Controlli da parte dell’agenzia delle entrate e della Guardia di Finanza sulla incoerenza di magazzino

         L’Amministrazione Finanziaria ha posto in essere dei controlli nei confronti di soggetti economici che hanno manifestato nel triennio 2003–2005 gravi incoerenze, con riferimento alla durata delle scorte e alla rotazione di magazzino nonché mostrato un trend crescente del valore delle rimanenze finali e, nonostante le sollecitazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate a rientrare nella […]

         L’Amministrazione Finanziaria ha posto in essere dei controlli nei confronti di soggetti economici che hanno manifestato nel triennio 2003–2005 gravi incoerenze, con riferimento alla durata delle scorte e alla rotazione di magazzino nonché mostrato un trend crescente del valore delle rimanenze finali e, nonostante le sollecitazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate a rientrare nella coerenza dei valori, tali soggetti hanno continuato ad avere una condotta incoerente.


 


         Pertanto tali soggetti anche se rientranti nell’applicazione degli studi di settore, sono stati sottoposti a verifica fiscale da parte degli Uffici Finanziari in considerazione del fatto che in tali casi, le gravi incoerenze rilevate, sintomatiche di elevato indice di rischio rendono più opportuno il ricorso a specifiche attività accertative per la corretta interpretazione ed implementazione della realtà economiche individuate quali incoerenti.


 


         Le attività di verifica da parte degli uffici viene incentrata  nell’annualità in corso che nella pratica costituisce sia il periodo d’imposta 2008 sia il periodo d’imposta 2007, in quanto per quest’ultimo non sono ancora spirati i temini di presentazione della dichiarazione telematica.


 


         Qualora poi da tali annualità dovessero emergere concreti elementi di sintomatiche evasioni, il periodo d’imposta verrà esteso alle annualità chiuse ovvero al 2005 e al 2006.


 


         Tale attività accertativa sarà inoltre finalizzata, al momento dell’accesso, al controllo del personale presente, al fine di constatare le mansioni svolte, la natura del rapporto contrattuale, il numero di ore lavorative svolte e, quindi, verificare tale dati con i libri e registri obbligatori tenuti dall’azienda.


 


         L’attività di controllo si baserà sul carico e scarico di magazzino, mediante il rilevamento fisico dei beni presenti nei locali aziendali; in base alla tipologia merceologica dell’azienda e dell’esercizio, il rilevamento verrà eseguito a valore o a quantità valorizzando lo stesso mediante rilevamento dei prezzi esposti sui beni o dichiarati dal contribuente nel corso delle attività di rilevamento.


 


         Tale attività verrà eseguita in contraddittorio tra i funzionari degli uffici finanziari e il contribuente, nell’ambito della quale si dovranno inventariare e valorizzare i beni oggetto dell’attività depurandoli di: I.v.a., sconti, abbuoni, ecc..


 


          L’inventario analitico dei beni verrà quindi cristallizzato relativamente all’anno in corso e, risulterà il dato certo da cui partire per la ricostruzione dei ricavi effettivamente conseguiti. La disciplina afferente la valutazione delle rimanenze di magazzino è sancita dall’art. 92 del D.P.R. n. 917/86 e, in particolare, per i contribuenti che esercitano un’attività di commercio al dettaglio, possono valutare il magazzino con il metodo del “prezzo al dettaglio”, previsto dal comma 8 del prefato art. 92.


 


         Pertanto, inventariato il magazzino, i funzionari dell’Agenzia o i militari della guardia di finanza procederanno, per ciascun anno oggetto di controllo, alla ricostruzione analitico – documentale del magazzino e della relativa percentuale di ricarico (mark up) media ponderata, che verrà individuata attraverso l’analisi degli acquisti e delle vendite effettuate nell’esercizio controllato, individuando in contraddittorio con il contribuente i beni più significativi che concorrono alla formazione del volume d’affari.


 


         Una volta individuati i beni più significativi, verranno calcolate le percentuali di incidenza che tali beni hanno sull’intero fatturato e, successivamente, tali percentuali verranno ponderate tra loro ottenendo cosi una percentuale media ponderata che verrà applicata alla eventuale  differenza (+/-) del magazzino inventariato.


 


         Infine è bene ricordare che se il soggetto sottoposto a verifica si è avvalso del disposto di cui all’art. 14 della Legge n. 289/2002, la ricostruzione del magazzino può risultare agevolata in quanto i funzionari dell’Amministrazione finanziaria potranno partire da un dato certo dichiarato dal contribuente: Infatti le esistenze iniziali del 2003 non saranno altro che quelle dichiarate da condono 2002 e, quindi, il magazzino al 31.12.2003 potrà essere rideterminato attraverso le operazioni di acquisto e vendita utilizzando appunto tale dato come punto di partenza per la valorizzazione del magazzino al 31.12.2004.


 


Paolo Giovannetti


8 settembre 2008

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it