Novità fiscali del 15 ottobre 2008: enti di promozione sportiva riconosciuto dal CONI: niente esenzione IVA per i corsi didattici sportivi; codici per regolarizzare i debiti fiscali da avvisi bonari; IRAP: presentazione dichiarazione; la cartella di pagamento deve essere di facile comprensione, pena la nullità…


 






 


Indice novità fisco di oggi::


 


1) La cartella di pagamento deve essere di facile comprensione: In caso contrario non è valida per la riscossione dei tributi


 


2) Esportazioni da operatore comunitario non residente: Niente partita IVA in Italia


 


3) IRAP: Le modalità per la presentazione della dichiarazione in stand by


 


4) Redditi fondiari: La dichiarazione compete all’usufruttuario e non al comodatario (e nudo proprietario)


 


5) Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI: Niente esenzione IVA per i corsi didattici sportivi


 


6) Istituiti i codici per regolarizzare i debiti fiscali derivanti da avvisi bonari per i controlli formali delle dichiarazioni


 


7) Controllo automatico e formale: Applicazione per il calcolo delle rate


 


8) Brevi fiscali


 


 


1) La cartella di pagamento deve essere di facile comprensione: In caso contrario non è valida per la riscossione dei tributi


La cartella di pagamento deve essere di facile comprensione altrimenti è nulla.


In particolare, è stata dichiarata nulla la cartella criptica e di difficile comprensione.


Secondo la C.T.P. di Torino (sentenza n. 42/14/08) la cartella di pagamento la cui lettura risulti criptica e di difficile comprensione viola i diritti del contribuente ed è passibile di annullamento.


Con la citata sentenza n. 42/2008, depositata il 25/09/2008, la Commissione Tributaria Provinciale di Torino ha, quindi, stabilito che la cartella esattoriale, emessa a seguito di controllo automatizzato, si deve adeguare ai corretti principi, oltre che alla corretta notificazione, pena la nullità.


Per tale motivo, la CTP, nell’annullare la cartella esattoriale, ha accolto l’impugnazione da parte di un imprenditore per mancata:


– Comunicazione dell’esito della liquidazione, sotto forma di avviso bonario, di cui all’art. 36, comma 3, DPR n. 600/1973;


– indicazione dell’imposta presunta e della motivazione, ai sensi dell’art. 3, Legge n. 241/1990;


– sottoscrizione da parte del titolare dell’ufficio, così come previsto dall’art. 12, comma 4, DPR n. 602/1973 e art. 3, D.Lgs n. 39/93.


(Commissione tributaria provinciale Torino, Sentenza, Sez. XIV, 25/09/2008, n. 42/14/08)


 


 


2) Esportazioni da operatore comunitario non residente: Niente partita IVA in Italia


L’Agenzia delle Dogane, con la nota n. 31544 del 10/10/2008 ha chiarito che gli operatori economici possono effettuare esportazioni dall’Italia utilizzando il proprio codice identificativo Iva nazionale.


Non serve la nomina di un rappresentante fiscale né l’identificazione diretta.


Secondo tale documento dell’Agenzia delle Dogane gli operatori economici comunitari che intendono effettuare esportazioni dall’Italia, non sono obbligati a richiedere il numero di partita IVA ai fini della compilazione della dichiarazione doganale (DAU).


Difatti, gli operatori degli Stati membri dell’Unione Europea che esportano merci acquistate in Italia, possono utilizzare il proprio codice identificativo IVA nazionale, senza che sia necessaria la nomina di un rappresentante fiscale né l’identificazione diretta.


Per cui la procedura per l’esportazione di merci da parte dei soggetti non residenti in Italia è stata oggetto di un dietrofront da parte delle Dogane.


Con la citata nota del 10/10/2008 sono state così rettificate le indicazioni precedentemente fornite   con la circolare n. 45/2006.


Gli operatori economici esteri non sono tenuti a chiedere il numero di partita Iva solo per compilare la dichiarazione doganale.


In precedenza l’agenzia aveva affermato che gli operatori di altri stati membri, nel momento in cui effettuano esportazioni di merci acquistate in Italia in veste di cessionari non residenti devono essere identificati ai fini Iva nel nostro paese, direttamente o mediante rappresentante fiscale.


Tale precedente parere aveva, quindi, suscitato delle perplessità.


(Agenzia delle Dogane, nota del 10/10/2008)


 


 


3) IRAP: le modalità per la presentazione della dichiarazione in stand by


Restano in attesa le nuove modalità di presentazione delle dichiarazioni IRAP.


Con un neo Decreto viene, infatti, stabilito che ai fini della presentazione della dichiarazione annuale IRAP, si continuano ad applicare le norme vigenti relative alla presentazione del modello unico, almeno fino a quando non avviene l’approvazione (con un apposito provvedimento) del modello di dichiarazione dell’imposta regionale sulle attività produttive.


È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze 11/9/2008, recante «modalità e termini di presentazione della dichiarazione IRAP».


La dichiarazione IRAP si continua a presentare, esclusivamente in via telematica, all’Agenzia delle Entrate, seguendo le modalità e i termini previsti dal D.P.R. n. 322/1998.
Rimane, pertanto, l’applicazione, fino all’emanazione dell’apposito previsto provvedimento, delle norme vigenti relative alla presentazione del modello unico.


Come è noto, dal periodo di imposta 2008 la presentazione della dichiarazione annuale IRAP non va più effettuata in forma unificata, dovendo pervenire direttamente alla regione o alla provincia autonoma di domicilio fiscale del soggetto passivo.


Nuovo decreto


Nel caso di specie, il neo Decreto del 11/9/2008 stabilisce che il modello di dichiarazione dell’IRAP deve essere presentato, esclusivamente in via telematica, all’Agenzia delle entrate, con le modalità ed i termini previsti dal D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, mentre compete all’Agenzia delle Entrate, il successivo invio delle dichiarazioni alle regioni e alle province autonome (sia a quelle nelle quali il soggetto passivo ha il proprio domicilio fiscale, sia a quelle in cui viene ripartito il valore della produzione netta), in modo contestuale alla corretta ricezione e secondo modalità tecniche che saranno definite dal provvedimento di approvazione del modello di dichiarazione.


(Ministero economia e finanze D.M. 11/09/2008, G.U. 13/10/2008, n. 240)





4) Redditi fondiari: La dichiarazione compete all’usufruttuario e non al comodatario (e nudo proprietario)


In base all’art. 26, comma 1, del TUIR, “i redditi fondiari concorrono, concorrono, indipendentemente dalla percezione, a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale”.


Ne consegue che il reddito derivante dalla locazione, ridotto forfetariamente del 15%, se superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%, va imputato all’usufruttuario e, da questi, dichiarato nel quadro RB del modello di dichiarazione UNICO, e non, invece, al nudo proprietario che utilizza l’immobile in comodato.


Pertanto, anche se l’usufruttuario concede in comodato dei cespiti alla nuda proprietaria, deve continuare a dichiarare il reddito fondiario relativo a tali immobili.


Il caso


Il chiarimento è stato fatto dall’Agenzia delle Entrate a seguito del seguente quesito:


Un tizio ha donato un villino alla figlia, riservandosene l’usufrutto; successivamente l’immobile è stato frazionato, ritraendone tre unità abitative autonome, delle quali una destinata ad abitazione della figlia stessa, e le altre due all’affitto.


A seguito di ciò, ha chiesto se, concedendo in comodato detti cespiti alla nuda proprietaria, possa considerarsi solo quest’ultima obbligata a dichiarare il reddito fondiario relativo agli immobili.


Tale fattispecie, invece, non è stata ritenuta possibile dalle Entrate per i motivi normativi suesposti.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 14/10/2008, n. 381/E)


 


 


5) Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI: Niente esenzione IVA per i corsi didattici sportivi non finanziati dall’ente pubblico


Solo uno specifico finanziamento da parte di un ente pubblico costituisce una forma di riconoscimento per atto concludente.


I corsi didattici sportivi svolti dalle associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciuti da enti di promozione sportiva non possono usufruire dell’esenzione dall’IVA di cui all’art. 10, primo comma, n. 20), del DPR n. 633/1972, poiché non sono riconosciuti da un soggetto pubblico con le modalità previste per la specifica attività svolta né risultano specificatamente approvati e finanziati da enti pubblici.


La norma prevede, in sostanza, l’applicazione del beneficio dell’esenzione dall’IVA per le prestazioni di natura educativa dell’infanzia e della gioventù o didattica di ogni genere rese da istituti o scuole riconosciute da pubbliche amministrazioni.


Relativamente alla modalità del riconoscimento e ai soggetti competenti ad operarlo sono stati forniti da ultimo chiarimenti con circolare n. 22 del 18/3/2008.


Tale circolare n. 22/2008 ha fornito, in primo luogo, al paragrafo 3, chiarimenti in merito al riconoscimento di organismi privati che svolgono corsi nelle materie di competenza del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (per i quali in passato il riconoscimento veniva operato attraverso l’istituto della presa d’atto, soppresso in forza del D.L. 5/12/2005, n. 250 convertito nella legge 3/2/2006, n. 27).


Al successivo paragrafo 4, la medesima circolare fornisce chiarimenti in merito agli altri organismi privati operanti in settori diversi da quelli di competenza dell’amministrazione scolastica e, in relazione ai predetti organismi, il documento di prassi specifica che il riconoscimento “continua ad essere effettuato dai soggetti pubblici competenti per materia, con le modalità previste per le specifiche attività educative, didattiche e formative”.


Si tratta, pertanto, di fattispecie per le quali il riconoscimento è operato non dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ma da altre amministrazioni o altri soggetti pubblici.


La stessa circolare n. 22/2008 ha chiarito, inoltre, al paragrafo 5, che sono riconducibili nell’ambito applicativo del beneficio dell’esenzione dall’IVA di cui all’art. 10, primo comma, n. 20), del DPR n. 633/1972 le prestazioni educative, didattiche e formative approvate e finanziate da enti pubblici, precisando che l’esenzione è limitata all’attività di natura educativa e didattica specificatamente approvata e finanziata dall’ente pubblico.


In questi casi, lo specifico finanziamento costituisce, in sostanza, una forma di riconoscimento per atto concludente.


Pertanto, i citati corsi didattici devono essere assoggettati ad IVA.


Viceversa sono esenti da IVA i corsi formalmente riconosciuti dalla Federazione sportiva di appartenenza oppure dal Coni (si veda la ris. n. 205 del 2002), cosi come i contributi associativi percepiti dai soci per i corsi di addestramento tennis (cd. SAT), facenti parte della F.I.T., sono esenti da IVA (si veda la ris. prot. 360751del 1978).


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 14/10/2008, n. 382/E)


 


 


6) Istituiti i codici per regolarizzare i debiti fiscali derivanti da avvisi bonari per i controlli formali delle dichiarazioni


Sono stati istituiti i codici tributo per il versamento di somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi all’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 o 54-bis del D.P.R. n. 633/1972.


Al fine di consentire il versamento, con il modello F24, delle somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 o 54-bis del D.P.R. n. 633/1972, sono stati istituiti i codici tributo di seguito indicati.


Per semplificare i riscontri dei contribuenti, sono riportati corrispondenti codici tributo utilizzati per i versamenti spontanei.


 


 


 


 





















Codici tributo per versamenti ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 o 54-bis del D.P.R. n. 633/1972


Codici tributo per versamenti spontanei


“9662” -“ART. 54-BIS DPR 633/72. IVA RELATIVA ALLA VENDITA, AI SENSI DELL’ARTICOLO 591-BIS C.P.C., DI BENI IMMOBILI OGGETTO DI ESPROPRIAZIONE FORZATA, APPARTENENTI A SOGGETTI ESECUTATI IRREPERIBILI”.


6501


“9663” -“ART. 54-BIS DPR 633/72. IVA RELATIVA ALLA VENDITA, AI SENSI DELL’ARTICOLO 591-BIS C.P.C., DI BENI IMMOBILI OGGETTO DI ESPROPRIAZIONE FORZATA, APPARTENENTI A SOGGETTI ESECUTATI IRREPERIBILI -Interessi”


“9664” -“ART. 54-BIS DPR 633/72. IVA RELATIVA ALLA VENDITA, AI SENSI DELL’ARTICOLO 591-BIS C.P.C., DI BENI IMMOBILI OGGETTO DI ESPROPRIAZIONE FORZATA, APPARTENENTI A SOGGETTI ESECUTATI IRREPERIBILI -Sanzioni”


“7408” -“ART. 36-BIS DPR 600/73. ART. 8, LEGGE 388/2000 -CREDITO D’IMPOSTA PER INVESTIMENTI NELLA REGIONE CAMPANIA A VALERE SULLE RISORSE REGIONALI 2006”


3891


“7409” -“ART. 36-BIS DPR 600/73. ART. 8, LEGGE 388/2000 -CREDITO D’IMPOSTA PER INVESTIMENTI NELLA REGIONE CAMPANIA A VALERE SULLE RISORSE REGIONALI 2006 -Interessi”


“7410” -“ART. 36-BIS DPR 600/73. ART. 8, LEGGE 388/2000 -CREDITO D’IMPOSTA PER INVESTIMENTI NELLA REGIONE CAMPANIA A VALERE SULLE RISORSE


 


 











































































REGIONALI 2006 -Sanzioni”


 


“7411” -“ART. 36-BIS DPR 600/73. CREDITO PER VERSAMENTI DEL CSSN SU PREMI DI ASSICURAZIONE PER RESPONSABILITA’ CIVILE PER VEICOLI ADIBITI A TRASPORTO MERCI, OMOLOGATI AI SENSI DEL DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE DEL 23/03/1992-(LEGGE 27/12/2006, N. 296, ART. 1, COMMA 396) -ANNO 2006”


6793


“7412” -“ART. 36-BIS DPR 600/73. CREDITO PER VERSAMENTI DEL CSSN SU PREMI DI ASSICURAZIONE PER RESPONSABILITA’ CIVILE PER VEICOLI ADIBITI A TRASPORTO MERCI, OMOLOGATI AI SENSI DEL DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE DEL 23/03/1992-(LEGGE 27/12/2006, N. 296, ART. 1, COMMA 396) -ANNO 2006-Interessi”


“7413” -“ART. 36-BIS DPR 600/73. CREDITO PER VERSAMENTI DEL CSSN SU PREMI DI ASSICURAZIONE PER RESPONSABILITA’ CIVILE PER VEICOLI ADIBITI A TRASPORTO MERCI, OMOLOGATI AI SENSI DEL DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE DEL 23/03/1992-(LEGGE 27/12/2006, N. 296, ART. 1, COMMA 396) -ANNO 2006-Sanzioni”


“9665” –“ ART. 36-BIS DPR 600/73. IMPOSTA SOSTITUTIVA DELLE IMPOSTE SUI REDDITI E DELL’IMPOSTA SULLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE, SOCIETA’ NON OPERATIVE POSTE IN LIQUIDAZIONE-ART. 1, COMMA 112, LEGGE 27/12/2006, N. 296 -RISOLUZIONE N. 23 DEL O7/02/07”


1666


”9666” – “ART. 36-BIS DPR 600/73. IMPOSTA SOSTITUTIVA DELLE IMPOSTE SUI REDDITI E DELL’IMPOSTA SULLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE, SOCIETA’ NON OPERATIVE POSTE IN LIQUIDAZIONE-ART. 1, COMMA 112, LEGGE 27/12/2006, N. 296 -RISOLUZIONE N. 23 DEL O7/02/07 -Interessi”


“9667” -“ART. 36-BIS DPR 600/73. IMPOSTA SOSTITUTIVA DELLE IMPOSTE SUI REDDITI E DELL’IMPOSTA SULLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE, SOCIETA’ NON OPERATIVE POSTE IN LIQUIDAZIONE-ART. 1, COMMA 112, LEGGE 27/12/2006, N. 296 -RISOLUZIONE N. 23 DEL O7/02/07 – Sanzioni”


“9668” – “ART. 36-BIS DPR 600/73. IMPOSTA SOSTITUTIVA DELLE IMPOSTE SUI REDDITI E DELL’IMPOSTA SULLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE, SOCIETA’ NON OPERATIVE TRASFORMATE IN SOCIETA’SEMPLICI-ART. 1, COMMA 112, LEGGE 27/12/2006, N. 296 -RISOLUZIONE N. 23 DEL 07/02/2007”


1667


“9669” – “ART. 36-BIS DPR 600/73. IMPOSTA SOSTITUTIVA DELLE IMPOSTE SUI REDDITI E DELL’IMPOSTA SULLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE, SOCIETA’ NON OPERATIVE TRASFORMATE IN SOCIETA’SEMPLICI-ART. 1, COMMA 112, LEGGE 27/12/2006, N. 296 -RISOLUZIONE N. 23 DEL 07/02/2007-Interessi”


“9670”


– “ART. 36-BIS DPR 600/73. IMPOSTA SOSTITUTIVA DELLE IMPOSTE SUI REDDITI E DELL’IMPOSTA SULLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE, SOCIETA’ NON OPERATIVE TRASFORMATE IN SOCIETA’SEMPLICI-ART. 1, COMMA 112, LEGGE 27/12/2006, N. 296 -RISOLUZIONE N. 23 DEL 07/02/2007 -Sanzioni”


 


“9671”


-“ART. 36-BIS DPR 600/73. ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF TRATTENUTA DAL SOSTITUTO D’IMPOSTA. ACCONTO”


3860


“9672”


-“ART. 36-BIS DPR 600/73. ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF TRATTENUTA DAL SOSTITUTO D’IMPOSTA. ACCONTO -Interessi”


“9673”


-“ART. 36-BIS DPR 600/73. ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF TRATTENUTA DAL SOSTITUTO D’IMPOSTA. ACCONTO -Sanzioni”


“9674”


-“ART. 36-BIS DPR 600/73. ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF -AUTOTASSAZIONE. ACCONTO”


3861


“9675”


-“ART. 36-BIS DPR 600/73. ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF -AUTOTASSAZIONE. ACCONTO -Interessi”


“9676”


-“ART. 36-BIS DPR 600/73. ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF -AUTOTASSAZIONE. ACCONTO -Sanzioni”


“9677”


-“ART. 36-BIS DPR 600/73. ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF TRATTENUTA DAL SOSTITUTO D’IMPOSTA -MOD. 730. ACCONTO”


3862


“9678”


-“ART. 36-BIS DPR 600/73. ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF TRATTENUTA DAL SOSTITUTO D’IMPOSTA -MOD. 730. ACCONTO -Interessi”


“9679”


-“ART. 36-BIS DPR 600/73. ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF TRATTENUTA DAL SOSTITUTO D’IMPOSTA -MOD. 730. ACCONTO -Sanzioni”


“9680”


-“ART. 36-BIS DPR 600/73. RITENUTE DEL 4% OPERATE DAL CONDOMINIO QUALE SOSTITUTO D’IMPOSTA A TITOLO DI ACCONTO DELL’IRPEF DOVUTA DAL PERCIPIENTE. LEGGE 27/12/2006, N. 296, ART. 1, C. 43 -RISOLUZIONE 19/E DEL 5/2/2007”


1019


“9681”


-“ART. 36-BIS DPR 600/73. RITENUTE DEL 4% OPERATE DAL CONDOMINIO QUALE SOSTITUTO D’IMPOSTA A TITOLO DI ACCONTO DELL’IRPEF DOVUTA DAL PERCIPIENTE. LEGGE 27/12/2006, N. 296, ART. 1, C. 43 -RISOLUZIONE 19/E DEL 5/2/2007 -Interessi”


“9682”


-“ART. 36-BIS DPR 600/73. RITENUTE DEL 4% OPERATE DAL CONDOMINIO QUALE SOSTITUTO D’IMPOSTA A TITOLO DI ACCONTO DELL’IRPEF DOVUTA DAL PERCIPIENTE. LEGGE 27/12/2006, N. 296, ART. 1, C. 43 -RISOLUZIONE 19/E DEL


 


 


 


 


 










 


5/2/2007 -Sanzioni”


 

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