Trasporti su strada: nuove direttive sui tempi di guida e controlli più rigorosi


Il trasporto su strada è stato recentemente oggetto di revisione ed adeguamento in fatto di tempi di guida. Il DLGS n. 144 del 4 agosto 2008 recepisce nell’ordinamento italiano la direttiva 2006/22/CE, introducendo nuovi obblighi documentali ed inasprendo i controlli. Coordinamento dei controlli su strada, ed ispezione nei locali delle imprese; verifiche sia da parte della Polizia Stradale che degli ispettori delle Direzioni Provinciali del Lavoro. Tutto con il massimo raccordo formale e senza duplicazioni, nell’ottica  di una completa copertura della vigilanza speciale in materia.


 


Il Decreto


Il DLGS n. 144/2008, in vigore dal 2 ottobre 2008, abroga il Dm 12 luglio 1995, regolamentando la materia dei controlli nel trasporto su strada.


Trova applicazione nei confronti di:


         conducenti;


         imprese;


         veicoli di tutte le categoria rientranti nel campo di applicazione del regolamento CEE n. 3821/1985, e regolamento CE n. 561/2006;


         trasporti di merci, effettuati da veicoli di massa massima ammissibile superiore a 3,5 tonnellate, compresi rimorchi o semirimorchi;


         trasporti di passeggeri, effettuati da veicoli atti a trasportare più di nove persone compreso il conducente.


 


Sono esclusi i seguenti trasporti stradali:


         veicoli adibiti al trasporto di passeggeri in servizio regolare di linea, il cui percorso non supera i 50 Km;


         veicoli la cui velocità massima autorizzata non supera i 40 Km orari;


         veicoli di proprietà delle forze armate, della protezione civile, dei vigili del fuoco e delle forze responsabili del mantenimento dell’ordine pubblico o da questi noleggiati senza conducente, nel caso in cui il trasporto venga effettuato nell’ambito delle funzioni proprie di questi servizi e sotto la loro responsabilità;


         veicoli, compresi quelli usati per operazioni di trasporto non commerciale di aiuto umanitario, utilizzati in situazioni di emergenza o in operazioni di salvataggio;


         veicoli speciali adibiti ad usi medici;


         carri attrezzi specializzati che operano entro un raggio di 100 Km dalla propria base operativa;


         veicoli sottoposti a prove su strada a fini di miglioramento tecnico, riparazione o manutenzione, e veicoli nuovi o trasformati non ancora messi in circolazione;


         veicoli o combinazioni di veicoli, di massa massima ammissibile non superiore a 7,5 tonnellate, adibiti al trasporto non commerciale di merci;


         veicoli commerciali che rientrano nella categoria dei veicoli storici a norma della legislazione dello Stato membro nel quale circolano e sono utilizzati per il trasporto non commerciale di passeggeri o di merci.


 


Sono invece esentati le seguenti tipologie di trasporti stradali:


         veicoli, o una combinazione di veicoli di massa massima autorizzata non superiore a 7,5 tonnellate, impiegati dai fornitori di servizi universali di cui all’articolo 2, paragrafo 13, della direttiva 97/67/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 1997, concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualità del servizio per la consegna di spedizioni nell’ambito del servizio universale;


         veicoli impiegati nell’ambito di servizi fognari, di protezione contro le inondazioni, di manutenzione della rete idrica, elettrica e del gas, di manutenzione e controllo della rete stradale, di nettezza urbana, dei telegrafi, dei telefoni, della radiodiffusione, della televisione e della rilevazione di emittenti e riceventi di televisione o radio;


         veicoli speciali che trasportano materiale per circhi o parchi di divertimenti;


         veicoli impiegati per la raccolta del latte nelle fattorie e la restituzione alle medesime dei contenitori di latte o di prodotti lattieri destinati all’alimentazione animale.


 


Si precisa, che tali tipologie, anche se non soggette ai controlli di cui al decreto in esame, sono comunque tenute al rispetto del DLGS n. 66/2003 in materia di orario di lavoro.


 


Le nuove procedure di controllo


La novità più rappresentativa è l’incremento del numero dei controlli sui tempi di guida. In base all’art. 3, comma 1,  i controlli, sia su strada che nei locali delle imprese, sono effettuati, ogni anno, almeno sul 2% dei giorni di lavoro effettivo dei conducenti dei veicoli; in percentuale si può dire che “almeno il 30% del numero totale dei giorni lavorativi controllati è verificato su strada e almeno il 50% nei locali delle imprese”. Al fine di raccordare le due tipologie di controllo descritte, e organizzare l’attività nazionale di controllo, viene istituito un apposito Ufficio di coordinamento, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Dipartimento dei trasporti terrestri e i trasporti intermodali Direzione generale del trasporto stradale. Praticamente, l’Ufficio individua i veicoli soggetti alla disciplina del decreto al 31 dicembre di ogni anno, e riceve la comunicazione annuale del Ministero del lavoro relativa al numero complessivo dei giorni di lavoro che ciascun conducente deve effettuare nel periodo di riferimento. I controlli su strada devono essere eseguiti senza discriminazioni, seguendo un criterio di rotazione casuale con un adeguato equilibrio geografico; i controlli nei locali delle imprese devono fornire informazioni sulla tipologia del trasporto, se cioè a livello nazionale o internazionale, passeggeri o merci, per conto proprio o per conto terzi, alle dimensioni del parco veicoli dell’impresa ed al tipo di tachigrafo, se analogico o digitale. I verbali scaturenti dal controllo devono essere conservati dalle imprese per un anno.


 


Altra novità importante è rappresentata dal modulo di controllo delle assenze dei conducenti che documenta, per la settimana in corso e quella precedente, l’assenza per malattia, per ferie annuali o per guida di veicoli non soggetti al regolamento CE n. 561/2006. Tale modulo deve essere esibito dal conducente ad ogni richiesta degli organi di controllo e conservato, a cura dell’impresa, per un anno dalla scadenza del periodo cui si riferisce. La mancata osservanza della esibizione (da parte del conducente) e conservazione (da parte dell’impresa) è soggetta a sanzione amministrativa da 143 a 570euro.


 


Infine, da annotare la disposizione di cui all’art. 11, che prevede un sistema di classificazione del rischio per ciascuna impresa, in base al numero e alla gravità delle infrazioni.

Angelo Facchini
11 ottobre 2008

 


 


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