Libia: si aprono grandi opportunità per le imprese


         Negli ultimi anni i Paesi arabi si stanno affacciando al mercato internazionale e divengono sempre più appetibili sul piano degli scambi internazionali. Sono già numerose, infatti, le aziende italiane ed internazionali che intrattengono delle relazioni commerciali con i partner di tali Paesi. Allo stesso tempo, tante aziende (in particolar modo del nostro Paese) – pur ricevendo interessanti occasioni commerciali e di espansione nell’area del bacino del Mediterraneo e del vicino Oriente – essendo intimorite e preoccupate dalle notizie di cronaca diffuse dalla stampa, non accettano le “sfide” che il mercato propone loro. In questa sede occorre sottolineare che i partner commerciali dei Paesi arabi rappresentano una grande occasione di crescita commerciale per le aziende italiane per svariati motivi che si possono riassumere in una “vicinanza” non solo geografica (si pensi che Paesi come la Tunisia e la Libia distano appena un’ora di volo aereo), ma anche di gusti del mercato; una profonda serietà nel condurre le trattative di negoziazione e nella esecuzione dei contratti sottoscritti; un rispettoso senso della legalità, sia nell’adempimento delle condizioni previste nel contratto sia nell’esecuzione delle sentenze e di ogni decisione di un Giudice; un approccio “umano” alle trattative ed ai rapporti commerciali. Si avverte, infatti, una sincera volontà da parte dei partner arabi di instaurare un rapporto personale saldo e duraturo. 


 


         Bisogna, però, approcciare il mercato in questione nel rispetto dei valori che lo caratterizzano e nella esatta considerazione dell’importanza commerciale del proprio interlocutore. Per avere successo in quest’area non è sufficiente essere portatori di un “marchio forte”. La cultura consumistica, infatti, seppure è presente, non è il criterio essenziale degli acquisti e dei consumi. È bene chiarire, però, che il rischio di vedere “copiati” i propri prodotti è pressoché inesistente sia per il profondo senso di legalità esistente, sia perché è del tutto assente tale “inclinazione”; pertanto, i partner locali non possono essere visti come potenziali “competitor”.


 


         Tra questi Paesi la Libia assume un ruolo di particolare interesse perchè, dopo essere stata per lungo tempo isolata, la sua economia sta crescendo in modo straordinario, soprattutto nel comparto energetico e delle infrastrutture. La Libia, infatti, da un lato punta ad estrarre nei prossimi anni oltre 3 milioni di barili di greggio all’anno e dall’altro sta investendo ed investirà le conseguenti revenues (oltre a quelle “accantonate” nei decenni scorsi) in infrastrutture primarie, nella realizzazione di porti commerciali e turistici, aeroporti delle principali città, interporti, rete stradale principale, oltre che nell’ammodernamento degli impianti industriali (soprattutto cementifici ed industrie di materiali chimici). Questo trend è accompagnato da un evidente aumento dei consumi, da una loro diversificazione e da uno sviluppo del sistema del commercio che ora sta garantendo un aumento graduale e significativo del livello di circolazione della moneta, tale da diffondere un discreto tasso di benessere in larghe fasce della popolazione.


 


         L’accordo bilaterale sottoscritto tra l’Italia e la Libia il 30 agosto scorso rappresenta un punto di svolta in tal senso, ma anche e soprattutto una opportunità per le aziende italiane, nell’ottica di una apertura internazionale che appare essere finalmente a portata delle medie aziende.


         I settori economici trainanti dell’economia, oltre a quello dell’oil&gas, sono il turismo e le produzioni agroalimentari, oltre all’edilizia civile e delle infrastrutture.


        


         Nel settore agroalimentare sono stati effettuati tanto degli investimenti strategici in numerose aree (intorno a Tripoli, a sud di Benghazi ed a sud di Sirte) sostenuti e gestiti dal Great Man Made River Authority (che gestisce l’imponente progetto del Grande Fiume artificiale che trasferisce l’acqua dal sud al nord del Paese) e da iniziativa industriali produttive. Questo settore ha l’opportunità di distribuire i propri prodotti non soltanto nei mercati tradizionali ma anche in mercati arabi più popolosi (Egitto, Tunisia,…) e verso mercati arabi ed africani in grado di acquistare gli stessi. Questa operazione è senz’altro facilitata dagli accordi commerciali di libero scambio o di riduzione/trattamento preferenziale d’origine delle merci esistente con i Paesi del Maghreb (Uma), con i Paesi dell’Africa sub-sahariana e Medio Orientali.


         Il settore turistico è stato ripetutamente indicato quale trainante per l’economia libica e può far assumere una visibilità internazionale ad un Paese come la Libia che vanta delle bellezze paesaggistiche uniche al mondo. A questi settori si devono aggiungere altri tre che, seppur al momento non conoscono uno sviluppo, sono senz’altro – visto il trend economico e la struttura del Paese – destinati ad un certo successo: il settore della tutela ambientale, della pesca ed itticoltura, e quello della grande distribuzione commerciale.


 


         Il settore della tutela ambientale, così come del trattamento delle acque, può rappresentare un punto di eccellenza e di importante sviluppo nel Paese, attese le priorità turistiche e la vocazione turistica dello stesso. Il trasferimento di tecnologia e know how competitivi e di buon livello scientifico rappresentano degli elementi di certo vantaggio che potranno far assumere dei vantaggi economico-imprenditoriali, oltre che fiscali e doganali ai sensi della legge n. 5 del 1997, a chi intenda investire in questo mercato. Al di là dei settori più specialistici, al momento poco considerati, il Paese sta rinnovando – soprattutto nell’area della Pirenaica – molti degli impianti di erogazione e conduttura delle acque.


         Il settore ittico si presenta, al momento, come un mezzo di sussistenza e di consumo interno. Si può affermare che il potenziale di ricchezza costituito da una ampia baia e da una lunghissima costa sul Mediterraneo (in una zona tradizionalmente molto pescosa) risulta ad oggi scarsamente utilizzato a fini imprenditoriali. Oltre a interessanti progetti di rinnovamento (come il fishing-port di Tajoura) si avverte, d’altro canto, la seria intenzione ed il più volte manifestato proposito di potenziare tale settore da parte del Governo di Tripoli. Ne dovrebbe scaturire una grossa possibilità di investimento soprattutto nelle zone di Tripoli, Benghazi e Misurata con la creazione di impianti di refrigerazione e di conservazione del pesce.


         Infine, si fa presente l’importanza che vanno assumendo nell’area dei Paesi del Mediterraneo ed in Libia i centri commerciali all’ingrosso ed al dettaglio, frutto di una forte attenzione dei consumatori locali verso i prodotti di consumo stranieri. La grande distribuzione è certamente uno dei possibili investimenti in Libia, attesa la favorevole legislazione doganale ed un sistema di approvvigionamento che si va sempre più collaudando.


         Anche sotto il profilo giuridico, sulla base di una valutazione comparativa con altri Paesi del Nord Africa, la Libia presenta delle condizioni più favorevoli per gli operatori internazionali. La legge n. 5 del 1997 in tema di promozione degli investimenti stranieri prevede un periodo di esenzione doganale e fiscale totale di 8 anni, oltre ad un periodo di ulteriori 5 anni di esenzione per gli utili reinvestiti. A ciò si deve aggiungere la possibilità di ottenere finanziamenti dalle banche libiche, di poter liberamente trasferire gli utili all’estero e di poter mantenere depositi in valuta straniera in loco.


         La Libia rappresenta, quindi, per la sua vicinanza territoriale e logistica, per i rapporti storicamente amichevoli tra i popoli e tra le comunità imprenditoriali, ed – oggi – per la vicinanza dei rapporti politico-istituzionali, una “porta” verso il mercato africano e medio- orientale che conta oltre 300 milioni di consumatori, il cui potere di acquisto sta aumentando.


 


25 Ottobre 2008


 


 


*    dottore commercialista, Petrucci & Associati – Studio Legale e Tributario (Roma)


** avvocato, Petrucci & Associati – Studio Legale e Tributario (Tripoli)

www.petrucciassociati.it


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