Novità fiscali del 21 luglio 2008: associazioni senza fini di lucro: individuate quelle escluse da IRES e da adempimenti contabili; acquisto o costruzione in proprio di box o posti auto pertinenziali all’abitazione: quando spetta la detrazione fiscale


 






Indice:


 


1) Associazioni senza fini di lucro: Individuate quelle escluse da IRES e da adempimenti contabili


 


2) Nuova soglia antiriciclaggio per i Commercialisti


 


3) Acquisto o costruzione in proprio di box o posti auto pertinenziali all’abitazione: Quando spetta la detrazione fiscale


 


4) Termini per i ricorsi tributari


 


5) Brevi


 


1) Associazioni senza fini di lucro: Individuate quelle escluse da IRES e da adempimenti contabili


Manifestazioni di interesse storico, artistico e culturale: Esclusione da IRES ed obblighi contabili: Sono state individuate le associazioni senza fini di lucro beneficiarie.


Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha individuato l’elenco delle associazioni senza fini di lucro cui si applicano – per gli anni d’imposta 2007 e 2008 – le norme agevolative di cui all’art. 1, comma 185, della legge Finanziaria 2007.


Individuazione


Per gli anni d’imposta 2007 e 2008, le associazioni senza fine di


lucro a cui si rendono applicabili le disposizioni recate dall’art.


1, comma 185, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, vengono individuate, senza   che ciò ne possa pregiudicare le eventuali ulteriori attività di accertamento, nell’elenco allegato al decreto, di cui ne forma parte integrante.


Le rilevanti norme agevolative di cui all’art. 1, comma 185, della legge Finanziaria 2007


In virtù di tale disposizione, le associazioni culturali, ammesse dal suddetto neo Decreto, le quali operano per la realizzazione o che partecipano a manifestazioni di particolare interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi e alle tradizioni delle comunità locali, sono esenti dall’Imposta sul reddito delle persone giuridiche (IRES).


Inoltre, le persone fisiche, incaricati di gestire le attività istituzionali delle predette associazioni non assumono la qualifica di sostituto di imposta e sono esenti dagli obblighi stabiliti dal DPR 600/1973.


Le prestazioni e le dazioni offerte da persone fisiche in favore di tali soggetti costituiscono, ai fini delle imposte sui redditi, carattere di liberalità.


(D.M. Ministero economia e finanze 03/07/2008, G.U. 17/07/2008, n. 166)


 


 


2) Nuova soglia antiriciclaggio per i Commercialisti


Ai fini della soglia antiriciclaggio, da tenere conto per i commercialisti, è tornata entro il limite massimo di 12.500 euro.


Lo comunicato il Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili ai propri iscritti, con una nota informativa del 16 luglio 2008.


In particolare, tale comunicato ha informato che l’art. 32, cc 1, del D.L. 25 giugno 2008 n. 112 (pubblicato nella G.U. n. 147 del 25 giugno 2008 5.0. n.152) ha apporta alcune modificazioni all’art. 49 del D.Lgs. n 231/2007, provvedimento attuativo della direttiva 2005/60/CE (cd. III Direttiva antiriciclaggio).


In sostanza, è stato ricondotto alla originaria soglia di 12.500 euro il limite massimo individuato dalla normativa antiriciclaggio per l’utilizzo di denaro in contanti.


Infatti, a decorrere dallo scorso 30 aprile, tale limite, per effetto dell’entrata in vigore delle disposizioni di cui al sopraindicato art. 49 del Dlgs. 231/2007, era stato ridotto a 5.000 euro.


La modificazione delle soglie antiriciclaggio individuate dall’art. 49 ha, peraltro, recepito le osservazioni formulate dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti che, a seguito dell’approvazione del decreto, aveva evidenziato come l’abbassamento del limite relativo all’utilizzo di denaro contante configurasse unipotesi di eccesso di delega.


Riguardo la disciplina sulla limitazione dell’uso del contante e dei titoli al portatore (contenuta nell’articolo 1 del D.L. 3 maggio 1991, n. 143) la legge delega aveva, infatti, prescritto esclusivamente di mantenere le disposizioni già vigenti (art. 22, co. 1, lett. f della legge n, 29/2006).


Alla luce di tale indicazione il Consiglio Nazionale aveva, pertanto, osservato che le norme attuative sono dirette esclusivamente a precisare i contenuti dei principi generali e dei criteri direttivi individuati dal legislatore delegante mentre, nel suddetto caso, la modificazione del limite all’utilizzo del denaro contante era stato introdotto in assenza di una espressa indicazione del provvedimento di delega.


La disciplina antiriciclaggio


Peraltro, un recente studio dello stesso Consiglio Nazionale dei Commercialisti sulla disciplina antiriciclaggio ha precisato che:


– I destinatari degli obblighi sono esclusivamente i soggetti individuati dal d.lgs. 231/2007;


– ai fini dell’insorgere degli obblighi di identificazione e registrazione la soglia di 12.500 euro è stata definitivamente superata da quella di 15.000 euro;


– le definizioni di riciclaggio e finanziamento del terrorismo fornite dal d.lgs. 231/2007 sostituiscono tutte quelle esistenti;


– gli obblighi di adeguata verifica della clientela sono immediatamente applicabili, attraverso l’integrazione degli adempimenti già vigenti con quanto previsto dal d.lgs. 231/2007;


– la distinzione formale tra identificazione diretta, indiretta e a distanza viene meno, ma ciò


nonostante sono confermate le misure previste dai provvedimenti attuativi vigenti per l’identificazione della clientela;


– il riferimento agli “intermediari abilitati” contenuto nei vigenti provvedimenti applicativi deve essere riferito esclusivamente alle banche, a Poste Italiane Spa e agli istituti di moneta elettronica;


– il c.d. “approccio basato sul rischio” è immediatamente vigente e non vi è alcun contrasto con le disposizioni contenute nei provvedimenti attuativi in tema di profilo del rischio della clientela;


– ai fini della segnalazione delle operazioni sospette, continuano a trovare applicazione gli indicatori di anomalia attualmente vigenti.


(Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, nota informativa del 16/07/2008)


 


 


3) Acquisto o costruzione in proprio di box o posti auto pertinenziali all’abitazione: Quando spetta la detrazione fiscale


Rientra tra le agevolazioni fiscali, prorogate per gli anni 2008, 2009 e 2010 anche quella per l’acquisto di box o posti auto, anche a proprietà comune, pertinenziali ad una abitazione.


Tuttavia, la detrazione IRPEF non opera sul costo di acquisto, ma su quello di costruzione che deve essere attestato dal costruttore-venditore.


Pertanto, ai fini della detrazione non bisogna fare riferimento all’importo del bonifico relativo al costo di acquisto, ma a quello di costruzione dichiarato dal costruttore.


Per tale motivo, sono esclusi dal beneficio gli acquisti da privati o da imprese che non siano identificabili nella figura del costruttore stesso.


E’ stato chiarito, con risoluzione n. 39/E/2006, che l’acquisto o la costruzione di un box pertinenziale alla “prima casa” è assoggettabile all’Iva del 4%.


A tal fine, la nozione di “prima casa” è diversa da quella di “abitazione principale”, anche se spesso tali nozioni vengono utilizzate erroneamente l’una al posto dell’altra.


Infatti la prima abitazione che si acquista non è necessariamente la dimora principale, ben potendo essere quest’ultima un’altra abitazione acquistata successivamente a quella. Pertanto, non si può pretendere o riconoscere l’applicazione dell’Iva al 4% all’acquisto di un box pertinenziale ad una abitazione principale che non sia anche prima casa.


Il vincolo pertinenziale deve risultare dall’atto di acquisto o di assegnazione (nel caso di cooperative) o da un preliminare di acquisto debitamente registrato (circolare n. 55/E/2001, punto 1.5.4.).


La Risoluzione n. 38/E dell’8 febbraio 2008 ha precisato che nessun beneficio può essere riconosciuto a chi acquista box o posti auto pertinenziali all’abitazione, se la spesa viene sostenuta prima dell’atto di acquisto o in assenza di un contratto preliminare di vendita regolarmente registrato.


La Risoluzione n. 282/E del 7 luglio 2008 ha chiarito che nel caso di assegnazione da parte di cooperative edilizie, ai fini della fruizione delle detrazioni, non è necessario l’atto di vendita ne il preliminare di vendita, dal momento che il vincolo pertinenziale tra box e abitazione è dimostrato dall’accoglimento della richiesta di assegnazione da parte del Consiglio di amministrazione della cooperativa e trascritta nei libri sociali della cooperativa che, ai sensi dell’articolo 2421 del Codice civile sono obbligatori.


Pertanto, in tale ipotesi, il contribuente può usufruire delle detrazioni sugli acconti versati a seguito del solo atto di assegnazione.


Alle stesse condizioni è possibile usufruire delle detrazioni per la costruzione in proprio di un box o posto auto pertinenziale. In tali casi il vincolo pertinenziale deve risultare dalla concessione edilizia (circolare n. 24/E/2004, punto 1.2).


La circolare n. 15/2005, al punto 7, ha chiarito che, nel caso di costruzione in proprio di un box o di un posto auto pertinenziale all’abitazione di proprietà del coniuge fiscalmente a carico, le detrazioni possono essere usufruite anche dal coniuge non proprietario, sempre che questi risulti convivente in quella abitazione al momento di inizio dei lavori di costruzione.


Infine, gli adempimenti necessari alla fruizione del beneficio sono gli stessi previsti per le ristrutturazioni, tranne che per l’invio della comunicazione di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara che può avvenire dopo l’inizio dei lavori, purché entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui si utilizza la detrazione.


(Agenzia delle Entrate, Direzione Regionale della Sicilia, guida, alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, aggiornata a luglio 2008)


 


 


4) Termini per i ricorsi tributari


Nel processo tributario, il termine di trenta giorni dalla proposizione del ricorso, previsto a pena di inammissibilità, decorre, nel caso di notifica a mezzo di posta, dalla data di ricezione e non da quella di spedizione.


La Corte di Cassazione ha esaminato il caso del termine previsto dalla proposizione del ricorso, per la costituzione in giudizio del ricorrente (o dell’appellante), nel processo tributario.


La Commissione tributaria del Lazio aveva accolto l’appello proposto da un ufficio finanziario avverso la sentenza di primo grado, che a sua volta, aveva accolto le doglianze formulate da una società ricorrente contro un avviso di rettifica IVA.


Nella sentenza di appello, i giudici hanno considerato come tempestivo il ricorso proposto dall’Ufficio riguardo al termine lungo per impugnare.


La società ha, quindi, proposto ricorso per cassazione, deducendo la mancata pronuncia per intempestività della proposizione dell’appello e della costituzione dell’appellante.


A parere del contribuente ricorrente la notifica dell’atto di appello, sarebbe stata effettuata il giorno della spedizione, mediante mezzo postale.


Pertanto, è emerso che i termini per il ricorso devono garantire il diritto di difesa.


(Corte di Cassazione, sez. trib. 15 maggio 2008 n. 12185, in Rivista della Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze Luglio 2008)


 


 


 


 
















5) Brevi


Assegno per il nucleo familiare: Importi in vigore dal 1° luglio 2008


L’Inps ha pubblicato le tabelle con gli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali dell’assegno per il nucleo familiare con i nuovi livelli di reddito per il periodo 1° luglio 2008 – 30 giugno 2009.


(Circolare INPS 17/07/2008, n. 75)


Nasce un Osservatorio permanente Commercialisti – Unioncamere


Roma, 18 luglio 2008 – Definire proposte per alleggerire il carico amministrativo per le imprese e per i professionisti economici. Elaborando soluzioni normative e regolamentari semplificate delle procedure esistenti e miglioramenti da apportare ai programmi informatici utilizzati dagli intermediari. Nasce con queste finalità l’Osservatorio operativo permanente costituito oggi a Roma dal Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec) e dalle Camere di Commercio d’Italia (Unioncamere).


L’Osservatorio contribuirà a uniformare e snellire le prassi metodologiche attuate dalle camere di commercio per la formazione e la trasmissione delle pratiche e lavorerà all’adeguamento degli attuali e futuri standard operativi di trasmissione. Altri temi all’attenzione dell’Osservatorio saranno l’analisi e l’applicazione dei sistemi tecnologici di autenticazione, sottoscrizione e accertamento dell’identità dei professionisti e la possibilità di implementare le specifiche funzioni del registro delle imprese e del mondo camerale nei rapporti con la professione economico giuridica.


Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, comunicato stampa del 18/07/2008)


Benefici prima casa: Spettano anche in caso di trasferimento della residenza successivo all’acquisto dell’immobile


I benefici fiscali per l’acquisto della prima casa sono riconosciuti anche a coloro che, pur avendone precedentemente fatto formale richiesta, ottengano il trasferimento della residenza nel Comune in cui è situato l’immobile in un momento successivo alla stipula dell’atto di acquisto dello stesso.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 11/06/2008, n. 15412, in Ipsoa Editore del 18/07/2008)


Società emittenti: Situazioni di incompatibilità dei componenti degli organi di controllo


L’art. 148, comma 3, D.Lgs. n. 58/1998 prevede – quale causa di incompatibilità per la nomina a componente dell’organo di controllo di un emittente – la sussistenza con vari soggetti di rapporti di lavoro autonomo o subordinato ovvero “di altri rapporti di natura patrimoniale o professionale che ne compromettano l’indipendenza”. Al riguardo, la CONSOB indica gli elementi utili per comprendere quali relazioni possano rientrare tra gli “altri rapporti di natura professionale” e fornisce indicazioni circa gli elementi da considerare per valutare se tali rapporti siano idonei a compromettere l’indipendenza dei componenti dell’organo di controllo.


(Comunicazione CONSOB 17/07/2008, n. DEM/DCL/DSG/8067632, in Ipsoa Editore del 18/07/2008)


Iscrizione ipotecaria: Necessaria la preventiva notifica dell’avviso di intimazione al pagamento


È invalida l’iscrizione ipotecaria effettuata su un immobile nel caso in cui questa non sia preceduta dalla notifica di un avviso che contenga lintimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo.


(Commissione tributaria provinciale Milano, Sentenza, Sez. XII, 10/06/2008, n. 100, in Ipsoa Editore del 18/07/2008)


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 


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