Fisco: novità del 24 settembre 2008. In evidenza: le spese per riunioni di lavoro deducibili; società di capitali a ristretta base societaria; novità in materia di riscossione; quote Srl: circolare di Unioncamere

  Indice:   1) Società di capitali a ristretta base societaria : Omesso versamento delle ritenute sugli utili distribuiti   2) Novità in materia di riscossione   3) Le spese per riunioni di lavoro deducibili   4) Cessione di quote di S.r.l. con intervento dei Commercialisti: Circolare di Unioncamere     1) Società di capitali […]





 


Indice:


 


1) Società di capitali a ristretta base societaria : Omesso versamento delle ritenute sugli utili distribuiti


 


2) Novità in materia di riscossione


 


3) Le spese per riunioni di lavoro deducibili


 


4) Cessione di quote di S.r.l. con intervento dei Commercialisti: Circolare di Unioncamere


 


 


1) Società di capitali a ristretta base societaria : Omesso versamento delle ritenute sugli utili distribuiti


Nel caso di società di capitali a ristretta base societaria, la mera deduzione del profilo per cui l’esercizio sociale ufficiale si sia concluso con perdite contabili non è sufficiente a vincere la presunzione di distribuzione, ai soci, degli eventuali utili extracontabili accertati.


La Corte di Cassazione ha rilevato che per il primo comma dell’art. 27 del D.P.R. n. 600/1973, nel testo applicabile alla specie ratione temporis, “gli utili in qualsiasi forma e sotto qualsiasi denominazione distribuiti dalle società per azioni e in accomandita per azioni (…), sono soggetti a una ritenuta del dieci per cento a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone (…) giuridiche dovute dai soci, a titolo di rivalsa”.


Il consolidato principio statuito dalla Suprema Corte (sentenze n. 6780/03; n. 7564/03; n. 16885/03 e n. 6197/07) secondo cui “in tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società di capitali a ristretta base sociale, è legittima la presunzione di distribuzione, ai soci, degli eventuali utili extracontabili accertati”, se “lascia salva la facoltà del contribuente di offrire la prova del fatto che i maggiori ricavi non siano stati fatti oggetto di distribuzione, ma siano stati invece accantonati dalla società, ovvero da essa reinvestiti” non risulta infirmato od inapplicabile per effetto ed in conseguenza della “mera deduzione del profilo per cui l’esercizio sociale ufficiale si sia concluso con perdite contabili”.


Detto principio deve essere confermato anche per l’ipotesi di definitivo accertamento di una perdita contabile nonostante la considerazione di ricavi non contabilizzati, atteso che per effetto della mancata loro inclusione nella contabilità sociale, comunque i ricavi conseguiti da operazioni “in nero” non risultano né accantonati né reinvestiti e, quindi, sono stati distratti dalla società per essere distribuiti ai soci.


Pertanto, la Suprema Corte ha cassato la sentenza di appello impugnata, rinviando la causa a sezione diversa della C.T.R. delle Marche affinché si applichi il principio secondo cui, “in tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società di capitali a ristretta base sociale”, la “mera deduzione del profilo per cui l’esercizio ufficiale si sia concluso con perdite contabili” non è sufficiente a vincere la “presunzione di distribuzione, ai soci, degli eventuali utili extracontabili accertati”.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. V, 08/07/2008, n. 18640, di Manuela Bianchi in Ipsoa del 23/09/2008)


 


 


 


2) Novità in materia di riscossione


La legge (n. 133/2008) di conversione del D.L. n. 112/2008 ha introdotto le seguenti ulteriori novità in materia di riscossione:


– Gestione delle somme di denaro sequestrate e dei proventi dei beni confiscati (art. 61, co. 23 e 24, D.L. 112/2008);


– modalità di pagamento delle somme iscritte a ruolo (art. 83, co. 23-bis, D.L.


112/2008);


– gratuità delle visure catastali per i soggetti incaricati dagli Agenti della riscossione


(art. 83, co. 23-ter, D.L. 112/2008);


– accesso al sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate da parte degli enti locali e dei Concessionari dell’accertamento e della riscossione dei tributi (art. 83, co. 28-sexies, D.L. 112/2008);


– coordinamento del servizio nazionale della riscossione (art. 83, co. 28-septies, D.L. 112/2008).


Le suddette novità sono entrate in vigore dal 22/8/2008.


Modalità di pagamento delle somme iscritte a ruolo:


il nuovo co. 23-bis dell’art. 83 inserisce il co. 3-bis all’art. 28, D.P.R. 29.9.1973 n. 602, recante le modalità di pagamento delle somme iscritte a ruolo.


Ora il pagamento effettuato con i mezzi diversi dal contante si considera omesso se, in caso di utilizzazione di un assegno, l’assegno stesso risulti scoperto o comunque non pagabile; se, in caso di utilizzazione di una carta di credito, il gestore della carta non fornisca la relativa provvista finanziaria.


Antiriciclaggio: Trasferimento del contante


La norma, relativa all’antiriciclaggio e trasferimento del contante, è, invece, in vigore dal 25/6/2008.


Per cui, la modifica della soglia di trasferimento del contante da € 5.000 a € 12.500 decorre da tale data.


Resta ferma la possibilità da parte di un Decreto del Ministro dell’Economia e Finanze di modificare la soglia.


Inoltre, è stata abrogata la norma che prevedeva l’indicazione del codice fiscale del girante per ciascuna girata, a pena di nullità.


Rateazione delle somme iscritte a ruolo


Anche in questo caso dal 25/6/2008 è stato abolito l’obbligo di prestare garanzia per importi superiori a € 50 mila.


Le rate verranno modulate sulla base dell’accoglimento dell’istanza e la scadenza della rata mensile non sarà fissata all’ultimo giorno del mese.


Determinazione del prezzo base d’asta per espropriazione immobiliare


Norma invariata (in vigore dal 25/6/2008)


Il prezzo base d’asta del primo incanto per la vendita dell’immobile o del diritto reale espropriato viene determinato triplicando il valore determinato ai sensi dell’art. 52, co. 4, D.P.R. 131/1986


(In La Settimana Fiscale, de Il Sole 24 Ore, n. 36 del 2/10/2008)


 


 


3) Le spese per riunioni di lavoro deducibili


Da una nota della Unioncamere si evince quelle spese che possono essere interamente dedotte dal reddito sia per le imprese sia per gli enti (per l’eventuale attività commerciale espletata):


Le spese derivanti da consumazioni o colazioni di lavoro, fatte in occasione di riunioni prolungate, dai componenti degli organi istituzionali e di commissioni e comitati istituiti dall’Ente, nonché per riunioni prolungate di lavoro con soggetti esterni convocate dai dirigenti.


Spese di ospitalità


In occasione di congressi, convegni, simposi, tavole rotonde e manifestazioni organizzati dall’Ente, sono assunte a carico del bilancio gli oneri relativi a colazioni, rinfreschi o pranzi, nonché ad ospitalità per relatori e ospiti partecipanti, provenienti dall’interno o dall’estero.


Tali oneri se sono connessi con l’organizzazione delle predette manifestazioni (ove siano a carattere commerciale) con utilizzo necessario del budget previsto per la realizzazione dello stesso evento, possono essere oggetto di deduzione fiscale senza limiti di sorta.


In sostanza, le spese strettamente necessarie all’organizzazione dell’evento non possono essere qualificate come spese di rappresentanza (per le quali si continua ad attendere un decreto attuativo che chiarisca i confini con le spese non considerate di rappresentanza, in attesa del quale le spese sono dal 2008 già interamente detraibili a seguito delle novità introdotte dalla finanziaria 2008, in tal senso si è espressa di recente autorevole dottrina).


Spese di rappresentanza


L’Unioncamere in tale nota fornisce il concetto di spese di rappresentanza che si caratterizzano quando le stesse siano eseguite in correlazione alla concreta ed effettiva esigenza che ha l’Ente, in rapporto ai propri fini istituzionali, di una adeguata proiezione all’esterno della propria immagine e a intrattenere relazioni con soggetti ad esso estranei.


Tali spese devono essere finalizzate, nella vita di relazione dell’Ente, a suscitare su di esso, sulla sua attività e i suoi scopi, l’interesse e l’attenzione sia di ambienti e di soggetti qualificati, sia dell’opinione pubblica in genere, allo scopo di ottenere gli innegabili vantaggi che una istituzione pubblica può conseguire dal fatto di essere conosciuta, apprezzata e seguita nella esplicitazione della propria azione in favore del sistema camerale e del mondo delle imprese.


In relazione a ciò, l’Unioncamere può assumere a carico del proprio bilancio – in via esemplificativa – oneri connessi a:


– erogazione di spese per omaggi floreali;


– piccoli doni quali targhe, medaglie, libri, coppe, nonché oggetti simbolici o recanti il logo dell’Unioncamere, oggetti illustrativi dell’attività dell’Ente, e simili a personalità italiane o straniere o a membri di delegazioni straniere in visita all’Ente oppure in occasione di manifestazioni o di visite compiute all’estero dal Presidente, dal Segretario generale o da loro rappresentanti.


 


 


4) Cessione di quote di S.r.l. con intervento dei Commercialisti: Circolare di Unioncamere


Con la circolare del 22/9/2008, Unioncamere ha fornito alcune indicazioni operative alle camere di commercio in merito alla nuova procedura alternativa, introdotta dall’art. 36, comma 1-bis, D.L. n. 112/2008, che prevede la possibilità di cedere quote di S.r.l. senza obbligo di intervento da parte del notaio.


In particolare, secondo Unioncamere nella fase iniziale la nuova procedura riguarderà i soli atti di trasferimento della piena proprietà.


Per gli altri casi (donazioni, usufrutto e trust), di cui non è stato ancora definito il relativo trasferimento di quote in formato digitale, la procedura richiede ulteriori riflessioni in merito.


Secondo Unioncamere il commercialista è tenuto a provare il ricevimento dell’incarico dalle parti.


Nel caso in cui l’intermediario è privo della firma digitale con certificato di ruolo deve autodichiarare i requisiti professionali.


Di seguito, un facsimile di tale dichiarazione:






“Il sottoscritto ……, nato a …………… il ../../…., consapevole delle responsabilità penali previste in caso di falsa dichiarazione,


ai sensi degli artt. 46 e 47 D.P.R. n. 445/2000, dichiara di essere iscritto nella sezione A “Commercialisti” dell’Albo dei


dottori commercialisti e degli esperti contabili di …………….. al numero ………..


Dichiara, inoltre, di non avere a proprio carico provvedimenti disciplinari ostativi all’esercizio della professione e di espletare il


presente incarico su designazione delle parti contraenti.”


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 


 

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