Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione e la competitività: installazione di cavi in fibra ottica, aliquota IVA ridotta?


         Particolare interesse può destare – agli effetti dell’IVA – la disposizione recata dall’art. 2, comma 5, del DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria” (pubblicato sul S.O. n. 152 alla G.U. n. 147 del 25.06.2008), laddove è previsto che «le infrastrutture destinate all’installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria di cui all’articolo 16, comma 7 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380».


 


         In particolare, dal punto di vista della la portata operativa della cennata disposizione, può porsi la questione se la locuzione “ad ogni effetto” utilizzata nel testo normativo integri le fattispecie previste nel n. 127-quinquies, parte terza della tabella “A” allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 633, per le quali è prevista l’applicazione dell’aliquota ridotta del 10%, tra l’altro, alle “opere di urbanizzazione primaria e secondaria elencate nell’art. 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847, integrato dall’art. 44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.


 


         A questo proposito va ricordato che già l’Amministrazione finanziaria ebbe ad esaminare (1) gli effetti in ordine all’aliquota IVA derivanti dall’art. 3, comma 3, del D. Lgs. n. 198/2002, che aveva anche in quell’occasione assimilato, “ad ogni effetto” – e quindi (si riteneva) anche ai fini tributari dell’IVA – alle opere di urbanizzazione primaria gli interventi relativi all’effettuazione di scavi necessari per l’installazione di infrastrutture di telecomunicazioni.




 


         La risposta dell’Amministrazione finanziaria fu in quel caso negativa (nel senso di disconoscere l’applicabilità dell’aliquota agevolata del 10% e di considerare per converso applicabile l’aliquota ordinaria del 20%) perché essa ebbe a ritenere che la modifica normativa di quel tempo incideva esclusivamente sull’art.16, comma 7, del DPR 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), senza innovare il disposto della legge n. 847/1964 che individua le opere di urbanizzazione primarie e secondarie ammesse al beneficio dell’aliquota agevolata.


 


         In pratica, ad avviso dell’Agenzia delle Entrate, la scelta operata dal legislatore dell’epoca induceva a ritenere che l’assimilazione all’urbanizzazione primaria, al di là della locuzione normativa utilizzata, assumesse valenza solo ai fini delle disposizioni in materia edilizia, lasciando inalterata la prassi consolidata considerare tassativo l’elenco delle opere di urbanizzazione che fruiscono dell’aliquota ridotta come richiamato dal n. 127-quinquies della Tabella A allegata al DPR n.633/1972.


 


         A ben vedere, dunque, anche nel caso oggetto ora di esame il riferimento recato dalla legge è al DPR 380/2001 ed è quindi – in prima ipotesi – anche in questo caso è legittimo ritenere che non vi siano elementi innovativi rispetto a quelli esaminati dall’Amministrazione finanziaria nel 2006 idonei a ritenere che l’Agenzia stessa possa modifica orientamento.


 


         Va poi considerato che i verificatori dell’Amministrazione finanziaria si attengono rigorosamente alle disposizioni interne diramate dagli Uffici centrali e quindi essi – in assenza di esplicite modifiche interpretative – si atterrebbero agli orientamenti già espressi per formulare la contestazione delle violazioni in materia di determinazione dell’IVA da versare all’Erario.


 


         A tale proposito va ricordato che, chi indica, nella documentazione o nei registri, una imposta inferiore a quella dovuta è sanzionato dall’art. 6, comma 1, del D. Lgs. 471/1997 con la sanzione amministrativa compresa fra il 100 e il 200 per cento dell’imposta non correttamente documentata nel corso dell’esercizio.


 


         Laddove nel frattempo non intervengano chiarimenti da parte dell’Amministrazione finanziaria, è perciò consigliabile procedere inizialmente alla fatturazione con aliquota ordinaria e proporre interpello preventivo per ottenere l’assenso a fatturare con aliquota ridotta e solo in tale evenienza procedere all’accredito dell’imposta in eccesso precedentemente addebitata.


 


         Come noto, in base al disposto dell’art. 11 della legge 212/2000 (cosiddetto “Statuto del contribuente”), nonché del D.M. 26 aprile 2001, n. 209 attuativo della cennata disposizione, l’istanza di interpello, redatta in carta libera, è presentata alla Direzione regionale dell’Agenzia delle entrate, competente in relazione al domicilio fiscale del contribuente, mediante consegna o spedizione a mezzo del servizio postale in plico, senza busta, raccomandato con avviso di ricevimento.


  


         La risposta della Direzione regionale dell’Agenzia delle entrate è notificata o comunicata al contribuente in forma scritta, notificata mediante servizio postale a mezzo raccomandata. con avviso di ricevimento, entro centoventi giorni decorrenti dalla data di consegna o di ricezione dell’istanza di interpello.


 


         Qualora essa non pervenga al contribuente entro il citato termine di entro centoventi giorni, si intende che l’Amministrazione concordi con l’interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente.


 


         Resta inteso che, nell’interpello, il proponente dovrà dimostrare che oggetto del contratto è la realizzazione di infrastrutture in fibra ottica ovvero che lo stesso abbia ottenuto mandato per la realizzazione di tale infrastruttura per conto del cliente.


 


         L’oggetto dell’attività sociale del soggetto che propone l’istanza, poi, dovrà prevedere la realizzazione delle infrastrutture di cui trattasi.


 


Giovanni Mocci


12 Agosto 2008








NOTE


(1) Cfr. la Risoluzione Agenzia Entrate. Dir. Centr. Normativa e contenzioso 20-03-2006, n. 41/E “Cavidotti per reti di telecomunicazioni in fibra ottica


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