Novità fiscali del 3 settembre 2008: pasti ed alberghi: stretta sul reddito di impresa; niente ravvedimento se è stata omessa la dichiarazione; agriturismo: trattamento fiscale; conviene l’adesione ai verbali di constatazione?


 






 


Indice:


 


1) Pasti ed alberghi: stretta del fisco sul reddito di impresa


 


2) Niente ravvedimento ai fini IVA se è stata omessa la dichiarazione


 


3) Agriturismo: La ruralità viene riconosciuta solo con l’iscrizione nell’elenco regionale


 


4) Dogane: E’ possibile aderire ai verbali di constatazione in materia di IVA


 


 


 


1) Pasti ed alberghi: stretta del Fisco sul reddito di impresa


A causa della detraibilità dell’IVA, possibile dal 1 settembre scorso, sulle spese di vitto e alloggio, il Legislatore, al fine di evitare la decurtazione del gettito fiscale, ha dovuto ridurre al 75% la deducibilità degli oneri connessi alle prestazioni di vitto e alloggio.


In particolare, per le imprese, il legislatore ha modificato l’art. 109 del Tuir, dove è stata inserita la limitazione al 75% della deduzione dei costi per vitto e alloggio, con esclusione delle spese sostenute dai lavoratori dipendenti e collaboratori in relazione alle trasferte fuori dal territorio comunale (art. 95, co. 3 del Tuir).


Mentre, per i professionisti, ai fini delle imposte sui redditi, è stata fatta una apposita modifica nell’art. 54 del T.U.I.R.


Ove in detto articolo viene previsto chele spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande sono deducibili nella misura del 75% e, in ogni caso, per un importo complessivamente non superiore al 2% dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo di imposta.


Tali spese restano integralmente deducibili se sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate nella fattura.


Infine, sempre per i lavoratori esercenti arti e professioni, le spese di rappresentanza sono rimaste deducibili nei limiti dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta.


Decorrenza


La novità introdotta dal D.L. 118/08 ha decorrenza 1/9/2008 per il settore Iva, mentre per le imposte dirette il cambiamento decorre dal 1/1/2009.


Delle novità occorre tuttavia tenerne conto già nella determinazione degli acconti.


Acconti imposte future


La modifica della misura di deducibilità delle spese di vitto ed alloggio comporterà, per esplicita previsione contenuta nell’art. 83 del D.L. n. 112/08, anche l’onere di ricalcolare gli acconti relativi al periodo d’imposta 2009:


Pertanto, nel relativo Modello Unico, la base di riferimento per il calcolo degli acconti, per il medesimo periodo d’imposta 2009, dovrà essere rettificata per tenere conto della nuova misura di deducibilità ammessa.  


 


 


2) Niente ravvedimento ai fini IVA se è stata omessa la dichiarazione


Non è possibile fruire della procedura del ravvedimento operoso qualora sia stata omessa la dichiarazione.


Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, con la sentenza, Sez. Trib., n. 20618 del 30/07/2008.


Secondo la Suprema Corte il ravvedimento operoso consente al contribuente di rettificare la dichiarazione già presentata per sanare le omissioni e le irregolarità relative ad operazioni imponibili, che comportano le variazioni in aumento, ma non di sanare l’illecito tributario costituito dall’omissione di dichiarazione, il quale illecito viene ritenuto cosa assai grave, in particolare ancor di più di una dichiarazione poi considerata come irregolare.


La medesima Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12883 del 1/6/2007 ha stabilito che per il ravvedimento operoso IVA, necessita oltre alla dichiarazione anche l’avvenuto versamento dell’imposta.


La sola presentazione della dichiarazione Iva nei trenta giorni successivi al termine di scadenza previsto dalla legge, non accompagnata anche dal versamento dell’imposta a debito, non consente al contribuente di potere usufruire del ravvedimento operoso.


Violazioni di natura sostanziale: Errori ed omissioni incidenti sulla determinazione e sul pagamento del tributo


Secondo la tesi dell’Agenzia delle Entrate, gli errori o le omissioni relativi alle dichiarazioni validamente presentate (comprese quelle presentate con ritardo non superiore a 90 giorni) possono essere regolarizzati presentando una dichiarazione integrativa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale si è verificato l’errore o l’omissione.


Entro lo stesso termine devono essere eseguiti il pagamento del tributo o del maggior tributo dovuto, dei relativi interessi (calcolati al tasso legale annuo con maturazione giorno per giorno) e della sanzione ridotta ad 1/5 del minimo previsto.


Presentazione della dichiarazione con ritardo non superiore a 90 giorni


Se la dichiarazione viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni, la violazione può essere regolarizzata eseguendo spontaneamente, entro lo stesso termine, il pagamento di una sanzione di 32 euro, pari ad 1/8 di 258 euro, ferma restando l’applicazione delle sanzioni relative alle eventuali violazioni riguardanti il pagamento dei tributi.


Omessa fatturazione e/o registrazione di operazioni imponibili IVA


Come ha ulteriormente rilevato la stessa Agenzia delle Entrate, le violazioni relative all’omessa fatturazione o all’emissione di fatture senza indicazione d’imposta o con l’indicazione di un’imposta inferiore, nonché le violazioni per l’omessa registrazione di operazioni imponibili o la registrazione con indicazioni inesatte tali da comportare un’imposta inferiore, possono essere regolarizzate entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale, con il versamento della sanzione ridotta al 20% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato e comunque non inferiore a 103 euro, pari ad 1/5 della sanzione minima prevista del 100% dell’Iva relativa, con un minimo di 516 euro.


Se la violazione non ha dato luogo al mancato versamento del tributo, permanendo una posizione creditoria, il ravvedimento si perfeziona con il pagamento della suddetta sanzione ridotta.


Se, invece, la violazione ha comportato un mancato versamento d’imposta occorre regolarizzare entrambe le violazioni: Sia la violazione “prodromica” (omessa o irregolare fatturazione e/o registrazione) sia la violazione “indotta” (omesso versamento).


In tale ipotesi, oltre al versamento della sanzione, devono essere eseguiti i pagamenti dell’imposta non versata, degli interessi legali maturati dal giorno successivo a quello in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata fino a quello in cui viene effettivamente pagata, e della sanzione pari al 6% dell’imposta oggetto di regolarizzazione (pari ad 1/5 del 30%).


Comunque, Il ravvedimento operoso non è possibile:


– quando la violazione è stata già constatata dall’ufficio o ente impositore;


– quando sono iniziati accessi, ispezioni e verifiche. In questi casi l’esclusione del ravvedimento non è totale, ma è limitata ai periodi ed ai tributi che sono oggetto di controllo;


– quando sono iniziate altre attività amministrative di accertamento (notifica di inviti a comparire, richieste di esibizione di documenti, invio di questionari, ecc.) formalmente comunicate all’autore o ai soggetti solidalmente obbligati.


Invece, non sono di ostacolo al ravvedimento operoso le indagini di altro tipo, come quelle di natura penale.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 30/07/2008, n. 20618)


 


 


3) Agriturismo: La ruralità viene riconosciuta solo con l’iscrizione nell’elenco regionale


Può essere riconosciuto carattere rurale ai fabbricati destinati all’agriturismo, a condizione che tale destinazione risulti in base all’elenco regionale dei soggetti abilitati a svolgere la relativa attività, i quali devono essere in possesso anche di autorizzazione comunale.


La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20955 del 1 agosto 2008, nel rigettare per infondatezza il ricorso contro una decisione della C.T.R. delle Marche, ha stabilito che l’iscrizione dell’agriturismo nell’apposito albo regionale costituisce condizione necessaria per il riconoscimento del carattere rurale dell’immobile.


La Corte specifica, infatti, che l’articolo 3, Legge n. 96/2006, inerente la “disciplina dell’agriturismo”, riconosce che i locali adibiti ad uso agrituristico siano assimilabili ad abitazione rurale purchè tale destinazione d’uso risulti dall’elenco regionale dei soggetti abilitati allo svolgimento di tale attività, debitamente autorizzata dal comune.


Disciplina agriturismo: Ruralità delle costruzioni strumentali


Il comma 275, dell’art. 1, della Legge Finanziaria 2008 (Legge n. 244/2007), ha modificato le condizioni per il riconoscimento ai fini fiscali della ruralità delle costruzioni strumentali allo svolgimento dell’attività agricola destinate all’agriturismo, specificando che viene riconosciuto carattere di ruralità alle sole costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell’attività agricola destinate all’agriturismo, in conformità di quanto previsto dalla legge 10 febbraio 2006, n. 96, recante la disciplina dell’agriturismo.


Imposte sui redditi


il reddito derivante dall’esercizio dell’attività agrituristica si considera, ai fini delle imposte sui redditi, quale reddito di impresa.


L’art. 5 della legge n. 413/1991 ha previsto un particolare regime forfetario di determinazione del reddito dell’agriturismo, che consiste nell’applicare al totale dei ricavi derivanti dall’attività agrituristica, al netto dell’IVA, una percentuale di redditività pari al 25% del relativo ammontare, senza tenere conto dei componenti negativi di reddito registrati ed inerenti all’attività.


I ricavi da prendere in considerazione sono solo quelli conseguiti nel periodo d’imposta (art. 109 del TUIR).


IVA


Anche ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, l’art. 5 della Legge n. 413/1991 prevede un particolare regime forfetario di determinazione dell’imposta: I soggetti esercenti l’attività di agriturismo determinano l’IVA riducendo del 50% l’imposta relativa alle operazioni imponibili a titolo di detrazione forfetaria dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 01/08/2008, n. 20955)


 


 


 


4) Dogane: E’ possibile aderire ai verbali di constatazione in materia di IVA


L’art. 83, comma 18, del D.L. n. 112/2008, ha inserito, nel D.Lgs. n. 281/1997, il nuovo art. 5-bis rubricato “Adesione ai verbali di constatazione” per la semplificazione nella gestione dei rapporti tributari.


In particolare, con le nuove disposizioni il contribuente può definire un processo verbale di constatazione (PVC) contenente rilievi che consentono l’emissione di accertamenti parziali in materia di imposte dirette e IVA, beneficiando della riduzione delle sanzioni ad 1/8 (anziché, solo di ¼, come era prima di tale novità).


L’adesione del contribuente deve riguardare il contenuto integrale del PVC e deve essere effettuata entro 30 giorni dalla consegna dello stesso.


La procedura di accertamento con adesione di cui all’art. 5-bis, D.Lgs. n. 218/1997, si applica ai PVC consegnati a decorrere dal 25 giugno 2008.


Con il D.L. n. 112/2008 (convertito in legge n. 133/2008) è stata, quindi, introdotta un ulteriore opportunità al fine di evitare il contenzioso tributario: Si tratta della particolare disciplina concernente l’adesione da parte del contribuente ai processi verbali di constatazione nel settore dell’IVA, redatti dagli Organi verificatori.


In tale materia, le prime istruzioni operative sono state fornite dall’Agenzia delle Dogane.


La Manovra Estiva


Per effetto della recenti novità, il contribuente può aderire anche ai verbali di constatazione in materia di IVA redatti dai verificatori fiscali (tra cui i funzionari dell’Agenzia delle Dogane), che consentano l’emissione di accertamenti parziali previsti dall’art. 54, comma 4, D.P.R. n. 633/1972.


Tale misura, quindi, permette al contribuente di definire – anticipatamente rispetto all’atto di accertamento – la propria posizione nei confronti dell’Amministrazione fiscale, venutasi a determinare a seguito di un controllo, con un concreto beneficio in termini di riduzione delle sanzioni.


L’adesione ai processi verbali di constatazione può avere ad oggetto esclusivo il contenuto integrale del verbale di constatazione e deve avvenire entro i 30 giorni successivi alla data di consegna del verbale stesso, mediante comunicazione al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate e all’Organo che ha redatto il verbale. 


La  comunicazione di adesione è irrevocabile.


Pertanto, a conclusione di una verifica concernente l’IVA (ad esempio, in caso di riscontrata irregolarità per il settore dell’IVA), i funzionari dell’Agenzia delle Dogane devono comunicare al soggetto verificato la facoltà di adesione al contenuto integrale del processo verbale di constatazione, facendo specifica menzione di tale possibilità al contribuente, nella parte conclusiva del processo verbale di constatazione.


Entro i 60 giorni successivi alla comunicazione di adesione, il competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate notifica al contribuente l’atto di definizione dell’accertamento parziale.


In caso di adesione da parte del contribuente, la misura delle sanzioni applicabili viene ridotta della metà e le somme dovute risultanti dall’atto di definizione dell’accertamento parziale devono essere versate senza prestazione delle garanzie previste in caso di versamento rateale; sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi al saggio legale calcolati dal giorno successivo alla data di notifica dell’atto di definizione dell’accertamento parziale.


In caso di mancato pagamento delle somme definite con l’atto di adesione all’accertamento parziale entro i termini, il competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate procede all’iscrizione a ruolo, a titolo definitivo, delle somme dovute.


Deroghe in sede di prima applicazione


La nuova disciplina si applica con riferimento ai verbali di constatazione consegnati a decorrere dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 112/2008.


In sede di prima applicazione, tuttavia, valgono le seguenti deroghe:


– Il termine per la comunicazione dell’adesione da parte del contribuente ai verbali consegnati entro la data  di entrata in vigore della legge n. 133/2008 (si tratta del 22/08/2008) è comunque prorogato fino al 30 settembre 2008;


– il termine per la notifica dell’atto di definizione dell’accertamento parziale relativo ai verbali consegnati al contribuente fino al 31 dicembre 2008 è comunque prorogato al 30 giugno 2009.


Si ricorda che l’accertamento con adesione (o accertamento concordato) è una procedura di accertamento che si svolge in contraddittorio con il contribuente, applicabile sia alle imposte dirette che all’IVA, nonché alle principali imposte indirette (articolo 1, comma 2, del D.lgs. n. 218/1997), che implica la definizione del procedimento mediante accordo tra il soggetto passivo e l’amministrazione finanziaria.


(Nota Agenzia Dogane 27/08/2008, n. prot. 11636)


 



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A cura di Vincenzo D’Andò


 


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