Novità del fisco del 18 settembre 2008. In evidenza: adesione ai PVC anche per Irap e addizionali Irpef; collaboratori a progetto: chiarimenti dal Ministero del Lavoro

 






 


Indice:


 


1) Dal 2009 nuove procedure sui pagamenti transfrontalieri


 


2) Adesione ai PVC anche per Irap e addizionali Irpef


 


3) Collaboratori a progetto: Chiarimenti dal Ministero del Lavoro


 


4) Brevi fiscali


 


 


1) Dal 2009 nuove procedure sui pagamenti transfrontalieri


Dal 1/1/2009 sarà introdotto l’obbligo di dichiarare all’Agenzia delle Dogane i movimenti di importo superiore ai 10.000 euro.


Movimenti in contanti


Le nuove disposizioni sono contenute in uno schema di Decreto Legislativo che allinea la disciplina in materia valutaria al regolamento (Ce) 1889/2005 sui controlli dei flussi di denaro in entrata o uscita dalla Ue.


La relativa bozza verrà esaminata nel prossimo esecutivo del Consiglio dei Ministri.


La dichiarazione sui trasferimenti di contanti da e verso l’estero dovrà essere presentata con notifica telematica all’Agenzia delle Dogane contestualmente al passaggio del danaro o al massimo entro le 48 ore successive dal ricevimento della somma, se l’operazione è stata effettuata con il sistema postale.


L’eliminazione della notifica preventiva serve per impedire che l’autore del trasferimento possa rendersi irreperibile dopo averlo eseguito.


L’omessa dichiarazione comporterà il sequestro immediato delle somme trasferite oltre all’applicazione di una sanzione pecuniaria pari al 40% dell’importo eccedente il tetto massimo che è possibile movimentare senza formalità.


Il procedimento sanzionatorio sarà gestito dall’Economia entro 180 giorni dalla contestazione dell’irregolarità.


Lo schema di decreto introduce, inoltre, la possibilità per il trasgressore di procedere a un’oblazione immediata e di estinguere l’illecito con il pagamento di una multa in misura ridotta pari al 5% della somma eccedente il tetto dei 10.000 euro.
(Schema di Decreto Legislativo in attesa di approvazione del Governo)





2) Adesione ai PVC anche per Irap e addizionali Irpef: Sono escluse le violazioni formali e le segnalazioni da approfondire.


Inoltre, per il contribuente la scelta è irrevocabile.


L’adesione agevolata (riduzione delle sanzioni ad 1/8) ai processi verbali di constatazione si applica anche ai rilievi relativi all’Irap e alle addizionali Irpef.


Possono formare oggetto di definizione le violazioni per le quali l’ufficio può procedere ad accertamento parziale, con rilievi di natura sostanziale, mentre, invece, restano escluse le violazioni formali e le segnalazioni che necessitano di ulteriori attività istruttorie da parte degli uffici.


Le violazioni cd. “formali” sono riferite alle imposte definibili (ove per tali sono da intendere le violazioni alle quali non è associato il recupero di base imponibile, né determinano l’applicazione di sanzioni commisurate ad una maggiore imposta accertata).


L’Agenzia delle Entrate con la circolare 55/E del 17/9/2008 ha fornito i primi chiarimenti sulle modalità di adesione integrale ai Pvc in materia di imposte dirette e Iva introdotto con la manovra dal 25/6/2008.


In precedenza si era avuti solo i chiarimenti dell’Agenzia delle Dogane riguardo il settore dell’IVA (si veda nel nostro articolo relativo sulle novità fiscali del giorno).


Dopo il provvedimento del direttore con cui sono stati adottati i modelli per la comunicazione dell’adesione, l’Agenzia definisce con maggiore chiarezza i contorni del nuovo istituto che si inserisce nell’ambito dell’accertamento con adesione al fine di tentare di semplificare il rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuenti, prevedendo la possibilità di accelerare la definizione del rapporto tributario a seguito di una constatazione di violazione da parte dei vari organi preposti all’attività di contrasto.


Caratteristica peculiare del nuovo istituto, rispetto all’accertamento con adesione


tradizionale, è la drastica riduzione delle sanzioni, che vengono fissate ad 1/8 del minimo (in luogo di un quarto previsto in precedenza) previsto, accompagnata dall’accettazione integrale da parte del contribuente dei rilievi mossi dai verificatori.


La circolare ricorda poi che la presentazione della comunicazione da parte del contribuente è irrevocabile, mentre resta salvo il potere dell’ufficio di verificare l’esistenza dei presupposti per la definizione.


Inoltre, la definizione potrà riguardare solo periodi d’imposta per i quali alla data di consegna del verbale sono scaduti i termini per la presentazione della dichiarazione.


Nell’ipotesi che il verbale riguardi società di persone, associazioni professionali e in genere i soggetti di cui all’art. 5 del Tuir, la definizione delle posizioni dei singoli soci o associati sarà possibile solo dopo l’avvenuta definizione della posizione dell’ente partecipato.


Inoltre, per i contribuenti che optano per il pagamento rateale non sono previste garanzie.


Possono formare oggetto di adesione soltanto i processi verbali che contengono la constatazione di violazioni “sostanziali” alla normativa in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto basata su elementi che consentono di stabilire l’esistenza di:


– redditi imponibili non dichiarati, totalmente o parzialmente; deduzioni, esenzioni e agevolazioni in tutto o in parte non spettanti; imposte o maggiori imposte non versate, escluse le ipotesi di cui agli artt. 36-bis e 36-ter del D.P.R. n. 600/1973;


– IVA non dichiarata, totalmente o parzialmente; detrazioni in tutto o in parte non spettanti; imposta o maggior IVA non versata, escluse le ipotesi di cui all’art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972.


Solo alle suddette violazioni consegue, infatti, la facoltà di procedere all’accertamento parziale ai sensi degli artt. 41-bis del D.P.R. n. 600/1973 e 54,  co. 4, del D.P.R. n. 633/1972.


Il nuovo istituto trova applicazione anche con riguardo ai contributi previdenziali che vanno determinati nella dichiarazione dei redditi. Sui contributi oggetto di definizione non sono dovute sanzioni ed interessi.


Riepilogo del procedimento per aderire ai PVC


Dal punto di vista pratico, il procedimento viene così articolato:


a)  entro trenta giorni dalla consegna del processo verbale la società, l’associazione o il titolare dell’azienda coniugale presenta la comunicazione di adesione;


b)  una volta notificato l’atto di definizione alle predette entità collettive, l’Ufficio invia tempestivamente a ciascun partecipante l’atto di definizione del reddito di partecipazione ad esso attribuibile, elaborato tenendo conto della definizione dell’entità collettiva e recante l’indicazione delle imposte, sanzioni ed altre somme dovute dal partecipante ai fini della definizione;


c)  entro i trenta giorni successivi alla data di ricezione dell’atto di definizione, il soggetto partecipante può manifestare la volontà di definire la propria posizione, utilizzando il medesimo modello di comunicazione previsto per l’adesione al processo verbale (in tal caso, il riferimento contenuto nella comunicazione al processo verbale redatto nei confronti dell’entità collettiva, abbinato alle generalità del soggetto partecipante ed alla precisazione di tale posizione nel campo “in qualità di”, appare sufficiente ad identificare il contesto in definizione);


d) entro i venti giorni successivi alla presentazione della comunicazione di adesione, il soggetto partecipante è tenuto a versare le somme risultanti dall’atto di definizione che lo riguarda, o la prima rata in caso di opzione per il pagamento rateale.


Inoltre, la comunicazione dell’adesione al processo verbale deve essere presentata dalla società “trasparente” o “consolidata” al competente, o ai competenti Uffici ed all’organo verbalizzante.


L’Ufficio destinatario della comunicazione, una volta definito l’accertamento parziale nei confronti delle  dette entità, procederà all’invio dell’atto di definizione riguardante i soci della società “trasparente” o la società “consolidante”, sempre che sia per essi competente.


In caso contrario, infatti, dovrà essere tempestivamente interessato l’Ufficio competente, mediante l’invio degli elementi necessari per l’emissione dell’atto di definizione concernente i soci della società “trasparente” o la società “consolidante”.


Questi ultimi, dalla data di ricezione dell’atto di definizione, avranno trenta giorni di tempo per manifestare la volontà di definire la propria posizione provvedendo, in caso di adesione, entro i venti giorni successivi, ad eseguire il versamento delle somme risultanti dall’atto di definizione medesimo (o della prima rata, in caso di opzione per il pagamento rateale).


In mancanza della definizione, la posizione dei soci della società “trasparente” e della società “consolidante” formerà oggetto di un distinto accertamento, con irrogazione delle sanzioni in misura ordinaria.


Per quanto invece attiene all’atto di definizione dell’accertamento parziale, gli Uffici avranno cura di verificare preliminarmente che la tempistica prevista dalla norma sia stata rispettata dal contribuente.


Eventuali comunicazioni presentate o spedite agli Uffici dell’Agenzia delle entrate oltre i 30 giorni successivi a quello della consegna del processo verbale saranno considerati non ammissibili.


Stessa cosa (cioè non ammissibilità alla procedura) qualora la comunicazione non venga effettuata utilizzando il modello approvato o sia stata inoltrata senza allegare la copia del documento di riconoscimento del sottoscrittore.


Peraltro, in tutti i casi in cui l’Ufficio verrà data tempestiva notizia al contribuente con apposita comunicazione.


Infine, gli Uffici si dovranno adoperare per garantire la notifica al contribuente dell’atto di definizione dell’accertamento parziale nel termine di 60 giorni dalla ricezione della comunicazione di adesione (il termine per la notifica dell’atto di definizione è prorogato al 30 giugno 2009 per i verbali consegnati entro il 31 dicembre 2008), procedendo successivamente ad un attento monitoraggio della tempistica e degli importi dei versamenti effettuati dai contribuenti delle somme indicate nell’atto di definizione ed alla tempestiva iscrizione a ruolo, in caso di omesso o insufficiente versamento.


(Agenzia delle Entrate, circolare del 17/09/2008, n. 55/E)


 


 


3) Collaboratori a progetto: Chiarimenti dal Ministero del Lavoro


“Collaboratori a progetto: Clausola di salvaguardia sui compensi al netto dei contributi.


Il Ministero del lavoro ha così interpretato il disposto della Finanziaria 2007 (art. 1, comma 772, L. n. 296/2006), rispondendo al quesito della Confindustria, che rilevava una probabile riduzione dei compensi netti dal gennaio 2007 per i collaboratori coordinati e continuativi con redditi di fascia medio alta a seguito delle modifiche nella determinazione dell’IRPEF per l’anno 2007 (nuovi scaglioni di reddito e relative aliquote e sostituzione del sistema delle deduzioni con il regime delle detrazioni di imposta).


Al riguardo il Ministero spiega che per le collaborazioni a progetto, per cui non è prevista una specifica disciplina fiscale, l’imponibile fiscale è al netto delle quote di contribuzione previdenziale ed assistenziale poste a carico del collaboratore e dei premi relativi ad assicurazioni per infortuni e malattie professionali.


Pertanto la verifica della corretta osservanza del disposto dell’art.1, comma 772, deve essere operata assumendo a riferimento il compenso mensile già riconosciuto alla data di entrata in vigore della L. n. 296/2006 (ovvero il compenso mensile riconosciuto sulla base dell’ultimo contratto stipulato con il medesimo committente, nel caso di rapporto non più in essere alla predetta data) al netto dei soli oneri contributivi, cioè prima di effettuare le ritenute fiscali.


Resta comunque fermo il rispetto del criterio generale di proporzionalità ed adeguatezza del trattamento economico riservato al collaboratore a progetto. 
Infine il Ministero fa presente che l’aumento dell’aliquota contributiva alla Gestione separata prevista dal 1° gennaio 2007 (Finanziaria 2007) non può comunque incidere sulla corretta ripartizione dell’onere contributivo (1/3 collaboratore e 2/3 committente) in maniera tale da consentire al committente di alterarla oltre la misura di 1/3 a carico del collaboratore e, dunque, in senso peggiorativo per lo stesso, riducendone così di fatto il compenso netto al momento del versamento mensile del contributo totale dovuto.” 


(Interpello Ministero del lavoro e della previdenza sociale 12/09/2008, n. 39, in Notiziario Ipsoa del 17/09/2008)


 


 


 


 


 


 


Brevi fiscali






 


– Tributi locali – Pubblicità bifacciale: Calcolo dell’imposta


Il messaggio pubblicitario bifacciale, al pari dei mezzi pubblicitari polifacciali, sconta l’imposta sulla pubblicità calcolata in base alla superficie complessiva delle figura piane geometriche in cui è circoscritto.


Deve essere disapplicato il regolamento comunale che preveda la tassazione di entrambe le superfici espositive che caratterizzano il mezzo pubblicitario bifacciale: i mezzi pubblicitari bifacciali rientrano tra i mezzi pubblicitari polifacciali e, come tali, scontano l’imposta sulla pubblicità calcolata in base alla superficie complessiva adibita al messaggio pubblicitario.
In ipotesi di messaggio pubblicitario polifacciale, infatti, l’imposta deve essere calcolata sulla base della superficie complessiva delle figura piane geometriche in cui è circoscritto (art. 7, comma 3, D.Lgs. n. 507/1993). Poiché la disciplina normativa non distingue tra messaggio articolato su varie facce e messaggio compiutamente espresso in ciascuna faccia (la superficie della minima figura piana geometrica in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario permette la determinazione dell’imposta, indipendentemente dal numero di messaggi in esso contenuto), viene meno la distinzione tra pubblicità unifacciale e pubblicità polifacciale e, quindi, anche tra pubblicità polifacciale e pubblicità bifacciale, dal momento che, indifferentemente nell’uno e nell’altro caso, possono essere trasmessi messaggi pubblicitari senza aggravio d’imposta.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 09/09/2008, n. 22691, in Notiziario Ipsoa del 17/09/2008)


 


– Dichiarazione di successione: Termini per ritrattare


La dichiarazione di successione può essere modificata anche dopo la scadenza dei termini, purché prima della notificazione dell’avviso di rettifica e liquidazione della maggiore imposta.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 06/08/2008, n. 21196, in Notiziario Ipsoa del 17/09/2008)


 


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 

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