Novità fiscali dell'8 settembre 2008. In evidenza: importazioni; pasti: anche per le spese di rappresentanza il limite del 75%; libro unico del lavoro in PDF

  Indice:   1) FISCO – IVA: importazioni di dotazioni di bordo di navi ed aeromobili   2) Libro unico del lavoro dematerializzato in PDF   3) Deduzione spese pasti e alberghi: Anche per le spese di rappresentanza entro il limite del 75%   4) Professionisti: all’accertamento basato su elementi extracontabili   5) Brevi fiscali […]

 






Indice:


 


1) FISCO – IVA: importazioni di dotazioni di bordo di navi ed aeromobili


 


2) Libro unico del lavoro dematerializzato in PDF


 


3) Deduzione spese pasti e alberghi: Anche per le spese di rappresentanza entro il limite del 75%


 


4) Professionisti: all’accertamento basato su elementi extracontabili


 


5) Brevi fiscali


 


 


1) IVA: Importazioni di dotazioni di bordo di navi ed aeromobili


Le importazioni di materiali destinati a dotazioni di bordo di aeromobili di proprietà di organi dello Stato devono regolarmente essere assoggettate ad IVA; ai sensi dell’art. 8, comma 4, D.P.R. n. 633/1972, infatti, non sono soggette ad imposta le importazioni di dotazioni di bordo di navi ed aeromobili solo se effettuate da imprese di navigazione marittima ed aerea ovvero da Amministrazioni statali.


Istanza di interpello


Con istanza di interpello un legale rappresentante di società, ha chiesto se i “sistemi di telecamere girostabilizzate” – importate dagli USA e successivamente rivenduti ad altra società la quale, a sua volta, installa tali apparecchiature a bordo di elicotteri Agusta 109 venduti all’Arma dei Carabinieri – trattandosi di materiali destinati a dotazioni di bordo di aeromobili di proprietà di organi dello Stato, debbano considerarsi merce “non soggetta ad IVA” ai sensi dell’art. 8 bis lettera “d” e dell’art. 68 del DPR n. 633/72.


La competenza ad esaminare e decidere sulle istanze di interpello relative al tributo IVA spetta all’Agenzia delle Entrate, pertanto tale istanza, agli effetti che derivano dal cd. “interpello” è stata dichiarata inammissibile.


Tuttavia, l’Agenzia delle Dogane ha comunque fornito i seguenti chiarimenti.


Parere delle Dogane


Il Ministero delle Finanze – Dogane e Imposte Indirette – con telegramma n. 31045/1974, ha chiarito che non sono soggette ad IVA, per effetto del comma 4 dell’art. 8 del DPR 633/1972, le importazioni di dotazioni di bordo di navi ed aeromobili solo se effettuate da imprese di navigazione marittima ed aerea ovvero da Amministrazioni statali.


In tal senso va quindi letta la ratio della norma di cui al combinato disposto degli artt.8 bis lettera “d” e 68 del DPR 633/72.


Non si discostano, peraltro, dalla interpretazione di cui sopra, la risoluzione n. 465129/1991 del Ministero delle Finanze, con la quale si chiarisce che le cessioni di aeromobili alla Provincia Autonoma di Trento – Corpo dei Vigili del Fuoco, non rientrano nella “non imponibilità IVA” di cui all’art. 8 bis del DPR 633/72, poiché tale beneficio è previsto per i soli “organi dello Stato” e la risoluzione n. 266/1996 del Ministero delle Finanze, con la quale si stabilisce che la “non imponibilità IVA” di cui all’art. 8 bis del DPR 633/72 non si rende applicabile agli acquisti di mezzi nautici effettuati dalla Azienda Regionale per la Navigazione Interna della Regione Emilia Romagna.


Alla luce di ciò, secondo l’Agenzia delle Dogane le suddte importazioni vanno assoggettate all’IVA secondo l’aliquota propria applicabile alla merce.


(Nota Agenzia Dogane 03/09/2008)


 


 


2) Libro unico del lavoro dematerializzato in PDF


Dal 18 agosto 2008 il libro unico del lavoro può essere tenuto e conservato con modalità informatiche


La “manovra d’estate” (Dl 112/2008), orientata, tra l’altro, a semplificare gli adempimenti relativi alla gestione dei rapporti di lavoro, ha soppresso la tenuta dei libri paga e matricola e di altri libri obbligatori, prevedendo la loro sostituzione con il “libro unico del lavoro”, le cui modalità di tenuta e di conservazione sono state definite dal ministero del Lavoro con il decreto 9 luglio 2008.


Lo stesso ministero del Lavoro, con la circolare n. 20 del 21 agosto 2008, ha provveduto poi a fornire chiarimenti sulla corretta applicazione del citato decreto.


Il libro unico del lavoro


Il nuovo libro unico del lavoro è obbligatorio per tutti i datori di lavoro privati di qualsiasi settore (compreso quello agricolo, dello spettacolo, dell’autotrasporto e quello marittimo) con la sola eccezione dei datori di lavoro domestico.


Nel libro unico, la cui funzione è quella di documentare dettagliatamente lo stato effettivo del rapporto di lavoro, devono essere indicati per ciascun lavoratore le seguenti informazioni:
– nome e cognome


– codice fiscale


– qualifica e livello di inquadramento (nei casi in cui ricorrono)


– retribuzione


– anzianità di servizio


– posizioni assicurative e previdenziali.


Il libro deve, inoltre, contenere eventuali dazioni in danaro o in natura corrisposte o gestite dal datore di lavoro, nonché il calendario delle presenze giornaliere di ogni singolo dipendente.
La sua compilazione, per ciascun mese di riferimento, deve avvenire entro il giorno 16 del mese successivo (art. 39, comma 3, Dl 112/2008).


Questo per uniformare il termine ultimo delle scritturazioni con quello dei versamenti contributivi.


Istituzione e tenuta


Le nuove disposizioni obbligano il datore di lavoro a istituire e tenere un solo e unico libro, anche se l’azienda ha più sedi di lavoro, sebbene stabili e organizzate.


Per effetto del Dm 9 luglio 2008, la tenuta e la conservazione del libro unico può essere effettuata impiegando uno dei seguenti sistemi:


1) a elaborazione e stampa meccanografica su fogli mobili a ciclo continuo


2) a stampa laser


3) su supporti magnetici o a elaborazione automatica dei dati.


Nel primo caso, i moduli devono essere numerati e vidimati prima della messa in uso presso l’Inail.


Nel secondo, è necessario richiedere, sempre all’Inail, un’autorizzazione preventiva alla stampa e generazione della numerazione automatica.


Ma la vera novità è data dalla neo modalità di tenuta e conservazione.


Le nuove modalità di tenuta e conservazione digitale


L’articolo 1, comma 1, lettera c), del Dm 9 luglio 2008, introduce la possibilità di tenere il libro unico anche con modalità informatiche, più precisamente:


– su supporti magnetici, a condizione che ogni singola scrittura costituisca documento informatico e sia collegata alle registrazioni in precedenza effettuate


oppure
– con sistemi di elaborazione automatica dei dati che garantiscono la consultabilità, l’inalterabilità e l’integrità dei dati stessi, nonché la sequenzialità cronologica delle operazioni eseguite, il tutto nel rispetto delle regole tecniche del codice dell’Amministrazione digitale (Dlgs 82/2005).


I sistemi sopra citati non sono soggetti a vidimazione; l’unico adempimento richiesto è l’inoltro di una comunicazione scritta, anche a mezzo fax o posta elettronica, alla direzione provinciale del Lavoro competente per territorio, prima della messa in uso, con indicazione dettagliata delle caratteristiche tecniche del sistema adottato.


La circolare n. 20/2008, con riferimento alla modalità di tenuta su supporti magnetici, precisa che i documenti informatici che compongono il libro unico del lavoro devono avere la forma di documenti statici non modificabili e devono essere emessi, al fine di garantirne l’attestazione della data, l’autenticità e l’integrità, con l’apposizione del riferimento temporale e della firma digitale da parte del responsabile della conservazione.


Tali documenti possono essere memorizzati su qualsiasi supporto di cui sia garantita la leggibilità nel tempo, a condizione che venga assicurato l’ordine cronologico e non vi sia soluzione di continuità per ciascun periodo di paga.


Esempio pratico di conservazione digitale


Ecco un esempio pratico di conservazione del libro unico su supporti magnetici:


Supponendo di cominciare da inizio anno, bisognerà entro il 16 di febbraio generare il libro unico, relativo al mese di gennaio, sotto forma di documento informatico statico e non modificabile.


Il formato che meglio si presta a tale operazione è il PDF.


Indi, sarebbe opportuno apporre una marca temporale e firmare tutto con sottoscrizione elettronica qualificata (firma digitale).


Il 16 del mese successivo vanno ripetute le stesse operazioni, ma, come disposto dal novellato decreto, occorre collegare le registrazioni di gennaio con quelle di febbraio.


Questa operazione di concatenamento può essere effettuata allegando, al documento di febbraio, l’impronta informatica del libro unico del mese di gennaio, firmando il tutto con sottoscrizione digitale.


Tale sequenza andrà ripetuta per i mesi a venire fino alla chiusura del periodo di paga, garantendo in questo modo il collegamento tra le varie registrazioni ed evitando le  contestazione di natura formale.


(Gaetano Silipigni, Notiziario telematico dell’Agenzia delle Entrate del 05/09/2008)


 


 


3) Deduzione spese pasti e alberghi: Anche per le spese di rappresentanza entro il limite del 75%


Per le prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande, il tetto di deducibilità al 75% ai fini delle imposte sul reddito è valido anche per le spese di rappresentanza, mentre per quanto riguarda l’Iva, la detraibilità va documentata sempre con fattura.


L’Agenzia delle Entrate con la circolare 53/E del 05 settembre 2008 ha fornito i chiarimenti


sul nuovo trattamento di tali spese ai fini Iva e delle imposte sui redditi previsto dal D.L. n. 112/2008, convertito in Legge n. 133/2008.


In particolare, l’Amministrazione finanziaria ha precisato che la nuova disposizione – la quale introduce il tetto alla deduzione dei costi sostenuti per il pernottamento in hotel e i pasti consumati al ristorante nella misura del 75% per un importo comunque non superiore al 2% dei compensi percepiti – va estesa anche ai casi in cui tali costi si configurano come spese di rappresentanza, poiché questa soglia trova validità a prescindere dalla finalità della spesa.


In ogni caso, ai fini della deducibilità delle spese di rappresentanza, va rispettato il limite dell’1% dei compensi percepiti nell’anno d’imposta.


Analogamente, le spese alberghiere e di ristorazione sostenute per la partecipazione a convegni, congressi e simili vanno assunte nella misura del 75% e saranno ammesse in deduzione, ai sensi del medesimo comma 5 dell’art. 54, nel limite del 50% (in sostanza, sarà necessario calcolare il 50% del 75% del costo relativo).


Le modifiche introdotte dal medesimo DL. n. 112 non interessano le spese di vitto e alloggio sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate in fattura, le quali restano, quindi, interamente deducibili.


In tal caso infatti, così come, in base alla formulazione del secondo periodo del comma 5 dell’art. 54, non opera il limite rappresentato dal 2% dei compensi, allo stesso modo non si applica il nuovo limite del 75%.


Sono altresì escluse dal limite di deducibilità del 75% le spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte effettuate dai dipendenti e dai collaboratori coordinati e continuativi, disciplinate dal comma 6 dell’art. 54, le quali restano deducibili secondo i criteri speciali dettati dall’articolo 95, comma 3, del TUIR, in materia di spese per prestazioni di lavoro.


Per quanto riguarda invece la detrazione integrale dell’Iva sulle prestazioni alberghiere e di ristorazione, l’Agenzia ha evidenziato come sia necessaria la richiesta della fattura, indispensabile per potere usufruire del beneficio, dato che queste operazioni rientrano tra quelle per cui l’emissione del documento è obbligatoria solo se richiesta dal cliente.


La annotazione di tali fatture nel registro degli acquisti può essere operata con modalità semplificate, se l’importo delle stesse non è superiore a 154,94 euro.


L’art. 6 del D.P.R. n. 695/1996 consente, infatti, in tale ipotesi, di registrare in luogo delle singole fatture un documento riepilogativo nel quale sono indicati i numeri attribuiti alle singole fatture dal destinatario, l’ammontare complessivo delle operazioni e l’ammontare dell’imposta.


Nel caso in cui la prestazione alberghiera o di ristorazione sia fruita da un soggetto diverso dall’effettivo committente del servizio, ai fini della detrazione è necessario che la fattura rechi anche l’intestazione di tale soggetto.


Ad esempio il datore di lavoro potrà detrarre l’imposta relativa alle prestazioni rese al proprio dipendente in trasferta qualora risulti cointestatario della fattura.


Analogamente nel caso in cui il cliente anticipi le spese alberghiere e di ristorazione del professionista, la fattura deve essere intestata anche a quest’ultimo per consentirgli di detrarre l’imposta addebitata.


Restano, invece, indetraibili gli oneri connessi alle spese di vitto e alloggio quando qualificate come spese di rappresentanza.


Le modifiche introdotte dal citato D.L. in materia di IVA non riguardano, tuttavia, le prestazioni alberghiere e di ristorazione qualificabili come spese di rappresentanza, secondo le definizioni adottate ai fini delle imposte sul reddito, per le quali continua a trovare applicazione la specifica previsione di indetraibilità di cui all’articolo 19-bis1, comma 1, lett. h) del D.P.R. n. 633/1972.


Infine, sui tempi di decorrenza delle nuove norme, la circolare ha ricordato che, mente sul


versante dell’Iva l’imposta è già diventata integralmente detraibile a partire da lunedì 1° settembre 2008, per quanto riguarda le imposte dirette la nuova disposizione sarà operativa dall’anno d’imposta 2009, a partire dal versamento degli acconti.


(Agenzia delle Entrate, circolare del 05/09/2008, n. 53/E)


 


 


4) Professionisti: all’accertamento basato su elementi extracontabili


È legittimo l’accertamento dei redditi derivanti dalla libera professione di dottore commercialista, che sia fondato sulla base di elementi extracontabili acquisiti (mediante l’invio di questionari a clienti dello studio, nonché attraverso indagini bancarie effettuate presso istituti di credito) nel pieno rispetto del diritto di difesa del contribuente, sul quale peraltro grava l’onere della prova circa la non imputabilità delle varie movimentazioni bancarie riscontrate dai verbalizzanti sul suo c/c bancario.


Si applica anche al reddito da lavoro autonomo – e non solo al reddito d’impresa – la presunzione di cui all’art. 32, D.P.R. n. 600/1973, secondo cui sia i prelevamenti che i versamenti operati sui conti correnti bancari vanno imputati ai ricavi conseguiti dal contribuente nella propria attività, se questi non dimostra di averne tenuto conto nella base imponibile oppure che sono estranei alla produzione del reddito.


Peraltro, tale presunzione per essere operante non presuppone un «contraddittorio anticipato alla fase amministrativa», con la necessaria presenza del contribuente in tutte le operazioni di verifica.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 03/09/2008, n. 22179)


 


 


5) Brevi fiscali






 


Adesione ai Pvc anche per l’Irap


La disposizione contenuta nell’art. 83, comma 18 del D.L. 112/2008 prevede che il contribuente può prestare adesione ai verbali di constatazione in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto redatti ai sensi dell’art. 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, che consentono l’emissione di accertamenti parziali previsti dall’articolo 41-bis del dpr n. 600/1973, e dall’art. 54, quarto comma, del DPR n. 633/1972.


Analizzando attentamente la norma in esame, l’Autore ha desunto che la nuova procedura di acquiescenza ai processi verbali di constatazione, introdotta dal D.L. n. 112 del 2008, vada applicata anche con riferimento all’Irap.


Ciò poiché, la norma viene collocata in un corpus normativo, il D.Lgs. n. 218/97 in materia di accertamento con adesione, che trova applicazione anche con riferimento all’Irap.


(Luca Nisco, Acquiscienza anche per l’Irap, in Italia Oggi, 5/09/2008, pag. 30)


 


 


Agevolazione per prima casa anche con nuda proprietà: Sentenze


La Corte di Cassazione e la CTR Lazio, rispettivamente con Sentenza n. 2071/2008, e Sentenza 19 marzo 2008, n. 15/36/08, hanno stabilito che le agevolazioni fiscali previste per la prima casa competono anche in caso di acquisto del solo diritto di nuda proprietà e sono applicabili retroattivamente dalla decorrenza della legge istitutiva dell’agevolazione.


L’acquirente della nuda proprietà è tenuto chiaramente a possedere tutti i requisiti richiesti per beneficiare dell’agevolazione; secondo tale orientamento, inoltre, egli dovrà destinare l’immobile a propria abitazione dopo la consolidazione dell’usufrutto con la nuda proprietà.


(Benito Fuoco, benefici prima casa anche con nuda proprietà, in Italia Oggi, 5/09/2008, pag. 29)


 


 


Redditometro: L’accertamento si sgonfia se i soldi li ha dati un familiare


Importanti motivazioni si ricavano dalla sentenza 9/5/08 della CTR del Lazio, depositata in segreteria il 16 giugno scorso, che conferma una decisione già favorevole al contribuente della CTP di Roma.
In assenza di un adeguato reddito l’acquisto di un bene immobile può costituire un indice di una maggiore capacità contributiva e rendere legittimo un accertamento fiscale a norma dell’art. 38 del DPR 600/73.
Tuttavia, la presunzione di una maggiore capacità reddituale viene meno, rendendo inefficace tale accertamento sintetico, se sono adeguatamente comprovati finanziamenti da parte dei genitori, di altri familiari o amici.


In caso di prestito senza interesse, non opera alcuna presunzione di corresponsione di interessi mentre eventuali interessi corrisposti sul prestito dovranno essere dichiarati dal percettore tra i redditi di capitale.


(Benito Fuoco, La verifica si sgonfia se i soldi li ha dati papà, in Italia Oggi, 5/09/2008, pag. 31)


 


IRAP – Attività professionale in proprio: Manca l’autonoma organizzazione


Non si applica l’IRAP al libero professionista (sivtratta, nelle specie, di un ingegnere) quando l’attività svolta dal contribuente risulta imperniata esclusivamente sulla sua persona ed è stata effettivamente svolta solo da lui, e non da altri, tanto che in sua assenza l’attività stessa non ha avuto sviluppo.


(Commissione tributaria regionale Liguria, Sentenza, Sez. IV, 02/07/2008, n. 77, in Notiziario Ipsoa del 05/09/2008)


 


 


_________________________


A cura di Vincenzo D’Andò


 

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