Novità fiscali del 9 settembre 2008. In evidenza: determinazione del reddito di lavoro dipendente: fringe benefit; la detrazione IVA compete anche in assenza del compimento di operazioni attive; studi di settore: conviene segnalare la svendita delle merci

  Indice:   1) Società – Obbligo d’acquisto ed esercizio del diritto d’acquisto: le risposte della CONSOB   2) Fisco – studi di settore: conviene segnalare la svendita delle merci   3) La detrazione IVA compete anche in assenza del compimento di operazioni attive   4) All’accertamento induttivo non si addice l’automatismo   5) Determinazione […]

 






Indice:


 


1) Società – Obbligo d’acquisto ed esercizio del diritto d’acquisto: le risposte della CONSOB


 


2) Fisco – studi di settore: conviene segnalare la svendita delle merci


 


3) La detrazione IVA compete anche in assenza del compimento di operazioni attive


 


4) All’accertamento induttivo non si addice l’automatismo


 


5) Determinazione del reddito di lavoro dipendente: Fringe benefit


 


 


1) Società – Obbligo d’acquisto ed esercizio del diritto d’acquisto: le risposte della CONSOB


Alla procedura di adempimento dell’obbligo di acquisto sono applicabili le norme di correttezza e di trasparenza previste dal Regolamento emittenti: le finalità perseguite (trasparenza e parità di trattamento in relazione agli acquisti effettuati da un offerente in pendenza di un’offerta pubblica di acquisto) permangono anche nell’ambito di tale procedura.


Lo ha chiarito la CONSOB con la comunicazione n. DEM/DCL/8081984, che fornisce alcuni chiarimenti interpretativi in ordine alla disciplina applicabile – oltre che alla procedura dell’obbligo di acquisto – anche all’esercizio del diritto di acquisto.
In particolare, quindi, la Commissione ritiene che le norme di correttezza e di trasparenza siano compatibili con le nuove disposizioni del TUF e, dunque, applicabili alla procedura per l’adempimento dell’obbligo di acquisto.


Tali norme perseguono infatti finalità (quali la trasparenza e la parità di trattamento in relazione agli acquisti effettuati da un offerente in pendenza di un’offerta pubblica di acquisto) che permangono anche nell’ambito della procedura di adempimento dell’obbligo di acquisto, senza che la strutturazione di tale procedura – in termini di obbligo di accettazione delle richieste di vendita anziché di offerta obbligatoria di acquisto – possa valere ad elidere le esigenze di tutela degli investitori e del mercato.


La CONSOB chiarisce inoltre che:


– Ai fini del raggiungimento della soglia del 95% del capitale dell’emittente, si può tenere conto degli acquisti di azioni dell’emittente operati entro la fine del periodo, purché effettuati nel rispetto delle disposizioni regolamentari attualmente in vigore;


– per quanto riguarda la forma del corrispettivo da riconoscere ai fini dell’esercizio del diritto di acquisto, nell’ipotesi in cui la prima offerta ed il successivo obbligo di acquisto abbiano previsto un corrispettivo anche parzialmente in titoli, ai fini dell’esercizio del diritto di acquisto e del contestuale assolvimento dell’obbligo di acquisto l’offerente dovrà depositare un corrispettivo avente la stessa forma dell’offerta precedente (con componente in titoli), fatta salva la facoltà per gli azionisti di optare per un corrispettivo integralmente in denaro (opzione esercitabile nell’ambito di una «riapertura dei termini dell’offerta»).


(Comunicazione CONSOB 03/09/2008, n. DEM/DCL/8081984, in Ipsoa Editore del 08/09/2008)


 


 


2) Studi di Settore: Conviene segnalare la svendita delle merci


E’ stato chiesto se un negozio di telefonia che ha effettuato una vendita sottocosto, previa comunicazione al Comune di competenza ne possa tenere conto ai fini della congruità agli Studi di Settore.


Tale contribuente può segnalare la svendita della merci (con comunicazione fatta al Comune di competenza) iscrivendola nelle note.


Tale comunicazione non è obbligatoria e il contribuente può comunque segnalarla sia nella fase di accertamento che nella fase di contraddittorio.


La comunicazione inserita nelle note può comunque essere molto vantaggiosa in giacché la segnalazione data verrà esaminata fin dal momento della selezione delle posizioni nei cui confronti verrà effettuato l’accertamento basato sugli studi di settore.


La particolare situazione descritta nelle note può inoltre formare oggetto di specifici approfondimenti, preliminari alla selezione della posizione per l’accertamento basato sugli studi di settore.


Tali approfondimenti potranno essere eseguiti nell’ambito degli accessi brevi per la verifica dei dati rilevanti per l’applicazione degli studi, dato che spesso la condizione in parola può essere meglio colta mediante una ricognizione in loco.
A seguito si quanto sopra, pertanto, A. Gigliotti consiglia ai diretti interessati di segnalare la svendita nel campo “annotazioni” del modello per la comunicazione dati dello studio di settore.


(Di Antonio Gigliotti in Ipsoa Editore settembre 2008)


 


 


3) La detrazione IVA compete anche in assenza del compimento di operazioni attive


Al fine di ottenere la detraibilità dell’IVA, il contribuente-imprenditore ha l’onere di provare che le operazioni passive effettuate siano effettivamente inerenti all’esercizio dell’impresa ovvero compiute in stretta connessione con le finalità imprenditoriali, senza tuttavia che sia richiesto il concreto esercizio dell’impresa, con la conseguenza che la detrazione dell’imposta spetta ricorrendo tale condizione anche nel caso di assenza di compimento di operazioni attive.


(Commissione tributaria regionale Sicilia, Sentenza, Sez. I, 12/06/2008, n. 30, in Ipsoa Editore del 08/09/2008)


 


 


4) All’accertamento induttivo non si addice l’automatismo


Accertamento IVA e accertamento IRPEF riferiti ad anni diversi: Nessun automatismo


Manca l’automatismo fra accertamento IVA e successivo accertamento ai fini IRPEF riguardanti diverse annualità: l’Ufficio non è autorizzato sulla semplice scorta di un processo verbale eseguito dall’ufficio IVA a fondare la propria pretesa fiscale nei confronti del contribuente ricorrendo all’accertamento induttivo.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 23/07/2008, n. 20269, in Ipsoa Editore del 08/09/2008)


 


 


5) Determinazione del reddito di lavoro dipendente: Fringe benefit


Il reddito di lavoro dipendente, ai sensi dell’art. 51 del TUIR (attualmente in vigore), é costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.


Fringe benefit


Il valore normale dei generi in natura prodotti dall’azienda e ceduti ai dipendenti é determinato in misura pari al prezzo mediamente praticato dalla stessa azienda nelle cessioni al grossista.


a) per gli autoveicoli  – indicati nell’art. 54, comma 1, lettere a), c) e m), del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 -, i motocicli e i ciclomotori concessi in uso promiscuo, si assume il 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l’Automobile club d’Italia deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero delle finanze che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo d’imposta successivo, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti al dipendente;


b) in caso di concessione di prestiti si assume il 50% della differenza tra l’importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di sconto vigente al termine di ciascun anno e l’importo degli interessi calcolato al tasso applicato sugli stessi. Tale disposizione non si applica per i prestiti stipulati anteriormente al 1 gennaio 1997, per quelli di durata inferiore ai dodici mesi concessi, a seguito di accordi aziendali, dal datore di lavoro ai dipendenti in contratto di solidarietà o in cassa integrazione guadagni o a dipendenti vittime di usura, o ammessi a fruire delle erogazioni pecuniarie a ristoro dei danni conseguenti a rifiuto opposto a richieste estorsive;


c) per i fabbricati concessi in locazione, in uso o in comodato, si assume la differenza tra la rendita catastale del fabbricato aumentata di tutte le spese inerenti il fabbricato stesso, comprese le utenze non a carico dell’utilizzatore e quanto corrisposto per il godimento del fabbricato stesso.


Per i fabbricati concessi in connessione all’obbligo di dimorare nell’alloggio stesso, si assume il 30% della predetta differenza.


Per i fabbricati che non devono essere iscritti nel catasto si assume la differenza tra il valore del canone di locazione determinato in regime vincolistico o, in mancanza, quello determinato in regime di libero mercato, e quanto corrisposto per il godimento del fabbricato;


c-bis) per i servizi di trasporto ferroviario di persone prestati gratuitamente, si assume, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti, l’importo corrispondente all’introito medio per passeggero/chilometro, desunto dal Conto nazionale dei trasporti e stabilito con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per una percorrenza media convenzionale di 2.600 chilometri.


Il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti viene emanato entro il 31 dicembre di ogni anno ed ha effetto dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data della sua emanazione.


Rimborsi di spese di viaggio, vitto e alloggio


Le indennità percepite per le trasferte o le missioni fuori del territorio comunale concorrono a formare il reddito per la parte eccedente euro 46,48 al giorno, elevate ad euro 77,47 per le trasferte all’estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto; in caso di rimborso delle spese di alloggio, ovvero di quelle di vitto, o di alloggio o vitto fornito gratuitamente il limite viene ridotto di 1/3.


Il limite va ridotto di 2/3 in caso di rimborso sia delle spese di alloggio sia di quelle di vitto.


In caso di rimborso analitico delle spese per trasferte o missioni fuori del territorio comunale non concorrono a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto, nonché i rimborsi di altre spese, anche non documentabili, eventualmente sostenute dal dipendente, sempre in occasione di dette trasferte o missioni, fino all’importo massimo giornaliero di euro 15,49, elevate a euro 25,82 per le trasferte all’estero.


Riguardo le indennità o i rimborsi di spese per le trasferte nell’ambito del territorio comunale, sono esclusi da imposizione soltanto i rimborsi di spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore.


Le indennità e le maggiorazioni di retribuzione spettanti ai lavoratori tenuti per contratto all’espletamento delle attività lavorative in luoghi sempre variabili e diversi, anche se corrisposte con carattere di continuità, le indennità di navigazione e di volo previste dalla legge o dal contratto collettivo, nonché le indennità di cui all’art. 133 del D.P.R. n. 1229/1959 concorrono a formare il reddito nella misura del 50% del loro ammontare.


Le indennità di trasferimento, quelle di prima sistemazione e quelle equipollenti, con il limite annuale di € 1.549, 37 in Italia e € 4.648,11 all’estero e solo per il primo anno di corresponsione sono escluse dalla formazione del reddito in misura del 50%.


Le spese di viaggio, ivi comprese quelle dei familiari fiscalmente a carico, e di trasporto delle cose, nonché le spese e gli oneri sostenuti dal dipendente in qualità di conduttore, per recesso dal contratto di locazione in dipendenza dell’avvenuto trasferimento della sede


di lavoro, se rimborsate dal datore di lavoro e analiticamente documentate, non concorrono a formare il reddito anche se in caso di contemporanea erogazione delle suddette indennità.


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 

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