Novità fiscali del 14 ottobre 2008: registrazione dei contratti di locazione comunque per via telematica; una regolare contabilità non tollera le annotazioni a matita; la notifica della cartella societaria a non dipendenti è valida


 







 


Indice:


 


1) La  notifica della cartella alla società è valida anche se eseguita ad un terzo


 


2) Una regolare contabilità non tollera le annotazioni a matita


 


3) Brevi fiscali


 


 1) La  notifica della cartella alla società è valida anche se eseguita ad un terzo


E’ valida la notifica alla società eseguita dall’Ufficiale Giudiziario nelle mani di un soggetto che si trova nei locali della sede sociale, anche se questi non è legato alla società da un rapporto di dipendenza.


Come rilevato in Dottrina (Avvocato Enrica Senini, in Ipsoa Editore del 13/09/2008) si tratta di una decisione che è conforme alle precedenti (si veda: Cass. 6 agosto 2002, n. 11804; Cass. 14 giugno 2005, n. 12754) relative alla validità della notifica  eseguita presso la sede effettiva della società mediante consegna del plico nelle mani di un soggetto non legato alla società da alcun rapporto di dipendenza.


In base a tale sentenza è stato altresì rilevato che “Ai sensi del disposto dell’art. 145 c.p.c., pacificamente applicabile anche in caso di notificazione alla sede effettiva della società, il rappresentante della persona giuridica e la persona incaricata a ricevere le notificazioni sono, ai fini della consegna della copia dell’atto, sullo stesso piano, sicché l’Ufficiale Giudiziario può rivolgersi indifferentemente all’uno o all’altro, senza avere l’obbligo di ricercare in primo luogo il rappresentante, e senza che la facoltà di rivolgersi all’incaricato dipenda dall’esito negativo di tali ricerche”.


Ne consegue come basti che il soggetto che riceve il plico sia legato alla società da un incarico anche provvisorio o precario al fine di potere ricevere la corrispondenza, non essendo richiesta l’esistenza di un rapporto di prestazione lavorativa.


Pertanto, “la legittimazione alla ricezione si presume, quindi, sulla base della presenza del soggetto in quel luogo e dell’avvenuta accettazione dell’atto.


Incombe sulla società l’onere di vincere tale presunzione iuris tantum, dimostrando che il consegnatario, oltre a non essere un suo dipendente, non er neppure addetto alla ricezione, per non avere mai ricevuto alcun incarico in tal senso”.


Nel caso di specie, come rilevato anche nel notiziario telematico dell’Agenzia delle Entrate del 13/09/2008, una società ha fatto ricorso presso la Commissione tributaria provinciale di Genova avverso una cartella esattoriale, contenente un debito tributario derivante da un avviso di rettifica Iva relativo al 1994, in precedenza notificato e non impugnato.


I giudici di primo e secondo grado (C.T.R.) avevano accolto il ricorso.


In particolare, la commissione tributaria regionale ha confermato la decisione di primo grado che aveva disposto per l’annullamento della cartella esattoriale, in base alla circostanza che l’avviso di accertamento presupposto della cartella non fosse stato regolarmente notificato a mani delle persone abilitate alla ricezione ai sensi dell’art. 145 del C.p.c..


Nel caso di specie, i giudici avevano espresso l’avviso che la notifica dell’atto tributario era da ritenersi nulla, poiché effettuata a mani di un socio e non già di alcuno dei soggetti contemplati nella richiamata disposizione dell’articolo 145 Cpc.


(Cassazione civile Sentenza 03/10/2008, n. 24622)


 


 


2) Una regolare contabilità non tollera le annotazioni a matita


Le registrazioni fatte a matita sono considerate inesistenti e il contribuente non può invocare “l’incertezza della norma” allo scopo di evitare l’applicazione di sanzioni.


Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16707/2008, con la quale ha dichiarato illegittima la tenuta delle scritture contabili in cui i dati siano trascritti a matita.


Il caso di specie, in particolare, ha riguardato la regolare tenuta delle scritture ai fini dell’IVA.


Scritture contabili e imposta di bollo


Nel regime di contabilità ordinaria, accanto ai registri IVA, si deve tenere per obbligo: Il libro giornale e le schede di mastro, il libro degli inventari, il libro degli ammortamenti.


Il libro giornale, come noto, costituisce un supporto contabile destinato ad accogliere tutte le operazioni relative all’esercizio dell’impresa le quali devono essere  indicate in modo:


– cronologico


– specifico


Inoltre, in base all’art. 2219 del Codice civile la tenuta del libro giornale deve avvenire secondo le norme di un’ordinata contabilità, senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine.


Non si possono fare abrasioni e, se è necessaria qualche cancellazione,  questa deve essere eseguita in modo che le parole cancellate siano leggibili.


Inoltre, non sono ammesse le scritturazioni a matita sul libro giornale (confermato adesso anche dalla citata sentenza della Cassazione).


Per il libro giornale e per quello inventari, nel momento in cui essi sono istituiti, oltre alla numerazione progressiva delle pagine con l’indicazione dell’anno solare di competenza (ad es. per il periodo d’imposta 2008 – libro composto di 200 fogli – : pag. 2008/1, 2008/2, 2008/3 …………..2008/200) occorre assolvere l’imposta di bollo che é legata al numero di pagine che compongono il libro stesso.


Registri IVA


I soggetti passivi ai fini IVA, come noto, devono tenere determinati registri, tra i quali:


– registro dei corrispettivi, su cui annotare le operazioni effettuate mediante l’emissione di ricevuta o scontrino fiscale;


– registro delle fatture emesse;


– registro degli acquisti, su cui annotare le fatture di acquisto e i documenti di spesa;


Le scritture contabili ai fini IVA devono essere tenute conservate ai sensi dell’art. 39 del D.P.R. 633/1972.


I libri e i registri ai fini IVA, salvo quelli disciplinati da leggi speciali, devono essere solo numerati in ogni pagina, in esenzione da tributi di bollo e di concessione governativa.


E preferibile (come consigliato da Dottrina maggioritaria, tra cui si vedano le circolari della Fondazione Luca Pacioli), nella numerazione delle pagine, indicare per qualsiasi registro anche l’anno di riferimento contabile, ciò al fine dì evitare possibili contestazioni in sede di verifica.


Se ad esempio, occorre numerare il libro delle fatture emesse relativo all’anno 2008 di 50 pagine si procede nel seguente modo:


2008/1, 2008/2, 2008/3, 2008/4……………………………………………2008/50.


Tale procedura è da utilizzare anche qualora si proceda alla numerazione a ritroso nel tempo, nell’esempio, se la numerazione avverrà nel 2009, ma per il periodo d’imposta 2008, occorre indicare l’annualità 2008.


Tutte le scritture contabili devono essere tenute senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine.


Non possono essere eseguite abrasioni, e se è necessario compiere una correzione, questa deve essere eseguita in maniera che le parole da cancellare risultino leggibili, quindi si procede cerchiando la parola errata da cancellare e scrivendo accanto quella esatta.


Infine, non sono, quindi, ammesse le scritturazioni a matita, che, peraltro, considerato in atto l’ampio uso dei sistemi informatici, tali violazioni dovrebbero forse essere ormai limitati a casi sporadici.


A proposito di scritture contabili tenute con sistemi informatici, si ricorda che la stampa dei libri contabili relativi al periodo d’imposta 2007, a seguito delle recenti novità normative, deve essere effettuata entro il 31/12/2008 (cioè entro tre mesi dopo la presentazione del modello unico avvenuta come termine ultimo il 30/09/2008).


(Corte di Cassazione, sentenza n. 16707/2008)


 


 


3) Brevi fiscali:







 


– Biodiesel: Aliquota d’accisa agevolata: in G.U. il regolamento


È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il regolamento che ha determinato le modalità di applicazione dell’accisa agevolata sul biodiesel.


Il Decreto si compone, oltre ad un allegato, di 12 articoli.


(D.M. Ministero economia e finanze 03/09/2008, n. 156, G.U. 11/10/2008, n. 239)


 


– Reverse charge nell’ambito dei consorzi


L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 380 del 10/10/2008, ha fornito ulteriori interessanti chiarimenti riguardo l’applicazione del meccanismo del “reverse charge”, nonché alle aliquote IVA applicabili nel rapporto tra società consortile e società consorziate, in caso di aggiudicazione di un appalto edile.


Nel caso di specie è stato precisato che:


– Non si applica il meccanismo del “reverse charge”, relativamente alla fatturazione relativa alla realizzazione di lavori di manutenzione straordinaria, consolidamento statico e adeguamento tecnologico di un immobile, appaltati dalla società consortile alle consorziate;


– è possibile applicare l’IVA agevolata del 10% per le cessioni di beni (escluse le materie prime e i semilavorati) e per le prestazioni di servizi relativi alla realizzazione di interventi di restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e ristrutturazione urbanistica, ma non agli interventi di manutenzione straordinaria;


– va applicato il “reverse charge” nell’ambito della fatturazione da parte dei soggetti terzi (fornitori o società consorziate) relativa a beni e servizi resi nei confronti della società consortile, in quanto si configurano come subappalti.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 380/E/2008, in notiziario Seac Editore del 13/10/2008)


 


– Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente: Chiarimento del Consulenti del Lavoro


L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 378/E del 10 ottobre 2008, ha affermato che il pensionato retribuito da un Comune per la sorveglianza avanti alle scuole e che per tale funzione percepisce un compenso, vede tale importo assimilato al reddito da lavoro dipendente e su cui non vengono riconosciute le detrazioni ex art. 13 TUIR.


L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 378/E del 10/10/2008, ha precisato che il pensionato retribuito da un Comune per la sorveglianza avanti alle scuole e che per tale funzione percepisce un compenso, vede tale importo assimilato al reddito da lavoro dipendente e su cui non vengono riconosciute le detrazioni ex art. 13 TUIR.


Precisando ulteriormente che:


“Come chiarito con la circolare n. 326 del 1997, rispetto alla analoga previsione contenuta nella precedente lett. e) dell’art. 47 del TUIR, è stato ampliato l’ambito oggettivo, in quanto la formulazione sostituita assimilava ai redditi di lavoro dipendente solo i compensi percepiti da lavoratori impegnati in lavori socialmente utili e, quindi, non consentiva di ricomprendervi simili compensi percepiti da soggetti che non rivestivano la qualifica di “lavoratori” (ad esempio i pensionati).
Ciò comportava che i compensi erogati a soggetti “non lavoratori” dovessero essere inquadrati, a seconda dei casi, tra i redditi di collaborazione coordinata e continuativa o tra quelli derivanti da attività saltuaria di lavoro autonomo.


Pertanto, a seguito della menzionata modifica i compensi percepiti per lavori socialmente utili sono sempre qualificati quali redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.


Ai fini dell’assimilazione ai redditi di lavoro dipendente l’utilizzo in lavori socialmente utili non deve necessariamente derivare dall’applicazione diretta della legge, potendo avvenire in conformità anche ad altre disposizioni normative, anche secondarie.


Quindi, relativamente al caso oggetto del presente interpello, si ritiene che i rapporti lavorativi instaurati tra l’Ente locale e le persone anziane, per il servizio di sorveglianza davanti alle scuole sia riconducibile alla medesima categoria reddituale dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. l), del TUIR.”


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 378/E del 10/10/200, nota del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro del 13/09/2008)


 


– Registrazione dei contratti di locazione comunque per via telematica


Per i contratti di locazione in corso alla data del 25 giugno 2008 e per quelli stipulati successivamente a tale data, sottoposti al regime di esenzione da IVA , gli adempimenti previsti ai fini dell’applicazione delle imposte indirette, ai sensi dell’art. 82, co. 14 e 15 del D.L. n.112/2008, vanno eseguiti, indipendentemente dal numero di unità immobiliari possedute, per via telematica in base alle disposizioni e con le modalità tecniche di trasmissione delle dichiarazioni e dei dati, di cui al capo III del decreto 31/7/1998.


Per ulteriori chiarimenti in merito si vedano i precedenti articoli sulle novità fiscali del giorno


(Provvedimento del Direttore dell’ Agenzia delle Entrate 6 ottobre 2008, prot. n. 135182/2008)


 




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A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


 


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