Novità fiscali del 29 agosto 2008. In evidenza: privati ed enti non commerciali (tra cui le Onlus): nuove esenzioni da imposizione per le plusvalenze sulla vendita di partecipazioni; manovra 2009: adesione ai verbali di constatazione delle Dogane; tempi di conservazione di dichiarazioni e documenti


 






 


Indice:


 


1) Manovra 2009 – Adesione ai verbali di constatazione in materia di IVA: Le istruzioni delle Dogane


 


2) Inail: Denuncia nominativa di soci e coadiuvanti


 


3) Tempi di conservazione di dichiarazioni e documenti


 


4) Privati ed enti non commerciali (tra cui le Onlus): Nuove esenzioni da imposizione per le plusvalenze sulla vendita di partecipazioni


 


5) Brevi fiscali


 


 


1) Manovra 2009 – Adesione ai verbali di constatazione in materia di IVA: Le istruzioni delle Dogane


I contribuenti possono aderire anche ai verbali di constatazione redatti dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane.


L’Agenzia delle Dogane ha fornito le prime istruzioni operative sulla neo disciplina contenuta nel D.L. n. 112/2008 (convertito in Legge n. 133/2008) che ha introdotto l’ulteriore strumento “deflativo” del contenzioso tributario:


Si tratta dell’istituto dell’adesione da parte del contribuente ai processi verbali di constatazione nel settore dell’IVA, redatti dagli Organi verificatori.


L’adesione anche ai verbali di constatazione delle Dogane


Avverte l’Agenzia delle Dogane che per effetto della nuova norma, il contribuente può prestare adesione anche ai verbali di constatazione in materia di IVA redatti dagli Organi verificatori (tra cui i funzionari dell’Agenzia delle Dogane), che consentano l’emissione di accertamenti parziali previsti dall’art. 54, comma 4, D.P.R. n. 633/1972.


Tale misura, quindi, permette al contribuente di definire – anticipatamente rispetto all’atto di accertamento – la propria posizione nei confronti dell’Amministrazione fiscale, venutasi a determinare a seguito di un controllo, con evidente beneficio in termini di riduzione delle sanzioni.
L’adesione ai processi verbali di constatazione può avere ad oggetto esclusivo il contenuto integrale del verbale di constatazione e deve intervenire entro i 30 giorni successivi alla data di consegna del verbale stesso, mediante comunicazione al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate e all’Organo che ha redatto il verbale. 


La  comunicazione di adesione è irrevocabile.


Pertanto, a conclusione di una verifica concernente l’IVA (ad esempio, in caso di riscontrata irregolarità per il settore dell’IVA Intra o Plafond), i funzionari dell’Agenzia delle Dogane devono comunicare al soggetto verificato la facoltà di adesione al contenuto integrale del processo verbale di constatazione, facendo specifica menzione di tale possibilità al contribuente, nella parte conclusiva del processo verbale di constatazione.


Entro i 60 giorni successivi alla comunicazione di adesione, il competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate notifica al contribuente l’atto di definizione dell’accertamento parziale.


In presenza di adesione da parte del contribuente, la misura delle sanzioni applicabili è ridotta della metà e le somme dovute risultanti dall’atto di definizione dell’accertamento parziale devono essere versate senza prestazione delle garanzie previste in caso di versamento rateale; sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi al saggio legale calcolati dal giorno successivo alla data di notifica dell’atto di definizione dell’accertamento parziale.


In caso di mancato pagamento delle somme definite con l’atto di adesione all’accertamento parziale entro i termini, il competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate procede all’iscrizione a ruolo, a titolo definitivo, delle somme dovute.


Deroghe in sede di prima applicazione


La nuova disciplina si applica con riferimento ai verbali di constatazione consegnati a decorrere dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 112/2008.


In sede di prima applicazione, tuttavia, vigono le seguenti deroghe:


– Il termine per la comunicazione dell’adesione da parte del contribuente ai verbali consegnati entro la data di entrata in vigore della legge n. 133/2008 è comunque prorogato fino al 30 settembre 2008;


– il termine per la notifica dell’atto di definizione dell’accertamento parziale relativo ai verbali consegnati al contribuente fino al 31 dicembre 2008 è comunque prorogato al 30 giugno 2009.


Infine, viene fatto presente che con uno specifico provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge 112/08 (22 agosto 2008), saranno stabilite le modalità di effettuazione della comunicazione di adesione da parte del contribuente prevista dall’articolo 5-bis del D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218.


(Nota Agenzia Dogane 27/08/2008, n. prot. 11636)


 


 


2) Inail: Denuncia nominativa di soci e coadiuvanti


A seguito dell’abrogazione del libro matricola e della caduta dell’obbligo di  registrazione nel libro paga dei dati dei soci, del coniuge, dei figli e dei familiari coadiuvanti, dal 18 agosto 2008 vige l’obbligo di previa comunicazione dei dati degli stessi all’Inail.


(Nota INAIL 25/08/2008, n. 6793)


 


 


3) Tempi di conservazione di dichiarazioni e documenti


Siamo di ritorno dal periodo delle vacanze, si è, quindi, in un periodo dove occorre fare posto negli archivi  (di casa, degli studi e delle aziende) per la nuova documentazione contabile in arrivo.


A tal fine una nota della Guardia di Finanza riepiloga i tempi di conservazione dei documenti:








Tempo di conservazione: 1 anno


Ricevute di iscrizioni a rette scolastiche e palestre


 














Tempo di conservazione: 3 anni


Bollo auto (1)


Cambiali


Parcelle professionali


Compensi artigiani


 




















Tempo di conservazione: 5 anni


Ricevute dei pagamenti delle tasse (2)


Pagamenti rateali e mutui (4)


Ricevute di canone di locazione Assicurazioni (5)


Spese mediche


Bollettini ICI (6)


Contravvenzioni al codice della strada


Bollette per utenze domestiche


 














10 anni


Ricevute per spese di ristrutturazione della casa (3)


Tassa nettezza urbana (7)


Canone TV


Estratti conti bancari (8)


 


Gli scontrini fiscali valgono spesso anche come garanzia e devono, pertanto, essere conservati per la sua durata.


 








Annotazioni:


 


(1) La conservazione ha temine al 31 dicembre del terzo anno successivo a quello ove avvenuto il versamento;


(2) La conservazione ha temine al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello ove avvenuto il versamento;


(3) La conservazione ha temine al 31 dicembre del decimo anno successivo a quello ove è avvenuta la detrazione dell’ultima quota dello sconto IRPEF del 36% o 41% (nel caso in cui il contribuente abbia opzionato per la detrazione quinquennale la conservazione ha termine al 31 dicembre del quinto anno successivo);


(4) La conservazione ha temine al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello nel corso del quale sono stati detratti gli interessi passivi pagati;


(5) Qualora il contratto non preveda alcun termine, la quietanza deve essere conservata per un anno; le polizze a vita, utilizzate anche ai fini fiscali, si devono conservare in ogni caso per cinque anni;


(6) La conservazione decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello nel corso del quale è avvenuto il pagamento;


(7) La conservazione ha temine al 31 dicembre del decimo anno successivo a quello ove avvenuto il versamento;


(8) La conservazione ha il fine di impugnare l’estratto conto in caso di errori ed omissioni.


(Nota della Guardia di Finanza)


 


 


4) Privati ed enti non commerciali (tra cui le Onlus): Nuove esenzioni da imposizione per le plusvalenze sulla vendita di partecipazioni


Ai fini delle imposte dirette, è stato ampliato l’ambito di esenzione, delle plusvalenze realizzate da comuni cittadini (cioè dalle persone fisiche non imprenditori o non lavoratori autonomi che non hanno, quindi, conseguito redditi di impresa o professionali)  e dagli enti e associazioni non commerciali,  a seguito della cessione partecipazioni e strumenti assimilati.


Ciò ha seguito di quanto contenuto nell’art. 3 del D.L. n. 112/2008, convertito in Legge n. 133/2008.


In particolare, ha spiegato la relazione del Centro Studi del Parlamento (atto messo a disposizione ai parlamentari), il citato art. 3 è intervenuto sulla disciplina IRPEF relativa al regime di tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni e strumenti assimilati, di cui agli artt. 67 e 68 del TUIR.


In particolare, tale norma aggiungendo i commi 6-bis e 6-ter all’art. 68 del TUIR, ha in tal modo ampliato l’ambito di esenzione dalle imposte dirette delle plusvalenze realizzate dalle persone fisiche non esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo, nonché dagli enti e associazioni non commerciali (sono comprese, ad esempio, le ONLUS).


Ambito soggettivo ed oggettivo


L’art. 67, comma 1, lettere c) e c-bis), del TUIR, riguarda le plusvalenze conseguite da persone fisiche non imprenditori le quali, se non costituiscono redditi di capitale, sono qualificate come “redditi diversi”.


Si tratta, in linea generale, delle partecipazioni qualificate (1) e non qualificate costituite da:


– azioni, comprese quelle privilegiate e con esclusione delle azioni di godimento emesse da soggetti residenti;


– azioni di risparmio convertibili in azioni ordinarie;


– quote sociali e altre forme di partecipazione al capitale o al patrimonio delle società ed enti commerciali compresi gli strumenti finanziari assimilabili alle azioni (2);


– altri titoli partecipativi, ossia titoli o diritti attraverso i quali è possibile acquisire partecipazioni sociali (es. diritto di opzione, obbligazioni convertibili).


Plusvalenza: Tassazione ordinaria a decorrere dal 2009


Ai sensi dell’art. 68, comma 3, del TUIR, la plusvalenza realizzata, a decorrere dal 2009, dalla cessione di partecipazioni qualificate concorre alla formazione del reddito complessivo nella misura del 49,72% (3) del relativo ammontare (c.d. participation exemption o PEX) ed è pertanto soggetto al regime di tassazione ordinaria.


Imposta sostitutiva


Se, invece, la plusvalenza deriva da cessioni di partecipazioni non qualificate, il regime di tassazione previsto dall’art. 5, comma 2, del D.Lgs. n. 461/1997 è rappresentato da un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi fissata in misura pari al 12,50%.


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(1) Ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c), del TUIR, sono qualificate le partecipazioni che rappresentano, complessivamente, una percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria superiore al 2 o al 20 per cento ovvero una partecipazione al patrimonio superiore al 5 o al 25 per cento a seconda che si tratti, rispettivamente, di titoli quotati o non quotati,


(2) Sono escluse le partecipazioni in associazioni di professionisti.


(3) Sulle plusvalenze realizzate entro il 2008 la quota che concorre alla formazione del reddito è fissata al 40%. L’articolo 2 del D.M. 2 aprile 2008, emanato in attuazione dell’articolo 1, comma 38, della legge


n. 244 del 2007 (finanziaria per il 2008) ha rideterminato la misura della quota imponibile fissandola al 49,72%.


 


Requisiti per l’esenzione delle plusvalenze


Il nuovo comma 6-bis ha disposto l’esenzione ai fini IRPEF delle plusvalenze di cui alle lettere c) e c-bis) dell’art. 67 qualora siano presenti i seguenti requisiti:


a) la forma giuridica della società partecipata deve essere prevista dall’art. 5 del TUIR (società di persone e soggetti assimilati) con esclusione delle società semplici e degli enti ad esse equiparate) ovvero dall’art. 73, comma 1, lettera a) del TUIR (società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata, società cooperative, società di mutua assicurazione, società europee);


b) la società partecipata deve essere stata costituita da non più di sette anni;


c) il periodo di possesso delle partecipazioni non deve essere inferiore a tre anni.


Nel caso di cessione di contratti di associazione in partecipazione e contratti di partecipazione agli utili il requisito minimo dei tre anni si applica alla data di stipula dei contratti medesimi;


d) le plusvalenze devono essere reinvestite entro due anni mediante l’acquisto di quote o partecipazioni al capitale di società che svolgono la medesima attività.


Le nuove società partecipate devono essere costituite in una delle forme giuridiche previste nel punto a) e devono essere state costituite da non più di tre anni.


Il contribuente ha, quindi, due anni di tempo per effettuare il reinvestimento delle plusvalenze.


Il nuovo comma 6-ter ha introdotto, con riferimento al regime agevolato del comma 6-bis, un limite massimo di importo esente.


Tale limite è pari a cinque volte l’ammontare degli investimenti effettuati nel quinquennio precedente la cessione delle partecipazioni, concernenti l’acquisto o la realizzazione di beni materiali e immateriali ammortizzabili (diversi dagli immobili) nonché le spese per ricerca e sviluppo.


 








Sintesi della novità contenuta nell’art. 3 del D.L. n. 112/2008:


Start up di società – Plusvalenze sulla cessione delle partecipazioni – Esenzione


– Nella disciplina dei redditi diversi (art. 68 del T.U.I.R.) è aggiunta la disposizione secondo cui le plusvalenze conseguite da persone fisiche e da enti non commerciali (per i cd. redditi diversi), derivanti dalla cessione di partecipazioni al capitale in società di persone e di capitali (escluse le società semplici e gli enti ad esse equiparati), costituite da non più di sette anni, possedute da almeno tre anni, non concorrono alla formazione del reddito imponibile giacché esenti qualora e nella misura in cui, entro due anni dal loro conseguimento, siano reinvestite in società che svolgono la medesima attività, mediante la sottoscrizione del capitale sociale o l’acquisto di partecipazioni al capitale delle medesime, semprechè si tratti di società costituite da non più di tre anni.


– La medesima disposizione si applica alla cessione degli strumenti finanziari assimilati alle azioni dei contratti di associazione in partecipazione con apporto di capitale, relativi alle medesime società, rispettivamente posseduti e stipulati da almeno tre anni.


– L’importo dell’esenzione non può in ogni caso eccedere il quintuplo del costo sostenuto dalla società le cui partecipazioni sono oggetto di cessione, nei cinque anni anteriori alla cessione, per l’acquisizione o la realizzazione di beni materiali ammortizzabili, diversi dagli immobili, e di beni immateriali ammortizzabili, nonchè per spese di ricerca e sviluppo.


(Art. 3, D.L. n. 112/2008, convertito in Legge n. 133/2008)


 


 


5) Brevi fiscali






 


Lavoro occasionale: Denuncia all’Inail per la vendemmia


Prima dell’inizio della prestazione di lavoro relativa alla vendemmia che l’agricoltore intende retribuire con i voucher, devono essere comunicati all’Inail:


– il luogo di lavoro


– la durata dell’attività lavorativa


– i dati anagrafici del committente e del prestatore


– eventuali variazioni del periodo di lavoro.


L’Inail ha predisposto un apposito modello avvertendo che in caso di acquisto del voucher telematico, disponibile dal 1° agosto sul sito dell’Inps, il committente assolve contestualmente gli obblighi di comunicazione preventiva all’Inail.


 Pertanto, solo le variazioni (cessazione o modifica del periodo di lavoro) dovranno essere comunicate direttamente all’Inail tramite il numero di fax gratuito 800.657.657 ovvero tramite il Contact center Inps/Inail al numero 803164.


In caso, invece, di acquisto del voucher cartaceo, che è disponibile dal 19 agosto, le comunicazioni all’Inail di inizio, variazione, cessazione delle prestazioni vanno effettuate, preventivamente, ai numeri di cui sopra.


(Comunicato INAIL 27/08/2008, in Ipsoa del 28/8/2008)


 


 


– Libro unico del lavoro: In G.U. la circolare del Ministero


Sulla Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la circolare del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali che detta le prime istruzioni operative al personale ispettivo in merito al Libro Unico del Lavoro e all’applicazione degli articoli 39 e 40 del decreto-legge n. 112 del 2008.


(Circolare Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali 21/08/2008, n. 20, G.U. 27/08/2008, n. 200)


 


– UIF fornisce indicazioni in merito al riciclaggio


In base a quanto emerge dalla circolare n. 81 del 16 agosto 2008 emanata dal Comando generale della Guardia di Finanza ai reparti operativi, l’obbligo della segnalazione dell’operazione sospetta spetterebbe anche quando il reato presupposto e  quello di riciclaggio sono commessi dal medesimo soggetto.


Pertanto gli intermediari finanziari, i professionisti e gli altri soggetti chiamati a collaborare dovranno effettuare le segnalazioni all’UIF (Unità d’informazione finanziaria presso Bankitalia) anche nei casi antiriciclaggio, quindi nelle situazioni in cui il reato di cui all’art. 648-bis c.c. è commesso dagli stessi soggetti responsabili e/o concorrenti nella commissione del reato presupposto.


(Luciano De Angelis, in Italia Oggi del 28/08/2008)


 


 


 


 


_________________________


A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


 


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