Angolo dei quesiti di novembre

detrazione 36% per bed & breakfast; registrazione contratto preliminare per il mediatore; acquisto intracomunitario auto usata; diritti di segreteria per vidimazione registri di carico e scarico; codice tributo compensazione SSN autotrasportatori

QUESITO N. 1:  Detrazione 36% per bed & breakfast


          Le spese di ristrutturazione delle abitazioni private adibite promiscuamente anche all’esercizio di una attività di Bed and Breakfast possono usufruire della detrazione d’imposta del 36% prevista, ai fini Irpef, per il recupero del patrimonio edilizio?


 


RISPOSTA


          L’art. 1, comma 1, della legge n. 449/1997, che ha introdotto la detrazione IRPEF del 36% delle spese sostenute, ed effettivamente rimaste a carico del contribuente, per gli interventi di recupero su unità immobiliari a destinazione abitativa, riconosce l’applicabilità di tale beneficio fiscale unicamente sul reddito delle persone fisiche, non prodotto nell’esercizio di attività di impresa.


          Come già chiarito in passato dall’Agenzia, ai fini fiscali la compresenza dei padroni di casa e dei clienti nello stesso immobile spinge a non qualificare l’attività di B&B come un’attività d’impresa, ma come un’attività da cui si ricava quello che il Tuir definisce un reddito diverso.


          L’attività di bed & breakfast, esercitata in modo non sistematico o abituale, non rientra quindi tra quelle di sfruttamento dell’immobile per l’esercizio di attività di impresa, essendo questo destinato principalmente a soddisfare le esigenze abitative di coloro che offrono ospitalità, concorrendo a tassazione come reddito diverso, ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. i), del D.P.R. n. 917/1986.


          Pertanto la detrazione del 36% per gli interventi di ristrutturazione dell’unità immobiliare residenziale, utilizzata promiscuamente per l’esercizio dell’attività di bed & breakfast, è riconosciuta nella misura del 50% così come previsto per gli immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di arti, professioni, o di attività commerciale  (cfr. Circolare Ministeriale n. 57/E/1998).


 


 


QUESITO N. 2: Registrazione contratto preliminare per il mediatore


          In data 15.10.2008 una società di compravendita immobiliare vende un immobile commerciale ad un imprenditore per un valore di Euro 200.000,00.


          La stipula del contratto è avvenuta mediante l’intervento di un mediatore.


          Le parti hanno deciso che, al momento della stipula del preliminare, la parte acquirente versa il 25% dell’intero corrispettivo pattuito a titolo di caparra.


          Si chiede se il mediatore ha dei doveri/obblighi specifici in merito.


 


RISPOSTA


          A partire dal 1° gennaio 2007, la Finanziaria 2007 ha integrato il disposto dell’art. 10, D.P.R. 26.4.1986 n. 131, inserendo anche la figura dell’agente immobiliare tra i soggetti tenuti a richiedere la registrazione delle scritture negoziali (non autenticate) stipulate a seguito della sua attività.


          Tra le scritture private non autenticate di natura negoziale, stipulate a seguito della attività di mediazione, rientrano anche i contratti preliminari di compravendita di immobile.


          L’art. 1, comma 46 della Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007) ha, inoltre, previsto l’obbligo solidale, in capo agli agenti di mediazione iscritti negli appositi albi (articolo 2 della legge 39 del 2 febbraio 1989), di versare l’imposta dovuta sulla registrazione delle scritture private poste in essere nell’ambito della propria attività (nuovo comma 1 bis, articolo 57 Dpr n. 131/86).


          Pertanto l’agente immobiliare dovrà:


– provvedere a sua cura, qualora non lo facciano direttamente le parti contraenti, a richiedere la registrazione dei contratti (es: contratti preliminari di compravendita e/o di locazione, contratti di locazione, ecc) stipulati a seguito della sua attività professionale;


– provvedere, contestualmente alla registrazione, qualora non la versino i contraenti, al pagamento dell’imposta di registro, essendo responsabile in solido con le parti contraenti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate per il predetto pagamento (salva la successiva possibilità, nel caso di effettivo pagamento da parte dell’agente immobiliare, di rivalersi nei confronti dei contraenti stessi).


 


 


QUESITO N. 3: Acquisto intracomunitario di auto usata


          L’operatore nazionale che acquista auto di provenienza comunitaria considerando l’operazione inscritta correttamente nel regime Iva del margine, prima di richiedere l’immatricolazione deve trasmettere agli uffici locali delle Entrate la documentazione che consente di attivare un controllo preliminare sulla sussistenza dei requisiti minimi per rientrare nel regime agevolativo. Si chiede quali siano i documenti che devono essere presentati.


 


RISPOSTA


          Dal 3 dicembre 2007, per contrastare i fenomeni di frode all’IVA nel settore del “mercato parallelo” delle autovetture oggetto di acquisti intracomunitari, sono diventate operative le disposizioni riguardanti l’introduzione di un nuovo modello “F24 Auto UE” per le cessioni di auto provenienti da tale “mercato”.


          L’operatore nazionale che effettua l’acquisto dei predetti beni da operatori residenti nei Paesi Membri dell’Unione Europea e che ritiene che l’operazione sia stata correttamente assoggettata al regime del margine in presenza dei presupposti, deve, prima di richiedere l’immatricolazione presso gli S.T.A. o presso gli Uffici provinciali della Motorizzazione, esibire o trasmettere agli Uffici locali dell’Agenzia delle Entrate la documentazione di seguito indicata, necessaria per ottenere l’immatricolazione dell’autoveicolo:


– fattura di acquisto dell’autoveicolo ricevuta dall’operatore comunitario o altro titolo di acquisto;


– carta di circolazione estera;


– eventuale dichiarazione dalla quale risulti che il rivenditore, soggetto d’imposta in Italia, abbia acquistato gli autoveicoli usati da:


a)       un privato consumatore;


b)       un operatore economico che non ha potuto esercitare il diritto a detrazione;


c)       un soggetto passivo d’imposta in regime di franchigia nel proprio Stato membro;


d)       un soggetto passivo comunitario che ha applicato, a sua volta, il regime del margine.


 


 


QUESITO N. 4:  Diritti di segreteria per la vidimazione dei registri di carico e scarico


          Il D. Lgs. n. 4 del 16.01.2008, ha reintrodotto nuovamente l’obbligo di vidimazione per i registri di carico e scarico dei rifiuti. Si chiede  a quanto ammontano le somme da versare per il pagamento dei diritti di segreteria.



 


RISPOSTA


          Con l’entrata in vigore del D. Lgs. n. 4 del 16.01.2008, che ha apportato delle modifiche al D.Lgs. n. 152/06, la numerazione e la vidimazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti, nuovamente soggetti a vidimazione, deve essere effettuata dalle Camere di commercio (che fino ad ora potevano vidimare solo i formulari).


          Le nuove norme trovano applicazione a partire dal 13 febbraio 2008.


          Le Camere di Commercio hanno fornito alcune indicazioni al riguardo.


          In particolare, i Registri in uso non ancora vidimati devono essere abbandonati, previo sbarramento delle pagine bianche residue.


          L’impresa deve compilare il frontespizio del registro e, ove necessario, provvedere alla numerazione delle pagine (se la numerazione non risulta essere stampata sul registro).


          Per quanto riguarda il pagamento dei diritti di segreteria la vidimazione dei registri comporta il versamento di una somma pari a 30,00 euro, indipendentemente dal numero delle pagine.


 


 


QUESITO N.5:  Codice tributo compensazione SSN autotrasportatori


          La legge 24 dicembre 2007, n. 244, articolo 1, comma 169 (Finanziaria 2008), ha previsto, per gli autotrasportatori, la possibilità di compensare le somme versate nel periodo d’imposta 2007 a titolo di Contributo al Servizio Sanitario Nazionale sui premi di assicurazione per veicoli adibiti a trasporto merci. Si chiede quale sia il codice tributo da utilizzare.


 


RISPOSTA


          La legge 23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1, comma 103, ha previsto che le somme versate nel periodo d’imposta 2005 a titolo di Contributo al Servizio Sanitario Nazionale sui premi di assicurazione per la responsabilità civile per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti al trasporto di merci aventi massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate e omologati ai sensi del decreto del Ministro dell’Ambiente 23 marzo 1992 (G.U. n. 77 del 1 aprile 1992), possano essere utilizzate in compensazione dei versamenti 2006, fino alla concorrenza di Euro 300 per ciascun veicolo, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.


          Successivamente la legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 396, ha esteso il beneficio alle somme versate nel periodo d’imposta 2006.


          La legge 24 dicembre 2007, n. 244, articolo 1, comma 169 (Finanziaria 2008), ha ulteriormente esteso il beneficio, previsto dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1, comma 103, alle somme versate nel periodo d’imposta 2007.


 Al fine di consentire la compensazione anche per il periodo d’imposta 2007, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, è stata variata la denominazione del codice tributo 6793, istituito con risoluzione n. 3/E del 16 gennaio 2007, come di seguito indicato: “6793” denominato “credito per versamenti del CSSN sui premi di assicurazione per responsabilità civile per veicoli adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate, omologati ai sensi del decreto del Ministro dell’Ambiente del 23 marzo 1992”.


 


Antonio Gigliotti


14 Novembre 2008

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it