Novità fiscali del 6 agosto 2008: la manovra d’estate è stata approvata in via definitiva; veicoli usati importati da Paesi terzi; IVA versata in dogana si detrae; F24 enti pubblici


 






Indice:


 


1) La manovra d’estate è stata approvata in via definitiva


 


2) Veicoli usati importati da Paesi terzi e transitoriamente immatricolati in un Paese UE


 


3) Trasferimento in Italia della sede legale di una società holding lussemburghese


 


4) L’Iva versata in dogana, essendo legata all’attività d’impresa, può essere detratta


 


5) Pagamento delle imposte dirette mediante cessione di beni culturali


 


6) F24 enti pubblici: I codici per i versamenti delle ritenute da liquidazione 730


 


 


1) La manovra d’estate è Legge: E’ stata approvata in via definitiva


Il 05 agosto 2008 il Parlamento ha approvato definitivamente il D.D.L. di conversione del decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112.


Tra le misure, in campo fiscale, contenute, vi fanno parte le seguenti (salvo, modifiche dell’ultima ora):


Start up


Con l’aggiunta dei commi 6-bis e 6-ter all’articolo 68 del TUIR, viene ampliato l’ambito di esenzione dalle imposte dirette delle plusvalenze realizzate dalle persone fisiche non esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo, nonché dagli enti e associazioni non commerciali.


Il nuovo comma 6-bis dispone l’esenzione ai fini IRPEF delle plusvalenze di cui alle richiamate lettere c) e c-bis) dell’articolo 67 qualora siano presenti i seguenti requisiti:


a) la forma giuridica della società partecipata deve essere prevista dall’articolo 5 del TUIR (società di persone e soggetti assimilati) con esclusione delle società semplici e degli enti ad esse equiparate) ovvero dall’articolo 73, comma 1, lettera a) del TUIR (società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata, società cooperative, società di mutua assicurazione, società europee);


b) la società partecipata deve essere stata costituita da non più di sette anni;


c) il periodo di possesso delle partecipazioni non deve essere inferiore a tre anni. Nel caso di cessione di contratti di associazione in partecipazione e contratti di partecipazione agli utili il requisito minimo dei tre anni si applica alla data di stipula dei contratti medesimi;


d) le plusvalenze devono essere reinvestite entro due anni mediante l’acquisto di quote o partecipazioni al capitale di società che svolgono la medesima attività. Le nuove società partecipate devono essere costituite in una delle forme giuridiche previste nel punto sub a) e devono essere state costituite da non più di tre anni.


Tenuto conto che il contribuente ha due anni di tempo per effettuare il reinvestimento delle plusvalenze, andrebbe chiarito se nell’arco del biennio il reddito debba presumersi esente e, solo in caso di mancato reinvestimento, sia da includere nel corrispondente regime di tassazione.


Il nuovo comma 6-ter introduce, con riferimento al regime agevolato del comma 6-bis, un limite massimo di importo esente.


Tale limite è pari a cinque volte l’ammontare degli investimenti effettuati nel quinquennio precedente la cessione delle partecipazioni, concernenti l’acquisto o la realizzazione di beni materiali e immateriali ammortizzabili (diversi dagli immobili) nonché le spese per ricerca e sviluppo.


Distretti produttivi e reti di imprese


Viene estesa l’applicazione delle disposizioni sui distretti produttivi, introdotte dalla legge finanziaria 2006 (L. 23 dicembre 2005, n. 266, art 1, co. 366 ss), alle “catene di fornitura”.


Sterilizzazione dell’IVA sugli aumenti petroliferi


Con la modifica del comma 291 dell’articolo 1 della legge  n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008), si interviene sulla disciplina riguardante la “sterilizzazione” fiscale relativa agli aumenti del petrolio greggio.


Abolizione dei limiti al cumulo tra pensione e redditi di lavoro


Si prevede, dal 1° gennaio 2009, l’integrale cumulabilità delle pensioni di anzianità con i redditi da lavoro autonomo e dipendente, nonché a riformare la disciplina relativa al cumulo tra pensione e reddito da lavoro nel caso di pensione calcolata con il sistema contributivo, uniformandola a quella prevista nel regime retributivo e misto, in considerazione dell’uniformità dei requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico anticipato in tutti e tre i regimi.


Modifiche alla disciplina dei contratti occasionali di tipo accessorio


Rientrano nell’istituto le attività agricole a carattere stagionale se svolte da pensionati, o da giovani rientranti nella fattispecie sopra menzionata, ovvero se svolte in favore dei produttori agricoli aventi un volume di affari annuo non superiore a 7.000 euro.


Limitazioni all’uso del contante


Apportate modifiche all’articolo 49 del D.lgs. n. 231 del 2007 elevando da 5.000 a 12.500 euro la soglia massima per l’utilizzo del contante e dei titoli al portatore.


La predetta modifica interessa, in particolare, i commi 1, 5, 8, 12 e 13 del citato articolo 49.


Viene, inoltre, abrogato il comma 10 del medesimo articolo 49 che disponeva l’applicazione di un’imposta di bollo fissata in misura pari a 1,50 euro per ciascun assegno bancario o postale non contenente la clausola “non trasferibile”.


La modifica introdotta reintroduce, quindi, i limiti di importo all’uso del contante – finalizzati al contrasto del riciclaggio e del terrorismo – vigenti prima del 30 aprile 2008 (data di entrata in vigore del richiamato articolo 49).


Soppressione dell’obbligo di tenuta di conti correnti da parte dei lavoratori autonomi


Abrogando i commi 12 e 12-bis dell’articolo 35 del D.l. n. 223 del 2006, si sopprime l’obbligo a carico dei lavoratori autonomi consistente nella tenuta di un apposito conto corrente bancario o postale da utilizzare per la gestione dell’attività professionale (c.d. tracciabilità dei professionisti).


Applicabilità degli studi di settore


Con la modifica dell’articolo 1 del D.P.R. n. 195 del 1999, si anticipa il termine entro il quale gli studi di settore devono essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale per consentire il loro utilizzo ai fini dell’accertamento fiscale.


Elenco clienti fornitori


Abrogate le disposizioni contenute nei commi 4-bis e 6 dell’articolo 8-bis del regolamento che disciplina la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi, all’IRAP e all’IVA (D.P.R. n. 322 del 1998), in materia di comunicazione dei dati ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto mediante gli elenchi dei clienti e dei fornitori.


Abrogate le sole sanzioni per il mancato invio dell’elenco clienti e fornitori e non anche quelle relative alla comunicazione dei dati dell’IVA.


Ed ancora, anche le seguenti misure (nei prossimi articoli, i dettagli):


– Deducibilità degli interessi passivi per banche ed assicurazioni ai fini IRES ed IRAP


– Acconti imposta di bollo e imposta sulle assicurazioni


– Svalutazione dei crediti e accantonamento per rischi sui crediti


– Prelievo sulle riserve matematiche delle imprese di assicurazione esercenti il ramo vita


– Imposta di registro contratti di locazione immobiliare


– Regime IVA delle prestazioni ausiliarie nei gruppi bancari e assicurativi


– Disposizioni tributarie riguardanti fondi di investimento immobiliari “familiari”


– Disposizioni in materia di stock option


– Cooperative a mutualità prevalente


– Elevazione della ritenuta sugli interessi corrisposti dalle cooperative ai soci


– Controlli sull’adempimento degli obblighi fiscali e contributivi da parte dei soggetti non residenti e di quelli residenti da meno di 5 anni


– Sviluppo attività di controllo


– Partecipazione dei Comuni al contrasto dell’evasione fiscale


– Contrasto alle frodi in materia di IVA


– Piano straordinario di controlli finalizzati all’accertamento sintetico e alla maggiore efficienza dell’Amministrazione fiscale


– Contrasto all’evasione fiscale derivante dalle estero-residenze fittizie delle persone fisiche


– Semplificazioni nella gestione dei rapporti tributari


– Adeguamento degli studi di settore alle realtà economiche locali


– Restituzione di pagamenti in eccesso effettuati da soggetti iscritti a ruolo


– Soppressione delle garanzie per rateazione di importi iscritti a ruolo


– Modalità di pagamento delle somme iscritte a ruolo


– Gratuità delle visure catastali per i soggetti incaricati dagli agenti della riscossione


– Aumento valore catastale per immobili messi all’incanto


– Iva sulle prestazioni alberghiere


– Attuazione dell’articolo 1, comma 225, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007


– Poteri dell’Agenzia delle entrate nei confronti di Equitalia SpA


 


 


2) Veicoli usati importati da Paesi terzi e transitoriamente immatricolati in un Paese UE


Non si ha acquisto intracomunitario qualora il veicolo non sia formalmente oggetto di una cessione a titolo oneroso.


Ne deriva che la sua immatricolazione in Italia è subordinata, dal lato fiscale, alla presentazione della documentazione doganale dalla quale si evince il pagamento dell’Iva in dogana, senza che assuma rilevanza, di per sé, la circostanza che al veicolo sia stata precedentemente attribuita una targa di un altro Paese comunitario.


Quando si ha acquisto intracomunitario


Infatti, affinché si abbia acquisto intracomunitario, necessita che il veicolo sia oggetto di un’operazione che presenti congiuntamente le seguenti caratteristiche:


– L’acquisto sia effettuato nell’esercizio di imprese, arti o professioni o comunque da soggetti passivi Iva;


– il cedente sia un soggetto passivo d’imposta identificato in un altro Stato membro;


– l’acquisto abbia ad oggetto un bene mobile materiale comunitario o immesso in libera pratica nel territorio comunitario;


– l’acquisto sia effettuato a titolo oneroso con passaggio del diritto di proprietà o altro diritto reale di godimento;


– il bene provenga da un altro Stato membro e giunga in Italia;


– il mezzo di trasporto non sia stato commercializzato con l’applicazione del regime del margine (circolare 26 febbraio 2008, n. 14).


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 05/08/2008, n. 344)


 


 


3) Trasferimento in Italia della sede legale di una società holding lussemburghese


La società anonima di diritto lussemburghese, anche se in Lussemburgo gode di una serie di vantaggi fiscali tra i quali l’esclusione da qualsiasi forma di imposizione diretta sul reddito prodotto” (costituita con la qualifica di “holding del 1929” ai sensi della locale legge 31 luglio 1929, nel quale paese estero é ammessa anche al beneficio del regime fiscale denominato régime milliardaire, regolato dal Decreto granducale del 17.12.1938), in Italia, per le perdite realizzate in Lussemburgo, deve osservare le condizioni previste, dall’art. 84, comma 2, del TUIR, per l’utilizzo illimitato delle perdite realizzate nei primi 3 anni.


In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i seguenti chiarimenti:


– I valori fiscali delle partecipazioni della società anonima debbano coincidere con quelli basati del costo d’acquisto sostenuto dall’impresa;


– l’esenzione può essere accordata al verificarsi delle condizioni previste dall’art. 87 del TUIR. A tale scopo, va dimostrata con precisione l’iscrizione delle partecipazioni oggetto di cessione nel primo bilancio chiuso durante il periodo di possesso nella categoria dell’immobilizzazioni finanziarie;


– le perdite realizzate in Lussemburgo non possono essere riportate in deduzione dai futuri redditi conseguiti in Italia;


– la possibilità di considerare le eventuali perdite che la società potrebbe realizzare nei primi tre esercizi successivi al trasferimento rientranti nella disciplina dell’art. 84, comma 2, del TUIR è ammissibile al verificarsi di due “esplicite condizioni”, e cioè ”che siano realizzate nei primi tre periodi d’imposta decorrenti dalla data di costituzione della società”, e che si riferiscano a un’attività produttiva nuova”.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 05/08/2008, n. 345)


 


 


4) L’Iva versata in dogana, essendo legata all’attività d’impresa, può essere detratta


L’acquirente italiano che stipula un contratto di consignment stock con società extra Ue (in qualità, al momento dell’importazione, di solo detentore e non di proprietario del bene), deve versare l’Iva in dogana all’atto di ingresso della merce nel nostro Paese e può subito detrarla dopo avere annotato la bolletta doganale nell’apposito registro.


Infatti, sebbene la merce in argomento sia importata in virtù di un contratto di consignment stock, in base al quale l’acquirente italiano acquisterà la proprietà dei beni solo al momento del loro prelievo dal deposito, e quindi in un momento successivo rispetto al transito delle merci in dogana, la società ha, da un lato, l’obbligo di assolvere l’Iva in dogana e, dall’altro, il diritto di esercitare la detrazione dell’Iva medesima ai sensi dell’arti.19 del DPR n. 633/1972, previa annotazione della bolletta doganale nel registro di cui all’art. 25 del medesimo decreto.


All’atto del prelievo delle merci dal deposito in Italia l’operazione dovrà essere documentata dal cedente con il titolo certificativo previsto nel paese del cedente, mentre la società istante emetterà autofattura, nella quale indicherà l’ammontare del corrispettivo corrisposto e dell’Iva relativa, nonché gli estremi della bolletta doganale con cui i beni sono stati introdotti e quelli di registrazione nel registro degli acquisti.


Detta autofattura andrà annotata nel registro delle vendite e degli acquisti in una separata colonna appositamente contrassegnata, assolvendo l’unica funzione di documentazione dell’operazione di acquisto ai fini delle imposte sui redditi, posto che ai fini Iva l’imposta è già stata assolta ed annotata all’atto dell’importazione.


Qualora il prezzo corrisposto al momento dell’acquisto definitivo sia superiore a quello indicato in dogana al momento dell’introduzione delle merci nel territorio dello Stato, l’importo medesimo, da documentare ed annotare integralmente nel registro delle fatture emesse e delle fatture d’acquisto, concorrerà alla liquidazione solo per la differenza corrisposta.


Diversamente, nell’ipotesi di restituzione dei beni ricevuti in deposito al fornitore l’operazione dovrà essere considerata una cessione all’esportazione e, pertanto, dovrà essere documentata con fattura non imponibile ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n. 633/1972.


Riguardo, infine, alla possibilità di annotare le movimentazioni dei predetti beni in conto deposito (introduzione e prelievi) nel registro di cui all’art. 50, comma 5 del D.L. n. 331/1993, al fine di vincere le presunzioni di acquisto e di cessione, tale registro è destinato ad accogliere le movimentazioni in entrata ed in uscita dei beni che vengono trasferiti da un paese all’altro della “Comunità” a titolo non traslativo della proprietà. Ancorché le annotazioni possano, in via di fatto, risultare funzionali alla predetta esigenza, il suddetto registro è specifico e non può essere utilizzato per annotare beni diversi da quelli comunitari.


Nel caso di specie, la natura di bene di terzi in conto deposito deve risultare dalla bolletta d’importazione da annotare nel registro di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972 al fine di esercitare il diritto alla detrazione.


Ciò non toglie che il contribuente possa istituire un registro di carico e scarico della merce movimentata nel deposito a seguito del contratto di consignment stock, da tenere e conservare ai sensi dell’art. 39 del D.P.R. n. 633/1972.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 05/08/2008, n. 346)


 


 


5) Pagamento delle imposte dirette mediante cessione di beni culturali


La cessione di beni culturali per il pagamento totale o parziale di alcuni tributi non è possibile nel caso in cui il soggetto, pur non avendo alcuna situazione debitoria con l’erario propone il trasferimento di beni di interesse artistico, storico o archeologico per assolvere eventuali imposte future.


Non è una condizione necessaria per l’applicabilità del 28-bis del DPR 602/1973, invece, l’iscrizione a ruolo dell’imposta essendo sufficiente che il debito erariale sia certo.


Per quanto riguarda, infine, l’eventualità che l’importo dei beni ceduti sia maggiore rispetto al debito d’imposta sorto prima della proposta di cessione, è possibile, trascorsi cinque anni dal trasferimento dei beni, chiedere il rimborso della differenza, senza corresponsione di interessi.


L’articolo 28-bis del D.P.R. n. 602 del 1973, al primo comma dispone: “I soggetti tenuti al pagamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche, dell’imposta locale sui redditi, dei tributi erariali soppressi di cui all’art. 82 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, e relativi interessi, soprattasse e pene pecuniarie possono cedere allo Stato, in pagamento totale o parziale delle imposte stesse e degli accessori, i beni indicati (…). La disposizione non si applica ai sostituti d’imposta.”


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 05/08/2008, n. 347)


 


 


6) F24 enti pubblici: I codici per i versamenti delle ritenute da liquidazione 730


Il versamento da parte degli enti pubblici delle ritenute fiscali derivanti dalla liquidazione dei modelli 730 dovrà essere effettuato utilizzando gli ordinari codici tributo previsti per le ritenute mensili, istituiti con la risoluzione n. 367/E del 12 dicembre 2007, cumulando anche eventuali interessi da rateazione.


L’Agenzia delle Entrate ha voluto chiarire quali codici vanno indicati per i versamenti effettuati con il modello F24 EP per il quale, nella fase di avvio, sono stati istituiti un numero limitato di codici tributo proprio per semplificare gli adempimenti degli enti pubblici.


Nel dettaglio, relativamente al “mese di riferimento” da indicare nel modello F24 EP, l’Agenzia precisa che deve essere riportato il mese in cui è stata effettuata la trattenuta, mentre, per “l’anno di riferimento”, si dovrà indicare l’anno d’imposta a cui si riferisce l’adempimento.


Ad esempio, per le trattenute operate nel mese di luglio a seguito della liquidazione del


modello 730:


– il saldo Irpef dell’anno d’imposta 2007 dovrà essere versato con il codice tributo 100E (Ritenute sui redditi da lavoro dipendente ed assimilati), indicando “0007” quale mese di riferimento e “2007” quale anno di riferimento;


– il saldo dell’addizionale regionale Irpef dell’anno d’imposta 2007 dovrà essere versato con il codice tributo 381E (Addizionale regionale Irpef trattenuta dai sostituti d’imposta), indicando “0007” quale mese di riferimento e “2007” quale anno di riferimento;


– il saldo dell’anno d’imposta 2007 e l’acconto per l’anno d’imposta 2008 dell’addizionale comunale Irpef dovranno essere versati utilizzando, rispettivamente, il codice tributo 384E (Addizionale comunale Irpef trattenuta dai sostituti d’imposta – saldo), indicando “0007” quale mese di riferimento e “2007” quale anno di riferimento ed il codice 385E (Addizionale comunale Irpef trattenuta dai sostituti d’imposta – acconto), indicando “0007” quale mese di riferimento e “2008” quale anno di riferimento.


Per le trattenute operate ratealmente su richiesta del sostituito che si è avvalso dell’assistenza fiscale, nel campo “mese di riferimento” dovrà essere indicato il mese nel quale è stata operata la relativa ritenuta.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 5 agosto 2008)




 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 


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