Novità fisco 26 settembre 2008. In evidenza:P.V.C.: devono passare 60 giorni prima della notifica dell’atto di recupero a tassazione; dichiarazioni dei soggetti IRES; trasferimento quote S.r.l.: le sanzioni per l’intermediario abilitato

    Indice:   1) Privacy: Maggiore protezione per i dati fiscali dei contribuenti   2) Dichiarazioni dei soggetti IRES: Deve firmare solo il presidente del collegio sindacale   3) Trasferimento quote S.r.l.: Le sanzioni si applicano all’intermediario abilitato   4) Lavoro autonomo: Non sono deducibili le spese ingiustificate   5) P.V.C.: Devono passare 60 […]

 






 


Indice:


 


1) Privacy: Maggiore protezione per i dati fiscali dei contribuenti


 


2) Dichiarazioni dei soggetti IRES: Deve firmare solo il presidente del collegio sindacale


 


3) Trasferimento quote S.r.l.: Le sanzioni si applicano all’intermediario abilitato


 


4) Lavoro autonomo: Non sono deducibili le spese ingiustificate


 


5) P.V.C.: Devono passare 60 giorni prima della notifica dell’atto di recupero a tassazione.


 


6) Brevi fiscali: Le risoluzioni del 25/9/2008 dell’Agenzia delle Entrate


 


1) Privacy: Maggiore protezione per i dati fiscali dei contribuenti


Un provvedimento del Garante della Privacy ha delineato le misure da adottare per assicurare la tutela dei dati inseriti nell’anagrafe tributaria.


Gli accertamenti effettuati dall’Autorità del Garante (iniziati dal mese di dicembre 2007) presso l’Agenzia delle Entrate, SOGEI, regioni, province, comuni e altri enti che accedono all’anagrafe, hanno rilevato criticità in ambito informatico e organizzativo sotto il profilo della tutela della sicurezza dei dati dei contribuenti.


Sotto osservazione anche i punti deboli dei singoli sistemi come Siatel e Punto Fisco, Entratel, per quali il Garante ha richiesto precisi accorgimenti.


Per ottenere il controllo sugli accessi all’anagrafe tributaria da parte di soggetti esterni all’amministrazione finanziaria, il Garante ha disposto che l’Agenzia delle Entrate rediga un documento, che riporti tutti i flussi di scambio di informazioni specificando l’identità dei soggetti legittimati, la base normativa, la finalità istituzionale, la natura e la qualità dei dati trasferiti o a cui si è avuto accesso, la frequenza e il volume dei trasferimenti o degli accessi e il numero di soggetti che utilizzano la procedura.


Vanno  poi verificate annualmente le finalità per cui tali accessi sono stati autorizzati.


Per vincolare gli accessi alle finalità consentite, l’Agenzia delle Entrate deve introdurre nelle applicazioni che interagiscono con la banca dati un campo per l’indicazione obbligatoria del numero di riferimento della pratica nell’ambito della quale viene effettuata la consultazione, ed attivare le procedure che consentano di isolare ed estrarre i soli dati di interesse.


Infine, per evitare accessi indiscriminati da parte dei soggetti facenti capo ad un ente autorizzato il Garante ha richiesto di predisporre un sistema di certificazione digitale e di censimento delle postazioni terminali autorizzate, di raffinare le procedure di autenticazione, disciplinare la possibilità di effettuare ingressi contemporanei con le medesime credenziali, e di tracciare gli utenti che accedono tramite la rete informatica.


(Provvedimento Garante per la protezione dei dati personali 18/09/2008, in Notiziario Ipsoa del 25/9/2008)


 


 


2) Fisco: dichiarazioni dei soggetti IRES: deve firmare solo il presidente del collegio sindacale


Nell’imminenza della scadenza del 30/09/2008 entro cui occorre presentare il modello Unico SC (Società di capitali), l’Assonime ha voluto chiarire che in presenza di controllo contabile deve sottoscrivere la dichiarazione solo il presidente del collegio sindacale.


(Circolare Assonime 22/09/2008, n. 53)


 


 


3) Ulteriori chiarimenti sul trasferimento quote S.r.l.: Le sanzioni si applicano all’intermediario abilitato


Grazie al D.L. n. 112/2008, l’atto con il quale viene trasferita la titolarità delle quote sociali, oltre alla tradizionale forma della scrittura privata autenticata, può avere natura «informatica» ed essere sottoscritto con firma digitale del cedente e del cessionario.


L’atto di cessione della quota di S.r.l. deve essere firmato digitalmente da tutte le parti, mediante un dispositivo di firma digitale rilasciato da un certificatore accreditato.
Al deposito dell’originale informatico del contratto di cessione al Registro delle imprese sono autorizzati i professionisti abilitati, cioè iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, purché muniti di firma digitale.
Pertanto, gli atti di trasferimento di quote di S.r.l. sono depositati al Registro delle imprese:


– Dal Notaio che ha autenticato le firme, quando sottoscritti dalle parti in modo autografo;


– dal Dottore Commercialista ed Esperto Contabile incaricato, quando nascono «informatici» e non abbiano altra forma.


Le sanzioni si applicano all’intermediario abilitato


La domanda di iscrizione all’ufficio del Registro delle imprese non può essere presentata direttamente dalle parti, o da una sola di esse; ne consegue che la sanzione amministrativa prevista per l’inosservanza dell’obbligo di iscrizione deve essere applicata a carico del Dottore Commercialista ed Esperto Contabile incaricato del deposito.


Il professionista abilitato presenta la domanda con contestuale deposito dell’atto di trasferimento firmato digitalmente dalle parti e dalla prova dell’avvenuta registrazione fiscale dell’atto stesso; dalla documentazione deve risultare anche l’incarico assegnato dalle parti al professionista di procedere all’iscrizione del contratto.


Computo del termine per l’iscrizione dell’atto


L’atto è sottoscritto con firma digitale dalle parti; l’ultima parte che firma appone al contratto la marcatura temporale, per attribuire all’atto di cessione una data che consenta agli uffici la verifica del rispetto dei termini imposti dalla legge ai fini sia della registrazione fiscale (20 giorni), sia dell’iscrizione nel Registro delle imprese (30 giorni).
Maggiore certezza sarebbe peraltro garantita se la data del contratto risultante nel documento fosse anche quella risultante dalla marca temporale.


(Circolare Unioncamere 22/09/2008, n. prot. 14288/PS/ODL, in notiziario Ipsoa del 25/09/2008)


 


 


4) Lavoro autonomo: Non sono deducibili le spese ingiustificate


In tal caso, secondo la Cassazione, si è in presenza di condotta antieconomica che legittima l’ipotesi di elusione fiscale.


Pertanto, le spese deducibili ingiustificate sono indizio di un intento elusivo e non vale appellarsi al principio di libertà di iniziativa economica.


In pratica, se un dato bene non necessita per l’esercizio dell’attività lavorativa perché è stato sostenuto il relativo costo ?.


Pare questa una delle prime riflessioni che si può trarre da tale monito della Suprema Corte: Niente fatture di spesa non attinenti la produzione degli introiti economici.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 15/09/2008, n. 23635, in notiziario Ipsoa del 25/09/2008)


 


 


 


5) P.V.C.: Devono passare 60 giorni prima della notifica dell’atto di recupero a tassazione.


Lo statuto del contribuente va rispettato dall’Amministrazione finanziaria.


Tra il processo verbale di constatazione ed il successivo avviso di recupero da notificare al contribuente devo trascorrere almeno 60 giorni, al fine di consentirne di presentare i dati a propria difesa, altrimenti tale secondo atto non è valido ai fini del recupero della pretesa erariale.


Infatti, il mancato rispetto da parte dell’Amministrazione finanziaria del termine di 60 giorni accordato al contribuente dall’art. 12, co. 7 della Legge n. 212/2000, per la produzione di memorie difensive, determina l’illegittimità dell’avviso di recupero del credito d’imposta, notificato in data anteriore allo spirare di detto termine.


Nel caso di specie, il contribuente ha contestato la legittimità dell’avviso di recupero, per  violazione dell’art. 12 della L. n. 212/2000 (c.d. statuto del contribuente), poiché l’avviso di recupero era stato emesso prima dello scadere dei sessanta giorni dalla notifica del P.V.C., periodo entro il quale il contribuente poteva esercitare la facoltà di presentare osservazioni e fornire documenti e notizie all’A.F..; nel merito, per l’erronea considerazione di alcune voci di spesa come estranee all’investimento incentivato mediante il credito d’imposta.


l’art. 12 si basa sulla cooperazione tra il contribuente e l’ufficio, per cui ai fini di un’eventuale declaratoria di illegittimità dell’atto di recupero, è che nel caso concreto é stato impedito al contribuente di partecipare al procedimento amministrativo e la mancata partecipazione ha determinato l’adozione di un atto diverso e più gravoso di quello che sarebbe stato emesso ove si fosse instaurato un più corretto rapporto collaborativo tra le parti.


(C.T.R. di Bari sez. XIV Sentenza n76./14/08 del 23.5.2008 dep. l’11.7.2008)

Articolo riservato

Accertamento fiscale “anticipato”
l’avviso di accertamento non può essere
emanato prima dei 60 giorni successivi al rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo… altrimenti…?

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6) Brevi fiscali: Le risoluzioni del 25/9/2008 dell’Agenzia delle Entrate


 






 


– Istituiti i codici tributo per recuperare gli incentivi fiscali


Ai fini del recupero dell’aiuto fruito, l’Agenzia delle entrate notifica apposita comunicazione di ingiunzione nei confronti dei soggetti beneficiari che hanno presentato il modello di dichiarazione “Aiuto di Stato – Rivalutazioni (ASR)” approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 18 settembre 2008.


Coloro che hanno applicato il regime d’imposta sostitutiva “speciale” in materia di rivalutazione dei beni d’impresa, potranno restituire l’aiuto ritenuto incompatibile con i principi del mercato comune da una decisione della Commissione europea.


Ciò poiché dal 2 ottobre 2008 saranno attivi i codici tributo “5056” e “5057”, che corrispondono rispettivamente al capitale e agli interessi dovuti.


Con i codici, inseriti nella sezione “Erario” del modello F24, è stato, quindi, definita la modalità di recupero disposto dal D.L. n. 112/2008.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 25/9/2008, n. 359/E)


 


 


– Istituito il codice tributo che consente alle imprese piemontesi di recuperare l’IRAP


Istituito il codice tributo (“Piem”) che consente alle imprese piemontesi, beneficiarie del contributo a fondo perduto previsto per i danni causati da eventi alluvionali (art. 4-bis, L. n. 365/2000), di compensare l’Irap versata sulle somme ricevute, mediante il modello F24.


Il codice “Piem” va riportato nella sezione “Regioni”, colonna “importi a credito compensati”.


Nel campo “codice regione” va indicato “13”, corrispondente alla Regione Piemonte, mentre nell'”anno di riferimento” va inserito l’anno d’imposta del credito. Va utilizzato dal prossimo 13 ottobre 2008.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 25/9/2008, n. 360/E)


 


 


– Istituito il codice tributo per fruire del credito di imposta per spese di ricerca


Istituito il nuovo codice tributo “6808” che consente, come previsto dalla Finanziaria 2007, di fruire del credito di imposta riconosciuto alle imprese che hanno investito in attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo.


Il credito, concesso per gli esercizi dal 2007 al 2009, è utilizzabile per i versamenti delle imposte sui redditi e dell’Irap.


L’eventuale eccedenza può essere “compensata” a partire dal mese successivo alla presentazione della dichiarazione relativa al periodo per cui il credito è stato concesso.


Il codice è operativo dal 2 ottobre 2008.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 25/9/2008, n. 361/E)


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò

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