Novità fiscali del 6 ottobre 2008: scritture contabili: è possibile la nomina di più soggetti responsabili della conservazione sostitutiva; congressi in Paese U.E.; imposte estere pagate da consorzio: detraibilità pro-quota

    Indice:   1) fisco: i corretti termini di scadenza entro cui presentare l’istanza di rimborso di imposte   2) Scritture contabili: E’ possibile la nomina di più soggetti responsabili della conservazione sostitutiva   3) Ministero della Giustizia: Imposta di bollo su quietanza nel regime semplificato per i contribuenti minimi   4) Bollo su […]

 






 


Indice:


 


1) fisco: i corretti termini di scadenza entro cui presentare l’istanza di rimborso di imposte


 


2) Scritture contabili: E’ possibile la nomina di più soggetti responsabili della conservazione sostitutiva


 


3) Ministero della Giustizia: Imposta di bollo su quietanza nel regime semplificato per i contribuenti minimi


 


4) Bollo su atti e documenti relativi al pagamento del canone di occupazione spazi ed aree pubbliche


 


5) Congressi in Paese Ue: Per i servizi resi da soggetti non organizzatori la territorialità IVA va valutata volta per volta


 


6) Imposte estere pagate da consorzio: Detraibilità pro-quota per le imprese consorziate


 


7) Brevi fiscali


 


 


1) I corretti termini di scadenza entro cui presentare l’istanza di rimborso di imposte


Secondo la Corte di Cassazione nel nostro ordinamento fiscale esiste il doppio regime di decorrenza dei termini per l’istanza di rimborso.


In particolare, la Suprema Corte con la sentenza n. 23074 del 9/9/2008 nell’accogliere il ricorso dell’Amministrazione finanziaria, ha disposto che l’istanza di rimborso di imposte versate in acconto può essere presentata al più tardi entro 48 mesi decorrenti dal giorno del singolo versamento se lo stesso risulti non dovuto già al momento della sua effettuazione (e non si deve, quindi, attendere il momento dell’eventuale saldo per richiedere il rimborso, poi, peraltro, risultante non dovuto).


La Corte ha, pertanto cassato la sentenza della CTR Lazio, stabilendo che il termine di decadenza di 48 mesi, previsto dall’art. 38, DPR n. 602/1973, decorre dal giorno del versamento:


– Del saldo, nel caso di eccedenza di importi corrisposti rispetto al tributo dovuto al momento del saldo o in una successiva determinazione in via definitiva;


– dei singoli acconti, se questi non risultano dovuti fin dal momento della loro effettuazione.


(Corte di Cassazione, sentenza 09/09/2008, n. 23074)


 


 


2) Scritture contabili: E’ possibile la nomina di più soggetti responsabili della conservazione sostitutiva


E’ possibile la nomina di due soggetti quali responsabili della conservazione per le diverse tipologie di documenti rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie.


Il D.M. 23/1/2004 ammette, maniera esplicita, la possibilità di affidare a più soggetti il procedimento di conservazione e tale possibilità è, dunque, ammessa anche per la conservazione dei documenti rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie.


Si tratta del chiarimento fatto dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 364/E del 03/10/2008, emanato a seguito di istanza di interpello posta da una SpA che deve affidare in outsourcing il processo di conservazione sostitutiva nominando un fornitore responsabile della conservazione delle sole fatture attive ed un altro e diverso fornitore responsabile della conservazione della fatture passive, del libro giornale, del libro degli inventari e dei registri sociali.


Tale SpA chiedeva, quindi, se la citata norma ammette la nomina di due soggetti diversi quali responsabili della conservazione.


Dal canto suo, l’Agenzia ha risposto che ciò è possibile poiché espressamente previsto dalla deliberazione C.N.I.P.A. n. 11 del 2004.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/10/2008, n.  364/E)


 


 


3) Ministero della Giustizia: Imposta di bollo su quietanza nel regime semplificato per i contribuenti minimi


Per i pagamenti spettanti ai professionisti (avvocati, periti, consulenti, ecc.) che si trovano nel regime dei minimi, effettuati dagli uffici giudiziari, l’imposta di bollo è dovuta anche sulle quietanze relative ai mandati, ordinativi, vaglia del tesoro ed altri titoli di spesa dello Stato, emessi a favore di tali contribuenti minimi, sempre che la somma da corrispondere sia superiore ad euro 77,47.


L’imposta viene assolta in modo virtuale, mediante trattenuta all’atto dell’emissione del titolo di spesa.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/10/2008, n.  365/E)


 


 


4) Imposta di bollo su atti e documenti relativi al pagamento del canone di occupazione spazi ed aree pubbliche e al recupero, da parte dell’ente preposto, del canone non versato


Il versamento del canone per l’occupazione temporanea del suolo pubblico (COSAP), tramite bollettino di conto corrente postale, non va assoggettato ad imposta di bollo.


Sono, altresì, esclusi da imposta di bollo gli scritti e memorie difensive prodotti al Comune al fine di ottenere l’annullamento del provvedimento ingiuntivo di pagamento.


Infine, l’art. 23, co. 10 della Legge n. 689/1981 stabilisce, al riguardo, che “Gli atti del processo e la decisione sono esenti da ogni imposta e tassa”.


Ne consegue, in definitiva, che l’atto di opposizione all’ordinanza-ingiunzione del comune non é assoggettabile all’imposta di bollo (cfr. risoluzioni del Ministero delle Finanze 11 gennaio 1994, prot. n. 1030 e 30 giugno 1994, prot. n. 103).


Si tratta di tre chiarimenti, sulla disciplina dell’imposta di bollo, che sono contenuti nella risoluzione n. 366/E del 03/10/2008, con la quale l’Agenzia delle Entrate, ha per ultimo osservato che l’introduzione del contributo unificato – disciplinato dal Testo unico in materia di spese di giustizia, approvato con DPR 30 maggio 2002, n. 115 – ha sostituito, tra l’altro, l’imposta di bollo per gli atti ed i provvedimenti giudiziari per ciascun grado di giudizio.


Per cui, l’imposta di bollo ha acquisito natura residuale in materia di atti giudiziari, rimanendo generalmente dovuta quando non opera il contributo unificato (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 13 novembre 2006, n. 130) che rientra nella competenza gestionale del Ministero della Giustizia (v. risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 4 ottobre 2002, n. 319).


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/10/2008, n.  366/E)


 


 


5) Congressi in Paese Ue: Per i servizi resi da soggetti non organizzatori la territorialità IVA va valutata volta per volta


Gli eventi culturali-scientifici e le prestazioni di servizi specifici a essi connessi, organizzati dalla medesima società italiana in un altro Paese Ue, sono assoggettabili a Iva nello Stato membro in cui si svolge la manifestazione e non in quello in cui risiede l’ente promotore.


Qualora però il soggetto che ha organizzato l’evento sia diverso da quello che eroga i servizi aggiuntivi, questi, ai fini della territorialità Iva, vanno valutati caso per caso.


L’art. 7, quarto comma, lettera b) del D.P.R. n. 633/1972 prevede che le prestazioni di servizi culturali, scientifici, artistici, didattici, sportivi, ricreativi e simili si considerano effettuate in Italia se sono eseguite in tale paese.


Nel caso in cui sia la società ad organizzare l’evento in altro Stato membro, i servizi da essa offerti non saranno da considerare, ai fini IVA, territorialmente rilevanti in Italia e come tali andranno considerati fuori dal campo di applicazione dell’imposta.


Per quanto riguarda, invece, i servizi (alberghieri e di ristorazione, ecc.) che la società intenderebbe prestare, in altro Stato membro, in occasione di eventi scientifico-culturali organizzati da terzi, da notare che gli stessi, pur se forniti in occasione e in ragione dell’evento cui si riferiscono, non possono considerarsi rientranti tra le prestazioni di cui all’art. 7, quarto comma, lett. b) (prestazioni scientifiche, culturali, ecc.), giacché resi da soggetto terzo, rispetto all’organizzatore del convegno, congresso e simili, per cui si presentano come prestazioni aggiuntive (albergo ai relatori del Congresso ed ai partecipanti, ristorazione ecc.) che vengono offerte ai partecipanti e che non sono strettamente indispensabili alla partecipazione all’evento.


Nel caso di specie, anche se è stata riconosciuta la riferibilità delle prestazioni rese all’operazione principale (cfr. Agenzia delle Entrate Ris. n. 131 del 13 novembre 2006), è stata rilevata la carenza del presupposto soggettivo, in ragione della differenza dei soggetti contraenti, per cui l’Agenzia delle Entrate ha escluso la natura accessoria delle prestazioni oggetto di interpello.


In conclusione, la stessa Agenzia ha ritenuto che qualora sia la stessa società ad organizzare l’evento culturale-scientifico sia le prestazioni accessorie, rientrano nell’ambito applicativo di cui all’articolo 7, quarto comma, lett. b), del DPR n. 633 del 1972, da considerarsi territorialmente rilevanti in Italia solo nel caso in cui l’evento, oggetto della prestazione principale, sia realizzato nel territorio dello Stato. Al contrario, qualora la società si limiti a fornire altri servizi rispetto all’evento organizzato da altri soggetti, le prestazioni rese dovranno essere esaminate singolarmente al fine di individuarne la territorialità secondo le disposizioni dell’articolo 7 del citato D.P.R. n. 633 del 1972.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/10/2008, n.  367/E)


 


 


6) Imposte estere pagate da consorzio: Detraibilità pro-quota per le imprese consorziate


Il credito per le imposte pagate all’estero dal consorzio con attività esterno sul reddito spetta alle imprese consorziate in proporzione alla loro quota di partecipazione agli utili.


Tale credito va calcolato da ciascuna consorziata e viene scomputato dall’imposta netta dalle stesse dovuta sul proprio reddito complessivo, alla cui formazione ha concorso quello prodotto all’estero.


E’ questo il parere dell’Agenzia delle Entrate contenuto nella risoluzione n. 368/E del 03/10/2008 che ha analizzato il caso a seguito di una istanza di interpello.


Nel caso di specie, le imposte estere si riferiscono al reddito derivante dalle attività poste in essere dalle consorziate per dare esecuzione concreta al contratto di appalto concluso dal consorzio.


Tale reddito si produce direttamente ed originariamente in capo alle imprese consorziate e concorre, pertanto, alla formazione del reddito complessivo delle stesse (e non a quello del consorzio).


Per conseguenza, é corretto sostenere che il credito per le imposte pagate all’estero dal consorzio, sul reddito derivante dalle opere di esecuzione dell’appalto, spetti alle imprese consorziate in proporzione alla loro quota di partecipazione agli utili.


Tale credito, per la determinazione del quale si applicano le regole dettate dall’art. 165 del TUIR, deve essere calcolato da ciascuna società consorziata in base alla propria posizione reddituale e deve essere scomputato dall’imposta netta dalle stesse dovuta sul proprio reddito complessivo, alla cui formazione ha concorso il reddito prodotto all’estero.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/10/2008, n.  368/E)


 


 


7) Brevi fiscali






– Dichiarazione Iva per l’e-commerce


Per le imprese extracomunitarie che prestano servizi elettronici è tempo di dichiarazione Iva periodica.


Infatti, le imprese che hanno scelto di identificarsi in Italia, entro il 20 ottobre, devono presentare la dichiarazione delle operazioni effettuate nel terzo trimestre 2008 nei confronti di privati consumatori dell’Ue e versare le imposte dovute.


La dichiarazione da inviare telematicamente è dovuta anche in assenza di operazioni.


L’obbligo discende dalle disposizioni comunitarie che disciplinano in via transitoria le prestazioni di servizi con mezzi elettronici.


Da evidenziare che l’applicazione a regime di queste disposizioni è stata più volte prorogata, da ultimo al 31 dicembre 2014.


(Di Franco Ricca, in Italia Oggi, 03/10/2008)


 


– Federalismo fiscale: Approvato in via definitiva il disegno di legge delega


Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, acquisito il parere favorevole della Conferenza Unificata, il disegno di legge di delega in materia di federalismo fiscale.


(Comunicato stampa Consiglio dei ministri 03/10/2008, n. 19)


 


IVA – Detrazione dei costi inerenti l’attività agricola


La contestazione dell’esistenza o meno dell’impresa agricola e l’esame dell’inerenza dei costi portati in detrazione sono interdipendenti.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. V, 15/09/2008, n. 23598, in Ipsoa Editore del 03/10/2008)


 


– Reddito d’impresa: Indetraibili le spese esposte per esercizio diverso da quello di competenza


Le spese esposte per periodo d’imposta diverso da quello di competenza, per quanto effettivamente sopportate e deducibili, non possono essere ammesse in detrazione.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 24/09/2008, n. 23987, in Ipsoa Editore del 03/10/2008)


 


Cooperative agricole: Esenzione IRPEG da accertare anno per anno


Le cooperative agricole sono esenti da IRPEG non in assoluto, in ragione della loro natura giuridica soggettiva, ma in funzione della loro attività e a seconda dell’andamento economico; l’esenzione deve essere accertata anno per anno.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 09/09/2008, n. 22740, in Ipsoa Editore del 03/10/2008)


 


– Accertamento da studi di settore: Illegittimo se prescinde dalla concreta situazione dell’impresa


Per l’applicazione di sanzioni non basta un semplice accertamento in base ad uno studio di settore, che non sia corroborato da argomentazioni inerenti la specifica situazione di fatto.


(Commissione Tributaria Regionale Piemonte, Sentenza, Sez. XXXIV, 25/09/2008, n. 33/34/08, in Ipsoa Editore del 03/10/2008)


 


– Elusione fiscale: Il principio comunitario dell’abuso del diritto


Non possono trarsi benefici da operazioni che, seppur valide e realmente volute, risultano compiute essenzialmente allo scopo di ottenere un vantaggio fiscale.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. V, 15/09/2008, n. 23633, in Ipsoa Editore del 03/10/2008)


 


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 

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