Novità fiscali del 17 settembre 2008. In evidenza: ufficialmente eliminata la perizia giurata per i conferimenti; sistema federale complesso

    Indice:   1) Fisco: sistema federale assai complesso   2) Modificata la disciplina civilistica per le società per azioni: Eliminata la perizia giurata per i conferimenti   3) Brevi fiscali:     1) Sistema fiscale federale assai complesso Il testo del Disegno di legge sul federalismo approvato nei giorni scorsi in via preliminare […]

 






 


Indice:


 


1) Fisco: sistema federale assai complesso


 


2) Modificata la disciplina civilistica per le società per azioni: Eliminata la perizia giurata per i conferimenti


 


3) Brevi fiscali:


 


 


1) Sistema fiscale federale assai complesso


Il testo del Disegno di legge sul federalismo approvato nei giorni scorsi in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, sebbene migliore rispetto a quelli circolati nelle scorse settimane, rischia comunque di dar vita ad un sistema fiscale assai complesso e di costringere i contribuenti a fare i conti con “una vera e propria torre di Babele del fisco”.


E’ l’allarme lanciato dalla Fiera del Levante di Bari dal presidente del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti, nel corso di un convegno intitolato “Le recenti misure tributarie nella prospettiva del federalismo fiscale”.


Ebbene un sistema fiscale di questo tipo sarà probabilmente di stampo federalista, ma quel che è certo è che appare di una complessità inaudita, sia per quanto concerne la sua gestione da parte dei vari livelli di governo in cui si articola l’organizzazione dello Stato, sia soprattutto per quanto concerne il contribuente.


Secondo Siciliotti, però, anche nella sua ultima versione “il sistema che lo schema di disegno di legge delega sul federalismo fiscale tratteggia potrebbe proiettare il contribuente in una vera e propria “torre di Babele del Fisco”, una giungla di presupposti d’imposta, basi imponibili, aliquote ed esenzioni.


Esso prevede infatti la potenziale compresenza di imposte erariali, imposte regionali disciplinate a livello statale, imposte regionali istituite autonomamente da ciascuna Regione, imposte locali disciplinate a livello statale, altre ancora a livello regionale ed infine imposte locali istituite direttamente dai singoli comuni, seppure queste ultime con il cosiddetto “vincolo di scopo” del relativo gettito.


Un sistema fiscale di questo tipo – ha sostenuto Siciliotti – appare di una complessità inaudita, sia per quanto concerne la sua gestione da parte dei vari livelli di governo in cui si articola l’organizzazione dello Stato, sia soprattutto per quanto concerne il contribuente”.


Va evitato il rischio che il Disegno di legge delega sul federalismo fiscale stravolga in un lasso di tempo troppo breve la disponibilità di spesa delle Regioni meridionali. Assoluta centralità deve essere quindi data alle norme che prevedono un periodo di disciplina transitoria antecedente all’entrata in vigore della disciplina “a regime”.


E’ uno dei principali richiami operati dal Presidente del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti ed esperti contabili, Claudio Siciliotti, nel corso di un convegno sul federalismo fiscale svoltosi oggi a Bari nell’ambito della Fiera del Levante.


La vera rivoluzione del Fisco in senso federale non si fa moltiplicando i centri di potestà impositiva e di prelievo fiscale, ma invertendo i flussi di cassa, nel vincolo di meccanismi perequativi e di compartecipazione a livello statale che assicurino la doverosa contemperazione delle differenze di ricchezza riscontrabili nei diversi territori.


L’individuazione del presupposto imponibile e le regole di determinazione della base imponibile dovrebbero rimanere in massima parte una prerogativa dello Stato centrale, sulla base di un costante confronto con le Regioni.


Dopodichè ben venga una politica fiscale delle Regioni basata su differenziazioni di aliquote in senso incrementativo o decrementativo rispetto all’aliquota  standard (nell’invarianza ovviamente della compartecipazione dovuta allo Stato e al fondo perequativo), oppure sulla base di eventuali esenzioni.


Il resto crea più che altro confusione nel cittadino e nel funzionamento di uno Stato che, nell’imposizione fiscale, dovrebbe essere federale secondo logiche coerenti in primo luogo rispetto alla sua attuale struttura costituzionale.


(Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato stampa del 15/09/2008)


 


 


2) Modificata la disciplina civilistica per le società per azioni: Eliminata la perizia giurata per i conferimenti


Sono state modificate le norme del codice civile relative alle società per azioni, in particolare quelle del capo V del titolo V del libro V del c.c..


Le nuove disposizioni sono in vigore dal 30/09/2008.


Conferimento di beni in natura o crediti senza la relazione di stima


E’ stato inserito nel c.c. l’art. 2343-ter nel quale viene stabilito che sul conferimento di valori mobiliari o di strumenti del mercato monetario non occorre la relazione giurata di un esperto nominato dal tribunale (art. 2343, co. 1), se il valore ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo non supera il prezzo medio ponderato al quale sono stati negoziati su uno o più mercati regolamentati nei sei mesi precedenti il conferimento.


Non viene, inoltre, richiesta la suddetta relazione (di cui all’art. 2343, co. 1), qualora il valore attribuito, ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo, ai beni in natura o crediti conferiti, diversi da quelli di cui sopra, corrisponda:


a) al valore equo ricavato da un bilancio approvato da non oltre un anno, purché sottoposto a revisione legale e a condizione che la relazione del revisore non esprima rilievi in ordine alla valutazione dei beni oggetto del conferimento, ovvero


b) al valore equo risultante dalla valutazione, precedente di non oltre sei mesi il conferimento e conforme ai principi e criteri generalmente riconosciuti per la valutazione dei beni oggetto del conferimento, effettuata da un esperto indipendente da chi effettua il conferimento e dalla società e dotato di adeguata e comprovata professionalità.


Chi conferisce beni o crediti presenta la documentazione, che va allegata all’atto costitutivo, dalla quale risulta il valore attribuito ai conferimenti e la sussistenza delle previste condizioni legali.


Tale esperto risponde dei danni causati alla società, ai soci e ai terzi.


Eventi eccezionali o rilevanti che incidono sulla valutazione


E’ stato anche inserito nel C.c. l’art. 2343-quater, in base al quale dispone gli amministratori devono verificare, entro 30 giorni dalla iscrizione della società, se, nel periodo successivo all’operazione sono intervenuti fatti eccezionali che hanno inciso sul prezzo dei valori mobiliari o degli strumenti del mercato monetario conferiti in modo tale da modificare sensibilmente il valore di tali beni alla data effettiva del conferimento, comprese le situazioni in cui il mercato dei valori o strumenti non é più liquido, ovvero se, successivamente al termine dell’esercizio si sono verificati fatti nuovi rilevanti tali da modificare sensibilmente il valore equo dei beni o dei crediti conferiti.


Gli amministratori devono, inoltre, verificare nel medesimo termine i requisiti di professionalità ed indipendenza dell’esperto che ha reso la valutazione.


In caso contrario (cioè in mancanza di tali requisiti), i medesimi amministratori devono procedere ad una nuova valutazione.


Si applica in tal caso l’art. 2343 del c.c. (relazione giurata di un esperto nominato dal tribunale).


A parte ciò, va depositata per l’iscrizione nel registro delle imprese, entro 30 giorni, una dichiarazione degli amministratori contenente le seguenti informazioni:


a) la descrizione dei beni o dei crediti conferiti per i quali non si é fatto luogo alla relazione di cui all’art. 2343, co. 1;


b) il valore ad essi attribuito, la fonte di tale valutazione e, se del caso, il metodo di valutazione;


c) la dichiarazione che tale valore è almeno pari a quello loro attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo;


d) la dichiarazione che non sono intervenuti fatti eccezionali o rilevanti che incidono sulla valutazione;


e) la dichiarazione di idoneità dei requisiti di professionalità e indipendenza dell’esperto nominato per effettuare la valutazione.


Fino all’iscrizione della dichiarazione le azioni sono inalienabili e devono restare depositate presso la società.


Acquisto delle proprie azioni


Viene poi sostituito il co. 3 dell’art. 2357, relativo all’acquisto di proprie azioni, nel seguente modo:


Il valore nominale delle azioni proprie acquistate dalle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio non può eccedere la decima parte del capitale sociale, e va tenuto conto a tal fine anche delle azioni possedute da società controllate.


Altre operazioni sulle proprie azioni


Sostituito pure l’art. 2358 del C.c. relativo alle altre operazioni sulle proprie azioni.


Viene, adesso previsto che la società può, direttamente o indirettamente, accordare prestiti, fornire garanzie per l’acquisto o la sottoscrizione delle proprie azioni, soltanto se rispetta le seguenti condizioni.


Tali operazioni devono intanto essere preventivamente autorizzate dall’assemblea straordinaria.


Poi gli amministratori della società devono predisporre una relazione che illustra, sotto il profilo giuridico ed economico, l’operazione, descrivendone le condizioni, evidenziando le ragioni e gli obiettivi imprenditoriali che la giustificano, lo specifico interesse che l’operazione presenta per la società, i rischi che essa comporta per


la liquidità e la solvibilità della società ed indicando il prezzo al quale il terzo acquisirà le azioni.


Nella relazione gli amministratori attestano pure che l’operazione ha luogo a condizioni di mercato, in particolare per quanto riguarda le garanzie prestate e il tasso di interesse praticato per il rimborso del finanziamento, e che il merito di credito della controparte è stato debitamente valutato.


La relazione va depositata presso la sede della società durante i trenta giorni che precedono l’assemblea.


Il verbale dell’assemblea, corredato dalla relazione degli amministratori, deve, quindi, essere depositato entro 30 giorni per l’iscrizione nel registro delle imprese.


Deroga alla disciplina delle proprie azioni


In deroga all’art. 2357-ter del c.c. (disciplina delle proprie azioni), quando le somme o le garanzie fornite sono utilizzate per l’acquisto di azioni detenute dalla società (ai sensi dell’art. 2357 e 2357-bis) l’assemblea straordinaria autorizza gli amministratori a disporre di tali azioni con la suddetta delibera.


Il prezzo di acquisto delle azioni viene determinato con i criteri di cui all’articolo 2437-ter, co. 2 del cc. .


Nel caso di azioni negoziate in un mercato regolamentato il prezzo di acquisto é pari almeno al prezzo medio ponderato al quale le azioni sono state negoziate nei sei mesi che precedono la pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea.


Se la societa accorda prestiti o fornisce garanzie per l’acquisto o la sottoscrizione delle azioni proprie a singoli amministratori della società o della controllante o alla stessa controllante ovvero a terzi che agiscono in nome proprio e per conto dei predetti soggetti, la relazione attesta che l’operazione realizza al meglio l’interesse della società.


L’importo complessivo delle somme impiegate e delle garanzie fornite non può eccedere il limite degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato, tenuto conto anche dell’eventuale acquisto di proprie azioni (ai sensi dell’art. 2357 del c.c.).


Una riserva indisponibile pari all’importo complessivo delle somme impiegate e delle garanzie fornite va iscritta al passivo del bilancio.


La società non può, neppure per tramite di società fiduciaria, o per interposta persona, accettare azioni proprie in garanzia.


Le disposizioni non si applicano alle operazioni effettuate per favorire l’acquisto di azioni da parte di dipendenti della società o di quelli di società controllanti o controllate.


Rimane quanto previsto dagli articoli 2391-bis (operazioni con parti correlate) e 2501-bis (fusione a seguito di acquisizione con indebitamento) del c.c..


Aumento di capitale delegato liberato mediante conferimenti di beni in natura e di crediti senza relazione di stima


Infine, è stato introdotto nel c.c. l’art. 2440-bis che contiene le seguenti norme.


Per l’aumento di capitale delegato liberato mediante conferimenti di beni in natura e di crediti senza relazione di stima, gli amministratori, espletata la prevista verifica (art. 2343-quater, co. 1, c.c.) devono depositare per l’iscrizione nel registro delle imprese, in allegato al verbale della deliberazione di aumento del capitale, una dichiarazione (con i contenuti di cui all’art. 2343-quater, co. 3), dalla quale risulta la data della delibera di aumento del capitale.


Entro 30 giorni dall’iscrizione della dichiarazione i soci che rappresentano, e che rappresentavano alla data della delibera di aumento del capitale, almeno il ventesimo del capitale sociale, nell’ammontare precedente l’aumento medesimo,


possono richiedere la presentazione di una nuova valutazione.


Si applica in tal caso l’art. 2343 del c.c..


Il conferimento non può essere eseguito fino al decorso del predetto termine e, se del caso, alla presentazione della nuova valutazione.


Qualora non sia richiesta la nuova valutazione, gli amministratori depositano per l’iscrizione nel registro delle imprese congiuntamente all’attestazione (di cui all’art. 2444) la dichiarazione che non sono intervenuti, successivamente alla data della dichiarazione, i fatti o le circostanze sopravvenute (di cui all’art. 2343-quater, co. 1).


(Decreto Legislativo del 04/08/2008 n. 142, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 216 del 15/09/2008)


 


 


3) Brevi fiscali:


 






 


– Regime dei minimi va bene anche per il passato


E’ arrivato l’ok della UE per il regime dei minimi, con effetto retroattivo, cioè a decorrere dal 1/1/2008.


Si tratta del regime  fiscale agevolato rivolto ai contribuenti con fatturato non oltre i 30 mila euro.


Dalla decisione del Consiglio è inoltre emerso che detto regime sarà destinato a estinguersi alla data di entrata in vigore di nuove regole comunitarie.


In ogni caso, la data ultima entro cui dovrà cessare il regime è il 31 dicembre 2010.


(Di Enrico Brivio, in Il Sole 24 Ore del 16/09/2008)


 


 


– Acquisti per operazioni esenti, non spetta la detrazione


La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22690 del 9 settembre 2008 ha stabilito che l’Iva non può essere detratta sui beni acquistati dalla società per realizzare operazioni esenti.


Ciò poiché, ai sensi dell’art. 17 della sesta direttiva del consiglio Cee del 17 maggio 1977, n. 77, l’inerenza dell’attività all’oggetto dell’impresa non è sufficiente per attribuire alla stessa il diritto alla detrazione dell’imposta  dovuta o assolta a monte per acquisti di beni o di servizi effettuati per il successivo compimento di operazioni esenti, atteso che sulla base delle norme ai fini della detrazione non è sufficiente che le dette operazioni attengano all’oggetto dell’impresa  essendo necessario che esse siano, a loro volta, assoggettabili ad IVA.


(Di Debora Alberici, in Italia Oggi del 16/09/2008)


 


– Targhe dei professionisti: Imposta sulla pubblicità


Si applica l’imposta sulla pubblicità sulle targhe affisse all’ingresso degli edifici dai professionisti rivolte a segnalare l’ubicazione dello studio professionale.


La Corte di Cassazione ha esaminato la questione se una targa, collocata da un professionista all’ingresso di un edificio, situato all’interno di un cortile privato, integri o meno il presupposto della imposta di pubblicità.


La tesi negativa si fondava su una nozione ristretta di pubblicità, come mezzo idoneo a propagandare la qualità dei prodotti e dei servizi.


La tesi positiva si fondava invece su una nozione più ampia, intesa come qualsiasi forma di messa a conoscenza del pubblico della esistenza e ubicazione del prestatore di servizi, anche in assenza di qualsivoglia elemento che tenda a mettere in una luce di appetibilità particolare i medesimi.


La Corte ha scelto la seconda posizione, ritenendo che integri pubblicità qualsiasi strumento che informi il pubblico sulla esistenza del prodotto.


Tale è certamente la targa collocata all’ingresso dell’edificio.


Si tratta allora di verificare se sussista in requisito della percezione da parte del pubblico.


Questo sussiste se il mezzo è collocato in luogo pubblico, aperto al pubblico o da tale luoghi percepibile.


Tale condizione sussiste per una targa collocata in un cortile, luogo privato ma aperto al pubblico, di tal che l’apposizione di una targa è imponibile ai fini della imposta di pubblicità (se, in base alle regole della relativa imposta, essa abbia superficie superiore a 300 cm2. Tale limite è stato poi innalzato dalla Finanziaria 2002 a 5 metri quadrati).


(Cassazione, sentenza 08/09/2008, n. 22572, commento di Alberto Marcheselli, in Notiziario Ipsoa del 16/09/2008)


 


– Società per Azioni:  In G.U. il decreto sui conferimenti


È in vigore dal 30 settembre la nuova disciplina delle modifiche al capitale sociale delle società per azioni.


Il decreto legislativo del 4 agosto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 settembre, modifica il capo V del titolo V del libro V del Codice Civile.


Conferimenti senza relazione di stima


Non è più richiesta la relazione di stima:


– per il conferimento di valori mobiliari o strumenti del mercato monetario non è richiesta la relazione di stima se il valore ad essi attribuito è pari o inferiore al prezzo medio ponderato al quale sono stati negoziati su uno o più mercati regolamentati nei sei mesi precedenti il conferimento;


– per il conferimento di beni in natura o crediti cui sia attribuito un valore corrispondente a quello equo ricavato da un bilancio approvato da non oltre un anno, o a quello risultante dalla valutazione di un esperto, effettuata non più di 6 mesi prima del conferimento. Tali condizioni devono essere evidenziate nella documentazione, allegata all’atto costitutivo, che il conferente deve presentare.


Condizioni che incidono sulla valutazione


Gli amministratori verificano, nel termine di 30 giorni dalla iscrizione della società:


– se sono intervenuti fatti eccezionali che hanno inciso sul prezzo dei valori mobiliari o degli strumenti del mercato monetario conferiti modificandone sensibilmente il valore di tali beni alla data effettiva del conferimento.


– i requisiti di professionalità ed indipendenza dell’esperto che ha reso la valutazione.


Se da questa verifica scaturisce che sopraggiunti eventi straordinari o che gli esperti non siano idonei, si procede ad una nuova valutazione, altrimenti va depositata per l’iscrizione nel registro delle imprese una dichiarazione degli amministratori contenente:


– la descrizione dei beni o dei crediti conferiti per i quali non si è proceduto alla relazione;


– il valore ad essi attribuito, la fonte di tale valutazione e, se del caso, il metodo di valutazione;


– la dichiarazione che tale valore è almeno pari a quello loro attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo;


la dichiarazione che non sono intervenuti fatti eccezionali o rilevanti che incidono sulla valutazione;


la dichiarazione di idoneità dei requisiti di professionalità e indipendenza dell’esperto.


Fino all’iscrizione della dichiarazione le azioni sono inalienabili e devono restare depositate presso la società.


Operazioni sulle proprie azioni


La società non può, direttamente o indirettamente, accordare prestiti, né fornire garanzie per l’acquisto o la sottoscrizione delle proprie azioni, senza preventiva autorizzazione dall’assemblea straordinaria.


Gli amministratori devono predisporre una relazione, da depositare presso la sede della società 30 giorni prima dell’assemblea, che illustra l’operazione, descrivendone le condizioni, evidenziando le ragioni e gli obiettivi imprenditoriali che la giustificano, lo specifico interesse che l’operazione presenta per la società, i rischi che essa comporta per la liquidità e la solvibilità ed indicando il prezzo al quale il terzo acquisirà le azioni.


Va inoltre attestato che l’operazione ha luogo a condizioni di mercato, e che il merito di credito della controparte è stato debitamente valutato.


 Il verbale dell’assemblea e la relazione degli amministratori vanno depositati entro 30 giorni per l’iscrizione nel registro delle imprese.


(D.Lgs. 04/08/2008, n. 142, G.U. 15/09/2008, n. 216, in Notiziario Ipsoa del 16/09/2008)


 


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 


 

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