Ipoteca dell’intera palazzina condominiale in cui è presente l’unità immobiliare del ricorrente


         Lo strumento dell’iscrizione di ipoteca assurge a strumento reale di garanzia esercitabile da parte dell’Agente della riscossione direttamente sugli immobili del debitore. Per effetto dell’iscritta ipoteca, l’agente della riscossione diviene creditore ipotecario ex art. 2808 del codice civile, divenendo titolare non solo del diritto di espropriare, anche nei confronti del terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia del suo credito, ma anche di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall’espropriazione.


         Non giova, tuttavia, all’Agente della riscossione ipotecare l’intera palazzina condominiale in cui è presente l’unità immobiliare del ricorrente. In particolare, è irregolare la iscrizione ipotecaria eseguita senza l’individuazione dei subalterni catastali relativi alla porzione  immobiliare interessata, e ciò in violazione dell’art. 2841 del codice civile. Tale interessante assunto è stato precisato dalla recente sentenza n. 374 del 2 ottobre 2008 della Commissione Tributaria Regionale di Roma sez. 1.


 


         L’iter logico–giuridico adottato da tale pronuncia si è così sviluppato:


è bene evidente, pertanto, che il caso a quo, si inquadra nelle disposizioni recate dall’art. 2841 del codice civile, il quale recita tra l’altro che “l’omissione o l’inesattezza di alcune delle indicazioni nel titolo, in base al quale è presa l’iscrizione, o nella nota non nuoce alla validità dell’iscrizione, salvo che induca incertezza sulla persona del creditore o del debitore o sull’ammontare del credito ovvero sulla persona del proprietario del bene gravato, quando l’indicazione ne è necessaria, o sull’identità dei singoli beni gravati”. A tale proposito, seguendo l’indirizzo della Suprema Corte di Cassazione (sentenza n. 14675 del 2.10.2003), che non si ha motivo di non condividere, in base al quale è stato sancito che “Premesso che l’iscrizione ipotecaria ha natura di pubblicità costitutiva, e che essa prende grado al momento della sua iscrizione, ex art. 2841 c.c., ogni volta che si verifichi una omissione, una inesattezza o una incertezza nei titoli o nelle note di iscrizione ipotecaria, che determini a sua volta incertezza sulla identità degli immobili gravati, ne consegue la nullità dell’iscrizione ipotecaria”.           Conseguentemente, in accoglimento dell’appello, l’iscrizione ipotecaria per la quale si controverte va annullata.



OSSERVAZIONI


 


         A norma dell’art. 2826 c.c., 2939 (recte, art. 2839 c.c.) e art. 2841 c.c., l’iscrizione ipotecaria è nulla qualora le incertezze ed omissioni in essa contenute inducano incertezza nell’individuazione dei beni gravati, fermo restando la natura di pubblicità costitutiva dell’iscrizione ipotecaria, la quale prende grado dal momento della sua iscrizione (art. 2852 c.c.), L’ articolo 2841 del cc disciplina le omissioni, le inesattezze e le incertezze nei titoli o note di iscrizione ipotecaria o e tra le varie ipotesi alternativamente previste (l’omissione o inesattezza può riguardare anche una sola delle indicazioni relative all’immobile gravato previste dall’art. 2826 c.c.: Cass. n. 4421/77), contempla quella della incertezza nella nota, sulla identità dei singoli beni gravati: ipotesi, quest’ultima che comporta la nullità dell’iscrizione ipotecaria.


 


         Spetta alle Commissioni tributarie il controllo sulle modalità di riscossione coattiva demandate al concessionario in tema di iscrizione ipotecaria (si pensi all’ipotesi in cui il concessionario, nonostante lo sgravio della cartella da parte dell’ufficio, non abbia provveduto alla richiesta di cancellazione dell’ipoteca; si pensi all’ipotesi in cui il concessionario abbia iscritto l’ipoteca su beni di cui il debitore non era più proprietario, atteso che l’ipoteca in tal caso è inesistente ed il creditore ha l’obbligo di cancellarla a sue spese; si pensi all’ipotesi in cui il concessionario, nonostante la sopravvenuta perdita di titolo esecutivo da parte ruolo per effetto del condono ex l. n. 289 del 27 dicembre 2002 non abbia  provveduto alla richiesta di cancellazione dell’ipoteca; si pensi ai frequenti casi di omonimia).


 


         Non è consentito al giudice tributario di accertare se vi sia stato da parte del concessionario o dell’ufficio in tema di iscrizione di ipoteca un comportamento colposo tale che, in violazione della norma primaria del neminem laedere, abbia determinato la violazione di un diritto soggettivo del contribuente. Sussiste la possibilità di chiunque si ritenga leso dall’esecuzione di agire, dopo il compimento dell’esecuzione contro il concessionario per chiedere ex art. 59 del D.P.R. n. 602/1973 nei confronti del concessionario il risarcimento del danno subito; la proponibilità della domanda di risarcimento del danno da chi si ritenga leso dalla procedura esattoriale è condizionata al previo compimento dell’esecuzione stessa (Cassazione, sez. I, sent. N. 7533 del 23 maggio 2002). Il concessionario nelle liti promosse contro di lui, che non riguardano esclusivamente la regolarità o la validità degli atti esecutivi, deve chiamare in causa, ex art. 39 del D.lg. n. 112 del 13 aprile 1999, l‘ente creditore interessato: in mancanza risponde delle conseguenze della lite. Qualora, peraltro, tale chiamata in causa sia avvenuta, la responsabilità dell’ente creditore può essere riconosciuta e quantificata soltanto dal giudice e non può derivare dall’unilaterale pretesa del concessionario, tendente a traslatare in capo allo stesso ente gli eventuali esiti negativi dei giudizi.


         Alla luce della differenza tra danno biologico, danno morale e danno esistenziale, possono essere configurati , in astratto, a causa dell’uso distorto o illegale dell’ipoteca: a) la lesione della sfera di libera autodeterminazione dell’individuo ossia la sfera d’esplicazione personale (cosiddetto danno esistenziale); b) la lesione della sfera patrimoniale; c) la lesione della sfera biologica (danno alla salute   ovvero menomazione   della   integrità   psicofisica); d) la configurazione del danno morale. Un fattore limitante all’espansione eccessiva della  risarcibilità  del danno  non  patrimoniale  consiste  nella  necessità  della  sottoposizione all’onere della prova, da parte di chi che ne chieda il risarcimento, degli elementi che lo giustificano, senza poter  dare  ingresso  ad  aprioristici giudizi circa la  sua  presunta  esistenza. 


         Ioltre,  l’imputazione  della responsabilità extracontrattuale non consegue al mero dato obiettivo dell’illegittimità dell’azione ma richiede anche l’accertamento in concreto della  colpa. Gova precisare, infine, che l’accertamento se si versi in tema di inesattezza od invece di incertezza involge una questione di fatto come tale rimessa al giudice tributario del merito, la cui decisione non è sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata ed immune da vizi logici e giuridici.


 


Angelo Buscema


4 novembre 2008



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ALLEGATO


 


SEZIONE N…
REPUBBLICA ITALIANA REG.GENERALE
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N°…
UDIENZA DEL….
LA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE


DI ROMA


riunita con l’intervento dei Signori:
V. PROF. C.    Presidente


P. RAG.G.       Relatore
L. DOTT. F.    Giudice

ha emesso la seguente
sull’appello n. ………….
depositato il …………..
– avverso la sentenza N. …………….
emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di ROMA
contro CONCESSIONARIO EQUITALIA GERIT S.P.A.
proposto dal ricorrente:
AVV. M. V.


Via ………………………..00191 ROMARM
altre parti coinvolto:
AG.ENT.UFF. ROMA
Via……………….. 00153 ROMA RM
Atti impugnati:
CARTELLA DI PAGAMENTO TASSE AUTO 1999
ALTRO ASSENTE 1997 CASSA NAZ PREV
ALTRO ASSENTE 1999 CASSA NAZ PREV
ALTRO ASSENTE 2002 CASSA NAZ PREV


 


FATTO


L’avv. M. V. si opponeva alla iscrizione ipotecaria di cui alla cartella esattoriale n. …..notificatagli in data ………………. dalla GERIT Spa, per gli addebiti inerenti sanzioni amministrative per violazione del Codice della strada, l’omesso [pagamento della tassa automobilistica dell’anno 1999 e di contributi ed altri debiti previdenziali. In particolare il ricorrente sosteneva la irregolarità della iscrizione ipotecaria eseguita senza l’individuazione dei subalterni catastali relativi alla porzione immobiliare interessata, e ciò in violazione dell’art. 2841 del codice civile. In sostanza
era stata ipotecata l’intera palazzina condominiale in cui era presente l’unità immobiliare del ricorrente. Inoltre, deduceva l’avvenuta prescrizione dell’obbligo di pagamento della tassa automobilistica e l’inesistenza del debito contributivo per intervenuto condono previdenziale.
La Commissione tributaria provinciale di Roma con sentenza n. …………….depositata in data……….., ha respinto il ricorso per le tasse automobilistiche, mentre ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione per le altre questioni.


L’interessato propone appello avverso la sentenza di primo grado, poiché a suo dire illegittima, considerato che la stessa nulla dice in ordine alla sollevata questione della irregolarità della iscrizione a ruolo.


L’Agenzia delle Entrate, Ufficio di Roma 1, si costituita in giudizio chiedendo anzitutto, poiché estranea alla procedura esecutiva, l’estromissione dalla contestazione a qua. Quindi, contesta i motivi di appello del contribuente in quanto infondati in fatto e in diritto.


 
DIRITTO
In ordine al primo motivo dì censura dell’Ufficio resistente, ritiene il Collegio infondate le relative doglianze, alla luce della sentenza emessa dalle Sezioni Unite della Cassazione, n. …………… Infatti nel caso in esame, il contribuente, tra l’altro, ha lamentato la mancata preventiva notifica della cartella esattoriale n. …………………….. alla tassa automobilistica, senza che l’Ufficio finanziario abbia fornito la prova contraria in questa sede.


Ebbene, in tale situazione, la Suprema Corte ha stabilito il principio, che si condivide pienamente, che “la correttezza del procedimento di formazione della pretesa tributaria assicurata mediante il rispetto di una sequenza ordinata secondo una progressione di determinati atti, con le relative notificazioni, destinati, con diversa e specifica funzione, a farla emergere e a portarla nella sfera di conoscenza dei destinatari, allo scopo, soprattutto, di rendere possibile per questi ultimi un efficace esercizio del diritto di difesa. Nella prede sequenza, l’omissione della notificazione di un atto presupposto costituisce vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto consequenziale notificato e tale nullità può essere fatta valere dal contribuente mediante la scelta “di impugnare, per tale semplice vizio, l’atto consequenziale notifìcatogli ……..“ In tale caso “l’azione può essere svolta dal contribuente indifferentemente nei confronti dell’ente creditore o del concessionario e senza che tra costoro si realizzi una ipotesi di litisconsorzio”.


Passando ora al merito della questione dibattuta, è innegabile che la disposta iscrizione ipotecaria ha riguardato l’intero l’edificio condominiale sito in Roma, via…………, distinto in catasto al foglio …., particella …, mentre l’appellante, come si evince dalla copia dell’atto di assegnazione a rogito notaio M. del ………..prodotto in atti, è proprietario esclusivamente nell’ambito della particella suddetta della porzione di fabbricato distinta con il subalterno 1.


E’ bene evidente, pertanto, che il caso a quo, si inquadra nelle disposizioni recate dall’art. 2841 del codice civile, il quale recita tra l’altro che “l’omissione o l’inesattezza di alcune delle indicazioni nel titolo, in base al quale è presa l’iscrizione, o nella nota non nuoce alla validità dell’iscrizione, salvo che induca incertezza sulla persona del creditore o del debitore o sull’ammontare del credito ovvero sulla persona del proprietario del bene gravato, quando l’indicazione ne è necessaria, o sull’identità dei singoli beni gravati”.


A tale proposito, seguendo l’indirizzo della Suprema Corte di Cassazione (sentenza n. 14675 del 2.10.2003), che non si ha motivo di non condividere, in base al quale è stato sancito che “Premesso che l’iscrizione ipotecaria ha natura di pubblicità costitutiva, e che essa prende grado al momento della sua iscrizione, ex art. 2841 c.c., ogni volta che si verifichi una omissione, una inesattezza o una incertezza nei titoli o nelle note di iscrizione ipotecaria, che determini a sua volta incertezza sulla identità degli immobili gravati, ne consegue la nullità dell’iscrizione ipotecaria”.
Conseguentemente, in accoglimento dell’appello, l’iscrizione ipotecaria per la quale si controverte va annullata.


Per quanto concerne le spese processuali, le stesse restano compensate tra le parti, in relazione alla peculiarità della materia in trattazione.


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