Novità fiscali del 16 luglio 2008: Unico 2008: possibile riallineare valori fiscali a quelli di bilancio; condominio: detrazione spese di ristrutturazione edilizia; riqualificazione energetica per i rivenditori di beni immobili


 







Indice:


 


1) Condominio: Detrazione spese di ristrutturazione edilizia


 


2) Biodiesel agevolato: Assegnazione per l’anno 2008 – istruzioni per la presentazione delle domande di partecipazione


 


3) Previdenza complementare – Fondi gestiti dall’INPS: Non è possibile la tassazione delle prestazioni previdenziali su base imponibile ridotta


 


4) Banca D’Italia: Tassazione delle prestazioni previdenziali su base imponibile ridotta all’87,50%


 


5) Riqualificazione energetica: Per i rivenditori di beni immobili, niente detrazione del 55%


 


6) Brevi: In Unico 2008 possibile riallineare valori fiscali a quelli di bilancio


 


 


1) Condominio: Detrazione spese di ristrutturazione edilizia


La detrazione, ai fini IRPEF, sulle spese di ristrutturazione edilizia spetta anche se il pagamento dei lavori di ristrutturazione è stato disposto dal giudice.


Non rileva la circostanza che l’importo dovuto da un condominio alla ditta che ha eseguito il ripristino della facciata di un immobile sia stato corrisposto soltanto dopo la decisione del tribunale.


Inoltre, la carenza degli elementi richiesti (non è stato indicato il codice fiscale o la partita IVA dei due soggetti) per la compilazione del bonifico è risultata superata dal fatto che il condominio ha eseguito il pagamento in base a quanto disposto del giudice e che la somma corrisposta è stata versata a saldo delle fatture emesse dalla ditta esecutrice dei lavori.


Il fatto


Un amministratore di condominio ha chiesto di sapere se, per il restauro della facciata condominiale, possa usufruire della detrazione, ai fini IRPEF, sulle spese di ristrutturazione edilizia, sebbene non abbia eseguito tutti gli adempimenti richiesti dal Decreto Interministeriale n. 41/1998.


Peraltro, dopo la corresponsione di una prima parte delle spese per il restauro della facciata condominiale, i pagamenti sono stati sospesi a seguito delle lamentele dei condomini, che consideravano i lavori non eseguiti a regola d’arte da parte dell’impresa.


A questo punto, il condominio è stato chiamato in giudizio dalla ditta esecutrice e, con sentenza del Tribunale, condannato al pagamento di quanto dovuto.


Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate


Il citato Decreto ha stabilito quali siano gli adempimenti necessari per potere usufruire dei benefici previsti dall’art. 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, in materia di detrazioni per le spese di ristrutturazione del patrimonio edilizio.


In particolare, i contribuenti che intendono avvalersi della detrazione IRPEF, per un importo pari al 36% delle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico, fino ad un tetto massimo di euro 48.000, devono:


– Trasmettere al Centro operativo di Pescara, prima dell’inizio dei lavori e mediante raccomandata, comunicazione redatta su apposito modulo con indicazione della data in cui avranno inizio i lavori;


– comunicare preventivamente all’ASL territorialmente competente la data di inizio lavori;


– conservare le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese sostenute per la realizzazione degli interventi di recupero;


– provvedere al pagamento mediante bonifico, dal quale risultino la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.


Nel caso di specie, l’amministratore del condominio ha allegato all’istanza di interpello:


– la comunicazione di inizio lavori;


– la fattura emessa dalla ditta BETA, che ha eseguito i lavori deliberati dall’assemblea del condominio ALFA. In fattura, nello spazio riservato alla descrizione della prestazione, è riportata la causale “Seconda rata acconto su estinzione debito secondo la sentenza del Tribunale;


– l’attestazione dell’avvenuto bonifico operato dal condominio, con causale “II rata – acconto su estinzione debito secondo la sentenza del Tribunale”, senza però l’indicazione del codice fiscale o della partita IVA dei due soggetti.


Nel caso di specie, fatta salva l’assimilazione del bonifico bancario a quello postale (circolare n. 24 del 10 giugno 2004), l’incompletezza dei dati esposti nel bonifico è stata colmata dalla coincidenza degli elementi posti a base dello stesso e, quindi, non sono venute meno le necessarie garanzie circa l’effettuazione del pagamento stesso, né è stata pregiudicata l’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate.


Dall’analisi dei documenti prodotti, infatti, è stata rilevata la coincidenza tra il soggetto ordinante il bonifico bancario ed il soggetto destinatario della fattura, nonché tra la ditta a favore della quale è stato emesso il bonifico bancario e quella che ha emesso la fattura.


Inoltre, in considerazione di quanto statuito in sentenza dal Tribunale, è stata riscontrata la sussistenza del nesso di causalità tra il versamento effettuato, l’emissione della fattura e l’esecuzione dei lavori.


E’, infatti, irrilevante che l’importo sia stato corrisposto soltanto al termine di una controversia giudiziaria giacché, comunque, si riferisce a lavori di ristrutturazione, di per sé agevolabili; la somma sulla quale è possibile calcolare la detrazione é quella corrisposta all’impresa appaltatrice per i lavori eseguiti, al netto degli oneri giudiziari, degli onorari legali e di qualsiasi altra spesa non pertinente.


Pertanto, nel caso di specie, la carenza degli elementi richiesti per la compilazione del bonifico può considerarsi superata dal fatto che il condominio ha eseguito il pagamento in ossequio al disposto del giudice e che la somma corrisposta è stata versata a saldo delle fatture emesse dalla ditta esecutrice dei lavori.


In conclusione, quindi,  compete al contribuente la possibilità di portare in detrazione le spese sostenute per il restauro della facciata condominiale, fermo restando, però, il rispetto di tutte le altre prescrizioni contenute nel regolamento di attuazione di cui al D.M. n. 41/98.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 15/07/2008, n. 300)


 


 


2) Biodiesel agevolato: Assegnazione per l’anno 2008 – istruzioni per la presentazione delle domande di partecipazione


Disponibile, dal 15/07/2008, sul sito del Ministero Economia e Finanze il Provvedimento dell’Agenzia delle Dogane, concernente il biodiesel agevolato di cui al programma pluriennale 2007-2010.


In particolare, si dispone l’assegnazione, per l’anno 2008, ai sensi dell’art. 22-bis, comma 1, del D.l.vo 504/95, di 180.000 tonnellate di prodotto: Istruzioni per la presentazione delle domande di partecipazione.


Le Società produttrici di biodiesel che intendono partecipare alla procedura di divisione devono far pervenire apposita istanza, entro 30 giorni, alla Direzione centrale dell’Agenzia delle Dogane e all’Ufficio dell’Agenzia delle Dogane territorialmente competente sul proprio impianto di produzione o, per produttori comunitari, sul proprio cancello di ingresso.


La domanda deve prevedere tutte le indicazioni elencate dall’art. 3, comma 1 del D.M. n. 256 del 25 luglio 2003, tuttora valido in giacché applicabile, nonché gli indicati allegati.


In particolare, per quanto concerne le informazioni, le Società devono dichiarare i quantitativi di biodiesel, appartenenti alle assegnazioni dell’anno 2007 effettuate, in via definitiva, con determinazioni dell’Area centrale prot.n.3785 del 30 agosto 2007, prot. n. 3931 del 13 settembre 2007 e prot. n. 484 del 25 febbraio 2008, destinati all’immissione in consumo nel periodo 1 gennaio 2007 – 30 giugno 2008, suddivisi per ogni mese.


I dati richiesti dovranno essere forniti con l’indicazione dei quantitativi di biodiesel destinati all’immissione in consumo per proprio conto e, separatamente, dei quantitativi di biodiesel destinati all’immissione in consumo per conto terzi a seguito di eventuali contratti di lavorazione stipulati per il periodo in considerazione (1 gennaio 2007 – 30 giugno 2007) tra le ditte assegnatarie, sia comunitarie che nazionali, ai sensi dell’art. 4, comma 5 del D.M. 256/03.


Tale dichiarazione dovrà essere confermata dall’Ufficio dell’Agenzia delle Dogane territorialmente competente che informerà tempestivamente l’Area centrale e, comunque, entro e non oltre il quindicesimo giorno successivo alla data di ricevimento dell’istanza di partecipazione da parte della Società.


Per gli impianti comunitari, dovrà essere allegato all’istanza di partecipazione, un documento rilasciato dalla competente autorità di controllo, attestante che lo stabilimento interessato sia effettivamente in esercizio.


Alla domanda dovrà essere, infine, allegata la copia conforme all’originale di una dichiarazione, resa dal legale rappresentante della Società, presso l’Ufficio doganale territorialmente competente sull’impianto di produzione, di non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti che sono individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea.


(Agenzia delle Dogane, Provvedimento del 14/07/2008, Protocollo 17445/ACVCT/V)


 


 


3) Previdenza complementare – Fondi gestiti dall’INPS: Non è possibile la tassazione delle prestazioni previdenziali su base imponibile ridotta


L’INPS eroga agli iscritti, in un’unica soluzione, sia la pensione a carico dell’AGO sia la quota a carico dei fondi.


Le due componenti costituiscono, quindi, un’unica pensione complessiva.


Le prestazioni pensionistiche erogate da tali fondi non possano fruire del regime della tassazione nella misura dell’87,50%, giacché non si possono considerare quali “prestazioni comunque erogate in forma di trattamento periodico ai sensi del D.lgs. 21/04/1993, n. 124” a cui faceva riferimento l’art. 48-bis, comma 1, lett. b), del Tuir.


Ciò poiché:


– dall’istruttoria effettuata presso la COVIP è emerso che detti fondi gestiti dall’INPS non risultano iscritti presso l’albo della stessa Commissione e non sono soggetti alla vigilanza della stessa (condizioni previste, come sopra ricordato, dal D.lgs. n. 124/1993 per l’esercizio dell’attività dei fondi pensione);


– il meccanismo di funzionamento dei fondi svolge solo una funzione di riequilibrio delle posizioni previdenziali obbligatorie, in quanto mira a garantire che la pensione obbligatoria mantenga la stessa, più favorevole, misura prevista quando la gestione obbligatoria era affidata alle Casse interne di previdenza.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 15/07/2008, n. 301)


 


 


4) Banca D’Italia – D.lgs. 21 aprile 1993, n. 124 – Previdenza complementare – Tassazione delle prestazioni previdenziali su base imponibile ridotta all’87,50%


Il trattamento pensionistico integrativo erogato dalla Banca d’Italia come componente del TQP (trattamento di quiescenza), si inquadra nel settore della previdenza complementare come delimitato dal D.lgs. n. 124/1993 ed è, quindi, soggetto alla prevista disciplina.


Pertanto, limitatamente agli importi maturati fino al 31 dicembre 2000, le prestazioni integrative, relative al TQP, corrisposte dalla Banca d’Italia, giacchè relative ad un forma di previdenza complementare, possano beneficiare della tassazione agevolata su una base imponibile ridotta all’87,50%.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 15/07/2008, n. 302)


 


 


5) Riqualificazione energetica: Per i rivenditori di beni immobili, niente detrazione del 55%


L’agevolazione fiscale per le spese relative alla riqualificazione energetica riguarda i fabbricati appartenenti a qualsiasi categoria catastale (anche rurale), compresi, quindi, quelli strumentali.


Per quanto concerne la possibilità che si possa usufruire di tale agevolazione per interventi su immobili, va osservato che sono considerati immobili merce quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa.


Per la società esercente l’attività di costruzione, ristrutturazione edilizia e vendita, gli immobili merce rappresentano l’oggetto dell’attività esercitata e non cespiti strumentali.


Per tale motivo, le spese relative alla esecuzione degli interventi su tali immobili “merce” non possono beneficiare della detrazione IRPEF del 55%.


La normativa in materia di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio è, infatti, finalizzata a promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti attraverso un beneficio che un’interpretazione sistematica consente di riferire esclusivamente agli utilizzatori degli immobili oggetto degli interventi e non anche ai soggetti che ne fanno commercio.


L’agevolazione non può, quindi, riguardare vicende che, riguardando esclusivamente determinati operatori economici (imprese del settore edilizio) in relazione ai beni oggetto dell’attività esercitata, comportano, a favore di questi soggetti, ulteriori specifici vantaggi non rispondenti allo scopo.


Nel ricostruire la volontà del legislatore appare significativo avere riguardo alla disciplina in materia di detrazione (attualmente) del 36% per le spese di recupero del patrimonio edilizio, di cui alla legge 27 dicembre 1997, n. 449 che, mediante una specifica disposizione (art. 9 della legge 28 dicembre 2001, n. 448), è stata estesa agli interventi eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione di immobili che provvedano alla successiva alienazione dell’immobile ristrutturato; in questo caso peraltro la detrazione spetta secondo specifiche modalità all’acquirente dell’immobile.


La mancanza di analoga disposizione, in materia di detrazione per gli interventi di recupero energetico, è un altro elemento che, valutato in combinazione con le risultanze della relazione tecnica di stima delle spese sostenibili per la norma agevolativa in esame, induce a ritenere che l’agevolazione del 55%, nel silenzio della legge, non sia estensibile anche agli interventi sui beni merce nel senso ritenuto dal contribuente.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 15/07/2008, n. 303)


 


 


 














6) Brevi


L’associato paga l’IRAP anche per la seconda attività


Con la sentenza n. 19138 del 10 luglio 2008, relativa all’IRAP per gli studi associati, la Cassazione ha stabilito che il professionista che fa parte di uno studio associato, sebbene svolga anche una distinta e separata attività professionale e anche se di fatto non ha collaboratori è tenuto al pagamento dell’IRAP.


Gli viene consentito di non pagare l’IRAP soltanto se riesce a dimostrare di non usufruire dei benefici organizzativi recati proprio dalla sua adesione all’associazione.


Sistema fieristico italiano – Internazionalizzazione: domande entro il 31 luglio 2008


È stata firmata la circolare 2008 applicativa dell’Accordo di settore per l’internazionalizzazione del sistema fieristico italiano.


Tale circolare definisce le modalità di presentazione di idee progettuali, da realizzare nell’anno 2009, a valere sui fondi 2008 del Piano promozionale ICE – Istituto Commercio Estero, per un importo pari a 2.000.000 euro.


Il termine per la presentazione delle proposte di progetto è il 31 luglio 2008.


(Circolare Ministero sviluppo economico 01/07/2008, n. prot. 20080105244, G.U. 14/07/2008, n. 163)


TFR e crediti di lavoro – Aggiornati a giugno 2008


A seguito del comunicato Istat del 15 luglio 2008, che ha stabilito in 134,8 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) (senza tabacchi) con una variazione di più 0,4% rispetto al mese di maggio 2008, sono stati rielaborati i coefficienti validi per il mese di giugno 2008 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro.


(Comunicato stampa ISTAT 15/07/2008)


In Unico 2008 possibile riallineare valori fiscali a quelli di bilancio


I contribuenti interessati a riallineare i valori fiscali ai maggiori valori di bilancio iscritti in occasione di operazioni straordinarie effettuate entro il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007, come previsto dalla Finanziaria 2008, possono esercitare l’opzione compilando la sezione VI del quadro RQ di Unico 2008.


L’Agenzia delle Entrate precisa, comunque, che resta fermo l’obbligo di effettuare il versamento dell’imposta sostitutiva nei termini che verranno fissati con il decreto di natura non regolamentare previsto dal comma 47 dell’articolo 1 della Finanziaria 2008.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 15/07/2008)


 


 


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 A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


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