Novità fiscali del 15 luglio 2008: il contribuente ha sempre diritto a scomputare la ritenuta d’acconto operata dal sostituto d’imposta anche se manca la relativa certificazione; ravvedimento operoso: il termine finale entro cui regolarizzare la violazione; fallimento in estensione: adempimenti fiscali del curatore; società non operative; risparmio energetico: ulteriori chiarimenti; unico 2008


 






Indice:


 


1) Quadro EC – Riallineamento dei valori civili e fiscali: Come versare l’imposta sostitutiva


 


2) Presentazione istanza del credito di imposta per nuove assunzioni nelle aree svantaggiate


 


3) Il contribuente ha sempre diritto a scomputare la ritenuta d’acconto operata dal sostituto d’imposta anche se manca la relativa certificazione


 


4) Ravvedimento operoso: Individuato il termine finale entro cui il contribuente deve procedere alla regolarizzazione della violazione


 


5) Fallimento in estensione: Adempimenti fiscali del curatore fallimentare


 


6) Scioglimento agevolato delle società non operative


 


7) Risparmio energetico: Ulteriori chiarimenti


 


 


1) Quadro EC – Riallineamento dei valori civili e fiscali: Come versare l’imposta sostitutiva


L’imposta sostitutiva sull’affrancamento del quadro EC di Unico può essere versata entro il 16/07/2008 (domani) con la maggiorazione dello 0,40%.


In assenza di affrancamento i recuperi delle deduzioni extracontabili seguono strade differenti per Ires e Irap.


Per le imprese l‘Agenzia delle Entrate ha, infatti, chiarito la fase del riallineamento dei valori civili e fiscali.


L’Agenzia delle Entrate con la circolare 50/E del 11/07/2008 ha, quindi, fornito le istruzioni per attuare le norme della Finanziaria 2008 che hanno soppresso, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2007 le cd. deduzioni extracontabili di ammortamenti, accantonamenti ed altri componenti negative del reddito.


Il riassorbimento delle eccedenze dedotte nei precedenti esercizi, fino al completo riallineamento dei valori residui civili e fiscali, può essere effettuato dai contribuenti optando per l’applicazione di una imposta sostitutiva ad aliquote progressive.


Le aliquote previste sono fissate in misura pari al 12% sulla parte delle differenze di valore complessivamente ricomprese nel limite di 5 milioni di euro, al 14% sulla parte che eccede 5 milioni e fino a 10 milioni di euro e al 16% sulla parte superiore a 10 milioni di euro.


Chi effettua l’opzione in più periodi d’imposta deve poi mantenere la progressività delle aliquote tenendo conto di quanto assoggettato a imposta sostitutiva nei periodi precedenti.


Modalità di versamento


L’imposta sostitutiva va versata obbligatoriamente in tre rate annuali.


A tal fine, il versamento rateale relativo alla prima opzione non viene influenzato dall’esercizio di opzioni in anni successivi, giacché ogni opzione/rateazione é autonoma rispetto alle altre.


Ciascuna delle tre rate previste per il pagamento dell’imposta sostitutiva può essere versata con la maggiorazione dello 0,40% entro trenta giorni dalla scadenza del versamento a saldo dovuto con riferimento alla relativa dichiarazione dei redditi.


Altresì, le tre rate obbligatorie non possono essere ulteriormente rateizzate.


L’avvenuta cessione dei beni materiali sui quali è state effettuato il riallineamento di valore nei quattro periodi di imposta successivi obbligherà alla rideterminazione dell’imposta sostitutiva complessivamente dovuta in modo tale da correlare quanto pagato con quanto può essere scomputato dall’imposte ordinariamente dovuta sulla cessione del bene.


In merito all‘Irap le eccedenze dedotte extracontabilmente fino al periodo d’imposta in corso al 31/12/2007, si considerano complessivamente affrancate e riconosciute ai  fini di tale imposta già  a partire dal 1/1/2008, dato che la base imponibile dell’Irap si ricava, a decorrere dal 2008, direttamente dal bilancio.


Lo svincolo delle riserve invece avviene in corrispondenza del recupero a tassazione per quote.


Il sistema in vigore fino al 2007


Con l’introduzione della riforma Ires, era stato previsto nell’art. 109 del Tuir un meccanismo in base al quale potevano essere dedotti ai fai fiscali componenti negativi quali, per esempio, gli ammortaménti non allocati nel conto economico dell’esercizio.


In sostanza, si consentiva al contribuente di sfruttare appieno alcune disposizioni di natura tributaria partendo da un risultato di bilancio differente.


Con la legge finanziaria per 2008, tale meccanismo è stato completamente eliminato, cosicché, a partire dal 2008, vige nella più parte dei casi il principio di derivazione dal risultato civilistico ai fini della determinazione del risultato fiscale.


Peraltro, il legislatore ha anche previsto un meccanismo “ponte” in base al quale il contribuente che effettua deduzioni extra contabili sino al 2007 compilando necessariamente il quadro EC può scegliere di “chiudere” queste differenze con il pagamento di una imposta sostitutiva a scaglioni in base all’ammontare delle differenze esistenti.


In tal modo, si ottiene la ricostruzione di un valore fiscale del bene già dedotto.


Il meccanismi del riallineamento


Naturalmente, il pagamento dell’imposta sostitutiva costituisce una facoltà per il contribuente, il quale, in alternativa, può attendere il riassorbimento naturale delle quote del periodo di imposta.


Una volta effettuato il riallineamento, laddove i beni materiali ed immateriali vengano ceduti in data anteriore all’inizio del quarto periodo di imposte successivo a quello dell’opzione, il costo fiscale dei beni va rideterminato giacché deve essere ridotto delle differenze di valore assoggettate a imposta sostitutiva e dell’eventuale ammortamento dedotto.


Su tale aspetto, vale a dire sulle conseguenze della cessione del bene oggetto di riallineamento nel quadriennio, la circolare dell’Agenzia delle Entrate si è particolarmente soffermata poiché, in base a quanto previsto nel decreto, l’imposta sostitutiva versata deve essere scomputata dall’imposta ordinariamente dovuta.


 


 


2) Presentazione istanza del credito di imposta per nuove assunzioni nelle aree svantaggiate


A partire dalle ore 10.00 del 15/7/2008 (oggi) é possibile inviare i file contenenti le istanze per l’attribuzione del credito di imposta per nuove assunzioni nelle aree svantaggiate (mod. IAL).


Gli invii effettuati prima dei termini temporali indicati saranno scartati all’atto della trasmissione con il messaggio “Il file è stato rifiutato in quanto in formato diverso da quello previsto per la trasmissione”; la data e l’ora dell’invio sono desumibili dai primi 12 caratteri del protocollo telematico secondo il formato AAMMGG per la data e HHMMSS per l’ora.


Il software di compilazione di tali documenti, é disponibile nella sezione software del sito “www.agenziaentrate.gov.it” e può essere utilizzato sia da chi intende trasmettere direttamente la propria istanza di attribuzione del credito, sia dagli intermediari che trasmettono l’istanza per conto di altri.


Nella sezione “Software” è disponibile, inoltre, per l’ambiente Windows e per l’ambiente MAC, la versione dell’applicazione (Entratel/File Internet) che consente la gestione di tali documenti.


(Servizio Entratel, nota del 11/07/2008)


 


 


3) Il contribuente ha sempre diritto a scomputare la ritenuta d’acconto operata dal sostituto d’imposta anche se manca la relativa certificazione


E’ quanto ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale della Puglia, che si è così espressa in totale disaccordo con il recente orientamento della Corte di Cassazione-


Con la sentenza n. 48/2008, la Commissione Tributaria Regionale Puglia ha stabilito che nel caso in cui il sostituto d’imposta non rilasci la certificazione attestante le ritenute operate a titolo di acconto, il contribuente potrà, qualora dimostri con idonea documentazione (copia delle parcelle e delle relative rimesse bancarie) di aver ricevuto il compenso spettante al netto della ritenuta fiscale, scomputare tali somme dall’imposta dovuta.


La CTR, nell’accogliere il ricorso del contribuente, si è pronunciata, a tutela del diritto del contribuente a non essere assoggettato ad un doppio prelievo fiscale sullo stesso compenso, nel caso in cui il committente si sia reso inadempiente del versamento della ritenuta nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.


(Commissione Tributaria Regionale della Puglia, sentenza n. 48/2008, in “Seac” del 14/07/2008)


 


 


4) Ravvedimento operoso: Individuato il termine finale entro cui il contribuente deve procedere alla regolarizzazione della violazione


Il momento (termine iniziale) dal quale decorrono i termini per effettuare la procedura del ravvedimento operoso coincide necessariamente con quello in cui l’obbligo non può più legittimamente essere adempiuto.


Riguardo, invece, all’individuazione del termine finale entro cui il contribuente deve procedere alla regolarizzazione della violazione, se il periodo viene espresso in anni, mesi o giorni, esso è compiuto allo scadere dell’anno, del mese, del giorno senza tenere conto se il mese sia di 28 o 31 giorni o se l’anno sia bisestile (in tale senso si è più volte espressa la Suprema Corte, sentenze 3 giugno 2003, n. 8850; 15 marzo 2001, n. 3773; 8 gennaio 2001, n. 200, 7 luglio 2000, n. 9068).


Ne consegue che se il termine originario per il versamento è scaduto, ad esempio, il 1° gennaio 2008, il termine annuale per il ravvedimento scadrà il 1° gennaio 2009, a prescindere dalla circostanza che il 2008 sia bisestile e sia, dunque, composto di 366 giorni.


Calcolo degli interessi moratori dovuti per ritardo nel versamento del tributo


Ai fini del calcolo degli interessi moratori dovuti per ritardo nel versamento del tributo, o della differenza (da calcolare al tasso legale fissato, con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 12 dicembre 2007, al 3 per cento in ragione d’anno), si applica la formula dell’interesse semplice al capitale (pari all’importo del tributo), per i giorni del calendario civile che decorrono dalla scadenza del termine previsto per l’adempimento al giorno in cui si effettua il versamento, secondo la seguente formula:






I = C x R x N/365


dove C è il capitale (nel caso di specie, l’imposta da versare), R è il saggio d’interesse legale, N è il numero di giorni di ritardo e 365 è il numero di giorni di cui è composto l’anno civile.


A tale fine, è necessario che al denominatore sia sempre indicato il numero di giorni che compone l’anno civile (365), anche quando l’anno nel corso del quale gli interessi sono maturati sia composto di 366 giorni (anno bisestile).


Peraltro, al numeratore deve essere sempre indicato il numero effettivo di giorni di ritardo nel versamento, dal momento che gli interessi moratori sono dovuti fino al momento del versamento del tributo o parte del tributo dovuto e che gli stessi maturano “giorno per giorno”.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 14/07/2008, n. 296)


 


 


5) Fallimento in estensione: Adempimenti fiscali del curatore fallimentare


Il curatore del fallimento in estensione, al momento del pagamento dei compensi al consulente del fallimento (lavoratore autonomo), deve:


– Effettuare la ritenuta d’acconto del 20% prevista dall’art. 25 del DPR n. 600/1973;


– versarla;


– rilasciare la relativa certificazione allo stesso consulente;


– compilare la dichiarazione annuale prevista per i sostituti d’imposta, indicando i dati relativi all’effettuazione della predetta ritenuta.


In particolare, riguardo la compilazione della dichiarazione annuale prevista per i sostituti d’imposta, considerata la peculiarità del caso di specie, il curatore fallimentare deve indicare il codice fiscale del socio fallito in estensione nel quadro “dati relativi al sostituto”, nonché il codice attività della società da cui deriva il fallimento “individuale” del socio fallito in estensione, in luogo del codice attività del socio stesso.


Fallimento in estensione


La normativa fallimentare sancisce la fallibilità in estensione del socio illimitatamente responsabile, nonché del socio occulto, nel caso in cui venga dichiarato il fallimento di società in nome collettivo (capo III, del titolo V del libro quinto del codice civile), società in accomandita semplice (capo IV) e società in accomandita per azioni (capo VI).


Il fallimento in estensione di cui all’art. 147 della legge fallimentare riveste “natura eccezionale”, giacché prevede il fallimento dei soci – anche se sprovvisti della qualifica di imprenditori commerciali – che appartengono alle citate tipologie societarie (Tribunale di Roma, sez. fall., provvedimento dell’8 novembre 2006), in deroga alla regola generale posta dall’art. 2221 del codice civile e dall’art. 1 della legge fallimentare.


Adempimenti fiscali del curatore fallimentare


In merito alle norme previste in materia di sostituzione d’imposta, non sono previste esclusioni dall’obbligo per il curatore fallimentare di operare la ritenuta d’acconto, all’atto dell’erogazione di somme  costituenti, per il percipiente, redditi di lavoro autonomo, sebbene il socio fallito non rivesta la qualità di imprenditore.


Difatti, il curatore fallimentare, a seguito dell’espressa inclusione nel novero dei sostituti d’imposta (intervenuta ad opera dell’art. 37, comma 1 del D.L. n. 223/2006), assume in ogni caso la qualità di sostituto d’imposta e deve ottemperare a tutti gli obblighi fiscali connessi, a prescindere da ogni ulteriore considerazione e da ogni connessione con il soggetto fallito.


La qualità di sostituto d’imposta del curatore fallimentare quindi scaturisce da un “autonomo” obbligo posto dalla citata norma, e non viene ritenuta “derivata” dalla qualità di sostituto d’imposta ordinariamente rivestita dal debitore fallito.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 14/07/2008, n. 297)


 


 


6) Scioglimento agevolato delle società non operative


Per l’assegnazione dell’immobile abitativo, il contribuente può determinare il reddito della  procedura di scioglimento agevolato tramite differenza tra il valore normale dell’immobile abitativo determinato su base catastale e il costo fiscalmente riconosciuto.


Non occorre che venga evidenziato un risultato imponibile sul quale applicare l’imposta sostitutiva.


Difatti, l’art. 1, comma 129 della legge finanziaria 2008 ha riproposto la disciplina dello scioglimento agevolato e della trasformazione in società semplice (mediante il richiamo dei commi da 111 a 117 della legge finanziaria 2007).


In tale disciplina assume particolare rilevanza la quantificazione del valore normale che è preso a riferimento sia per la determinazione del reddito della procedura di liquidazione della società sia per la determinazione del reddito in capo ai soci.


A tal fine per determinare le imposte sui redditi dei beni immobili, viene previsto che su richiesta del contribuente e nel rispetto delle condizioni prescritte, il valore normale è quello risultante dall’applicazione dei moltiplicatori stabiliti dalle singole leggi di imposta alle rendite catastali.


Come chiarito dalla circolare del 4 maggio 2007, n. 25/E, il criterio catastale si applica, ai fini della determinazione delle imposte sui redditi, a tutte le tipologie di immobili.


Nel caso di specie, che riguarda l’assegnazione di un immobile abitativo, il contribuente può determinare il reddito della procedura di scioglimento agevolato mediante differenza tra il valore normale dell’immobile abitativo determinato su base catastale e il costo fiscalmente riconosciuto dello stesso.


L’applicazione del regime di favore non è, peraltro, subordinata alla circostanza che la procedura di liquidazione  evidenzi un risultato imponibile sul quale applicare l’imposta sostitutiva.


In sostanza, la fuoriuscita agevolata dal regime non viene meno se il risultato finale del periodo compreso tra l’inizio e la chiusura della liquidazione sia rappresentato da una perdita (circolare n. 25/E del 2007, par. 11.1).


Il medesimo valore catastale va preso a riferimento per la determinazione del reddito di capitale dei soci: Per questi ultimi il reddito é pari alla differenza tra il valore normale determinato su base catastale del bene assegnato – diminuito dell’importo assoggettato ad imposta sostitutiva al netto dell’imposta sostitutiva stessa – e il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione (circolare n. 25/E del 2007, paragrafo 11.2.3).


Anche ai fini della determinazione dell’imposta di registro, la società può determinare il valore dell’immobile abitativo utilizzando il criterio catastale, così come chiarito nella medesima circolare n. 25/E del 2007, paragrafo 11.2.1).


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 14/07/2008, n. 298)


 


 


7) Risparmio energetico: Ulteriori chiarimenti


Sono agevolabili, la fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, nonché delle opere idrauliche e murarie necessarie per la realizzazione a regola d’arte di impianti solari termici.


Mentre, gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, sono agevolabili se la sostituzione sia effettuata con impianti dotati di caldaie a condensazione, o con impianti di climatizzazione invernale dotati  di efficienti pompe di calore.


Come è noto l’art. 1, commi 344, 345, 346 e 347 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ha introdotto una detrazione dall’IRPEF pari al 55 % delle spese sostenute nel 2007, ed effettivamente rimaste a carico del contribuente, per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti.


Con l’art. 1, comma 20, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) la predetta agevolazione è stata prorogata al 31 dicembre 2010 ed estesa alle spese sostenute per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia (comma 286).


L’art. 1 comma 349, della legge 296 del 2007 ha disposto la regolamentazione di dettaglio della materia attraverso l’emanazione di un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo economico, intervenuto in data 19 febbraio 2007, successivamente modificato in data 7 aprile 2008.


Ai sensi dell’art. 1, comma 20, della legge finanziaria 2008, l’agevolazione è applicabile anche alle spese sostenute per la sostituzione intera o parziale di impianti di climatizzazione invernale non a condensazione, sostenute entro il 31 dicembre 2009.


La detraibilità delle spese relative a quest’ultima tipologia di intervento è peraltro subordinata all’emanazione di uno specifico decreto attuativo (comma 21, legge finanziaria 2008) che non è ancora stato adottato.


In attesa delle disposizioni che definiscano la portata dell’agevolazione, non é possibile in via interpretativa individuare quali impianti di climatizzazione possano rientrare nella previsione agevolativa.


Nel caso di specie, occorre fare riferimento ai commi 346 e 347 dell’art. 1 della legge finanziaria per l’anno 2007 concernenti, rispettivamente, l’installazione dei pannelli solari e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.


Per quanto concerne i pannelli solari, l’agevolazione spetta a condizione che gli stessi  siano destinati alla produzione di acqua calda per uso sanitario e rispondano alle caratteristiche tecniche indicate nel decreto di attuazione.


In tale ipotesi, rientrano tra le spese agevolabili:


La fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, nonché delle opere idrauliche e murarie necessarie per la realizzazione a regola d’arte di impianti solari termici organicamente collegati alle utenze, anche in integrazione con impianto di riscaldamento.


Viceversa, per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, la detrazione spetta a condizione che la sostituzione, integrale o parziale, dell’impianto esistente sia effettuata con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa in distribuzione, o con impianti di climatizzazione invernale dotati  di pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia.


Pertanto, nel caso di specie, il contribuente non può fruire dell’agevolazione fiscale della detrazione dall’imposta lorda pari al 55% sull’intervento complessivo realizzato.


Eventualmente può godere del beneficio, entro i limiti previsti dalla norma, soltanto in relazione alle spese direttamente ricollegabili all’installazione di pannelli solari utilizzati per la produzione di acqua calda ed aventi le caratteristiche individuate dal richiamato Decreto del 19 febbraio 2007.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 14/07/2008, n. 299)


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


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