Novità fiscali del 4 agosto 2008: scheda carburante o fattura - ipotesi di fatturazione a richiesta; sostitutiva su operazioni aziendali straordinarie: decreto attuativo; rideterminazione del valore dei terreni: novità; niente delega ai terzi per lo scontrino; detrazione del 55% per interventi di risparmio energetico; installazione montascale: detrazione d’imposta del 36% su tutte le spese; compensazione di importi iscritti a ruolo con rimborsi di crediti erariali; fisco: partecipazione societaria qualificata o non qualificata

  Indice:   1) Scheda carburante o fattura ? – Ipotesi di fatturazione a richiesta   2) Imposta sostitutiva su operazioni aziendali straordinarie: Decreto attuativo   3) TUIR – Natura della partecipazione societaria: Qualificata o non qualificata   4) Rideterminazione del valore dei terreni edificabili e con destinazione agricola   5) I terzi non possono […]

 







Indice:


 


1) Scheda carburante o fattura ? – Ipotesi di fatturazione a richiesta


 


2) Imposta sostitutiva su operazioni aziendali straordinarie: Decreto attuativo


 


3) TUIR – Natura della partecipazione societaria: Qualificata o non qualificata


 


4) Rideterminazione del valore dei terreni edificabili e con destinazione agricola


 


5) I terzi non possono emettere lo scontrino fiscale per conto del cedente


 


6) Detrazione del 55% per interventi di risparmio energetico: Comunicazione all’ENEA entro 90 giorni della fine dei lavori


 


7) Installazione montascale: Detrazione d’imposta del 36% su tutte le spese senza limiti di tabelle millesimali


 


8) Brevi fiscali (Compensazione di importi iscritti a ruolo con rimborsi di crediti erariali: Attuato il Provvedimento)


 


1) Scheda carburante o fattura ? – Ipotesi di fatturazione a richiesta


Per gli acquisti di carburante per autotrazione (benzina normale, benzina super, benzina verde, miscela di carburante e lubrificante, gasolio, gas metano e GPL) effettuati da soggetti IVA nazionali nell’esercizio di impresa, arte o professione, la normativa vigente, in deroga al principio generale in base al quale è necessario emettere fattura in relazione ad ogni operazione rilevante ai fini IVA, prevede il divieto di emettere tale documento (art. 1, D.P.R. n. 444/1997).


Questi soggetti, pertanto, per avvalersi del diritto alla detrazione dell’imposta versata, qualora esercitabile, o comunque documentare la spesa effettuata ai fini delle imposte sui redditi, devono utilizzare un apposito documento, la cd. “scheda carburante”, da istituirsi in maniera conforme al modello previsto dalla normativa in vigore (D.P.R. n. 444/1997).


Ipotesi di fatturazione a richiesta


Nelle seguenti ipotesi persiste, tuttavia, la disciplina della fatturazione a richiesta del cliente, da eseguirsi non oltre il momento di effettuazione dell’operazione (le cessioni di carburante e lubrificanti per autotrazione non sono soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi tramite scontrino o ricevuta fiscale):


– Acquisti da soggetti non residenti in Italia e privi di stabile organizzazione nel territorio dello Stato o di un rappresentante fiscale;


– acquisti effettuati da autotrasportatori di cose per conto terzi iscritti all’Albo (L. n. 298/1974);


– acquisti non realizzati presso gli impianti stradali di distribuzione ovvero effettuati presso gli stessi impianti ma non destinati all’autotrazione o quando tale destinazione non può essere appurata all’atto dell’acquisto;


– impossibilità di certificazione degli acquisti a causa della mancanza del personale addetto alla distribuzione (ad esempio: Rifornimenti durante l’orario notturno). In questo caso ai fini della fatturazione dovranno essere consegnati ai gestori i buoni di consegna emessi dalle attrezzature automatiche;


– acquisti realizzati dallo Stato, enti pubblici territoriali, istituti universitari, ospedalieri, di assistenza e beneficenza;


– acquisti di oli da gas effettuati dagli autotrasportatori di cose per conto di terzi domiciliati e residenti nella UE, nonché acquisti di gasolio da parte di autotrasportatori in conto proprio muniti di licenza (art. 32, L. n. 298/1974) e di autotrasportatori (in conto proprio e in conto terzi) domiciliati e residenti nella UE.


In entrambe le ipotesi, è ammessa la fatturazione differita previa emissione, anche con sistemi automatizzati, di una bolla di consegna (o di un documento equivalente) contenente la data e il numero progressivo, i dati identificativi del gestore dell’impianto di distribuzione e dell’acquirente, la qualità e la quantità del prodotto erogato e il corrispettivo erogato;


– contratti di “netting” (C.M. n. 205/1998).


Oggetto e periodicità della scheda


La periodicità della scheda carburante deve essere mensile o trimestrale e ciò a prescindere dalla tipologia di liquidazione IVA (mensile o trimestrale) utilizzata.
Pertanto, ad esempio, si potrà utilizzare una scheda carburante trimestrale anche se la liquidazione viene effettuata mensilmente e viceversa.


Inoltre, ogni scheda carburante deve essere riferita ad un singolo veicolo utilizzato, il quale deve essere intestato ad un soggetto passivo IVA o comunque da questi posseduto a titolo di noleggio, leasing, comodato, etc. (il titolo deve essere regolarmente documentato).
Qualora vengano rispettate determinate condizioni, infine, l’acquisto del carburante per autotrazione può essere effettuato anche utilizzando una scheda magnetica (memory card), nella quale sono memorizzati la targa del veicolo e i dati identificativi dell’impresa (R.M. n. 17/1996).


Firma


La firma dell’addetto alla distribuzione, come evidenziato recentemente dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 21941/2007), costituisce un elemento essenziale, in mancanza del quale non sarà possibile esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta versata.
È solo facoltativa, invece, l’indicazione del numero progressivo dell’annotazione e quella del tipo e della quantità del carburante erogato.


Infine, che le operazioni di acquisto di carburanti e lubrificanti si considerano effettuate alla data delle singole annotazioni.


Registrazione
L’importo complessivo relativo alle annotazioni effettuate nel corso del periodo di riferimento (mese o trimestre) deve essere riportato, distintamente per ogni singola scheda, nel registro degli acquisti (art. 25, Decreto n. 633/1972).


La registrazione deve avvenire entro i termini ordinari previsti per le fatture di acquisto (è necessario, tuttavia, tener conto dei tempi più brevi previsti per documentare i costi relativi agli acquisti di carburanti ai fini delle imposte sui redditi).


Conservazione
Per quanto riguarda, infine, la conservazione delle schede, si applicano le regole ordinarie previste dalla nostra normativa (art. 39, Decreto IVA).


Casi particolari


I concessionari di veicoli a motore nuovi di fabbrica, non ancora immatricolati, che in ordine a tali veicoli hanno necessità di fare rifornimento di carburante presso impianti stradali di distribuzione, possono istituire un’unica scheda mensile nella quale indicare, per ogni rifornimento, il numero di telaio del veicolo rifornito.


Su tale scheda non sussiste l’obbligo di indicare il chilometraggio iniziale e finale di ogni periodo di riferimento (mese o trimestre).


Possono usufruire di tale procedura semplificata anche le imprese commerciali di veicoli usati, adibiti all’esecuzione di prove tecniche o dimostrative per la clientela oppure consegnati all’acquirente con la dotazione iniziale di carburante, nonché le officine di riparazione in ordine a rifornimenti concernenti veicoli affidati rispettivamente per la vendita o per la riparazione.


È possibile, inoltre, utilizzare un’unica scheda per ogni stazione noleggiante anche per gli esercenti l’attività di autonoleggio, fermo restando, tuttavia, in questo caso l’obbligo per questi soggetti di indicare i chilometri percorsi.


In tale ipotesi, ad ogni rifornimento il noleggiatore dovrà riportare sulla scheda gli estremi di immatricolazione di ciascun veicolo.


(Di Francesco D’Alfonso, in Guida alla Fatturazione – Ipsoa Editore, Agosto 2008)


 


 


2) Imposta sostitutiva su operazioni aziendali straordinarie: Decreto attuativo


E’ stato pubblicato il 01/08/2008, sul sito del Ministero dell’Economia e Finanze, il decreto ministeriale 25/07/2008 che contiene le regole per l’attuazione del regime di imposta sostitutiva concernente le operazioni di riorganizzazione societaria introdotto dall’art. 1, comma 46, della legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008).


Il regime è opzionale e consente, mediante il pagamento di una imposta sostitutiva dell’IRES e dell’IRAP, di attribuire rilevanza fiscali ai maggiori valori iscritti sui beni ricevuti a seguito di operazioni di conferimento (fusione e scissione).


Il riallineamento concerne le differenze tra il valore di iscrizione nel bilancio del soggetto conferitario dei beni ricevuti in sede di conferimento – e da questi classificati tra le immobilizzazioni materiali e immateriali, incluso l’avviamento – e l’ultimo valore fiscale riconosciuto dei beni stessi presso il soggetto conferente.


Le differenze tra valori civili e fiscali possono essere assoggettate a tassazione sostitutiva anche in misura parziale; tuttavia, in tal caso, l’applicazione del regime sostitutivo deve essere richiesta per categorie omogenee.


Il versamento dell’imposta sostitutiva va effettuato in tre rate; la prima, pari al 30% dell’importo complessivamente dovuto, entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito e dell’Irap relative al periodo d’imposta dell’operazione di conferimento ovvero, in caso di opzione ritardata o reiterata, a quello successivo; la seconda, pari al 40%, e la terza, pari al 3%, entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito e dell’Irap relative, rispettivamente, al primo e al secondo ovvero al


secondo e al terzo periodo successivi a quello dell’operazione. Sulla seconda e sulla terza rata sono dovuti gli interessi nella misura del 2,5% annuali.


Si applicano le norme in materia di liquidazione, accertamento, riscossione, contenzioso e sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi.


L’applicazione dell’imposta sostitutiva può essere richiesta anche per le operazioni effettuate entro il periodo d’imposta in corso al 31/12/2007; in tal caso, l’opzione è esercitata nel primo o, al più tardi, nel secondo periodo d’imposta successivo a detto periodo.


Nel caso di esercizio dell’opzione nel primo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2007 il versamento della prima rata è effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione in cui è esercitata l’opzione (Unico 2008); il versamento della seconda e terza rata sarà effettuato entro il termine previsto, rispettivamente, per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai due periodi d’imposta successivi (2008 e 2009).


L’imposta sostitutiva si applica con l’aliquota del 12% sulla parte dei maggiori valori assoggettati a tassazione complessivamente ricompresi nel limite di 5 milioni di euro; con l’aliquota del 14% sulla parte che eccede 5 milioni e fino a 10 milioni di euro e con l’aliquota del 16% sulla parte superiore a 10 milioni di euro.


(Ministero dell’Economia e Finanze, Decreto 25/7/08, pubblicato sul sito M.E.F. il 01/08/2008)


 


 


3) Natura della partecipazione societaria per il fiduciante: Qualificata o non qualificata


Per verificare la percentuale di partecipazione al capitale o al patrimonio della società, occorre sommare (al 20% della quota di partecipazione al capitale) anche la percentuale di partecipazione detenuta a titolo di nuda proprietà.


Nel caso di specie, la partecipazione detenuta dal fiduciante, sommata ammonta al 21,25% della partecipazione al capitale (o al patrimonio) della società non quotata, per cui non costituisce una partecipazione qualificata ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c), del TUIR non superando la percentuale del 25% ivi prevista.


Pertanto, il fiduciante può esercitare l’opzione per il risparmio amministrato di cui all’articolo 6 del D.Lgs. n. 461/1997.


Per individuare la natura, qualificata o meno, della partecipazione, l’art. 67, comma 1, lettera c), del TUIR, prevede che per partecipazioni qualificate si intendono le partecipazioni, i titoli e diritti che rappresentano una percentuale superiore al 2% o al 20%  dei diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria, ovvero al 5% o al 25% del capitale o del patrimonio, secondo che si tratti, rispettivamente, di titoli negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri o di altre partecipazioni.


Per considerare “qualificata” una cessione di partecipazioni è sufficiente che la partecipazione ceduta superi, nell’arco di dodici mesi, anche uno soltanto dei due limiti percentuali sopra indicati.


Riguardo la percentuale dei diritti di voto, tenuto conto che l’art. 2352 del Codice Civile prevede che in caso di usufrutto sulle azioni il diritto di voto, salvo convenzione contraria, spetta all’usufruttuario, in mancanza di una espressa diversa pattuizione, qualora il fiduciante detenga partecipazioni sia a titolo di proprietà che a titolo di nuda proprietà, al fine di stabilire la percentuale dei diritti di voto, occorre far riferimento esclusivamente alla percentuale detenuta a titolo di proprietà.


Inoltre, nel caso in cui il fiduciante sia titolare del diritto di usufrutto ovvero possa esercitare il diritto di voto pur essendo nudo proprietario, occorre considerare anche tali partecipazioni al fine del calcolo della percentuale dei diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 01/08/2008, n. 332)


 


 


4) Rideterminazione del valore dei terreni edificabili e con destinazione agricola


Ai fini di usufruire del beneficio fiscale derivante dal valore rideterminato dei terreni, essendo utilizzabile ai fini della determinazione dei redditi diversi, necessita che gli stessi non siano conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e in accomandita semplice.


Infatti, la circolare n. 15/2002 ha chiarito che qualora i terreni siano posseduti da imprese commerciali la relativa cessione non genera una plusvalenza tassabile ai sensi dell’art. 67 del TUIR, trattandosi di un componente del reddito d’impresa assoggettabile a tassazione secondo le regole proprie.


Parimenti, per le stesse motivazioni, è stato chiarito che tale valore rideterminato non è utilizzabile neanche in occasione del recesso del socio dalla società, giacché le somme o il valore normale dei beni ricevuti dai soci costituiscono “utile” per la parte che eccede il prezzo pagato per l’acquisto o la sottoscrizione delle azioni o quote annullate (circolare n. 16/2005).


Come noto, l’art. 7 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, consente di assumere ai fini della determinazione delle plusvalenze e minusvalenze di cui all’art. 67, lettere a) e b), del TUIR, in luogo del costo di acquisto o del valore dei terreni edificabili e di quelli agricoli posseduti alla data del 1° gennaio 2002, il valore ad essi attribuito a tale data mediante una perizia giurata di stima, previo pagamento di un’imposta sostitutiva del 4%.


Tale valore rideterminato è utilizzabile ai fini della determinazione dei redditi diversi e, pertanto, è necessario che gli stessi non siano conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e in accomandita semplice.


Come infatti chiarito nella circolare del 1° febbraio 2002, n. 15/E qualora i terreni siano posseduti da imprese commerciali la relativa cessione non genera una plusvalenza tassabile ai sensi dell’art. 67 del TUIR, trattandosi di un componente del reddito d’impresa assoggettabile a tassazione secondo le regole proprie.


Infine, si ricorda che il D.L. n. 97/2008, cd. milleproroghe, ha fatto slittare, ulteriormente, al 31 ottobre 2008 il termine per la rivalutazione di quote e terreni.


Infatti, a seguito della conversione in Legge avvenuta il 30/07/2008, si dispone che al comma 2 dell’art. 2 del D.L. 24 dicembre 2002, n. 282 la scadenza del “30 giugno 2008” (da tale ennesimo provvedimento già prorogata) è sostituita dalla seguente: “31 ottobre 2008”.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 01/08/2008, n. 333)


 


 


5) I terzi non possono emettere lo scontrino fiscale per conto del cedente


Il registratore di casa (apparecchio misuratore fiscale) deve essere intestato ad un unico soggetto utilizzatore che coincide necessariamente con il contribuente cui appartengono le merci cedute, a nulla rilevando le modalità di esercizio dell’attività commerciale.


In particolare, nel caso di specie, ciascun produttore agricolo tenuto alla certificazione dei corrispettivi dovrà emettere ricevuta fiscale ovvero, alternativamente, dotarsi di un proprio misuratore fiscale per l’emissione dello scontrino fiscale, in applicazione dell’articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 1996, n. 696, ai sensi del quale i corrispettivi delle cessioni di beni per le quali non è obbligatoria l’emissione della fattura se non a richiesta del cliente, ma di cui sussiste l’obbligo di certificazione fiscale (art. 12, comma 1, della legge 30/12/1991, n. 413), possono essere documentati, indipendentemente dall’esercizio di apposita opzione, mediante il rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale osservando le relative discipline.


La risposta dell’Agenzia delle Entrate (negativa) è stata rilasciata dietro istanza di interpello presentata da una società cooperativa che opera nell’ambito di uno “spaccio-mercato coperto” situato in una struttura polifunzionale, dove i singoli produttori agricoli espongono i propri prodotti.


Non potendo assicurare la propria presenza nella struttura, i produttori agricoli delegano l’attività materiale di cessione dei beni e riscossione del corrispettivo alla società cooperativa stessa.


All’interno della struttura si concentra un elevato numero di produttori agricoli, dei quali solo alcuni rientrano nel regime di esonero da Iva.


Su tale caso, la cooperativa aveva chiesto di conoscere come fosse possibile ottemperare agli obblighi previsti dalla legge 26 gennaio 1983, n. 16, da parte degli operatori obbligati a certificare i corrispettivi.


Pertanto, alla luce di tale chiarimento, ciascun operatore (produttore agricolo) deve essere dotato di apposito misuratore fiscale, per potere, quindi, emettere scontrini per proprio conto direttamente, senza a ciò delegare terzi soggetti.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 01/08/2008, n. 334)


 


 


6) Detrazione del 55% per interventi di risparmio energetico: Comunicazione all’ENEA entro 90 giorni della fine dei lavori


Il contribuente può subito usufruire della detrazione del 55% già in sede di presentazione del modello Unico 2008 (periodo d’imposta 2007), ciò qualora nel 2007 abbia iniziato dei lavori di riqualificazione energetica della propria abitazione, in particolare la sostituzione del vecchio impianto di climatizzazione invernale con un nuovo impianto dotato di caldaia a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione.


Peraltro, l’intervento non è stato ancora ultimato, e ha già versato due acconti alla ditta installatrice (tramite bonifico bancario L. 296/06) uno il 25.05.07 e l’altro il 27.11.07.


In particolare, deve indicare nel Mod. 730/2008 al rigo E38, colonna 4 o nel Mod. UNICO/2008 al rigo RP 44, colonna 1, le spese sostenute nel corso del 2007, con l’avvertenza che (circolare 31 maggio 2007, n. 36/E), “La detrazione spettante deve essere ripartita in tre quote annuali di pari importo, da far valere nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007 e nei due periodi d’imposta successivi..”.


Naturalmente, per le spese sostenute nel corso del 2008, la detrazione potrà essere fruita in sede di dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2008, fermo restando il limite massimo complessivo di € 30.000,00 per intervento.


Infine, si ricorda che il comma 1-bis), dell’art. 4 del Decreto del 19/2/2007 precisa che per le spese sostenute a partire dal periodo d’imposta in corso al 31/12/2008, comprese quelle concernenti la prosecuzione di interventi iniziati nel periodo d’imposta in corso al 31/12/2007, i soggetti devono :


a) acquisire l’attestato;


b) trasmettere all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori .


Ne consegue che non è più previsto il termine del 29/2/2008 quale ultimo giorno per la comunicazione all’Enea dell’attestato di “certificazione energetica” dell’edificio, essendo sufficiente che la comunicazione all’ENEA sia inviata entro 90 giorni della fine dei lavori.


Come si ricorderà, l’agevolazione fiscale prevista per il 2007, dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296, (Legge Finanziaria per il 2007), per la realizzazione di interventi che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici, è stata prorogata dalla Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge Finanziaria per il 2008) anche alle spese sostenute entro il 31/12/2010 (dal comma 20 dell’art. 1).


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 01/08/2008, n. 335)


 


 


7) Installazione montascale: Detrazione d’imposta del 36% su tutte le spese senza limiti di tabelle millesimali


Il contribuente, con difficoltà motoria, per l’istallazione del montascale che gli permette l’accesso al piano garage, può usufruire della detrazione fiscale del 36%, delle spese interamente sostenute, per un tetto massimo di spesa di euro 48.000.


Il chiarimento, per un caso analogo, era già avvenuto con la ris. n. 264 del 25/6/2008, La differenza sostanziale tra il nuovo caso e quello citato (che consentiva il beneficio fiscale solo nel limite delle quote millesimali del condominio) consiste nel fatto che, mentre l’ascensore diviene “oggetto di proprietà comune” e quindi è utile e utilizzabile per tutti i condomini, il montascale è prettamente necessario solo al soggetto istante in quanto mezzo d’ausilio per il raggiungimento del piano garage.


Gli altri condomini non hanno nè la necessità e nè l’interesse ad utilizzare detto mezzo d’ausilio che è necessario all’uso specifico del solo condomino disabile che ha sostenuto integralmente la spesa.


Pertanto, nel caso di specie, il contribuente ha il diritto di godere del beneficio fiscale della detrazione del 36%, per un tetto massimo di euro 48.000, delle spese integrali sostenute per l’istallazione del montascale (e non, quindi, solo entro il limite di tabelle millesimali).


L’art. 1, comma 1, della Legge n. 449/1997 consente di potere fruire del beneficio fiscale della detrazione del 36% delle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico per la realizzazione di lavori di manutenzione, anche ordinaria, sulle parti comuni di edifici residenziali nonché per la realizzazione di interventi di ristrutturazione di cui alle lettere b), c), d) dell’art. 31 della l. n. 457/78 sulle singole unità immobiliari.


Tra le spese per le quali compete la suddetta detrazione fiscale sono comprese, inoltre, quelle sostenute per l’eliminazione delle barriere architettoniche e per la realizzazione di ogni altro strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, favorisca la mobilità interna ed esterna all’abitazione delle persone portatrici di handicap gravi.


In relazione a detta detrazione, ai sensi dell’ art. 35, comma 35-quater, del D.L. n. 223/2006, a decorrere dal 1/10/2006 il limite di 48.000 euro, che costituisce il tetto massimo di spesa su cui è consentito calcolare la detrazione del 36%, deve essere riferito alla singola abitazione.


La circolare del 4/08/2006, n. 28 ha precisato, al riguardo, che in virtù della modifica introdotta dal richiamato comma 35-quater, il predetto limite che, in forza delle previgenti disposizioni, era riferito alla persona fisica e alla singola unità immobiliare (circolare n. 57/98 par. 3), deve ora intendersi riferito esclusivamente all’immobile e va suddiviso tra i soggetti che hanno diritto alla detrazione.


Nel caso di specie, la spesa sostenuta dal contribuente è compresa tra gli interventi edilizi sulle parti comuni di edifici residenziali atti a rimuovere le barriere architettoniche previsti dall’art. 1 della legge 449/1997.


Infatti, il contribuente ha provveduto, previa autorizzazione dell’assemblea condominiale, ad istallare un montascale che gli consente l’accesso al piano garage.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 01/08/2008, n. 336)


 


 


















8) Brevi fiscali


 


Assegnazione di biodiesel agevolato


Pubblicato, nel sito internet dell’Agenzia delle dogane, la nota n. 17445 relativa all’assegnazione di biodiesel agevolato.


L’Agenzia delle Dogane ha informato che nel sito internet dell’Agenzia delle Dogane, il 15 luglio 2008, é stata pubblicata la nota del direttore dell’area centrale verifiche e controlli, recante istruzioni per la presentazione delle domande di partecipazione all’assegnazione, per l’anno 2008, di 180.000 tonnellate di biodiesel agevolato ai sensi dell’art. 22-bis, comma 1, del D.lgs. n. 504/1995.


(Agenzia delle Dogane, comunicato del 31/07/2008)


 


 


INPS: Sperimentazione del lavoro accessorio in agricoltura


L’art. 22 del D.L. n. 112/2008 ha introdotto modifiche alla disciplina sul lavoro occasionale accessorio (artt. 70, 72 e 73 del D.Lgs. n. 276/2003), estendendo l’utilizzo delle prestazioni accessorie a ulteriori settori di lavoro, come quello domestico e agricolo per le attività di carattere stagionale e abrogando l’art. 71 del D.Lgs. n. 276/2003, relativo ai requisiti soggettivi delle categorie dei prestatori.


Quindi, seppur modificati i presupposti normativi cui fa riferimento il D.M. del 12 marzo 2008, l’INPS, con la Circolare n. 81 del 31 luglio 2008, fornisce le indicazioni riguardo la sperimentazione del lavoro occasionale di tipo accessorio, per l’anno 2008, con riferimento a prestazioni effettuate da parte di studenti e pensionati nel corso delle attività di vendemmia.


(In Seac del 01/08/2008)


 


 


Dichiarazioni dei redditi: Convertito in legge il milleproroghe


Il Senato ha approvato in via definitiva  la legge di conversione del decreto milleproroghe.


In primo piano il termine per inviare Unico che è definitivamente slittato al 30 settembre 2008.


La proroga per la presentazione di Unico comporta il differimento di altri adempimenti che fanno riferimento alla stessa scadenza.


L’invio del Modelli 730 e 770 semplificato sono stati spostati al 10 luglio, mentre per le amministrazioni pubbliche Unico e dichiarazione IRAP vanno inviati entro il 30 settembre.


Altre proroghe di carattere non fiscale riguardano il termine per la rivalutazione di quote e terreni che cade il 31 ottobre e quello per la partenza del divieto di ricorrere agli arbitrati per gli appalti pubblici differito al 31 dicembre. 


(Disegno di legge Senato della Repubblica 30/07/2008, n. 735-B, in Ipsoa del 01/08/2008)


 


 


Rateazione debiti tributari: Gli uffici devono esigere la fideiussione


La Commissione Finanze ha fornito chiarimenti sulle condotte difformi da parte delle sedi dell’Agenzia delle Entrate e degli agenti della riscossione, precisando che gli uffici delle Entrate, al fine di concedere la rateazione delle somme superiori a cinquantamila Euro dovute a seguito accertamento con adesione, acquiescenza, e conciliazione giudiziale, devono continuare a chiedere garanzia tramite polizza fideiussoria, fideiussione bancaria, o ipoteca di primo grado.


(Parere Camera dei deputati 30/07/2008, n. 5-00243, in Ipsoa del 01/08/2008)


 


 


Destinazione 5 per mille: Le cause di esclusione dall’elenco dei beneficiari non sono regolarizzabili


Il vizi di forma che comportano l’esclusione di enti e associazioni dall’elenco dei destinatari del 5 per mille non sono sanabili ex post.


(Parere Camera dei deputati 30/07/2008, n. 5-00270, in Ipsoa del 01/08/2008)


 


Tassazione dei redditi prodotti nei paradisi fiscali: Imprese estere controllate o collegate alla società italiana


I redditi prodotti dalla holding residente in un paese black list che risulta collegata a una società per azioni italiana sono tassati in Italia, così come i dividendi percepiti dall’impresa off shore, anche se questi vengono distribuiti da una partecipata white list.


Con la Risoluzione n. 326/E l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il discrimine per l’applicazione della tassazione dei redditi in base all’art. 167 o 168 del TUIR passa per la qualificazione del rapporto come “di controllo” o “di collegamento”.


Si è in presenza di società controllate quando un socio esercita sull’altro un’influenza dominante, orientando sostanzialmente le sue scelte.


Se infatti una società black list è controllata da un’impresa italiana, i suoi redditi imputati ai soggetti residenti in proporzione alle partecipazioni da questi detenute (art. 167 TUIR), mentre in presenza di collegamento va applicato 168 del TUIR, in base al quale la disciplina sulle controllate estere dell’articolo 167 è applicabile anche quando il sing

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