La scadenza del versamento F24 enti pubblici

1 – LA DISTINTA DI VERSAMENTO F24      Con il decreto legislativo 9.7.2007 n. 241 è stato regolamentato il versamento unitario e la compensazione tra le voci a debito con quelle a credito.      Il successivo decreto dirigenziale 30.3.1998 ha istituito la distinta di versamento F24 e le relative modalità di compilazione.   […]

1 – LA DISTINTA DI VERSAMENTO F24


 


   Con il decreto legislativo 9.7.2007 n. 241 è stato regolamentato il versamento unitario e la compensazione tra le voci a debito con quelle a credito.


 


   Il successivo decreto dirigenziale 30.3.1998 ha istituito la distinta di versamento F24 e le relative modalità di compilazione.


 


   L’articolo 18 comma 1 del D. Lgs. 241/1997 stabiliva che le imposte, i contributi dovuti all’INPS e le altre somme dovute allo Stato dovevano essere versate il giorno quindici del mese di scadenza. Con effetto dal 1° gennaio 1999 (D. Lgs. 19.11.1998 n. 442) il giorno di scadenza quindici è stato sostituito con il giorno sedici.


 


 


2 – LA DISTINTA F24 ENTI PUBBLICI


 


   Con il decreto dirigenziale 08.11.2007 è stato introdotto un diverso modello, denominato “F24 enti pubblici”, che deve essere utilizzato, a partire dal 1° gennaio 2008, dagli enti pubblici titolari di conti presso le tesorerie provinciali e presso la tesoreria centrale. Con successive disposizioni sono stati comunicati i codici tributo da utilizzare che, come è ben noto, sono diversi da quelli normalmente utilizzati sulle distinte F24 ordinarie.


 


   Lo stesso decreto dirigenziale 08.11.2007, con riferimento alla data di scadenza del versamento, ha richiamato l’articolo 8 del D.P.R. 602/1973 che tuttora prevede:


“I versamenti diretti alle sezioni di tesoreria provinciale dello Stato e al concessionario devono essere eseguiti .. entro i primi quindici giorni del mese successivo a quello in cui è stata operata la ritenuta.”


 


   Si è quindi creata una difformità di termini tra la scadenza del versamento del modello F24 ordinario (il sedici del mese di scadenza) e quella del modello F24 enti pubblici (il quindici del mese di scadenza). Tale diversità è ulteriormente confermata dallo scadenzario riportato sul sito della Agenzia delle Entrate che tuttora prevede il diverso termine di versamento.


 


   E’ purtroppo accaduto che numerosi enti pubblici abbiamo talvolta effettuato il versamento il giorno 16 del mese di scadenza, nell’errata convinzione che i due termini di scadenza fossero stati unificati.


 


   In tale situazione, non resta che ricorrere al ravvedimento operoso (articolo 13 del D.Lgs. 18.12.1997 n. 472), che prevede il versamento sia degli interessi di mora da calcolare in base ai giorni di ritardo, sia il versamento della sanzione tributaria (misura ordinaria 30 %) che si riduce al 3,75 % se il ritardato versamento è avvenuto nei trenta giorni successivi alla scadenza oppure al 6 % se il ritardato pagamento è avvenuto oltre trenta giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione.


 


   Nel nostro caso, il versamento è stato effettuato con ritardo di un solo giorno quindi entro i trenta giorni successivi alla scadenza, per cui sembrerebbe applicabile la sanzione del 3,75 %. Ma non è proprio così: infatti la sanzione resta al 3,75 % soltanto se è stata versata entro i trenta giorni successivi alla scadenza, mentre se la sanzione viene pagata dopo i trenta giorni non sarà più pari al 3,75 % bensì sarà del 6 % (come confermato a pagina 21 della guida pratica al pagamento delle imposte, pubblicata dalla Agenzia delle Entrate).


 


   Ad esempio:


= tributi versati il 16.09.2008 anziché il 15.09.2008


= sanzione dovuta 3,75 % se versata entro il 16.10.2008


= sanzione dovuta 6 % se versata dopo il 16.10.2008


(esempio valido anche per i mesi precedenti).


 


 


3 – CONCLUSIONI


 


   Gli enti pubblici che sono incorsi nella situazione descritta dovrebbero regolarizzare i versamenti secondo le modalità di ravvedimento indicate nel capitolo precedente.


 


   Esiste tuttavia un possibile (anche se ancora incerto) spiraglio. Gli uffici locali della Agenzia consigliano per ora di sospendere la regolarizzazione, visto che l’ultima scadenza della sanzione 6 % è quella della data di presentazione della dichiarazione sostituti d’imposta anno 2009 per l’anno 2008, in quanto il numero degli enti che sono incorsi in tale ritardo è talmente elevato da consigliare l’Agenzia ad emettere un possibile (ma ancora incerto) provvedimento di sanatoria.


 


   Ad oggi, comunque, la situazione è quella già descritta. L’ente che vuole sanare deve versare la sanzione del 3,75 % (entro i trenta giorni successivi alla scadenza) oppure la sanzione del 6 % (oltre i trenta giorni successivi alla scadenza) nonché gli interessi di mora per un giorno.


 


Rag. Alberto Leggi


7 Ottobre 2008

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it