Novità fiscali del 2 settembre 2008. In evidenza: socio uscente di società di persone; detrazione IVA per alberghi e ristoranti; libro unico del lavoro

  Indice fisco:   1) Antiriciclaggio: In G.U. la white list dei Paesi extracomunitari   2) Socio uscente di società di persone: Aspetti fiscali   3) Fisco: detrazione IVA per alberghi e ristoranti   4) Libro unico del lavoro: Le istruzioni del Ministero Lavoro in G.U.   1) Antiriciclaggio: In G.U. la white list dei […]

 






Indice fisco:


 


1) Antiriciclaggio: In G.U. la white list dei Paesi extracomunitari


 


2) Socio uscente di società di persone: Aspetti fiscali


 


3) Fisco: detrazione IVA per alberghi e ristoranti


 


4) Libro unico del lavoro: Le istruzioni del Ministero Lavoro in G.U.


 


1) Antiriciclaggio: In G.U. la white list dei Paesi extracomunitari


È stato pubblicato in G.U. il Decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze che ha individuato gli stati extracomunitari ed i territori stranieri che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla direttiva n. 2005/60/CE, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e che prevedono il controllo del rispetto di tali obblighi.
In particolare, gli stati extracomunitari che sono attualmente considerati come stati che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla citata direttiva sono:


1. Argentina;


2. Australia;


3. Brasile;


4. Canada;


5. Giappone;


6. Hong Kong;


7. Messico;


8. Nuova Zelanda;


9. Federazione Russa;


10. Singapore;


11 . Stati Uniti d’America;


12. Repubblica del Sudafrica;


13. Svizzera.


Tale elenco  di  Stati  extracomunitari  e  territori stranieri verrà  aggiornato  periodicamente,  sulla  base  delle informazioni disponibili a livello internazionale, delle informazioni risultanti  dai  rapporti  di  valutazione  dei  sistemi nazionali di prevenzione  del  riciclaggio  e  del  finanziamento  del  terrorismo adottati  dal  Gruppo d’azione finanziaria internazionale (GAFI), dai gruppi regionali costituiti sul modello del GAFI, dal Fondo monetario internazionale  o  dalla  Banca  mondiale,  nonché  delle  ulteriori informazioni aggiornate fornite dagli Stati interessati.


La lista include anche i seguenti territori:


1. Antille Olandesi (territorio d’Oltremare olandese);


2. Aruba (territorio d’Oltremare olandese);


3. Mayotte (collettività d’Oltremare francese);


4. Nuova  Caledonia (collettività d’Oltremare francese a statuto speciale);


5. Polinesia francese (collettività d’Oltremare francese);


6. Saint-Pierre e Miquelon (collettività d’Oltremare francese);


7. Wallis e Futuna (collettività d’Oltremare francese).


(D.M. Ministero economia e finanze 12/08/2008, G.U. 29/08/2008, n. 202)


 


 


2) Socio uscente di società di persone: Aspetti fiscali


Ai sensi dell’art. 2290 del Codice Civile, il socio uscente risponde solo per le obbligazioni sociali sorte fino al giorno della cessione della quota a condizione che il trasferimento sia portato a conoscenza dei terzi.


Il socio acquirente che entra a far parte di una società già costituita risponde invece, con gli altri soci, anche per le obbligazioni sociali anteriori all’acquisto della qualità di socio (art. 2269 Codice Civile).


Dal punto di vista fiscale, l’eventuale plusvalenza derivante dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in Snc (c.d. capital gain) dà luogo a redditi diversi di natura finanziaria qualora la partecipazione non sia detenuta nell’esercizio di arti e professioni e di imprese commerciali.


Qualora la plusvalenza venga dunque conseguita da un soggetto persona fisica non imprenditore, si deve far riferimento al disposto contenuto negli articoli 67 e 68 del Tuir.


In particolare, la plusvalenza da cessione di partecipazione in Snc, detenuta da un comune contribuente (non imprenditore e non professionista), costituisce reddito diverso di natura finanziaria soggetto a:








 


Imposta sostitutiva del 12,50%


se la partecipazione non è qualificata


 


 


     


 


Concorre a formare il reddito complessivo per il 40% se la partecipazione è qualificata


 


Sono partecipazioni qualificate se rappresentano una percentuale di diritti di voto in assemblea ordinaria superiore al:


– 2% per i titoli quotati in borse italiane o estere;


– 20% per le altre partecipazioni.


Oppure, sono ugualmente considerate qualificate se rappresentano una partecipazione al capitale sociale superiore al:


– 5% per i titoli quotati in borse italiane o estere;


– 25% per le altre partecipazioni.


Cessione infrannuale della quota


In caso di cessione infrannuale della quota si deve stabilire a quale socio, e in che misura, imputare gli utili della società, alla fine dell’esercizio in cui è avvenuta tale cessione.


Nel caso in cui le quote vengano cedute a un nuovo socio gli utili si imputano per intero al soggetto che sia socio alla chiusura dell’esercizio.


Il diritto agli utili sorge, infatti, in capo al soggetto che è socio alla chiusura dell’esercizio.


Anche se le quote vengono cedute tra gli stessi soci, si ritiene che il reddito debba essere imputato ai soci in base alla partecipazione posseduta dagli stessi a fine esercizio. Autorevole dottrina (Roberto Schiavolin e Maurizio Leo), infatti, sostiene che vista la presunzione di proporzionalità delle quote al valore dei conferimenti inserita al comma 2 dell’art. 5 del Tuir, le cessioni di quote divengono immediatamente efficaci ai fini fiscali, ritenendo che il differimento all’esercizio successivo si riferisca unicamente alla fattispecie in cui vengano modificate solo le percentuali di partecipazione agli utili o alle perdite.


Nello stesso senso si è espressa anche la Corte di cassazione con la Sent. 16 dicembre 2003, n. 19238.


(Riccardo Rizzi e Raffaele Artina, in Azienda & Fisco – Ipsoa Editore, n. 15-16, Agosto 2008)


 


 


3) Detrazione IVA per alberghi e ristoranti


Per effetto del D.L. n. 112/2008, dal 1/9/2008 è stata prevista per i professionisti la piena detraibilità Iva delle spese relative ad alberghi e ristoranti.


Mentre, dal 1° gennaio 2009 la deduzione di queste componenti di costi ai fini delle imposte dirette sarà limitata al 75%.


Detrazione Iva


La manovra ha rivisto l’art. 19-bis1, co. 1, lett. e) del D.P.R. n. 633/72, consentendo la piena detraibilità per le somministrazioni di alimenti e bevande e le prestazioni alberghiere.


Prima, l’Iva su prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande era detraibile solo se queste venivano fruite in occasione di convegni o a congressi.


Iva indetraibile per le spese di rappresentanza


Da tenere presente, inoltre, come sia stato rilevato, ulteriormente, in Dottrina, (Renato Portale, in Il Sole-24 Ore del 31/08/2008), che nel caso in cui, le spese alberghiere e di ristorazione vengano classificate come spese di rappresentanza, l’Iva sarà indetraibile.


Le disposizioni che sono state introdotte con il Dl 112/2008, come già precisato sopra, hanno rimodulato l’art. 19-bis1, co. 1, lett. e) del D.P.R. n. 633/72, ma hanno lasciato invariata la lettera h) dello stesso articolo.


Pertanto risultano indetraibili le prestazioni di vitto e alloggio rientranti tra le spese di rappresentanza, così come definite ai fini dello imposte sui redditi


Resta però da tenere presente, che la sesta direttiva comunitaria pone dei limiti alla detrazione dell’Iva esclusivamente per spese suntuarie, la cui definizione non è prevista nella legislazione interna.


Decorrenza


Pertanto a decorrere dal 1/9/2008, verificata l’inerenza della spesa sulla base dei principi generali dell’art. 19 del D.P.R. 633/72, l’imposta addebitata sui servizi alberghieri e di ristorazione è:


– Totalmente detraibile.


Dal 1 settembre l’imposta addebitata sarà totalmente detraibile, se inerente all’attività di impresa o lavoro autonomo.


La conseguenza derivante da questa modifica normativa è che taluni operatori:


– Si devono dotare di strumenti idonei per emettere fattura;


– si vedono aumentare i propri adempimenti, infatti, i clienti richiederanno la fattura, in luogo della ricevuta fiscale.


Tour operator


L’art. 74-ter, comma 8-bis del Dpr 633/72 (introdotto dalla Finanziaria 2008) consente alle agenzie di viaggi e turismo di applicare il regime ordinario dell’imposta per le prestazioni di organizzazione di convegni e congressi.


In questi casi, tali soggetti detraggono l’imposta dovuta o versata per i servizi acquistati dai loro fornitori, ove si tratti di operazioni effettuate a diretto vantaggio del cliente.


L’efficacia di queste disposizioni viene subordinata a una deroga comunitaria che ancora non è arrivata.


A causa del mancato coordinamento con le nuove disposizioni, però, anche se dovesse arrivare l’autorizzazione non viene ritenuto possibile emettere fatture con Iva esposta per prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande, a meno che non vengano rese per congressi o convegni.


Imposte dirette: Reddito professionisti


Per i professionisti, l’indeducibilità è stata introdotta mediante la riformulazione dell’art. 54 del Tuir, che, nella nuova versione, pur mantenendo il limite globale del 2% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta quale tetto al riconoscimento dei costi, ne riduce la deducibilità al 75% dell’ammontare.


Imposte dirette: Reddito d’impresa


Per quanto riguarda, invece, il reddito d’impresa, il legislatore ha modificato l’art. 109 del Tuir, dove è stata inserita la limitazione al 75% della deduzione delle spese per vitto e alloggio.


La limitazione del 75% non si applica per le spese dell’art. 95, comma 3 del Testo unico, vale a dire, quelle sostenute per il vitto e l’alloggio dei lavoratori dipendenti e titolari di collaborazioni coordinate e continuative in relazione a trasferte fuori dal territorio comunale.


Decorrenza


Ai sensi del comma 28 quinquies dell’art. 82 del D.L. 112/2008, convertito in Legge n. 133/2008, le nuove regole di deduzione dalle imposte dirette delle spese per alberghi e ristoranti si applicano:


 A partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2008.


Per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare la suddetta novità si applica, quindi, a partire dal 1 gennaio 2009.


Acconti


Le modifiche ai fini delle imposte dirette entrano, quindi, in vigore dal 1/1/2009; per la determinazione degli acconti da versare, in genere a novembre, sarà necessario rideterminare l’imposta tenendo conto che non può essere dedotto il 25% delle spese.


 

















Decorrenza delle novità per le spese relative ad alberghi e ristoranti


 


 


Totale detrazione Iva


 


 


Deduzione ai fini delle imposta dirette limitata al 75 %


 


Dal 1° settembre 2008


Dal 1° gennaio 2009


 


 


 


La deduzione delle spese di rappresentanza


La Finanziaria 2008 (art. 108, co. 2) ha previsto una semplificazione del regime delle spese di rappresentanza delle imprese, che, peraltro, potrebbe essere coordinata con quella per i professionisti.


Requisiti di “inerenza e congruità”


La nuova disposizione ha introdotto il principio della deduzione “nel periodo d’imposta di


sostenimento” delle spese di rappresentanza, purché rispondenti a dei requisiti di “inerenza e congruità”, tuttavia, ancora da stabilire con decreto ministeriale.


Come cambia la deducibilità fiscale


Le spese riconosciute di rappresentanza vengono, quindi, considerate direttamente connesse alla produzione di ricavi e, perciò, deducibili nell’esercizio di competenza e non più per quote costanti (venendo meno la limitazione della deducibilità a 1/3 del loro ammontare).


Criteri civilistici


Quanto alle modalità di deduzione fiscale, le stesse dovrebbero continuare a dipendere


dall’applicazione di criteri civilistici, in conformità al principio di derivazione.


Saranno dunque considerate di rappresentanza solo le spese in possesso dei requisiti di inerenza stabiliti dal prossimo decreto.


La deduzione, in particolare, sarebbe condizionata dalla:


– Natura delle spese (ad esempio, spese di viaggio, vitto, alloggio, per omaggi, ecc.);


– loro “destinazione” (ad esempio, a favore dei visitatori di fiere, per l’ospitalità verso la clientela, ecc.).


Ne deriva che determinate spese potrebbero essere deducibili per una data impresa e non deducibili per un’altra.


Valutazione di congruità


Necessita, quindi,  una attenta valutazione sulla “congruità” delle spese.


La disposizione lasciava intravedere l’introduzione di un limite calcolato come percentuale sull’ammontare dei ricavi dell’attività dell’impresa.


Ebbene, in un certo, con il D.L. n. 112/2008, convertito in Legge n. 133/2008, ciò è avvenuto, infatti, è stato introdotto, ai fini delle imposte dirette, il limite di deduzione della spesa entro il 75%.


Beni di valore unitario non superiore a euro 50


Lo stesso comma 33 dell’art. 1 della Finanziaria 2008, ha poi previsto l’aumento da 25,82 a 50 euro del limite, ai fini delle imposte dirette, entro il quale sono comunque (vale a dire, senza bisogno di dovere effettuare specifiche valutazione sulla “congruità” delle spese)  deducibili le spese dei beni omaggiati.


Per i beni ceduti gratuitamente che eccedono tale valore il relativo trattamento viene legato all’emanando decreto, che dovrebbe fornire le indicazioni anche sulla natura, destinazione e congruità degli omaggi.


Entrata in vigore


Si ricorda che la novità sulla disciplina delle spese di rappresentanza è entrata in vigore dal periodo di imposta 2008, ma si continua ad attendere l’emanazione dell’apposito Decreto attuativo.


 


 


4) Libro unico del lavoro: Le istruzioni del Ministero Lavoro in G.U.


Sulla G.U. è stata pubblicata la circolare del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali che detta le prime istruzioni operative al personale ispettivo in merito al Libro Unico del Lavoro e all’applicazione degli artt. 39 e 40 del D.L. n. 112/2008, convertito in Legge n. 133/2008.


Come è noto dal 18/8/2008 è stato soppresso l’obbligo di tenuta del libro matricola e del registro di impresa.


Fino al periodo di paga relativo al mese di dicembre 2008 (quindi, fino al 16 gennaio 2009) i datori di lavoro potranno adempiere agli obblighi di tenuta del libro unico stabiliti dal citato art. 39 con la regolare compilazione del libro di paga, nelle sue sezioni presenze e sviluppo della retribuzione, applicando però le nuove modalità di tenuta.


Rientrano  tra  i soggetti obbligati alla istituzione e alla tenuta del  nuovo libro obbligatorio i datori di lavoro privati di qualsiasi settore,   compresi   i  datori  di  lavoro  agricoli,  quelli  dello spettacolo, quelli dell’autotrasporto e quelli marittimi, con la sola eccezione dei datori di lavoro domestico.


Nel  libro  unico del lavoro dovranno trovare posto i dati riferiti a:


1)   lavoratori   subordinati,  anche  se  occupati  presso  sedi operative  situate  all’estero,  compresi  i  lavoratori  in missione nell’ambito  di  un  contratto  di  somministrazione  di  lavoro  e i lavoratori distaccati;


2)  i  collaboratori coordinati e continuativi, indipendentemente dalla modalità organizzativa (con o senza progetto);


3) gli associati in partecipazione con apporto lavorativo (anche se misto, capitale e lavoro).


Non sono più oggetto di registrazione, invece, i dati riguardanti:


1) i collaboratori e i coadiuvanti delle imprese familiari;


2) i coadiuvanti delle imprese commerciali;


3)  i  soci  lavoratori  di attività commerciale e di imprese in forma societaria.


Sono,  infine,  esentate dalla tenuta del libro unico del lavoro le pubbliche   amministrazioni,  le  quali  provvedono  alle  prescritte registrazioni  mediante i fogli o cedolini o ruoli di paga, elaborati individualmente per ciascun dipendente pubblico.


(Circolare Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali 21/08/2008, n. 20, G.U. 27/08/2008, n. 200)


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Di Vincenzo D’Andò

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