Novità fiscali dell’11 agosto 2008: commercialisti: conservazione delle copie delle dichiarazioni senza la firma del contribuente; proroga dei versamenti estivi: pubblicato in G.U. il decreto; borse di studio erogate a cittadini stranieri; non sarà detraibile l‘IVA dei pasti e alberghi se relativa a spese di rappresentanza


 






Indice:


 


1) Segnalazione antiriciclaggio: Novità


 


2) Accertamento delle imposte e dei redditi: Chiusura verbali con adesione al 30 settembre


 


3) Dal 1/9/2008, non sarà detraibile l‘IVA dei pasti e alberghi se relativa a spese di rappresentanza


 


4) Proroga dei versamenti estivi: Pubblicato in G.U. il decreto che ha rinviato le scadenze fiscali al 20 agosto 2008


 


5) Lavoratori dello spettacolo: Obblighi di comunicazione per gli autonomi


 


6) Residenza all’estero: Sua valutazione in fase di accertamento e non, invece, con istanza di interpello


 


7) L’Uruguay è considerato uno Stato a regime fiscale privilegiato solo per l’attività bancaria


 


8) Spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio: Pagamento mediante bonifico on-line – detrazione d’imposta del 36%


 


9) Commercialisti: Conservazione delle copie delle dichiarazioni senza la firma del contribuente


 


10) Smaltimento dei rifiuti urbani: Vanno  comunicati i dati acquisiti nell’attività di gestione


 


11) Trattamento fiscale delle borse di studio erogate a cittadini stranieri


 


12) F23: Istituzione codice tributo per sanzioni ISTAT – rettifica


 


 


1) Segnalazione antiriciclaggio: Novità


Le segnalazioni e contestazioni antiriciclaggio vanno alle Direzioni territoriali dell’economia e delle finanze, nella qualità di enti delegati del Ministero dell’Economia e Finanze.


Niente più segnalazioni di irregolarità in materia di assegni e contanti ai “Dipartimenti provinciali dei servizi vari”.


Con la circolare n. 80414 del 1 agosto 2008, il M.E.F. ha chiarito che saranno le “Direzioni territoriali dell’economia e delle finanze” gli enti delegati a ricevere segnalazioni e contestazioni antiriciclaggio.


(Ministero dell’Economia e Finanze, circolare n. 80414 del 1 agosto 2008)


 


 


2) Accertamento delle imposte e dei redditi: Chiusura verbali con adesione al 30 settembre


Per l’adesione ai verbali di constatazione prevista dal D.L. n. 112/2008 il primo appuntamento è al 30 settembre 2008.


La data ravvicinata imporrà valutazioni attente ai contribuenti.


In ogni caso la convenienza del nuovo istituto è parso molto limitato.


Innanzitutto il testo finale convertito in legge prevede la rilevanza, ai fini della definizione, dei soli verbali di constatazione consegnati a decorrere dall’entrata in vigore del provvedimento, quindi dal 25 giugno 2008.


Inoltre il termine per la comunicazione dell’adesione da parte del contribuente è quello del 30 settembre 2008.


Invece a regime il contribuente potrà effettuare tale comunicazione entro i 30 giorni successivi alla consegna.


Un provvedimento delle entrate, da emanarsi entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, fisserà le modalità operative.


Pertanto tale termine inizierà a decorrere dal momento di avvenuta pubblicazione della predetta legge sulla Gazzetta Ufficiale.


A regime l’ufficio interessato notificherà al contribuente l’atto di adesione entro i 60 giorni successivi alla comunicazione dell’adesione.


Invece per i verbali consegnati al contribuente entro il 31 dicembre 2008 il termine per la notifica dell’atto di definizione sarà il 30 giugno del 2009.


Il provvedimento stabilisce che in caso di mancato pagamento delle somme dovute l’Ufficio provvederà ad effettuare l’iscrizione a ruolo a titolo definitivo.


Il provvedimento fa riferimento all’iscrizione a ruolo non solo per la rateizzazione, ma anche laddove il pagamento avrebbe dovuto essere effettuato in un’unica soluzione. Pertanto viene ritenuto che il procedimento si perfezioni con la notifica da parte dell’Ufficio dell’atto di definizione.


Tale atto costituisce titolo esecutivo.


I benefici comportano la riduzione delle sanzioni a un ottavo del minimo anziché ad un quarto come per l’accertamento con adesione ordinario.


In ogni caso per la nuova adesione ai processi verbali di constatazione è necessario accettare integralmente la pretesa dell’ufficio.


Pertanto, da tale ottica, la nuova opportunità non è parsa particolarmente conveniente.


Infine l’adesione risulta possibile solo ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva, ma non per l’Irap.


(D.L. n. 112/2008, convertito in Legge)


 


 


3) Dal 1/9/2008, non sarà detraibile l‘IVA dei pasti e alberghi se relativa a spese di rappresentanza


L’Assonime, con la circolare n. 50 del 7 agosto 2008, ha spiegato le principali disposizioni tributarie contenute nel D.L. n. 112/2008, dopo l’avvenuta conversione in legge.


Secondo Assonime, dal 1 settembre 2008 e purché la spesa sia inerente all’esercizio dell’attività, sarà possibile detrarre l’Iva sui pasti e sui pernottamenti.


Tuttavia, se si tratta di spese di rappresentanza, l’imposta dovrebbe ritenersi indetraibile per effetto della disposizione dell’art. 19-bis1, lett. h), del DPR n. 633/1972.


Fatti salvi specifici limiti e purchè tali spese siano inerenti, in base al principio enunciato dall’art. 19 del D.P.R. n. 633/72, all’attività esercitata, l’effetto della legge di conversione del D.L. n.112/2008 sarà che tutti i soggetti passivi potranno detrarre l’imposta relativa alle somministrazioni di pasti e alle prestazioni alberghiere.


(Assonime, circolare n. 50 del 7 agosto 2008)


 


 


 


4) Proroga dei versamenti estivi: Pubblicato in G.U. il decreto che ha rinviato le scadenze fiscali al 20 agosto 2008


È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 agosto 2008 il D.P.C.M. del 29 luglio che proroga al 20 agosto tutti gli adempimenti e i versamenti che hanno scadenza tra il 1° e il 20 del mese.


L’Agenzia delle Entrate con un comunicato del 6 agosto 2008 aveva ricordato che gli adempimenti fiscali e il versamento delle somme tramite F24 e F24 EP possono essere effettuati entro il medesimo giorno 20/08/2008, senza alcuna maggiorazione.


(D.P.C.M. 29/07/2008, G.U. 07/08/2008, n. 184)


 


 


5) Lavoratori dello spettacolo: Obblighi di comunicazione per gli autonomi


Anche le prestazioni dei lavoratori autonomi dello spettacolo devono essere comunicate ai Centri per l’impiego nelle forme previste dal dm 30 ottobre 2007.


(Nota Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali 06/08/2008, n. 5460, in Ipsoa del 08/08/2008)


 


 


6) Residenza all’estero: Sua valutazione in fase di accertamento e non, invece, con istanza di interpello


Non costituisce prova di residenza all’estero la circostanza che l’attività lavorativa sia esplicata prevalentemente all’estero.


Occorrono, invece, altri elementi più significativi, come ad es. la presenza della famiglia, l’accreditamento di propri proventi dovunque conseguiti, il possesso di beni anche mobiliari, la partecipazione a riunioni d’affari, la titolarità di cariche sociali, il sostenimento di spese alberghiere o di iscrizione a circoli o clubs, l’organizzazione della propria attività e dei propri impegni anche internazionali, direttamente o attraverso soggetti operanti nel territorio italiano.


Occorre, pertanto, una valutazione d’insieme dei molteplici rapporti che il soggetto intrattiene in Italia per valutare se, nel periodo in cui è stato anagraficamente residente all’estero, abbia effettivamente perso ogni significativo collegamento con lo Stato italiano e possa quindi essere considerato fiscalmente non residente.


Lo status di residente fiscale implica quindi l’esame delle possibili relazioni – sia personali che reali – con il Paese, che non può essere effettuata in sede di interpello, ma solo in sede di eventuale accertamento.


Qualora sulla base dei criteri esposti un soggetto risulti essere residente in Italia, egli, ai sensi dell’art. 3 del TUIR è soggetto ad imposta in relazione a tutti i redditi posseduti, ovunque prodotti, poiché solo i non residenti sono soggetti ad imposta limitatamente ai redditi prodotti nel territorio dello Stato.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 07/08/2008, n. 351)


 


 


7) L’Uruguay è considerato uno Stato a regime fiscale privilegiato solo per l’attività bancaria


La controllata con sede in Uruguay che non rientra tra le società che svolgono attività bancaria e le holding che esercitano esclusivamente business off-shore non si può considerare residente in un paradiso fiscale.


L’Uruguay, ai sensi dall’art. 3, comma 1, n. 15, del D.M. 21 novembre 2001, è considerato  uno Stato a regime fiscale privilegiato “con riferimento alle società esercenti attività bancarie e alle holding che esercitano esclusivamente attività off-shore” nonché, ai sensi del comma 2, art. 3, del D.M. citato, relativamente alle società che usufruiscono di regimi fiscali agevolati, in virtù di accordi o provvedimenti dell’amministrazione finanziaria dell’Uruguay.


Tuttavia, poiché la società controllata (che ha presentato istanza di interpello alle Entrate) non rientra tra le società esercenti attività bancaria e le società holding che esercitano esclusivamente attività off-shore, essa non può essere considerata residente o localizzata in Uruguay ai sensi del suddetto art. 3, comma 1, del Decreto.


Inoltre, neppure ai sensi del citato art. 3, comma 2, la società controllata può essere considerata residente in uno Stato o territorio avente regime fiscale privilegiato.


Difatti, nel caso di specie, il regime fiscale agevolativo si applica a tutti i soggetti, nazionali ed esteri, residenti nella citata zona franca in virtù di disposizioni legislative, a prescindere da accordi o provvedimenti conclusi con l’amministrazione finanziaria locale.


Pertanto, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che la citata istanza di interpello sia inammissibile per mancanza di un presupposto essenziale quale la residenza in uno Stato o territorio a regime fiscale privilegiato individuato dal citato D.M. del 21 novembre 2001.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 07/08/2008, n. 352)


 


 


8) Spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio: Pagamento mediante bonifico on-line – detrazione d’imposta del 36%


E’ possibile usufruire della detrazione d’imposta del 36% sulle spese sostenute per il recupero del patrimonio edilizio, se il pagamento delle spese detraibili è disposto mediante bonifico on line che, per il ridotto spazio riservato alla causale, non può contenere alcuni dati tra cui la partita Iva del beneficiario del bonifico e il codice fiscale del beneficiario della detrazione.


Per sanare l’irregolarità, infatti, è sufficiente fornire alla banca i dati mancanti.


In particolare, se sul bonifico risulta indicato il solo codice fiscale del soggetto che ha trasmesso il modello di comunicazione, gli altri comproprietari non perdono il diritto alla detrazione qualora indichino nella propria dichiarazione dei redditi il codice fiscale del soggetto che ha effettuato la comunicazione e che è stato già riportato sul bonifico.


In questo caso, infatti, tale indicazione “sana” l’irregolarità del bonifico stesso.


Difatti, la banca può adempiere all’obbligo di trasmettere all’Agenzia delle Entrate, in via telematica, i dati identificativi del mittente e dei beneficiari della detrazione e dei destinatari dei pagamenti, secondo quanto previsto dal Decreto n. 41/1998.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 07/08/2008, n. 353)


 


 


9) Commercialisti: Conservazione delle copie delle dichiarazioni – Niente firma del contribuente sulle copie conservate dall’incaricato su supporti informatici


Dalla norma si evince che la sottoscrizione della dichiarazione è un elemento essenziale della dichiarazione conservata dai contribuenti e dai sostituti di imposta.


Analogo requisito non è, invece, prescritto per i soggetti incaricati della trasmissione che conservano su supporto informatico le copie delle dichiarazioni trasmesse, a condizione che queste siano riproducibili su modello conforme a quello approvato.


riproducibili su modello conforme a quello approvato.


Coerentemente con tale interpretazione, la risoluzione n. 298/E del 18 ottobre 2007 ha precisato che le copie conservate su supporto informatico dal soggetto incaricato della trasmissione possono “anche non riprodurre la sottoscrizione del contribuente”.


Inoltre, attesa la natura di documento informatico della copia della dichiarazione creata su supporti informatici, l’obbligo di conservazione può essere assolto nel rispetto delle modalità previste dall’articolo 3 del D.M. 23 gennaio 2004.


Tale previsione è estendibile anche alle copie inviate dal Commercialista, in applicazione del citato art. 3, comma 3, del D.P.R. n. 322/1998.


Peraltro, la validità del processo di conservazione su supporto informatico delle copie delle dichiarazioni – come pure degli altri documenti rilevanti ai fini tributari – è subordinata, comunque, al rispetto delle procedure disciplinate dal D.M. 23 gennaio 2004, nonché delle


istruzioni dettate dalla circolare n. 36/E del 6 dicembre 2006.


Ciò significa che l’individuazione del corretto processo di conservazione da porre in essere dipenderà dalla natura informatica ovvero analogica del documento oggetto di conservazione: nel primo caso, si applicheranno le disposizioni di cui all’art. 3 del D.M. 23 gennaio 2004, mentre nel secondo caso andranno seguite le indicazioni recate dall’art. 4 del medesimo Decreto.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 08/08/2008, n. 354)


 


 


10) Comunicazione dei dati acquisiti nell’attività di gestione da parte dei soggetti che gestiscono il servizio di smaltimento dei rifiuti urbani


I gestori del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti non possono eludere l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati identificativi dell’utente, tranne che non abbia ricevuto tali dati a seguito di rifiuto dell’utente .


Devono essere comunicati anche quei dati (acquisiti nell’ambito dell’attività di gestione) che sono identificativi del soggetto che gestisce il servizio di smaltimento rifiuti, che identificano l’occupante-detentore dell’immobile e i dati relativi all’immobile occupato o detenuto.


Con riguardo alle modalità di raccolta dei dati da comunicare all’Agenzia delle entrate, le disposizioni non contengono una specifica disciplina.


Tuttavia, l’ente gestore del servizio é tenuto a trasmettere i dati già in suo possesso (anche attraverso banche dati fornite dai Comuni aderenti alla gestione associata del servizio) o acquisibili dagli utenti del servizio mediante la compilazione e la restituzione di appositi formulari, preventivamente consegnati o inviati ai medesimi dall’ente gestore interessato (ad esempio in occasione della fatturazione, ovvero alla prima comunicazione utile ai fini dell’applicazione della tariffa di igiene ambientale).


Peraltro, la prima comunicazione all’Agenzia delle entrate, che verrà effettuata entro il 31 dicembre 2008, è finalizzata alla costituzione di una base di dati – utili a monitorare l’andamento di determinati fenomeni economici connessi agli immobili – acquisiti a partire dal 1° gennaio 2007, data a decorrere dalla quale deve intendersi in vigore l’obbligo.


Le comunicazioni relative agli anni successivi al 2007, aventi, invece, finalità di aggiornamento, dovranno essere trasmesse solo in caso di variazione dei dati relativi all’utente – beneficiario del servizio di smaltimento rifiuti.


Infine, nel caso di omessa, incompleta o infedele comunicazione da parte dell’ente gestore obbligato alla trasmissione dei dati, si applica la sanzione amministrativa da Euro 258,00 ad Euro 2.064,00 prevista dall’art. 11 del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471.


Considerato che la comunicazione riflette i dati ricevuti dagli utenti, la sanzione non potrà applicarsi nei casi in cui il soggetto gestore del servizio non abbia ricevuto tali dati; il corretto assolvimento dell’obbligo di comunicazione, infatti, è impedito dal rifiuto dell’utente.


In tali casi, è utile che l’ente gestore faccia apposita segnalazione, all’Agenzia delle entrate, di mancata comunicazione dei dati richiesti per gli opportuni controlli fiscali a carico dell’utente.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 08/08/2008, n. 355)


 


 


11) Trattamento fiscale ai fini IRPEF-IRAP delle borse di studio erogate a cittadini stranieri in forza di accordi internazionali


Sono escluse dalla base imponibile Irpef le somme corrisposte a titolo di borsa di studio a cittadini stranieri in forza di accordi e intese internazionali.


Per quanto concerne la condizione prevista dall’art. 3 del TUIR, secondo la quale, ai fini della non imponibilità, è richiesto che le borse di studio siano “corrisposte” dal Governo italiano, a parere delle Entrate la stessa deve essere interpretata nel senso che la concessione delle borse di studio discende da un’espressa volontà governativa e che le borse devono essere finanziate, direttamente o indirettamente, dai ministeri o altri organi del Governo italiano, utilizzando le risorse economiche dallo stesso Governo identificate.


Non assume rilievo, ai fini del beneficio fiscale, il fatto che le borse di studio siano materialmente corrisposte da altri soggetti, nel caso in cui agiscano su disposizione e per conto di un organo del Governo italiano.


Nel caso di specie, le borse di studio possono beneficiare del regime di esclusione di cui alla lettera d-ter), del comma 3, dell’art. 3, del TUIR, anche per la quota parte a carico delle istituzioni scolastiche assegnatarie.


In ordine al trattamento fiscale ai fini IRAP delle suddette erogazioni, da tenere presente che l’art. 10-bis, comma 1, del D.Lgs. del 15 dicembre 1997 n. 446, nel disciplinare le modalità di determinazione della base imponibile ai fini IRAP delle amministrazioni pubbliche di cui all’art. 3, comma 1, lett. e-bis) del medesimo decreto, prevede che sono escluse dalla base imponibile le somme di cui all’art. 50 (già art. 47), comma 1, del TUIR esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche e che sono in ogni caso escluse le borse di studio e gli altri interventi di sostegno erogati dalle regioni, dalle province autonome e dai relativi organismi regionali per il diritto allo studio universitario, nonché dalle università, ai sensi della legge 2 dicembre 1991, n. 390.


In virtù di ciò, tali somme, giacché assimilabili a borse di studio non assoggettabili all’imposta sul reddito del persone fisiche, devono essere considerate irrilevanti ai fini della determinazione della base imponibile IRAP del Ministero.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 08/08/2008, n. 356)


 


 


12) Istituzione codice tributo per il versamento mediante modello F23 delle sanzioni amministrative irrogate dall’ISTAT – Rettifica risoluzione n. 238/E del 11 giugno 2008


Per il versamento delle somme in oggetto, a parziale rettifica della citata risoluzione, le Entrate hanno istituito il codice tributo “949T” denominato “sanzioni amministrative irrogate dall’ISTAT”, da evidenziare nel campo 11 del modello F23, fermo restando sia l’utilizzo del codice ente ”IST” nel campo 6 e del codice causale “PA” nel campo 9, che gli estremi della contabilità speciale su cui eseguire i riversamenti.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 08/08/2008, n. 357)


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


 


 


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