma, n. 7, del D.P.R. n. 633 del 1972;


– le intermediazioni relative alle cessioni intracomunitarie con beni in partenza dall’Italia, sono soggette ad imposta con l’aliquota del 20%.


Infine, per quanto riguarda l’ipotesi di operazioni di intermediazione che si riferiscono ad acquisiti e cessioni di beni che si perfezionano al di fuori del territorio comunitario, tali operazioni non devono essere assoggettate ad imposta per carenza assoluta del requisito territoriale, con la conseguenza che il committente nazionale non sarà tenuto, ai fini IVA, ad emettere autofattura.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 12/11/2008, n. 437/E)


 


 


 


5) Brevi fiscali






 


– Imposta di registro: Assoggettamento dell’atto di rinunzia al legato


L’assoggettamento dell’atto di rinunzia al legato a imposta di registro in misura fissa o in misura proporzionale dipende dalla circostanza che non vi sia stata o meno un’accettazione da parte del destinatario.


Nel caso di specie, l’atto di rinunzia va registrato in termine fisso e ad esso si applica l’imposta di registro nella misura fissa.


Viceversa, nell’ipotesi che l’atto di rinunzia al legato intervenga dopo l’accettazione – anche tacita – del legato stesso, la rinuncia al diritto acquisito con il legato comporta l’obbligo di registrazione in termine fisso con applicazione dell’imposta di registro in misura proporzionale.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 12/11/2008, n. 435/E)


 


 


– Finanziaria 2009: la Camera approva


La Camera ha dato il via libera alla Finanziaria per il 2009 con 295 sì e 241 no. Il testo passa ora all’esame del Senato.


Tra le novità introdotte nel corso dell’esame in aula a Montecitorio le maggiori risorse che si libereranno nel 2009, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, saranno utilizzate per ridurre la pressione fiscale «nei confronti dei lavoratori dipendenti e pensionati con reddito medio-basso».


(di Nicoletta Cottone in Il Sole 24 Ore del 13/11/2008)


 


– Contributo unificato per le spese di giustizia: Niente imposta di bollo


La relazione del consulente tecnico di parte è soggetta al “contributo unificato di iscrizione a ruolo dei procedimenti giurisdizionali civili, penali e amministrativi” – che nell’ipotesi di gratuito patrocinio va prenotato a debito – ed esenta dall’imposta di bollo.


Ciò perché i documenti necessari per predisporre un atto processuale rientrano nella categoria degli atti funzionali al procedimento.


Naturalmente, rimane immutata la disciplina sul bollo per le domande e le istanze presentate da terzi e non collegate ai processi.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 12/11/2008, n. 436/E)


 


 


– IVA: Canoni di concessione di un impianto eolico


Si applica l’Iva ordinaria sul canone di concessione versato da una società per il diritto di utilizzo di un impianto eolico di cui la stessa è incaricata anche della relativa progettazione, esecuzione, gestione e manutenzione.


Il contratto di “concessione d’uso” stipulato tra le parti, infatti, non figura tra le fattispecie assoggettate dal legislatore ad aliquota ridotta.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 12/11/2008, n. 438/E)


 


 


– Operazioni assimilate alle esportazioni ai sensi dell’art. 8-bis, lettera e), del D.P.R. IVA


Sono non imponibili IVA solo le prestazioni di servizi tassativamente richiamate dall’art. 8-bis del decreto Iva (D.P.R. n. 633/1972).


L’Agenzia delle Entrate, esaminando un contratto avente a oggetto il servizio di spegnimento degli incendi boschivi mediante aeromobili – stipulato da un organo dello Stato con un’associazione temporanea d’impresa – ha precisato che la prestazione complessa di sevizi non rientra tra quelle elencate dalla norma agevolativa.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 12/11/2008, n. 439/E)


 


 


– Depositi IVA: Chiarimenti delle Entrate


L’Agenzia delle Entrate ha fornito diversi chiarimenti in merito alla disciplina dei depositi IVA.


I depositi doganali possono essere utilizzati anche come depositi IVA, senza ulteriore specifica autorizzazione, a condizione, tuttavia, che il gestore del deposito ne dia apposita comunicazione all’Ufficio doganale competente alla vigilanza sul relativo impianto.


Acquisto delle autovetture cedute dalla società inglese.


L’acquisto delle autovetture dalla società inglese quando le stesse non sono ancora state introdotte in Comunità, costituisce operazione fuori dell’ambito di applicazione dell’IVA per carenza del presupposto territoriale; pertanto, il rappresentante fiscale in Italia della società francese riceve una fattura senza applicazione dell’IVA riferita a merce allo stato estero.


Manipolazioni usuali in depositi doganali.


Le “manipolazioni usuali” effettuate sui beni introdotti in deposito doganale, sono fatturate dal prestatore in regime di non imponibilità ai sensi dell’art. 9, comma 8, del DPR n. 633 del 1972.


L’importo della prestazione, tuttavia, aumenta il valore in dogana su cui calcolare l’IVA al momento della importazione definitiva.


Infine, il documento delle Entrate contiene altri chiarimenti in materia.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 12/11/2008, n. 440/E)


 


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 

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